Spunti di commento al quadro intermarket  tratti da:

TK's Sentiment Outlook settimanale e dal  TK's Update serale

Sono qui riportati alcuni spunti a commento della situazione del quadro intermarket che emergono dalla analisi quotidiana dei mercati finanziari e che sono compendiati nel lavoro previsionale settimanale TK’s Sentiment Outlook e nella integrazione serale TK’s Update. Cliccando sul comando TK’s Sentiment leggerete la pagina di accompagno di trasmissione dell’ultimo TK’s Sentiment Outlook, cliccando sui singoli comandi dei giorni della settimana accederete alla pagina di accompagno dei diversi TK’s Update prodotti nel corso della settimana.

Commento a corredo del TK's Update di Venerdì 9 Luglio 2010

 

 

Ieri sera ho voluto mettere in ordine la “consequenzialità logica” di aspetti fondamentali/tecnici di seguito riportati, che possono contribuire alla formulazione di una visione direzionale dei mercati per le prossime settimane. Alla ricezione della nota taluni hanno in sostanza detto “và bene tutto questo ma, da che parte và il mercato?”

 

So bene di non aver dato una risposta specifica a questa domanda ma oggettivamente non mi sono posto più di tanto l’esigenza di fornire una risposta a questa domanda; sapevo che nelle condizioni vissuta ieri si sarebbe assistito ad un aumento della volatilità ed infatti fin dal Sabato 26 Giugno sul TK’s Sentiment Outlook Numero 26 del giorno 26 Giugno 2010 anticipavo la attesa di incremento di volatilità sul mercato americano e mi esprimevo nel seguente modo: (poi parliamo del mercato europeo)

 

“In termini di previsioni per la prossima settimana: Il quadro generale che emerge a livello intermarket, che peraltro trae fondamento anche da una situazioni di dichiarata debolezza della ripresa delle economia mondiale e da una difficoltà alla individuazione di comportamenti uniformi dei paesi del G 8, depone a favore di una settimana di ulteriore assestamento simile a quella vissuta nella settimana di consuntivo. Si ritiene infatti da parte nostra che il quadro intermarket "chiami" la visitazione e del livello di 1040 - 1050 punti dell'indice SP 500, circa un 3-4% sotto i livelli attuali al raggiungimento del quale assisteremo ad un rilevante aumento della volatilità di tutti mercati finanziari.

 

Sebbene le condizioni macro economiche di fondo depongano a favore di una prosecuzione del movimento correttivo dei mercati, in linea con le attese da noi formulate a Marzo , e che in zona 1040 punti transiti ciò che da molti è letto come una Neck Line di una conformazione a Testa e Spalla ribassista, non possiamo accettare con troppa approssimazione questa lettura del quadro intermarket. Vogliamo cioè dire che la conformazione a Testa e Spalla ribassista o per meglio dire la “supposta conformazione a Testa e Spalla ribassista” presente sullo SP 500 non si palesa allo stesso modo suo altri indici del mercato azionario americano e nemmeno europeo.

 

Sulla base di questi elementi si ritiene quindi molto probabile la visitazione di questo livello in zona 1040 - 1050 punti dello SP 500 e solo un suo successivo marcato cedimento congiuntamente con la perdita delle livello di 1,16 Dollari per Euro verrebbe da noi letto come un importante segnali di reale deterioramento del quadro intermarket e tale da favorire la discesa dei mercati azionari e la crescita dell’Oro e del Dollaro.

 

Se ora osserviamo il grafico dello SP 500 di figura 1 possiamo bene leggere l’effetto di questo incremento di volatilità ma che tuttavia, al momento è ancora assai simile a quello vissuto alla visitazione del livello di 1040 punti. In base a questa situazione mi è oggettivamente difficile prevedere quale possa essere il prossimo movimento del mercato americano: in termini generali potrei dire che a questo punto diventano assai scarse le possibilità di assistere ad una forte correzione dello stesso in quanto al livello di 1010 punti si è assistito ad una forte ripresa e che verosimilmente non verrà superata al ribasso con facilità nel prossimo futuro.

 

Questo non significa prendere posizioni rialziste sul mercato americano in quanto in questo contesto di incremento della volatilità dello stesso non si è ancora assistito al superamento del livello di 1,27 Dollari per Euro da parte dell’Euro e quindi fino a che questi livello non verrà superato permangono tutte le condizioni di ritorno alla crescita del Dollaro o, per essere più precisi, di indebolimento dell’Euro a dispetto dei risultati di Stress Test.

 

 

Figura 1) Indice SP 500

 

Sul fronte del mercato europeo le cose sono andate in modo del tutto inatteso; come argomentato ieri, la diffusione (forse ad arte) di notizie positive afferenti gli Stress Test hanno avuto l’effetto di comportare un incremento in un singolo giorno di un 5% delle quotazioni dei bancari e dei relativi ETF. Vediamo in figura 2 come anche il mercato italiano (che proviene da due settimane con flessioni del 5 % cadauna) stia tuttora oscillando all’interno di una zona di volatilità simile a quella di un mese fa e anche qui non mi pare saggio operare in un contesto di elevata volatilità specie nel mettere in campo o rimuovere operazioni di medio periodo su ETF.

 

Sulla base di queste considerazioni ritengo opportuno verificare meglio nel corso del week end la natura dei movimenti in oggetto e le ragionevoli attese che essi possano proseguire o non piuttosto, come sarei portato a ritenere in questo momenti, rientrare su livelli inferiori e poi decidere sul da farsi in presenza di un assestamento del tutto possibile. Aggiungo che le semestrali americane che conosceremo a partire da Lunedì con Alcoa ci potranno aiutare a capire la sostenibilità del movimento in atto da due/tre giorni perché di questo si tratta. Due tre giorni di volatilità non devono rimuovere un quadro previsionale formulato nel tempo in modo articolato e ragionato.

 

Nella giornata di Lunedì dovremo quindi ricevere importanti conferme di crescita stabile di Alcoa e soprattutto dell’outlook di domanda di alluminio che Alcoa produce, che sarebbe da leggersi come elemento di carattere previsionale macroeconomico in contrasto con quanto leggiamo dai dati di previsione macroeconomica. Più difficile sarà ritrovare elementi riguardanti le banche europee che possano supportare attese di prosecuzione del loro rialzo al ritmo degli ultimi giorni e tali da giustificare il movimento degli ultimi due tre giorni in qualcosa di diverso da forti ricoperture fatte a fronte di un elemento esterno al mercato come sdi presenta i risultati un po’ precipitosi degli Stress Test.

 

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