TK's Sentiment Outlook  - Numero 4 del 24/1/2009  - Pagina 03

    

Figura 15) Indice Stoxx 50                                    Figura 16) Indice Eurostoxx 50  

Questo movimento di predisposizione di una base di accumulazione per un prossimo ciclo pluriennale positivo, è altresì osservabile sul fronte dei mercati europei rappresentati in figura 15 dall'indice Stoxx 50 e in figura 16 dall'indice Eurostoxx 50. A rigore si osserva la possibilità di un leggero sfondamento al ribasso della zona di supporto attualmente registrata dai due indici senza con questo dover considerare venuto meno il movimento laterale di accumulazione.

Figura 17) Indice Nikkei  

Figura 18) Indice Shanghai                                          ra 19) Indice del Mercato russo  

In figura 17 si osserva come anche sul mercato azionario giapponese qui rappresentato dall'indice Nikkei si stia formando questa base di movimento laterale di accumulazione e qualcosa di assolutamente simile e visibile anche sull'indice del mercato cinese di Shanghai in figura 18 come anche sull'indice di Mosca.

Proprio la diffusa presenza di queste fasi di consolidamento osservabili sui vari mercati azionari in tutto il mondo rafforza in noi il convincimento che i mercati si stanno ordinatamente stabilizzando sui livelli attuali decretando in tal modo il definitivo esaurimento dell'onda flettente del 2008.  

 

Figura 20) Petrolio Brent                             Figura 21) Indice CRB  

 

Figura 22) Petrolio Brent                                      Figura 23) Indice CRB  

Anche altri mercati finanziari non azionari quali ad esempio il mercato del petrolio o più in generale delle Commodity di figura 20 e 21 così come anche taluni mercati valutari quale ad esempio rapporto di cambio tra Euro e Sterlina e tra Euro e Yen attestano una sorta di volontà di fondo di ricerca di stabilizzazione sui livelli attuali da parte di tutti i mercati del quadro intermarket.  

Non possiamo che interpretare positivamente questo tentativo di stabilizzazione sui livelli attuali quale passo propedeutico e indispensabile all’avvio di un movimento di segno opposto a quello che ci lasciamo alle spalle e per questo fortemente rialzista sui mercati azionari (fortemente rialzista almeno per il primo anno)  


Primi segnali di rotazione settoriale    

Figura 24) Indice Settoriale Stoxx Bancari  

A fianco di questo primo importante segnale di un tentativo di stabilizzazione da parte dei vari mercati finanziari sui livelli attuali, un secondo segnale altrettanto importante di esaurimento del movimento flettente giunge dal constatare un primo tentativo di rotazione degli indici settoriali sia pure ancora allo stato nativo.  

Molti operatori interessati al comportamento ad esempio di alcuni titoli bancari probabilmente non stanno percependo questo importante accadimento ed infatti l'esame della situazione dell'indice Stoxx settoriale bancari di figura 24 esprime con assoluta chiarezza l'elevato stato di debolezza di questo comparto. Si osserva infatti in figura. Un posizionamento attuale dell'indice in esame su livelli inferiori ai minimi del 2002-2003 mentre invece altri indici settoriali si posizione sui livelli del 2002-2003 oppure anche sul livelli superiori.  

Figura 25) Indice Settoriale Auto  

Per meglio comprendere la rilevante differenza che può sussistere tra la percezione che taluni di noi possiamo avere a riguardo del mercato azionario generale e quanto invece emerge nella lettura settoriali specifiche dei singoli indice settoriale è ad esempio interessante osservare come l'indice settoriale Auto a livello europeo, si trova sul livelli ancora nettamente superiori rispetto ai minimi del 2002 2000.  

Verosimilmente investitori sul titolo FIAT hanno un maturato un orientamento diverso constatando livelli del loro titolo nettamente più bassi rispetto quello dell'indice di appartenenza. Proprio la diversa percezione tra ciò che un operatore in forte perdita ha nei confronti del mercato e la percezione che viceversa può avere un operatore fuori dal mercato ma con la disponibilità di mezzi monetari freschi pronti ad investire, contribuisce a creare quella sostituzione dei players che, è brutto a ricordare, ma da 200 anni a questa parte è facente parte della normale storia di evoluzione dei mercati finanziari.

