Spunti di commento al quadro intermarket  tratti da:

TK's Sentiment Outlook settimanale e dal  TK's Update serale

 

Commento a corredo del TK's Update di Lunedì 18 Ottobre 2010

 

Ieri sera il programma Word ha fatto le bizze facendomi perdere un lavoro piuttosto ampio che avevo svolto e che ora richiamo in maniera più sintetica -L. I punti di interesse di ieri sera, ma valide anche per questa mattina, i seguenti:

 

1)       Il tasso Euribor a 3 mesi ha superato la soglia dell’1%

2)       Il dato macroeconomico americano sulla variazione del livello di produzione ha segnato una flessione dopo 15 mesi di crescita

3)       I dati gestionali di IBM e di Apple hanno comportato forti prese di beneficio sui due titoli

4)       Commento alla riunione dell'IMF a Shanghai con nulla di fatto

5)       Creazione dei presupposti per attenderci il raggiungimento dell’obiettivo posto a 1,5 – 1,55 Dollari per Euro del cambio.

 

Ieri sera avevo esposto questi punti con maggiore analisi ma li voglio qui comunque prendere in esame anche alla luce di una apertura tutto sommata invariata della borsa europea......

 

4) Commento alla riunione dell'IMF a Shanghai con nulla di fatto

 

Riprendo alcuni aspetti che ieri sera avevo argomentato con maggiore dettaglio. I punti salienti della riflessione sono i seguenti tre:

 

1) L'economia mondiale è a rischio più di quanto si creda e – che le attuali politiche economiche sono destabilizzanti. lo ha fatto affermato il direttore generale del Fondo monetario internazionale Dominique Strauss-Kahn

 

2) Quanto agli squilibri commerciali, tutti i paesi devono contribuire all'aggiustamento, sia coloro che hanno un surplus che coloro che hanno deficit. Tutti devono condividere politiche di aggiustamento, per raggiungere l'obiettivo di una forte, sostenibile e bilanciata crescita. . lo ha fatto affermato Yi Gang, numero due della Banca di Cina.

 

3) In un certo senso si può dire che l'espansione monetaria delle economie avanzate sta avendo effetti di stimolo nei paesi emergenti, attraverso i flussi di capitale. lo ha fatto governatore giapponese Masaaki Shirakawa.

 

I passaggi richiamati sono estratto dai due seguenti articoli:

 

La Repubblica: La Cina promette: "Punteremo di più sulla domanda interna"

 

http://www.repubblica.it/economia/2010/10/18/news/la_cina_promette_punteremo_di_pi_sulla_domanda_interna-8196689/

 

Il Sole 24 Ore: Il vertice di Shanghai certifica che la guerra delle valute può provocare una guerra di bolle

 

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2010-10-18/vertice-shangai-certifica-guerra-152220.shtml?uuid=AYrP1TbC

 

Le considerazioni da fare a seguito di questo Meeting dell’IMF a Shanghai assai modesto nelle conclusioni e di massima sintesi possono essere formulato nel seguente modo:

 

“A fronte di una situazione economica mondiale assai grave e fortemente a rischio si prende atto che le misure di carattere monetario varate dalle economie occidentali e conosciute come misure di “quantitative easing” non contribuiscono alla formazione di una domanda interna direttamente nei singoli paesi che mettono in atto queste misure, ma piuttosto contribuiscono a formare potenziali bolle sui mercati emergenti con grave disequilibri sui cambi e in questo contesto il principale responsabile di questo stato di cose, la Cina, auspica che il buon senso sanerà le cose e che da parte sua stimolerà la domanda interna”

 

Mi rendo ben conto che in questa frase non si contempla tutto quanto attiene ai disequilibri macroeconomici mondiali ma in qualche misura indica l’atteggiamento che eufemisticamente possiamo definire “assai poco incisivo” adottato in materia di cambi.  Non ci attendevamo una riproposizione all’incontrario dell’”Accordo del Plaza” di buona memoria e che ha fatto scuola in materia di politica valutaria, ma prendere atto del fatto che la Cina cercherà di stimolare la domanda interna suona come una presa di distanza dal tema in discussione proprio a Shanghai

 

”Accordo del Plaza” : Dal nome dell'hotel Plaza, a New York, dove il 22 settembre 1985 i ministri economici ed i governatori delle banche centrali dei paesi del Gruppo dei cinque posero le basi per un progressivo deprezzamento del corso del dollaro. L'azione concertata (che nel giro di pochi mesi ottenne i risultati sperati) si era resa necessaria per le difficoltà in cui si dibattevano le industrie statunitensi a causa della sopravvalutazione del dollaro.

  

Cordiali saluti

C. Cantore

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