A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 46 del giorno 14 Novembre 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana
giungevamo alle seguenti previsioni:
- Il movimento di crescita del 3,2% registrato dal
mercato azionario americano nella settimana di consuntivo, ben oltre il
livello medio di crescita dell'1, 8% del mercato azionario Europeo , è
tuttora da considerarsi come un importante rimbalzo e non ha ancora come un
segnale di inversione del trend. La manifestazione di questo movimento di
rimbalzo del tutto inatteso ci ha indotti a rileggere con elevata attenzione
le cause che lo hanno potuto determinare, peraltro in presenza di dati macro
economici particolarmente negativi sul fronte della occupazione, e la ragione
da noi individuata si chiama: “Ritrovata preferenza della lettura grafica
dell'indice Dow Jones rispetto l'indice SP 500”.
Con
questa espressione vogliamo cioè dire che il movimento di rimbalzo sì è
prodotto su una indicazione grafica molto chiara sul fronte dell'indice Dow
Jones , trend line congiungente i minimi di Marzo e di Luglio , mentre invece
la omologa trend line sull'indice SP 500 era stata ormai violata da un paio di
settimane.
Sulla
base di questa semplice considerazione e del rilevante rimbalzo registrato in
settimana, iniziano in noi a indebolirsi le ragioni che possono comportare un movimento correttivo del mercato
azionario americano il quale pare ormai del tutto insensibile ad ogni
notizia, ancorché fortemente negativa, riguardante l'economia reale. Sulla
base di questa considerazione percepiamo ancora lo spazio di potenziale
crescita "indolore" del mercato americano compresa tra 1,5
e 2,5% e tale da portare gli indici alla raggiungimento di importanti
trend line che dovrebbero favorire un successivo movimento correttivo.
L'eventuale
superamento di queste trend line, superamento che non ci sentiamo di
escludere, potrebbe portare gli indici americani a superare le trend line
congiungenti i massimi del 2007 con i massimi recenti di Ottobre conferendo
una lettura fortemente rialzista al mercato e che potrebbe essere stata posta
alla base come obiettivo da parte del “Convitato di Pietra” per il
movimento di difficile spiegazione di giovedì scorso. In caso di superamento
di questa trend line non potremo non leggere questo segnale come appunto un
segnale di allerta utile per eventualmente chiudere le posizioni short e anche
fare un réverse se, e solo se, l'indice NYSE 3000 supererà i massimi di
ottobre.
Riteniamo
che l'eventuale superamento dei massimi di Ottobre da parte dei diversi indici
del mercato americano e segnatamente da parte del NYSE 3000, potrebbe essere
un obiettivo delle forze rialziste tuttora presente sul mercato americano
volte a portare questi indici al superamento della ritracciamento del 50%
flessione 2007-2009 con tutte le conseguenze rialziste derivanti. Ancora una
volta ci attendiamo una settimana piuttosto densa di eventi che non potremo
non seguire con la consueta attenzione. Nel corso del lavoro Illustro il
seguente tema: Adeguamento
di TK Trading Knowledge agli eventi attesi per i prossimi 5 mesi con
l’auspicio di incontrare il vostro favore nel programma descritto.
In
termini di previsione per la prossima
settimana: nel corso della
settimana di consuntivo
sì è assistito ad
un movimento positivo
che, ad eccezione
di pochi indici quale
indici quale ad esempio
l'indice Dow Jones, non ha
portato nessun mercato
superare in massimi
di Ottobre. Il
movimento della settimana
si deve quindi interpretare
come un movimento all’interno
di una fase di
consolidamento e potrebbe
definire l'esaurimento
del movimento di crescita
avviatosi a Marzo proprio sui massimi di
Ottobre.
In
questo contesto si
attende un uno storno
nella settimana entrante
che potrebbe favorire
un nuovo movimento
ribassista tale da
portare i mercati
a rivisitare i minimi
registrati due settimane
orsono. Si inizia
a fortemente dubitare
da parte nostra di
poter assistere ad
una azione correttiva
più incisiva da
qui a fine anno.
Ragionevolmente solo interventi
sui tassi di interesse
potranno comportare movimenti
correttivi più rilevanti
e la crescita del
mercato americano nella
giornata di venerdì
a seguito della diffusione
di dati macroeconomici
negativi supporta questa
tesi.
Pure
in presenza di una
attesa di una nuova
azione correttiva si
deve porre attenzione
ai livelli massimi
di Ottobre che sono
da considerarsi molto
rilevanti e che
in caso di loro
superamento dovremmo necessariamente
acquisire un orientamento
rialzista dei mercati
pur in assenza di
condizioni economiche
sottostanti.
Pur precisando questa
eventualità confermiamo l'orientamento
espresso in settimana
che vede una probabilità
dell 20% di
assistere ad un
movimento in crescita
contro una probabilità
dell'80% che
vede il non superamento
dei livelli di Ottobre.
Un altro tema di carattere intermarket
meritevole di attento esame è la situazione delle Commodity e dei metalli
preziosi in generale conseguenti al forte rialzo del prezzo dell'oro. Proprio
l'effetto di sostenuta crescita dell'oro, peraltro accompagnato anche dalla
crescita del platino, altro metallo prezioso sul quale siamo investiti, ci
portano a valutare con attenzione la situazione di un eventuale incremento
dell’investimenti sugli ETF delle metalli preziosi, attualmente pari al 20%
sull’oro e al 5% sul platino, di un ulteriore 5-10% sul fronte
dell’argento che sta iniziando a presentare una struttura interessante per
l'investimento rialzo.
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Anche questa
settimana ci tocca l'ingrato compito di commentare mercati azionari in
crescita in presenza di dati macro economici generalmente negativi. Torneremo
più in dettaglio nel corso del lavoro su questo aspetto ma nondimeno è un
dato di fatto che il mercato azionario americano sia cresciuto proprio in
presenza di un dato sulla fiducia del Michigan in contrazione rispetto i mesi
precedenti e in presenza di un nuovo rilevante disavanzo della bilancia
commerciale americana nonostante il perdurare della situazione del Dollaro
particolarmente basso contro tutte le altre divise.
Pur con questa premessa rientriamo ancora
all'interno di quello spazio di oscillazione positiva accettabile che era
stimata la scorsa settimana nell'ordine dell'1, 5 - 2, 5% prima di ritenere i
mercati avviati in una forte crescita destinata a portarci alla assunzione di
posizioni lunghe. La scorsa settimana dicevamo infatti quanto segue e il
comportamento del mercato internazionale ed americano in particolare è da
considerarsi del tutto coerente con questi assunti.
Sulla
base di questa semplice considerazione e del rilevante rimbalzo registrato in
settimana,
iniziano in noi a indebolirsi le ragioni che
possono comportare un movimento correttivo del mercato azionario americano il
quale pare ormai del tutto insensibile ad ogni notizia, ancorché fortemente
negativa, riguardante l'economia reale.
Sulla
base di questa considerazione percepiamo ancora lo spazio di potenziale
crescita "indolore" del mercato americano compresa tra 1,5 e 2,5% e
tale da portare gli indici alla raggiungimento di importanti trend line che
dovrebbero favorire un successivo movimento correttivo.
Più
in particolare si osserva sui due consueti grafici riportanti l'indice SP 500
e l'indice Eurostoxx 50 nella settimana di consuntivo un rilevante strappo nei
primi due giorni della settimana ai quali sono seguiti tre giorni di generale
movimento laterale con una tendenza all’assestamento (ad eccezione di una
iniziale crescita venerdì mattina in America a seguito della diffusione dei
dati in questione).

