TK's Sentiment Outlook  - Numero 43 del 24/10/2009 - Pagina 01

 

dCommento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: - il quadro generale dei mercati azionari vede una tendenza all'indebolimento dei titoli finanziari in senso lato, e in particolar modo dei titoli bancari e una ragionevole azione correttiva su questi indici potrebbe trasferire effetti pesantemente ribassisti sull'intero quadro del mercato azionario occidentale.  

Pur con questa visione non si può escludere, anzi si ritiene probabile, che per alcuni giorni della settimane entrante, anche in considerazione di ulteriori dati di " trimestrali " si possa assistere ad un ulteriore apprezzamento di un 2-3% dei mercati come il raggiungimento del livello di 1.120 punti dell'indice SP 500 laddove potrebbe avviarsi una rilevante azione correttiva dell'ordine di un 15 % fin verso il livello di 950 punti dell'indice raggiungibile sotto le scadenze tecniche di Novembre.  

La eventuale manifestazione di una azione correttiva così descritta, potrebbe essere particolarmente significativa in quanto farebbe ripercorrere all’indice SP 500 un comportamento assolutamente simile a quello descritto dal mercato azionario giapponese e in particolar modo da parte dell'indice Topix. In virtù di questo movimento correttivo così repentino, e potrebbe essere del tutto lecito attendersi una successiva azione di recupero dei mercati di alcuni mesi, con una sostituzione del ruolo leader da titoli bancari a titoli industriali che potrebbe riportare i mercati sui livelli attuali sul finire di Marzo 2010.  

In questo contesto si devono osservare delle trend line di resistenza molto regolare tracciabili sull'indice DAX e sull'indice FTSE MIB e in caso di un loro sistematico superamento con chiusure sopra le stesse, dovremo considerare il movimento in atto non più rispondente a queste attese ed anzi dovremo considerare il mercato avviato in una bolla speculativa e tale da indurre alla chiusura delle posizioni short. L'eventuale apertura di nuove posizioni short da parte di coloro che sono flat, richiede la perdita di una chiara trend line da parte dell'indice SP 500 transitante ora in zona 1025 punti circa.  

Da ultimo si segnala che la fase di indebolimento del Dollaro verso Euro potrebbe ancora proseguire in quanto solo la manifestazione di un forte indebolimento del Dollaro verso lo Yen con la perdita della livello di 87.5 Yen per Dollari potrebbe ragionevolmente indurre la FED alla messa in atto di operazioni di difesa del Dollaro verso lo Yen senza con questo porre eccessiva attenzione al rapporto di cambio tra Dollaro ed Euro.

In termini di previsione per la prossima settimana: Al fine di meglio comprendere le indicazioni operative che potremo seguire nel corso della settimane entrante è utile ben percepire i due elementi che dal nostro punto di vista hanno condizionato in maniera rilevante i mercati azionari nella settimana di consuntivo contribuendo alla formazione di una zona di consolidamento utilissima per stimare prossimi movimenti dei mercati.  

Ø       Il primo elemento è di stretta natura tecnica e derivante dall’avvenuto raggiungimento di un ritracciamento del 50% dell'onda correttiva 2007-2009 da parte di alcuni importanti indici internazionali primi tra tutti l'indice NYSE 3000 e l'indice DAX.  

Ø       La seconda ragione è di natura comportamentale e vede la manifestazione nella settimana di consuntivo di ampie oscillazioni dei mercati da un giorno all'altro e questo movimento di ampie fluttuazioni è dovuto da un lato alla graduale somatizzazione dei risultati delle trimestrali delle principali società americane e dall'altro lato alla attesa del dato del PIL del terzo trimestre che verrà diffuso giovedì 29 ottobre.  

A fronte infatti di dati mediamente positivi che iniziano ad emergere su alcune banche e alcune società si alternano fasi di euforia con fasi di successivo ritorno con i piedi in terra e questo comportamento particolarmente ondivago ha contribuito nella settimana di consuntivo alla formazione della fase del consolidamento descritta.  

