Spunti di commento al quadro intermarket  tratti da:

TK's Sentiment Outlook settimanale e dal  TK's Update serale

Sono qui riportati alcuni spunti a commento della situazione del quadro intermarket che emergono dalla analisi quotidiana dei mercati finanziari e che sono compendiati nel lavoro previsionale settimanale TK’s Sentiment Outlook e nella integrazione serale TK’s Update. Cliccando sul comando TK’s Sentiment leggerete la pagina di accompagno di trasmissione dell’ultimo TK’s Sentiment Outlook, cliccando sui singoli comandi dei giorni della settimana accederete alla pagina di accompagno dei diversi TK’s Update prodotti nel corso della settimana.

Commento a corredo del TK's Update di Lunedì 5 Luglio  2010

 

Figura 1) Future Indice SP 500

 

In una giornata caratterizzata dalla chiusura del mercato azionario americano per via della festa dell’Independence Day, i mercati europei si sono mossi con molto moderazione e con una flessione media dell’ordine di uno 0.3 – 0,5% e a questo livello si è uniformata anche la correzione del Future dell’Indice SP 500 . Più rilevanti e lievemente superiori al punto percentuale le flessioni del mercato italiano (-1.18%) e del Future dell’indice Dow Jones (-1,14%)

 

Il movimento odierno non muta in alcun modo le prospettive di evoluzione della settimana che continuano a vedere del tutto possibile l’effettuazione del Pull Back ribassista tracciato a titolo indicativo in figura 1 sul future dell’Indice SP 500. Una cosa sono infatti le variazioni del Future (gestite da operatori europei) , cosa diversa sono le reali variazioni i del mercato gestito dagli operatori americano presenti in forza sul loro posto di lavoro.

La morfologia della recente evoluzione dei tre future del mercato americano è pressoché la stessa e li vede bene inseriti in un canale lineare assai regolare e quindi in caso di abbandono dello stesso diverrebbero molto elevate le probabilità di assistere alla formazione del Pull Back ribassista di figura 1. 

 

Pur attendendoci ovvie conferme da parte della evoluzione degli indici e non dei loro futures, nondimeno già in mattinata domani potremo percepire se il mercato americano si avvia o meno alla formazione del pull back ribassista a seconda che i futures riescano o meno abbandonare al rialzo i relativi canali lineari. Con il movimento odierno il rimbalzo funzionale alla formazione del pull back si eleva da  un 2 ad un 3% medio. 

 

Oggi ho scritto in prima bozza una riposta alla seguente lettera scritta da un Sottoscrittore Promotore Finanziario e la riposta, che si presenta piuttosto articolata verrà portata alla vostra attenzione domani sera. Per dare una idea della completezza della risposta (almeno spero) allego le 10 figure circa utilizzare nel dare risposta a quanto sollevato nella lettera e in questo contesto, penso di fare cosa utile e gradita nel proporre la lettera ma soprattutto di invitare che di voi fosse interessato a sottopormi osservazioni simili o complementari a quelle fatte da D.C. (domani sera dirò il nome e cognome per esteso) di volerlo cortesemente fare domani mattina.

 

Magari le illustrazioni impiegate a servizio della risposta passeranno dalle attuali 10 a 15 ma non dimeno credo che fermarsi di tanto in tanto per valutare il proprio modo di porsi nei confronti dei mercati finanziari sia come trader, sia come promotori sia in altre vesti può essere utile anche  in posizioni critiche nei confronti del mio lavoro e delle mie Lettere Previsionali (specie quando il mercato va nella direzione favorevole -J)

 

Questo è il momento di farlo e in questo contesto ringrazio anticipatamente per  l’invio di domande che mi vorrete gentilmente porre entro le 14/15. Grazie e intanto buona lettura della lettera di D.C. che ringrazio per lo stimolo che mi ha dato con la lettera in questione: 

 

Buona sera Dott. Cantore,

 

Le scrivo per avere delle indicazioni, più chiare per modulare un portafoglio in un contesto di forte incertezza come quello attuale....

 

Nello specifico, pur condividendo la sua analisi trovo molto difficile prendere posizioni short su titoli bancari che si trovano all'incirca ai valori di metà anni ottanta ma con possibilità di dare utili molto alti rispetto al passato. Al riguardo sia Intesa che Unicredit hanno e stanno accantonando cifre enormi come possibili perdite; nell'eventualità non molto remota, che parte di questi accantonamenti si traducano in ulteriori utili futuri non potrebbe essere molto rischioso andare corti?

 

Operando come Promotore Finanziario ho sempre cercato di trovare del "valore" futuro nelle attività finanziarie.

Sempre parlando di capitalizzazione,con un SP mi sotto i 20.000 ci troviamo sotto i livelli di marzo del 2003 e a circa meno 60% dai massimi del 2000.

 

Se considero che un appartamento nella periferia di Roma nello stesso periodo è passato da 100.000 euro a circa 300.000; e una azienda che nello stesso periodo capitalizzava 50 mld di euro con prospettive di fare 2,5 mld,oggi ne vale meno della metà ma con la possibilità di fare magari 3 mld di utili.

 

Paragono l'andamento degli immobili a quello di un azione o comunque di un indice, magari l'eurostoxx select dividend, che ai prezzi di oggi è composto da aziende che hanno un P/ E sotto a 10 e rende circa il 6% anno solo di dividendo. Questo significa che i nuovi danari sono andati sul caro mattone e sui titoli di stato per tutti questi anni e che qualcuno li avrà anche prodotti per indirizzarceli. Cosa che comunque nonostante la crisi e le difficoltà continua ad avvenire. è solo cambiato l'indirizzo ma è probabile che facendo due conti si potrebbe ripensare a investire in azioni.

 

Ma vengo alla domanda: non potremmo già trovarci in una situazione di paradosso dove si scommette su un andamento dell'economia molto al rilento ma dove i prezzi dell'equity abbiano già scontato eccessivamente e pesantemente l'andamento dell'economia stessa.

 

La scommessa attuale è quella di chi dice: visto che le "cose" vanno male compro titoli di stato non considerando che si incorpora un rischio tasso elevatissimo a fronte di rendimenti,sempre paragonati all'eurostoxx select dividend su un periodo di dieci anni di circa il 50% in meno.

é come se le decisioni di investimento siano guidate da una continua paura di un imminente fallimento.

 

Grazie e buon Lavoro 

D. C.

Cordiali saluti
C. Cantore

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