A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 44 del giorno 31 Ottobre 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - Al fine di meglio comprendere le indicazioni operative che
potremo seguire nel corso della settimane entrante è utile ben percepire i
due elementi che dal nostro punto di vista hanno condizionato in maniera
rilevante i mercati azionari nella settimana di consuntivo contribuendo alla
formazione di una zona di consolidamento utilissima per stimare prossimi
movimenti dei mercati.
Ø
Il primo elemento è di
stretta natura tecnica e derivante dall’avvenuto raggiungimento di un
ritracciamento del 50% dell'onda correttiva 2007-2009 da parte di alcuni
importanti indici internazionali primi tra tutti l'indice NYSE 3000 e l'indice
DAX.
Ø
La seconda ragione è di
natura comportamentale e vede la manifestazione nella settimana di consuntivo
di ampie oscillazioni dei mercati da un giorno all'altro e questo movimento di
ampie fluttuazioni è dovuto da un lato alla graduale somatizzazione dei
risultati delle trimestrali delle principali società americane e dall'altro
lato alla attesa del dato del PIL del terzo trimestre che verrà diffuso
Giovedì 29 ottobre.
A fronte infatti di
dati mediamente positivi che iniziano ad emergere su alcune banche e alcune
società si alternano fasi di euforia con fasi di successivo ritorno con i
piedi in terra e questo comportamento particolarmente ondivago ha contribuito
nella settimana di consuntivo alla formazione della fase del consolidamento
descritta.
Il consolidamento in questione si pone
all'interno di triangoli in via di esaurimento che diventano sempre più
stretti da un lato e rigorosi dall'altro e conseguentemente si deve attendere
l'abbandono degli stessi prima di operare qualsivoglia intervento sul mercato.
In particolare si vuole attendere la violazione di importanti trend line
tracciata degli sia sull'indice SP 500 sia sull'indice Eurostoxx per operare
al ribasso.
Solo la contestuale violazione di queste
due trend line ci può mettere nelle condizioni di considerare attuabili
operative gestionali sul mercato volte da un lato alla diretta assunzione di
nuove posizioni short per chi è flat o anche alla sola rivisitazione di
posizioni di sterilizzazione da taluni poste in atto in passato abbandonando
la “gamba lunga” della sterilizzazione in questione.
Nel caso opposto di avvio di un movimento
in crescita, pur da noi ritenuto assai meno probabile, dovremo necessariamente
porre la massima attenzione al superamento di queste zone sommitale di
consolidamento, orientativamente in zona 1.100 punti dell'indice SP 500 e di
5.900 punti dell'indice DAX. Il superamento di questi livelli, annullerebbe la
visione da noi esposta su queste pagine nelle settimane scorse e che
tuttora vede l'elevata probabilità di una azione correttiva stimabile
mediamente dell'ordine di un 12% dei livelli attuali e dell'ordine di
un 10% dall’abbandono delle citate trend line di supporto la cui violazione
si rende tassativamente necessaria per potere pensare di porre in atto nuove
posizione ribasso.
La diffusione dei dati del PIL potrà
condizionare in maniera determinante l'evoluzione dei mercati nel corso della
settimana entrante così come anche potrà condizionare la dinamica del
mercato valutario che tuttora continua a vedere un Dollaro in forte flessione
verso l'Euro ma al contempo in forte crescita verso lo Yen. Sulla base di
queste attese ci attendiamo movimenti di ulteriore assestamento dei mercati
azionari nella prima parte della settimana ai quali potranno succedere
movimenti particolarmente direzionali solo alla diffusione dei dati del PIL.
In termini di previsione per la prossima settimana: La situazione generale del mercato è piuttosto complessa e mal si presta ad una sintesi della sua possibile previsione per cui si rende necessaria la consultazione dell’intero lavoro che presenta diversi spunti di analisi.
Non ci attendiamo una
flessione continuativa per due – tre settimane ma piuttosto un recupero a
metà della settimana entrante; in caso di avvio al ribasso saremo propensi a
suggerire il completamento delle posizioni al ribasso alla perdita del livello
di 2720 punti dell ‘Indice Eurostoxx e di 5350 punti dell’Indice DAX
mentre, all’opposto si potrebbero sempre mettere in atto posizioni al
ribasso in presenza di pull back sui livelli di 2840 punti dell’indice
Eurostoxx e di 5620 dell’Indice DAX; il loro superamento segnalerebbero una
situazione di allerta per le posizioni short.
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Ci apprestiamo a
commentare una settimana
davvero particolare che,
a fronte di un
dato apparentemente molto
positivo sul fronte
della crescita economica
americana così come
lo esprime il PIL
del terzo trimestre
2009, crescita
del 3, 5%,
vede una flessione
generalizzata dei mercati
azionari dell'ordine
di un 4% medio.
La flessione non
è stata continuativa per
tutta la settimana
ma anzi ha visto
movimenti fortemente contrastanti
degli ultimi tre giorni
durante i quali,
a seguito di una rilevante
flessione nella giornata
di Mercoledì si è contrapposto
un rilevante recupero
della giornata di
Giovedì 29 ottobre,
contestualmente con la
diffusione dei dati
del PIL americano
per terminare con
una nuova più rilevante
flessione nella giornata
di Venerdì che è stata dell'ordine
di un 3%medio.