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)
A
dispetto di un saldo della bilancia commerciale particolarmente negativo, pari
a circa 30 miliardi di Dollari al mese in termini di maggiori importazioni
rispetto alle esportazioni, il livello del Dollaro continua ad essere
particolarmente compresso. Si osserva infatti in figura 4 il proseguimento
molto regolare della situazione di debolezza da parte dell'Indice Assoluto del
Dollaro e, stando a questo grafico, dovremo certamente attenderci il
proseguimento di questo movimento ribassista del Dollaro.
L'osservazione
viceversa del rapporto di cambio tra Euro e Dollaro e tra Yen e Dollaro ci
porta a ritenere la sussistenza di un importante base di supporto
all'indebolimento del Dollaro su questi livelli che e proprio l'atteso arresto
dell'indebolimento del Dollaro congiuntamente con l'avvenuto raggiungimento da
parte di alcuni indici del mercato americano di particolari livelli ci porta a
ritenere in via di definitivo esaurimento il movimento di crescita avviatosi a
Marzo e che potrebbe modificarsi in un movimento di distribuzione laterale con
una intonazione leggermente negativa.
Proprio
per via di questa importante segnalazione che possiamo leggere da parte del
mercato valutario, dedicheremo nel corso del lavoro un paragrafo monografico a
questo aspetto di relazione bidirezionali tra mercati azionari e valutari.