Il consolidamento in questione si pone all'interno di triangoli in via di esaurimento che diventano sempre più stretti da un lato e rigorosi dall'altro e conseguentemente si deve attendere l'abbandono degli stessi prima di operare qualsivoglia intervento sul mercato. In particolare si vuole attendere la violazione di importanti trend line tracciata degli sia sull'indice SP 500 sia sull'indice Eurostoxx per operare al ribasso.  

Solo la contestuale violazione di queste due trend line ci può mettere nelle condizioni di considerare attuabili operative gestionali sul mercato volte da un lato alla diretta assunzione di nuove posizioni short per chi è flat o anche alla sola rivisitazione di posizioni di sterilizzazione da taluni poste in atto in passato abbandonando la “gamba lunga” della sterilizzazione in questione.

Nel caso opposto di avvio di un movimento in crescita, pur da noi ritenuto assai meno probabile, dovremo necessariamente porre la massima attenzione al superamento di queste zone sommitale di consolidamento, orientativamente in zona 1.100 punti dell'indice SP 500 e di 5.900 punti dell'indice DAX. Il superamento di questi livelli, annullerebbe la visione da noi esposta su queste pagine nelle settimane scorse e che tuttora vede l'elevata probabilità di una azione correttiva stimabile mediamente dell'ordine di un 12% dei livelli attuali e dell'ordine di un 10% dall’abbandono delle citate trend line di supporto la cui violazione si rende tassativamente necessaria per potere pensare di porre in atto nuove posizione ribasso.  

La diffusione dei dati del PIL potrà condizionare in maniera determinante l'evoluzione dei mercati nel corso della settimana entrante così come anche potrà condizionare la dinamica del mercato valutario che tuttora continua a vedere un Dollaro in forte flessione verso l'Euro ma al contempo in forte crescita verso lo Yen. Sulla base di queste attese ci attendiamo movimenti di ulteriore assestamento dei mercati azionari nella prima parte della settimana ai quali potranno succedere movimenti particolarmente direzionali solo alla diffusione dei dati del PIL.  

Figura 25) Indice SP 500                                               Figura 42) Indice Eurostoxx 50  

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                        Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

Sia sul fronte del mercato azionario europeo sia su quello americano è assistito ad una settimana di elevatissima volatilità come ben si osserva in figura 1 e in figura 2 con l'alternanza da un giorno all'altro da variazioni positive anche dell'ordine dell'1, 5% a variazioni negativa dello stesso tenore il giorno dopo.  

Interpretiamo questa elevata volatilità come riconoscimento di importanti livelli raggiunti dai principali indici e segnatamente dall'indice NYSE 3000 che ha rintracciato esattamente il 50% dell'onda correttiva 2007-2009 così come anche l'indice DAX ha esattamente riconosciuto lo stesso ritracciamento. In aggiunta a questa considerazione di ordine tecnico riteniamo che i mercati siano in forte attesa della indicazione proveniente dalla diffusione del PIL americano atteso per giovedì 29 alle ore 14 e 30.

 

Figura 3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)         Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)  

Sul fronte del mercato valutario si assiste alla sostanziale prosecuzione del movimento di indebolimento generale del Dollaro che sta caratterizzando tutto il 2009 e allo stato delle cose giudichiamo ancora poco significativo il tentativo di stabilizzazione su minimi in zona 75 punti. A riguardo di tutto il mercato valutario dedichiamo tuttavia più avanti specifiche considerazioni monografica e che saranno riprese ne corso della settimana alla luce dei dati del PIL americano.  

Figura 5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)         Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)  

Il movimento di generale indebolimento del Dollaro è manifestato in maniera molto vigorosa nei confronti dell'Euro che ha visto quotazioni superiori a 1,50 Dollari per Euro ben oltre il livello obiettivo che da mesi indicavamo in zona 1,48 dollari per Euro. È interessante su questo cambio osservare in figura 5 l 'azione di supporto esercitata dalla trend line rossa che in caso di sua violazione potrebbe comportare un sensibile movimento di recupero del Dollaro nei confronti dell’Euro in direzione di un livello che possiamo porre a 1,48 Dollari per Euro.  