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
Il dato del
PIL ha comportato un
movimento sul mercato
valutario fatto di un temporaneo indebolimento
del Dollaro, contestualmente
alla diffusione del PIL a cui
è seguita una nuova
sessione di recupero del
Dollaro con l'effetto
di una scarsa variazione
complessiva del quadro valutario.

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
A fronte del movimento
prima di indebolimento e poi di
recupero del Dollaro si è contrapposto
un analogo, seppure
di segno opposto,
movimento sul prezzo
del petrolio che
visto una forte
sua crescita nella
giornata di Giovedì,
in conseguenza della
dato del PIL ma
più ancora in conseguenza
dell’indebolimento del Dollaro a
cui è seguito un
nuovo movimento di
flessione del prezzo
del petrolio conseguente
all’apprezzamento del Dollaro
di Venerdì 30.
Con il movimenti descritto,
il petrolio ha anche
effettuato un Pullback dai
contenuti rialzisti sulla
trend line superiore di
figura 8 e conseguentemente sarà
doveroso seguire nei
giorni entranti le
possibilità di una
evoluzione virtuosa delle
binomio petrolio - rapporto di
cambio Euro Dollaro. Permane
il timore che a
fronte di un plausibile
rafforzamento del prezzo
del petrolio prosegua
l'indebolimento del
Dollaro con l'effetto
di annullare completamente
il beneficio potenziale
derivante dalla apprezzamento
del prezzo del petrolio
per noi Europei.

Figura 9) Prezzo ORO (grafico orario) Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)

Figura
11) Prezzo Platino (grafico orario)
Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)
Quanto osservato sul
fronte del petrolio,
specie in termini
di formazione di
un pullback su una
trend line di supporto
di lungo periodo
è altresì osservabile in
figura 10 sul prezzo
dell'oro e conseguentemente
sarà doveroso nelle
settimane prossime seguire la
posizione di investimento
sull’ETF dell’Oro tenendo debita
attenzione alle dinamiche
dei cambio Euro - Dollaro
onde evitare di vedere
trasformata un potenziale
guadagno in termini
di apprezzamento dell'oro
espresso in Dollari
in perdita della
sua traduzione in
Euro.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Abbiamo già accennato
che nel corso della
settimana di consuntivo
si è assistito ad
una flessione dei
vari mercati dell'ordine
di un 4% come si può leggere del
nostro indice proprietario
“TK Index”.
Rispetto questa flessione media del
4% per i vari mercati si deve
osservare una flessione anche
superiore per il mercato
azionario tedesco e più
ancora per il mercato
azionario italiano che
ha visto un flessione
del 5,8%
dell'indice FTSE MIB.
Un ruolo molto
importante a questa
flessione generale del
mercato italiano lo
ha esercitato la
rilevante flessione dei
titoli bancari italiani che
in settimana hanno
segnato una perdita di
quasi il 6%
e più ancora
gli assicurativi che hanno perso
oltre il 6, 5%

