A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 43 del giorno 24 Settembre 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - L’azione correttiva
che sì è presentata livello generale su tutti mercati azionari nel corso
della settimana di consuntivo e misurabile dell'ordine di un 2% circa, può
allo stato delle cose ancora considerarsi sia come un movimento correttivo
bene inserito all'interno di un trend rialzista sia come un primo segnale di
un movimento ribassista importante.
Nel corso del lavoro si osserva infatti
come il movimento correttivo della settimana di consuntivo possa a pieno
titolo considerarsi come movimento diretto al raggiungimento di importanti
obiettivi individuabili sia sui grafici di molti mercati azionari sia sui
grafici dei rispettivi indicatori RSI e perfettamente raggiunti.
Proprio il contestuale raggiungimento di
questi livelli di supporto ci devono indurre alla obiettiva attesa di un
movimento di rimbalzo nel corso della settimana entrante che potrebbe
agevolare la prosecuzione del movimento rialzista fino al raggiungimento del
più volte indicato obiettivo posto in zona 1.120 punti dell'indice SP 500.
Qualora nel corso della settimana dovessimo effettivamente constatare la
sussistenza di un convincente movimento diretto questo obiettivo,
coerentemente con quanto abbiamo detto nel corso dei lavori infrasettimanali,
non potremo rimanere fermi e dovremo valutare le ipotesi di intervento più
idonee tra le quali l'ipotesi di sterilizzazione delle posizioni.
Qualora viceversa ad inizio della
settimana entrante si dovesse assistere a uno-due giorni di ulteriori
movimenti correttivi, tali da portare ad una flessione generalizzata dei
mercati dell'ordine dell'1 – 1,5% (a fine giornata), allora il quadro
complessivo intermarket, nel pieno rispetto del principio Causa-Effetto,
muterebbe di 180 gradi. A quel punto vista la
violazione di molti supporti dianzi citati, diverrebbe ragionevole attendersi
un movimento correttivo stimabile mediamente dell'ordine di un 5 - 5,5% sui
vari mercati dai livelli attuali. Nell'uno e nell'altro caso,
(visitazione della livello di 1.120 punti dell'indice SP 500 o abbandono
diretto di supporti tuttora presenti), confermiamo un obiettivo dell'indice SP
Stante
questa situazione dei mercati azionari, fortemente dipendente proprio dal
comportamento nei primi due giorni della settimane entrante, nel corso del
presente lavoro abbiamo dedicato ampia analisi ad altri mercati finanziari non
azionari primi tra tutti il mercato valutario che ha visto nelle ultime
settimane un forte calo della Sterlina verso Euro.
In
termini di previsione per la prossima
settimana: Nella giornata
di venerdì scorso,
pure in presenza
di un dato particolarmente
negativo sul fronte
della occupazione americana,
il mercato azionario
americano ha manifestato
una sostanziale tenuta
che potrebbe favorire un
movimento di rimbalzo
ad inizio della
settimana entrante.
Pur
mettendo in conto una o
anche due giornate
di rimbalzo,
così come già
sì è manifestata
nella settimana di
consuntivo, si
ritiene che nell'insieme
la settimana entrante
sarà ancora orientata
al ribasso in
linea con le
attese formulate la
scorsa settimana e che vede un
movimento complessivo di uno 5 – 5.5% di cui un 2% già registrato.
Riteniamo infatti che
sussistano tutte le
condizioni per assistere
ad una flessione
generale dei mercati,
così come li
esprime l'indice
MSCI in valuta di
origine, di
un 2, 5%
dai livelli attuali
e questo movimento
potrebbe manifestarsi nelle
prossime una - due settimane.
Un
movimento di questo
tenore potrebbe avere
un impatto iniziale più
contenuto sul fronte
del mercato azionario
americano mentre più
rilevante lo potrebbe
essere sul mercato
azionario italiano il
quale presenta una
potenzialità di flessione
dell'ordine di
un 4% dai
livelli attuali nelle
prossime due settimane.
Molto
importante sarà tuttavia
non tanto l'entità
del movimento nella
settimane entrante quanto
piuttosto i movimenti
che si andranno
a registrare nella
settimana che inizia
lunedì 12 ottobre.
Da quella data
infatti e fin verso la fine
del mese la diffusione
di dati reddituali
delle società americane
quotate e del
PIL, potrebbero
favorire un nuova
ondata ribassista più
pronunciata e tale
da portare l'indice
SP 500 al livello
obiettivo di 940
punti indicato la
scorsa settimana e
che qui confermiamo.
Nel caso meno probabile di avvio di un movimento al rialzo, si ritiene che ben difficilmente i principali mercati azionari potranno superare i massimi registrati nelle ultime due settimane e sotto questo profilo assai importante diverrebbe il livello di 5750 punti da parte dell'indice DAX. Solo un improbabile superamento di questo livello, aprirebbe le strade all'avvio di una bolla speculativa che, pur elencandola per dovere d’ufficio tra le alternative sempre possibili, la vediamo ora decisamente meno probabile rispetto a come essa si presentava due settimane fa.
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.
La settimana di consuntivo
che ci accingiamo a
commentare è da considerarsi
come una settimana
piuttosto positiva in
quanto diversi movimenti dei
mercati si sono manifestati
coerenti con le nostre
attese. A titolo di
esempio osserviamo l'esaurimento
(pensiamo non solo momentaneo) del movimento
di indebolimento del
Dollaro in zona 1,
48 Dollari per
Euro, con conseguenti
effetti positivi sugli
ETF dell’Oro e del Platino,
e non meno importante
è pure la presa d'atto
di flessione
di
un 2% medio
da parte dei vari
mercati che ha riportato
gli stessi sui livelli
di cinque settimane
fa.
Dal
nostro punto di vista
è assai importante
prendere atto del
fatto che i mercati
sono ritornati sui livelli di circa cinque
settimane fa, e
il prendere atto
che siamo sui livelli
di fine Agosto -
inizio Settembre senza aver
dovuto procedere alla
operazione di "
sterilizzazione”, in
parte
gratifica la tenacia del nostro operato
di questo ultimo mese.
Aggiungiamo
anzi che proprio i
massimi raggiunti nel mese di
Settembre, che in molti
casi sono perfettamente
rispondenti a delle
onde impulsiva al
rialzo, definiscono con
maggior rigore i
livelli, di un
ora meno probabile ma pur sempre possibile avvio
di bolla speculativa,
in quanto ora questi livelli
escono maggiormente rafforzati
e proprio in funzione
di questi livelli
si può pensare
alla messa in atto
di strategie di opzioni
(da parte di coloro che operano su questo difficile mercato) , vendendo delle
opzioni call con degli
strike price pari o appena superiori a
questi massimi del
mese di Settembre.
In base infatti
alla nostra percezione della possibile evoluzione del mercato si
ritiene che questi
livelli non dovrebbero
essere superati (diciamo
nei prossimi due mesi
circa) e
conseguentemente proprio gli
stessi livelli possono essere utilizzati
per la ragionata individuazione
di livelli sui quali
operare con le opzioni da parte di coloro
che vi fanno ricorso.
L’aspetto
che tuttavia giudichiamo
più di ogni altro importante della settimana che abbiamo
avuto occasione di commentare nel corso
della settimana, riguarda
una reazione ortodossa
dei mercati azionari
al sopraggiungere di
notizie particolarmente negative
sul fronte della
economia americana.
Sì è infatti assistito
a dati negativi
sia sul fronte della
occupazione, seppure ampiamente
attesi, sia anche
sul fronte di diversi
indici di fiducia
che segnano rilevanti
contrazioni dopo cinque
mesi di loro sostanziale crescita.
La borsa
americana, come peraltro tutte
le altre borse mondiali
hanno reagito negativamente
a questo dati particolarmente
problematici e conseguentemente
è da pensare che,
come già osservato
nelle scorse settimane,
l'azione del "Convitato
di pietra" si
stia facendo meno
incisiva rispetto il passato (e
in particolare da parte del Segretario del Tesoro Geithner che deve iniziare a
concentrarsi su altri temi )