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)

Figura
9) Prezzo ORO (grafico orario)
Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)
Un
altro tema di carattere intermarket meritevole di attento esame è la
situazione delle Commodity e dei metalli preziosi in generale conseguenti al
forte rialzo del prezzo dell'oro. Proprio l'effetto di sostenuta crescita
dell'oro, peraltro accompagnato anche dalla crescita del platino, altro
metallo prezioso sul quale siamo investiti, ci portano a valutare con
attenzione la situazione di un eventuale incremento dell’investimenti sugli
ETF delle metalli preziosi, attualmente pari al 20% sull’oro e al 5% sul
platino, di un ulteriore 5-10% sul fronte dell’argento che sta iniziando a
presentare una struttura interessante per l'investimento rialzo.

Figura
11) Prezzo Platino (grafico orario)
Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
La
settimana di consuntivo vede nuove crescite molto sostenute sia IN America,
con crescite superiore al 2% e sia soprattutto in Europa laddove i principali
indici sono cresciuti dell'ordine di un 3%. Occorre osservare che i mercati
Europei avevano segnato correzioni più rilevanti nelle ultime due settimane
ma nondimeno è significativo il rialzo registrato in settimana.

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
Sul
fronte degli indici esposti al rischio di cambio non osserviamo elementi
particolari meritevoli di attenzione ad eccezione del fatto che mentre i
mercati azionari occidentali stanno segnando importanti crescite da inizio
anno il mercato azionario giapponese continua a languire e nel corso della
settimana ha infatti registrato una lieve flessione dello 0,19%. Si osserva in
tabella la povera performance del mercato azionario giapponese per un
investitore europeo il quale a fronte di una crescita prossima all'11%
dell'indice nikkei, sarebbe incorso in una perdita su cambi del 7% portando la
performance da inizio anno espressi in Euro a circa il 4%.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
Sul
fronte della comportamento degli indici settoriali europei si osserva nella
settimana di consuntivo ancora una elevata concentrazione sui consueti indici
settoriali caratterizzati da più rilevanti oscillazioni al rialzo e al
ribasso , indicati in rosso e però sono interessante anche primi segnali di
rilevante crescita da parte di altri settori tipo d'esempio il comparto
assicurativo, il consumi e il commercio e infine il tecnologico con crescite e
superiore al 3% nel corso della settimana.
In
base a quanto possiamo desumere dal comportamento di questi singoli indici
settoriali nella settimana di consuntivo è ragionevole ritenere che il
movimento di crescita della settimana e della settimana precedente sia stato
colto da gestori di fondi di investimento i quali hanno disposto acquisti ad
ampio raggio sui diversi comparti del mercato europeo.
Prendiamo
atto di questa osservazione esclusivamente in base alle variazione percentuale
di questi indici ma, come più avanti evidenziato, sul fronte del mercato
azionario americano ci si trova in un’altra situazione caratterizzata da una
rilevante crescita nell'ultima settimana a fronte di un decremento dei volumi
che questo non è certamente un segnale di forte volontà di crescita del
mercato.

Figura 13)
Indice VIX di volatilità dello SP 500
Figura
14) Baltic Dry Index
Nel
corso della settimana è rientrato su valori piuttosto basso l'indice della
volatilità VIX, e questo stato delle cose descrive una attesa di una
situazione di evoluzione ordinata dei mercati mentre è meritevole della
massima attenzione il forte incremento del Baltic Dry Index visibile in figura
14 e riportato nelle seguenti figure che ora andiamo a commentare.

Figura
15) Baltic Dry Index
Figura 16) Baltic Dry Index e Indice Cinese
In figura 15
osserviamo il posizionamento relativo di questo indice rispetto le sue
evoluzioni dei mesi caratterizzanti la crisi del 2008 laddove l'indice che
aveva raggiunto un valore prossimo a 11.600 punti cadde fin verso 1000 punti
salvo poi muovere al rialzo in questi ultimi mesi da circa 1000 punti a 4000
punti.
Come ben si sa il Baltic Dry Index è
l’espressione in forma di indice del costo dei noli marittimi di merci
(esclusi petrolio - metano) e certamente la sua crescita degli ultimi mesi è
da associare ad una ripresa della domanda dei noli marittimi in tutto il mondo
ma prevalentemente da e verso
Copyright © 1998-2007 TK Trading Knowledge. S.r.l. Posta elettronica: tkstaff@tk-it.it Sito Internet: www.tk-it.it Tutti i diritti riservati. Le informazioni contenute nel presente documento sono soggette a modifiche senza preavviso.Il logo della TK Trading Knowledge e i nomi: BesTrade®, ParVol® OR-ParVol®e PoiFig® sono marchi registrati della TK Trading Knowledge. Tutti i marchi registrati e i nomi dei prodotti menzionati appartengono ai rispettivi proprietari.