 

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600    

Prima di addentrarci nel singolo esame dei vari su indici settoriali può essere opportuno riportare alla nostra attenzione il diverso comportamento dei singoli settori sia in Italia, vedasi in tabella 2 le variazione degli indici settoriali Comit, sia livello pre europeo come è rappresentati in tabella 3 da parte degli indici settoriali Stoxx.  

Già sì è osservato che mentre taluni settori presentano perdite anche superiore ad un 20% da inizio anno, altri settori presentano sempre inizio anno variazioni prossime allo zero o anche positive e quindi questo diverso comportamento è segno di iniziali “distinguo " tra singoli settore.  

Il presentarsi di situazione estremamente debole ad esempio del comparto bancario non è da intendersi quale indicazione di un senatore più predisposto al rialzo per un facile recupero ma anzi da parte nostra si ritiene che proprio fin da Marzo potrà essere interessante dirottare l'attenzione su quei comparti che si presentano oggi meglio posizionati in termini relativi rispetto gli altri.  

Proviamo a fare una prima rivisitazione di questo posizionamento dei vari settori suddividendoli nelle seguenti categorie:  

Ø       Indici Settoriali “di benchmark”

Ø       Indici Settoriali “di tenuta”

Ø       Indici Settoriali anticiclici

Ø       Indici Settoriali energia

Ø       Indici Settoriali industria e costruzioni  

Questa classificazione (grossolana) è valevole oggi e potrà chiaramente mutare nelle prossime settimane.

Indici Settoriali “di benchmark”    

Figura 26) Indice Settoriale Assicurativi                        Figura 27) Indice Settoriale FInanziari- settori benchmark  

Con il termine di “indici settoriali di benchmark” intendiamo riferirci a due comparti che, in questo momento, a livello europeo, si stanno comportando sinora maniera perfettamente rispondente alle nostre attese che abbiamo in ordine alla evoluzione complessiva dei mercati in questa fase di movimento laterale di consolidamento.  

Si osserva infatti come sia all'indice settoriale Assicurativi sì all'indice settoriale Finanziari stiano mettendo in atto delle oscillazioni sui minimi del 2002 2003 esattamente come sta facendo il mercato azionario americano rappresentato sia dall'indice Dow Jones sia dall'indice SP 500.  

In base a questa semplice considerazione è evidente che i segnali che potremo leggere nelle settimane entranti sia sull'indice settoriale assicurativo che su quello finanziario in relazione ai livelli minimi registrati nel 2002-2003, potranno essere del massimo interesse per farci una idea sulla possibile evoluzione dell'intero mercato azionario europeo.    

Indici Settoriali “di tenuta”

Figura 28) Indice Settoriale Tecnologici             Figura 29) Indice Settoriale Telecomunicazioni  

Il settore tecnologico così come il settore delle comunicazioni stanno tentando la formazione di una base di accumulazione sui livelli attuali rispondenti grosso modo ai minimi del 2002-2003. Definiamo il comportamento di questi due indici settoriali come di indici, “di tenuta (delle posizioni)" e non escludiamo che in presenza di un segnale rialzista dell'insieme dei mercati che potremo vedere proprio sul finire di Marzo questi due comparti possano tornare di rilevante attualità sui quali investire sui relativi ETF europei (e non necessariamente su titoli del comparto trattati sul mercato azionario italiano)    

Indici Settoriali anticiclici  

Figura 30) Indice Settoriale Farmaceutici                 Figura 31) Indice Settoriale Alimentari  

Con il termine “anticiclici” si definiscono normalmente quei settori che non risentono in maniera rilevante del clima congiunturale. In particolar modo appartengo a questi settori il comparto Farmaceutico e il comparto Alimentare i quali, a prescindere dall’andamento economico sottostante continuano a performare in maniera discretamente positiva, e si trovano ora su livelli relativi, rispetto i minimi del 2002-2003, decisamente interessanti. 

 

     

 

 


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