A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 47 del giorno 21 Novembre 2009
yCommento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: -.nel corso della settimana di consuntivo sì è assistito ad un
movimento positivo che, ad eccezione di pochi indici quale indici quale ad
esempio l'indice Dow Jones, non ha portato nessun mercato superare in massimi
di Ottobre. Il movimento della settimana si deve quindi interpretare come un
movimento all’interno di una fase di consolidamento e potrebbe definire
l'esaurimento del movimento di crescita avviatosi a Marzo proprio sui massimi
di Ottobre.
In questo contesto
si attende un uno storno nella settimana entrante che potrebbe favorire un
nuovo movimento ribassista tale da portare i mercati a rivisitare i minimi
registrati due settimane orsono. Si inizia a fortemente dubitare da
parte nostra di poter assistere ad una azione correttiva più incisiva da qui
a fine anno. Ragionevolmente solo interventi sui tassi di interesse potranno
comportare movimenti correttivi più rilevanti e la crescita del mercato
americano nella giornata di venerdì a seguito della diffusione di dati
macroeconomici negativi supporta questa tesi.
Pure in presenza di una attesa di una
nuova azione correttiva si deve porre attenzione ai livelli massimi di Ottobre
che sono da considerarsi molto rilevanti e che in caso di loro superamento
dovremmo necessariamente acquisire un orientamento rialzista dei mercati pur
in assenza di condizioni economiche sottostanti. Pur precisando questa
eventualità confermiamo l'orientamento espresso in settimana che vede una
probabilità dell 20% di assistere ad un movimento in crescita contro una
probabilità dell'80% che vede il non superamento dei livelli di Ottobre.
Un
altro tema di carattere intermarket meritevole di attento esame è la
situazione delle Commodity e dei metalli preziosi in generale conseguenti al
forte rialzo del prezzo dell'oro. Proprio l'effetto di sostenuta crescita
dell'oro, peraltro accompagnato anche dalla crescita del platino, altro
metallo prezioso sul quale siamo investiti, ci portano a valutare con
attenzione la situazione di un eventuale incremento dell’investimenti sugli
ETF delle metalli preziosi, attualmente pari al 20% sull’oro e al 5% sul
platino, di un ulteriore 5-10% sul fronte dell’argento che sta iniziando a
presentare una struttura interessante per l'investimento rialzo
In
termini di previsione per la prossima
settimana: La lettura a 360 gradi di della situazione dei mercati finanziari con il
ricorso alla analisi tecnica da un lato e della situazione macroeconomica
sottostante dall’altro presenta segnali di forte divergenza che rendono
difficile la formulazione di una ragionevole ipotesi di sviluppo. Dalla
analisi intermarket emerge tuttavia una risposta che riteniamo interessante.
Sul
fronte macro economico si deve prendere atto del fatto che il quadro generale
macro economico, così come descritto dai vari indicatori segnaletici specie
quelli americani quali: Indici di fiducia, disoccupazione, apertura di nuovi
cantieri eccetera eccetera , presentano una situazione meno positiva di quella
che si poteva percepire anche solo un mese fa e non a caso il presidente Obama
ha iniziato ad introdurre, obtorto collo,
l’ipotesi di una ripresa delle economia americana a W (in caso di
espansione del debito pubblico americano) e certamente questo stato di cose
porterebbe, anzi ci porta, ad una visione negativa delle prospettive di
evoluzione dei mercati azionari.
La lettura della
situazione degli stessi mercati con l'esclusivo ricorso alla sola analisi
tecnica fornisce un quadro totalmente opposto e la cosa non è per nulla
sorprendente. Si sa infatti che l'analisi tecnica cerca ij fin dei conti di
individuare un trend in atto sul mercato e quindi assumere che il trend in
atto proseguirà nel tempo fino al sopraggiungere di elementi particolarmente
negativi che possano interromperlo e che a stessa analisi tecnica sarà
segnalare. È un dato di fatto che da Marzo ad oggi i trend sui mercati
azionari siano in crescita e conseguentemente la sola analisi tecnica non può
che ipotizzare il proseguimento di questo trend positivo.
Sulla base di
questa rilevante divergenza di indicazioni riteniamo che l'elemento utile per
capire le tendenze dei mercati, se saranno ancora in crescita nelle settimane
entranti o non piuttosto, come siamo orientati a ritenere, giunti
all’esaurimento del movimento di crescita di Marzo, sarà la lettura
congiunta della dinamica del mercato azionario americano e del rapporto di
cambio tra Euro e Dollaro.
Questa lettura si
basa sull’assunto che ogni movimento in crescita del mercato sia
prevalentemente dovuto o ad acquisti fatti da gestori che devono rincorrere il
mercato e sono chiamati ad “acquisti
obbligatori” o ad altri gestori che viceversa continuano a porre in atto
cosiddette operazione di Carry Trade.
Presentiamo
nel corso del lavoro quattro ipotesi alternative di evoluzione dei mercati in
base a diversi andamenti del mercato azionario e del mercato valutario ma si
ritiene che in caso di superamento dell’importante Doppio
Top sul mercato azionario
posto al livello di 7250 punti dell'indice NYSE 3000 e dell’omologo doppio
top sul mercato valutario in zona 1,505
Dollari per Euro si debba interpretare questa dinamica come nuovo massiccio
avvio di operazione di Carry Trade tali da portare il mercato azionario
americano anche in zona 1.200 – 1.250 punti dell'indice SP 500.
Continuando ad attribuire non oltre un 20% di
probabilità alla manifestazione di questa evoluzione del mercato (che
chiaramente ha una natura di carattere strettamente finanziario/speculativo e
non di investimento a se comporta una crescita del mercato azionario occorre
prenderne atto contro ogni apparente ragionevolezza).
Il nostro
orientamento vede l’attribuzione di un 80 % di probabilità che questi
livelli da ora fine anno non verranno superati e che anzi possa prendere corpo
in maniera convincente l’attesa fase di distribuzione che potrebbe a sua
volta a riportare il mercato italiano in zona 21.000 punti.
In virtù della
esigenza di attendere il segnale congiunto che il mercato valutario e il
mercato azionario vorranno dare in termini di superamento dei citati massimi o
della perdita di relative trend line di supporto, il quadro che possiamo
cogliere rafforza in noi la necessità di differire a Marzo i consueti
seminari gratuiti di inizio anno (con conseguente fruizione di due mesi del nostro lavoro
fino a fine Febbraio da parte delle attuali Sottoscrittrici e attuali
Sottoscrittori prima di decidere se aderire o meno al rinnovo per il 2010).
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Premessa:
Per problemi tecnici questa settimana non si dispone in modo integrale di
tutti i dati e conseguentemente alcune tabelle numeriche sono presentate in
modo parziale e della cosa ci scusiamo.
La settimana di consuntivo ha visto un rilevante
movimento correttivo sul mercato azionario italiano ben superiore alla media
del movimento correttivo sul mercato europeo mentre sul fronte del mercato
azionario americano si è assistito sostanzialmente ad una generale invarianza
degli indici nel corso della settimana.