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
Tra i vari mercati
azionari internazionale esposte
rischi di cambio
si osserva l'allineamento
della flessione del
mercato americano alla
flessione generalizzata dei
mercati azionari internazionali ed
infatti la perdita
dell'indice SP
500 in settimane
è stato esattamente pari al 4%. Ancora
una volta si assiste
ad una rigorosa contrapposizione
tra la variazione
negativa del mercato azionario
giapponese e la
variazione del segno
contrario del rapporto
di cambio Euro - Yen ed
in fatti in settimana
la perdita del 2,
4% del mercato
azionario giapponese è stata di
fatto compensata da una
rivalutazione dello Yen dello
stesso ordine di
grandezza nei confronti
dell'Euro.
Il movimento di
assestamento rilevante e
osservato sui mercati
nella settimana sì
è trasferito in
maniera uniforme anche
sui mercati dell'area
BRIC laddove si
sono viste anche
flessioni superiore all'8%
come nel caso del
mercato azionario russo.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
L'esame
delle variazioni della
settimana a livello
di indici settoriali
vede ancora una
volta una sorta di
ripartizione tra comparti evidentemente
sotto l'attenzione
dei gestori i quali
presentano crescite da
inizio anno superiore
al 20% di
chi in settimana
hanno registrato perdite
tra il 5 e 6%
ed altri settori
che appaiono meno
oggetto di attenzione
da parte dei gestori sia in termini
di variazioni da
inizio anno sia
in termini anche
di flessioni registrate
nel corso della
settimana.
Riteniamo
importante fare questa
osservazione in quanto
da essa traspare
come il movimento
che ha caratterizzato
gli ultimi mesi sia
ancora un movimento
tematico su singoli comparti e non
certo un movimento
corale che abbia interessato
in maniera sistematica
tutti i comparti
al punto che taluni
sono a zero termini
di variazione dei
inizio anno ed
altri con variazioni negative.
Particolarmente
rilevante è stata nel
corso della settimana
la flessione del
comparto auto che
con una perdita
di quasi il 9%
riporta l'indice
settoriale sul terreno
negativo da inizio anno dopo averlo visto assai positivo
nelle scorse settimane.

Tabella
4) Variazione dai massimi assoluti di Ottobre per principali Indici mercati
azionari
Per
avere una utile
percezione della reale ampiezza della
flessione di questi
ultimi due settimane
presentiamo in tabella
4 in tabella 5
le variazione registrate
dai massimi assoluti
di Ottobre per i
principali indici dei
mercati azionari che
per gli indici settoriali
Stoxx.
A
questo riguardo osserviamo che la flessione
registrata dal mercato
azionario italiano pari
a quasi il 10%
non è espressione di
una flessione media
generale di questo
tenore sui vari
mercati ma piuttosto
una flessione di
entità quasi doppia
rispetto la media. Riteniamo infatti
corretto stimare che
la media delle
variazioni sia del
5, 5%
mentre quella del
mercato italiano di
un 4% superiore.
Questo
comportamento disallineato
tra la maggiore
flessione del mercato
italiano rispetto gli
altri mercati sarà utile
più avanti nel
lavoro per stimare
i ragionevoli obiettivi
del nostro mercato
in caso di prosecuzione
del movimento correttivo
e riteniamo che le probabilità di
assistere ancora ad
una flessione percentualmente
superiore del nostro
mercato rispetto alla
media degli altri
mercati sussistano e siano molto
fondate.

Tabella
5) Variazione dai massimi assoluti di Ottobre per Indici Settoriali Stoxx 600
A
livello di indici
settoriali si osserva
flessioni rilevanti su
quattro settori che
hanno registrato perdite
superiore al 10%
in queste ultime due
settimane circa e
in questo contesto,
contrariamente alle nostre
attese, non
si pone il comparto
bancario che viceversa
ha registrato una
flessione di circa
all'8%,
comunque di due
punti e mezzo
in più della media
dei mercati azionari
individuata appunto nell'ordine
del 5, 5%.

Figura 13)
Indice VIX di volatilità dello SP 500
Figura
14) Baltic Dry Index
L’alternanza
di giornate particolarmente
negative con una
giornata particolarmente positiva
ha comportato un
netto incremento della
volatilità così come
espressa dall'indice
VIX e conseguentemente le
attese di assistere
al proseguimento di
un movimento di
ordinata crescita o
di ordinata flessione
sono a questo punto
piuttosto basse proprio per via
della elevata volatilità
che caratterizza il
mercato nel suo
insieme,
Ancora
molto contenuto il
primo segnale di
interruzione della crescita del
Baltic Index e conseguentemente
al momento non diamo
alcuna importanza al breve
rientro registrato in
settimana da parte di
questo indice
Sviluppiamo
le parti seguenti
del lavoro cercando
di rispettare una
logica che partendo
da considerazioni di
carattere macroeconomico,
così come la
diffusione dei dati
del PIL ci propone,
per via via giungere
alla individuazione del
evoluzione dei mercati
e fissazione dei relativi obiettivi e alla
individuazione degli elementi
segnaletici che potrebbero
indicare l’esaurimento del
movimento correttivo.
Sviluppiamo
quindi il seguito
della lavoro sui
seguenti temi:
A) Una prima lettura della situazione dei mercati azionari
B) Commento al dato del PIL americano del
3° Trimestre 2009.
C) Lettura dei mercati azionari nel lungo
periodo.
D) Ipotesi di evoluzione mercato americano
E) Ipotesi di evoluzione mercato italiano
F)
Individuazione dei segnali di sentinella di breve periodo provenienti dai
mercati azionari
G)
Individuazione dei segnali di sentinella di medio periodo provenienti dai
mercati azionari
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