TK's Sentiment Outlook  - Numero 45 del 7/11/2009 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero 45 del giorno 7 Novembre 2009 


 

Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: - La situazione generale del mercato è piuttosto complessa e mal si presta ad una sintesi della sua possibile previsione per cui si rende necessaria la consultazione dell’intero lavoro che presenta diversi spunti di analisi.  

Tentando una sintesi di massima le conclusioni a ci si giunge vedono le prospettive di una ulteriore flessione per le prossime 2 settimane che potrebbe portare l’Indice SP 500 al livello obiettivi da tempo indicato in zona 950 – 960 punti e in questo contesto il mercato azionario italiano potrebbe vedere l’Indice FTSE MIB raggiungere una zona compresa tra 19.950 e 20.600 punti nello spazio di due – tre settimane e comunque entro e scadenze di Novembre.  

Non ci attendiamo una flessione continuativa per due – tre settimane ma piuttosto un recupero a metà della settimana entrante; in caso di avvio al ribasso saremo propensi a suggerire il completamento delle posizioni al ribasso alla perdita del livello di 2720 punti dell ‘Indice Eurostoxx e di 5350 punti dell’Indice DAX mentre, all’opposto si potrebbero sempre mettere in atto posizioni al ribasso in presenza di pull back sui livelli di 2840 punti dell’indice Eurostoxx e di 5620 dell’Indice DAX; il loro superamento segnalerebbero una situazione di allerta per le posizioni short.  

In termini di previsione per la prossima settimana: Il movimento di crescita del 3,2% registrato dal mercato azionario americano nella settimana di consuntivo, ben oltre il livello medio di crescita dell'1, 8% del mercato azionario europeo, è tuttora da considerarsi come un importante rimbalzo e non ha ancora come un segnale di inversione del trend.  

La manifestazione di questo movimento di rimbalzo del tutto inatteso ci ha indotti a rileggere con elevata attenzione le cause che lo hanno potuto determinare, peraltro in presenza di dati macro economici particolarmente negativi sul fronte della occupazione, e la ragione da noi individuata si chiama: “Ritrovata preferenza della lettura grafica dell'indice Dow Jones rispetto l'indice SP 500”.  

Con questa espressione vogliamo cioè dire che il movimento di rimbalzo sì è prodotto su una indicazione grafica molto chiara sul fronte dell'indice Dow Jones , trend line congiungente i minimi di Marzo e di Luglio, mentre invece la omologa trend line sull'indice SP 500 era stata ormai violata da un paio di settimane.  

Sulla base di questa semplice considerazione e del rilevante rimbalzo registrato in settimana, iniziano in noi a indebolirsi le ragioni che possono comportare un movimento correttivo del mercato azionario americano il quale pare ormai del tutto insensibile ad ogni notizia, ancorché fortemente negativa, riguardante l'economia reale.  

Sulla base di questa considerazione percepiamo ancora lo spazio di potenziale crescita "indolore" del mercato americano compresa tra 1,5 e 2,5% e tale da portare gli indici alla raggiungimento di importanti trend line che dovrebbero favorire un successivo movimento correttivo.  

L'eventuale superamento di queste trend line, superamento che non ci sentiamo di escludere, potrebbe portare gli indici americani a superare le trend line congiungenti i massimi del 2007 con i massimi recenti di Ottobre conferendo una lettura fortemente rialzista al mercato e che potrebbe essere stata posta alla base come obiettivo da parte del “Convitato di Pietra” per il movimento di difficile spiegazione di giovedì scorso.  

In caso di superamento di questa trend line non potremo non leggere questo segnale come appunto un segnale di allerta utile per eventualmente chiudere le posizioni short e anche fare un réverse se, e solo se, l'indice NYSE 3000 supererà i massimi di ottobre.  