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
Sul
fronte del movimento del mercato valutario si è assistito ad un movimento di
leggero indebolimento dell’Euro nei confronti del Dollaro come indicato in
figura 5 e il cambio ha formato un Doppio Top in zona 1, 505 Dollari per Euro.
Il mercato valutario sarà nuovamente oggetto di ampia analisi più avanti nel
corso del lavoro per la rilevanza da esso rivestita nei confronti del quadro
intermarket e del mercato azionario in particolare.

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
Sul
petrolio sì è assistito al proseguimento di ampie oscillazione da un giorno
all'altro ma l’aspetto che maggiormente caratterizza il petrolio è ben
visibile dalla formazione di una congestione indicata in figura 8 la quale è
ormai da lunga data ben supportata dalla trend line superiore.
Fino
a che permarrà il proseguimento di questo movimento di ampie oscillazioni
comprese tra 75 e 80 Dollari al barile, il movimento in essere dovrà
interpretarsi come una fase distributiva che potrebbe evolvere in termini di
indebolimento netto del prezzo del petrolio alla perdita del livello di 75
Dollari al barile con prospettive di facile rivisitazione del livello di 70
Dollari; alla luce di questa situazione e di questo possibile evento negativo
si rimane flat sul petrolio.

Figura
9) Prezzo ORO (grafico orario)
Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)

Figura
11) Prezzo Platino (grafico orario)
Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)
A
livello di commodity si è nuovamente assistito ad un movimento di crescita
dei metalli preziosi e in questo contesto abbiamo suggerito un nuovo
investimento a valere sull’ETC dell'argento onde portare l'investimento
complessivo sugli ETC/ETF dei metalli preziosi ad un 30% del portafoglio
dedicato al mercato azionario/ETF.
Più
precisamente il portafoglio prevede un investimento del 15% su Oro, un 5% sul
Platino e questo recente di investimento delle 10% sull’Argento.

Figura
13) Prezzo Argento (grafico orario)
Figura 14) Prezzo Argento (grafico daily)

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Nel
corso della settimana di consuntivo si osserva una rilevante flessione del
mercato azionario italiano, specie se messa in relazione agli altri mercati
azionari da noi presi in esame; questa variazione è stata superiore al 3,3%
ed è stata fortemente condizionata dalla flessione del settore il bancario
prossimo al 3,5% in Italia.
A
tratto più generale si osserva come tre comparti del mercato azionario
italiano, bancari finanziari e assicurativi registrino flessione comprese tra
i il 6 e 7,5% nelle ultime quattro settimane superate soltanto dalla flessione
del comparto immobiliare prossimo all'8%.
Riteniamo
che il porre attenzione a questa rilevante flessione di questi comparti in
queste ultime quattro settimane ci permette di meglio comprendere la
situazione di oggettiva distribuzione che interessa il mercato azionario
italiano nella quale è opportuno rimanere con posizioni short e non chiuderle
su strappi rialzisti nervosi tipici di ogni fase di distribuzione.
A
livello di variazioni dei mercati azionari soggetti a rischio di cambio verso
Euro si segnala una sostanziale tenuta del mercato azionario americano che
anzi presenta una variazione positiva per l'indice Dow Jones di uno 0,5% a cui
si contrappone una variazione negativa di quasi un 1, 4% da parte dell'indice
Nasdaq.
Altrettanto
meritevole di attenzione è la flessione del 2, 8% in settimana da parte
dell'indice Nikkei comporta una flessione prossima all'8% nelle ultime quattro
settimane. (Segnaliamo questo aspetto del mercato azionario
giapponese anche alla luce della considerazione spesa nelle scorse settimane
in relazione al possibile comportamento del mercato azionario americano in
scia a quello registrato dal mercato azionario giapponese con questi risultati
piuttosto scoraggiati – ipotesi momentaneamente sospesa ma non del tutto
abbandonata).

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio

Figura 15)
Indice VIX di volatilità dello SP 500
Figura
16) Baltic Dry Index
Sul fronte delle indicazioni che
possiamo leggere dall’indicatore VIX della volatilità del mercato azionario
americano e del Baltic Dry Index dobbiamo oggettivamente prendere atto di
segnali positivi, in termini di segnali utili a favorire la crescita del
mercato azionario americano.
A)
Una prima lettura della situazione dei mercati azionari

Figura 17) Indice FTSE MIB
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