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
L'evoluzione dei mercati
nella settimana consuntivo
ha visto una crescita
iniziale dei primi
due giorni, peraltro
rispondente a delle
attese che avevamo
formulato sulla base del
riconoscimento di importanti
supporti disseminati sui
vari mercati, a
cui è seguita una
pronunciata fase correttiva
nella seconda parte
della settimana.

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
La diffusioni di
dati macro economici,
primi tra tutti
i dati sulla disoccupazione
americana. hanno comportato
un fugace movimento di
indebolimento del Dollaro
verso le altre divise
ma nondimeno il
trend della settimane
ha
visto un progressivo
rafforzamento del Dollaro
e importante sarà
assistere al suo
proseguimento in relazione
alla trend line di
supporto di figura
6. Si rende a questo
punto necessario un
deciso superamento ribasso
del livello di 1,
44 Dollari per
Euro per confidare su
un ulteriore sensibile
rafforzamento del Dollaro
verso l'Euro e questo movimento
rientra tra le nostre attese per le prossime settimane in direzione di un
obiettivo collocabile a 1.38 Dollari per Euro.

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
Continua ad essere
sempre molto erratico
l'andamento del prezzo
del petrolio ed anzi
è ora importante
verificare proprio l’avvio
della settimana prossima
la capacità di
ripresa del prezzo
del petrolio o non piuttosto
l’avvio di una nuova rilevante flessione
sotto l'effetto
di un pull back che
lo stesso potrebbe
mettere a segno nei confronti della
trend line di figura
8 con possibilità di rovere i 60 Dollari al barile e
diretti effetti negativi sui titoli azionari del settore Energia e Oil.

Figura
9) Prezzo ORO (grafico orario)
Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)

Figura
11) Prezzo Platino (grafico orario)
Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)
Quanto ai metalli
preziosi riteniamo che
nel corso della
settimana si sia
manifestato null'altro che
una formazione di
un proficuo pull back rialzista che potrebbe
dispiegare la sua efficacia
già ad inizio della
settimane entrante con
l'effetto sul fronte
degli ETF espressi in
Euro che potrebbe essere rilevante
anche per via di
una attesa di rafforzamento
del Dollaro nei
confronti dell'Euro.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Come già osservato,
la variazione media
nel corso della
settimana è prossima
ad un altro 2%
che si va ad aggiungere
ad una variazione
dello stesso tenore
della settimana precedente.
L'aspetto tuttavia chi
ci preme evidenziare e peraltro
già introdotto nel
commento introduttivo, riguarda
il fatto che i
mercanti sono tornati
sui livelli di cinque
settimane fa, o anche
su livelli inferiori
come possiamo osservare
sull’Indice Eurostoxx
che segna una variazione negativa dello 1,5%, e in
questo contesto l’aver
mantenuto le posizioni
short in essere
durante questo ultimo
mese è stato premiante.
Riteniamo infatti
che l'eventuale
uscita da queste
posizioni short e
gestione di posizioni
al rialzo o al
ribasso di breve periodo nel mese di
Settembre, in presenza
di una sostanziale
movimento laterale del
mercato non sarebbe
stato particolarmente facile e meno ancora produttivo per
via delle repentine inversioni del trend con conseguenti esercizi degli stop
loss.

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio
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