Figura 7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)             Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

La fase di indebolimento del Dollaro nei confronti dell'Euro ha coinciso con un considerevole apprezzamento del prezzo del petrolio il quale è fuoriuscito al rialzo dalla conformazione a triangolo indicata in figura 8 e che potrebbe comportare anche obiettivi individuabili in zona 90 dollari. L'incertezza tuttora presente sul fronte del cambio Euro Dollaro ci ha al momento portati a desistere dal suggerire investimento sul petrolio.  

 

Figura 9) Prezzo ORO (grafico orario)                    Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)  

Figura 11) Prezzo Platino (grafico orario)                   Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)  

Nel corso della settimana di consuntivo si osserva una situazione di assestamento anche dei metalli preziosi quali Oro e Platino i quali sembrano meno sensibili all'indebolimento del Dollaro rispetto quanto visto a riguardo del petrolio.  

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

Il consueto esame delle variazioni intervenute in settimana sui principali indici azionari evidenzia un leggero assestamento medio dell'ordine di uno 0,20,3 %. In settimana è fortemente scostato dalla media generale dei mercati azionari il comportamento della borsa italiana che ha registrato una flessione dell'ordine di un 3% anche in virtù di pesanti ribassi sui titoli bancari il cui indice Comit Bancari ha registrato in settimana una flessione del 4,3%.  

Prendiamo atto di questa variazione intervenuta sul mercato azionario italiano ma la dobbiamo necessariamente interpretare per quella che è e quindi quale rappresentazione di un mercato che ha registrato una settimana piuttosto anomala rispetto al comportamento generalizzato degli altri mercati finanziari.  

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio  

A livello delle variazioni degli indici internazionali osserviamo un assestamento anche sul fronte del mercato azionario americano che ha visto una flessione dello 0,7% per l'indice SP 500 ma al contempo una crescita dello 0,8% dell'indice Nasdaq 100.  

Particolarmente interessante è tuttavia il porre attenzione sulle variazioni dei rapporti di cambio di questi mercati che vedono una flessione da inizio anno dello Yen nei confronti dell'Euro di oltre il 10% e al contempo registrano una flessione superiore al 17% in termini di indebolimento del Dollaro Usa verso l'Euro.  

Certamente questa situazione di rilevante indebolimento del Dollaro fuorvia i risultati rivenienti da investimenti su mercati americani così come anche investimenti su fondi di investimento denominati in dollari o in valute ad esso associata e anche per questa ragione abbiamo suggerito la assunzione di posizioni flat su fondi di investimento.  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

In termini di variazioni nel corso della settimana degli indici settoriali si osserva una flessione rilevante esclusivamente sul fronte del settore costruzioni mentre il comparto bancario di nostro interesse registra una flessione dello 0,8% che sostanzialmente pareggia una crescita dello stesso tenore registrata nella settimana precedente. E’ interessante osservare in tabella il persistere della performance negativa da inizio anno prossimo al 12% per il comparto delle gli utility segno questo che attesta una non generalizzata frammentazione degli investimenti su tutti i comparti operata in primo luogo dai gestori dei fondi di investimento.

Figura 13) Indice VIX di volatilità dello SP 500                 Figura 14) Baltic Dry Index  

La volatilità dell'indice SP 500 segna importanti variazioni al rialzo e al ribasso con l'alternanza di candele bianche candele rosse e questa variazione è, una volta tanto potremo dire, coerente con le variazioni dell'indice sottostante. In termini più generali siamo in presenza di livelli relativamente bassi della volatilità ma questa varia molto da un giorno al successivo con evidenti effetti sui prezzi delle opzioni le quali a loro volta possono variare in modo rilevante da un giorno al giorno successivo.

 

 


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