Riteniamo che l'eventuale superamento dei massimi di Ottobre da parte dei diversi indici del mercato americano e segnatamente da parte del NYSE 3000, potrebbe essere un obiettivo delle forze rialziste tuttora presente sul mercato americano volte a portare questi indici al superamento della ritracciamento del 50% flessione 2007-2009 con tutte le conseguenze rialziste derivanti. Ancora una volta ci attendiamo una settimana piuttosto densa di eventi che non potremo non seguire con la consueta attenzione.  

Nel corso del lavoro Illustro il seguente tema: Adeguamento di TK Trading Knowledge agli eventi attesi per i prossimi 5 mesi con l’auspicio di incontrare il vostro favore nel programma descritto.

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                       Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

La settimana di consuntivo si caratterizza per una over performance del mercato azionario americano rispetto quello Europee. Mentre infatti il mercato azionario europeo è cresciuto dell'ordine dell'1, 8% la crescita registrata nella settimana di consuntivo da parte del mercato azionario americano è stata superiore al 3%. Questo particolare comportamento del mercato azionario americano sarà oggetto di attenta analisi nelle pagine che seguono.  

Figura 3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)     Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)  

I movimenti sui mercati finanziari hanno risentito nel corso della settimana di consuntivo delle determinazione prese dalle riunioni della FED e della BCE che hanno lasciato invariati i tassi di interessi sul Dollaro e sull’Euro e si sono pronunciate per il mantenimento di tassi di interesse particolarmente bassi e per un ragionevole periodo di tempo e più ancora hanno risentito dell'aggravarsi della situazione della disoccupazione in America.  

Pur con una aumento della disoccupazione ben oltre non le attese, nondimeno i mercati azionari non hanno recepito negativamente questo dato ma, hanno semplicemente aumentato la volatilità per chiudere appunto la settimana con gli apprezzamenti accennati in precedenza.  

Questa dinamica sì è riflessa solo in misura contenuta sul fronte del mercato valutario che continua a vedere l'Indice Assoluto del Dollaro ben impostato nel suo movimento declinante e a nulla sono valse le dichiarazioni e delle due Banche Centrale sui due lati dell'atlantico per potere imprimere un movimento direzionale diverso. Ragionevolmente le esigenze di proseguire nelle operazioni di Carry Trade hanno prevalso sulle dichiarazioni delle Banche Centrali.  

Quanto si osserva sul fronte dell'indice assoluto della Dollaro trova riscontro anche sul rapporto di cambio Dollaro-Euro il quale (in una analisi sommaria) vede la presenza del supporto di una trend line di lungo periodo fin qui ben rispettata mentre invece, come più avanti osservato, ha recentemente effettuato un pullback ribassista che potrebbe trasferire analoghi effetti anche sul fronte dei mercati azionari.  

Figura 5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)        Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)  

Figura 7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)      Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

L'andamento del prezzo del petrolio continua ad essere molto volatile ma tuttavia questa volatilità è iscritta sopra la trend Line superiore di figura e conseguentemente dobbiamo attendersi che attese rialziste sul fronte del petrolio piuttosto che attese ribassiste. È tuttavia un dato di fatto che da almeno due settimane il petrolio oscilla non tra il livello di 77 e 82 Dollari al barile e senza con questo dare indicazioni direzionali diverse da una indicazione di tenuta su questi elevati livelli.  

Figura 9) Prezzo ORO (grafico orario)                      Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)  

Le dinamiche viste in settimana hanno contribuito ad una accelerazione della crescita del prezzo dell'oro a riguardo del quale continuiamo a mantenere la nostra visione rialzista in direzione dell’obiettivo che indicammo in zona 1.200 Dollari l'oncia al momento in cui suggerimmo di aprire le posizioni al rialzo quando l'Oro superò il livello di 990 Dollari l'oncia.  

Pur a fronte di un andamento ondivago della rapporto di cambio Euro – Dollaro si ritiene che in caso di raggiungimento di questo obiettivo in zona 1.200 Dollari l'oncia il saldo complessivo delle operazioni di investimento che tengono conto sia della apprezzamento dell’Oro sìa delle oscillazioni della rapporto di cambio Euro Dollaro dovrebbe risultare abbondantemente vantaggiosa e lo stesso obiettivo lo attendiamo anche a riguardo del platino.

