Spunti di commento al quadro intermarket  tratti da:

TK's Sentiment Outlook settimanale e dal  TK's Update serale

Sono qui riportati alcuni spunti a commento della situazione del quadro intermarket che emergono dalla analisi quotidiana dei mercati finanziari e che sono compendiati nel lavoro previsionale settimanale TK’s Sentiment Outlook e nella integrazione serale TK’s Update. Cliccando sul comando TK’s Sentiment leggerete la pagina di accompagno di trasmissione dell’ultimo TK’s Sentiment Outlook, cliccando sui singoli comandi dei giorni della settimana accederete alla pagina di accompagno dei diversi TK’s Update prodotti nel corso della settimana.

Commento a corredo del TK's Update di Giovedì 17 Giugno 2010

 

 

Con quotazioni intraday in zona 20.750 punti il nostro indice FTSE MIB si stava avvicinando all’obiettivo indicativo che ieri individuavamo in termini di una variazione anche superiore all’1% prima di assistere ad una successiva correzione che lo ha portato a chiudere in parità.

 

Ieri sera si diceva infatti: “Per domani dovremo riportare l’attenzione sul comportamento del petrolio il quale, congiuntamente con la dinamica del cambi euro dollari ci potrà dare una indicazione direzionale che riteniamo potrà essere positiva e anche superiore all’unità percentuale di variazione.”

 

Sulla base delle variazioni pressoché nulle da parte dei mercati azionari delle due sponde dell’america, riteniamo utile soffermare l'attenzione sul cambio Euro Dollaro e sull’andamento del petrolio WTI. Il primo sta proseguendo al rialzo in modo assai regolare all’interno del canale parabolico di figura 1 e fino a che permarrà all’interno dello stesso non dobbiamo attenderci in chiave intermarket brusche e strutturali inversioni del trend da considerarsi in moderata  crescita di mercati azionari.  Quanto al prezzo del petrolio si devono osservare delle prese di beneficio odierne che hanno riportato il WTI sull’importante livello di 76 dollari al barile e fino a che non si assisterà ad una convincente violazione della stessa non dovremo leggere segnali di interruzione della fase positiva del quadro intermarket.

 

Figura 1: Cambio Euro Dollaro 

 

In relazione alla giornata di scadenze tecniche di domani non ha oggettivamente molto senso prefigurare variazioni di brevissimo che tuttavia, a posteriori, ci potranno dare utili indicazioni sulla contrapposizione delle forze in campo sui mercati. Anticipando un commento che dovrò riprendere nel lavoro settimanale (e che prenderà in considerazione anche il pessimo dato dell’indice della Banca Centrale di Philadelphia comunicato oggi, penso utile qui proporre alla attenzione di tutti una risposta data oggi alla seguente domanda che credo possa essere di interesse di tutti.:..

 

“...avrei una domanda da porti se mi è possibile.. se tu ritieni che questo movimento rialzista abbia una sua potenziale estensione a 21000 perchè dovremmo chiudere le posizioni short ? Grazie a presto T…”

 

La risposta è piuttosto difficile da dare  ma nella sostanza è questa: fino a giovedì scorso vi era una certa coerenza tra andamento della economia reale bruttina, sia in America (come da dato occupazione e vendite al dettaglio ed oggi aggiungiamo anche il Philadelphia FED Index) sia in Europa da parte dell’Indice ZEW, e andamento in flessione dei mercati azionari. Con il dato delle vendite al dettaglio americane di Maggio in flessione dell’1,2 % che ha oggettivi contenuti recessivi in sé, in presenza di un livello dello SP 500 al livello molto critico di 1040 punti si è assistito ad un rimbalzo del 3% in un solo giorno. Qualcosa del genere, seppure in maniera meno violenta e più attenuata, si è prodotta anche in Germania alla diffusione del dato pessimo dell’indice di fiducia Zew.

 

Memore delle vicende del 2009, laddove i mercati sono stati fortemente manipolati (soprattutto da metà Luglio 2009 a Gennaio 2010) e si sono visti dei recuperi proprio quando si stavano preparando figure chartistiche ribassiste, ho interpretato il comportamento sui mercati della scorsa settimana come effetto di un intervento corale da parte dei soggetti che lo scorso anno ho definito con la locuzione “Convitato di Pietra” (Ministero Tesoro americano, FED, SEC e principali banche americane in buona compagnia con gli “Hedge Funds carbonari”– ossia quelli che si sono incontrati il 7 Febbraio 2010) e come tale dall’esito incerto in termini di estensione.

 

Il livello di 20.700 – 21.000 punti del nostro indice era da me visto come un obiettivo  oggettivo conseguente alla riproiezione al rialzo della zona di consolidamento di figura 3 e analoga a quella di figura 4 dello SP 500 ma, voglio precisare il livello di 20.700 - 21.000 non era visto come obiettivo finale del movimento derivante dagli interventi del “Convitato di Pietra”. In questo contesto già sarebbe più corretto parlare di un livello obiettivo posto a 1170 punti dello SP 500 che qualora fosse raggiunto significherebbe una ulteriore crescita dell’ordine di un 5% per il mercato americano con possibile estensione anche maggiore per il nostro mercato che dal livello odierno di 20.600 potrebbe raggiungere anche , indicativamente, il livello di 21.600 – 21.700 punti.

 

In base a queste considerazioni non ho esitato lunedì pomeriggio a dare una indicazione di immediata e incondizionata chiusura delle posizioni short (mi rendo conto in un ora non comoda, alle 16.50, solo quando ho percepito importanti segnali da parte del mercato americano) accettando, e chiedendo di fatto a voi di accettare, l’adozione di un atteggiamento più dinamico sul mercato, in termini di maggiore numerosità nella entrata e nella uscita dalle posizioni, rispetto quello dello scorso anno.

 

Intanto l’obiettivo che nel TK’s Sentiment Outlook numero 24 di questo week end posto tra 20.700 e 21.000 è stato raggiunto e la tenuta del mercato americano di oggi alla luce del dato assai negativo sul dato macroeconomico odierno mi suggerisce di rimanere fermi ed eventualmente tornare short solo alla violazione della evolvente parabolica che avvolge in modo assai ordinato lo SP 500 di figura 5. Il minimo intraday odierno fatto dallo SP 500 potrebbe costituire un importante pull back rialzista che potrebbe dispiegare i suoi effetti in una sessione di scadenze tecniche. Insomma fino a che il cambio euro dollaro e lo SP 500 risentono delle importanti evolventi paraboliche di supporto di figura 1 e 5 ritengo opportuno rimanere flat.

 

Buon Week End e arrivederci a domenica sera.

Cordiali saluti

C. Cantore

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