Figura 11) Prezzo Platino (grafico orario)           Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)  

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

Come già abbiamo introdotto nel corso della settimana di consuntivo le variazioni dei mercati europei sono state non dell'ordine dell'1, 8% e in questa misura sì è grosso modo comportato anche il mercato azionario italiano che, pur segnando una moderata crescita dello 0, 21% da parte dell'indice Comit nondimeno segna una crescita superiore al 2% per l'indice FTSE MIB. Più moderata è stata la crescita del mercato azionario tedesco e che limita il progresso all'1, 35%.  

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio

Sul fronte dei mercati azionari esposti al rischio di cambio dobbiamo prendere atto del movimento di forte crescita del mercato azionario americano e il quale ha registrato nella settimana un apprezzamento del 3, 20% ignorando nella sostanza il dato fortemente negativo sul fronte dell'occupazione che era da più parti visto come un possibile elemento capace di imprimere una azione correttiva al mercato americano.  

Dobbiamo Ora prendere atto del fatto che le cose non sono andate in questo modo e che a fronte di un dato particolarmente penalizzante sul fronte occupazionale, che si “pareggia” per così dire ad un dato positivo sul fronte del PIL ma, come osservato su queste pagine, in misura inferiore a quanto può emergere dal dato complessivo che ha visto una crescita del 3, 5%, i mercati finanziari americani hanno registrato una importante crescita.  

Si tratta ora di individuare, e la cosa diventa sempre più difficili, possibili e elementi sul fronte della economia e possano contribuire ad una azione correttiva del mercato americano. È infatti un dato di fatto che il mercato di Wall Street pare insensibile ad ogni indicazione negativa e ben improntato al rialzo.  

A questo punto si rende necessario da un lato sviluppare ulteriori considerazioni sia sul fronte della situazione dello stato dell'economia americana sia più ancora sul fronte della situazione grafica degli indici americani per verificare la ragionevolezza o meno di una azione correttiva anche alla luce degli interventi di sostegno erogati dai governi e dei vari paesi e attraverso le rispettive banche centrali destinati a durare ancora molti mesi.  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

La lettura delle variazioni degli indici settoriali della mercato azionario europeo conferisce alla settimana di consuntivo un aspetto che possiamo definire particolarmente " tecnico ". Osserviamo infatti in cinque settori che hanno registrate crescite dell'ordine del 4% o superiore mentre invece non il resto della mercato azionario europeo è rimasto con apprezzamenti compresi tra l'1 e il 2%.  

Importante è dal nostro punto di vista prendere ad esempio atto del fatto che il settore delle Risorse di Base ha registrato in settimana un recupero del 6, 08% contro la flessione del 7, 65% della settimana precedente e qualcosa del genere sì è manifestato anche a favore dell'indice delle Costruzioni.  

Ciò che possiamo trarre da questa osservazione è il fatto che i movimenti della settimana siano nuovamente movimenti spinti da Traders molto attivi sui mercati che hanno cercato di recuperare in fretta e furia le flessioni della settimana precedente.  

Se è corretta questa interpretazione, dobbiamo interpretare la dinamica dei mercati in senso rialzista in quanto almeno dal lato dei Traders vi è una specifica volontà di rimettersi al rialzo dopo una prima e importante azione correttiva come si è manifestato nella settimana precedente quella di consuntivo.  

Figura 13) Indice VIX di volatilità dello SP 500                          Figura 14) Baltic Dry Index  

Sia sul fronte delle indice VIX della volatilità sia sul fronte della Baltic Dry Index leggiamo dalla grafici di figura 13 e 14 segnali più di contenuto rialzista per i mercati in che non di contenuto ribassista e della cosa dobbiamo certamente tenerne conto.

 

 

 


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