A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 38 del giorno 19 Settembre 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - .. Il grafico dell’indice DAX che presentiamo sulla page
cover e più avanti nel corpo della lavoro in figura 27 pagina 13, descrive
con elevata efficacia a situazione generale dei mercati e le conseguenti
attese per la settimana entrante. Per via della violazione delle evolvente
parabolica di supporto rossa di questa figura, peraltro confermata anche da
altri importanti indici, si attendeva l'avvio di un movimento correttivo
rilevante a metà della settimana ma nel corso della settimana di consuntivo sì
è viceversa prodotto un rimbalzo molto violento e stimabile dell'ordine di un
3-4% generalizzato su tutti mercati.
Allo
stato delle cose siamo portati ancora ad interpretare questo movimento della
settimana scorsa come formazione di un potenziale pull back dai contenuti
fortemente ribassisti
che potrebbe manifestarsi a seguito di una ultima tentativo di movimento
rialzista fin dell'ordine dell'1, 5-2% e fino alla visitazione delle due
evolventi paraboliche della figura in esame che transitano in zona 5.270 punti
(100 punti sopra il trigger level dato la scorsa settimana ma in presenza di
non avvenuto superamento del livello di 1045 da parte dello SP 500).
Attribuiamo
un 70% di probabilità che prima del raggiungimento di questo livello o al
raggiungimento di questo livello, grazie anche alla invarianza del mercato
americano nella giornata di venerdì 11 settembre, si possa assistere ad una
azione correttiva che continuiamo a stimare nell'ordine di un 8-10% (sebbene
si parta da un livello più elevato di quotazioni assolute) mentre invece
attribuiamo una probabilità ridotta ad un 30% che si possa superare questi
livelli nella settimana entrante.
L'eventuale,
ma non impossibile, superamento di questi livelli si dovrebbe leggere come
definitivo avvio di una pericolosa bolla speculativa sui mercati azionari che
ci porterebbe non solo alla inderogabile sterilizzazione delle posizioni in
essere ma anche ad una apertura di posizioni lunghe di stretto trading (che
tuttavia faremo turandoci il naso e con poco entusiasmo). Parliamo di
"poco entusiasmo " alla luce della ampia riflessione che sviluppiamo
su queste pagine in merito agli elementi che possono giustificare o non
giustificare, (soluzione alla quale giungiamo in base alle nostre
riflessioni), un avvio di movimento rialzista importante.
Quanto
troverete su questo tema più avanti, è da considerare come ultima nostra
riflessione su queste pagine (almeno questa è una notizia positiva -J)) sulla possibilità di interpretare la ragionevolezza
dei mercati azionari, tale da favorire un movimento di storno; qualora invece
si dovesse prendere atto dell’avvio di una bolla speculativa chiaramente
qualsivoglia considerazione sul fronte macroeconomico avrebbe poco senso.
Alla
luce di questa lettura complessiva del mercato, non escludiamo quindi la
possibilità di ulteriori strappi ad inizio della settimana anche di un 1.5
–1,7% che tuttavia rientrerebbero ancora nel movimento fisiologico descritto
dalle indice DAX della figura in esame in quanto si esaurirebbe al
raggiungimento di evolventi paraboliche fin qui rispettate con molto rigore.
Il superamento di queste due evolventi paraboliche muterebbe decisamente lo
scenario interpretativo del movimento in atto con l'esigenza di reagire
direttamente e in modo incondizionato per sterilizzare le short e poi valutare
con minore precipitazione la eventuale apertura di posizioni long di stretto
trading.
In
questo contesto non ritengo abbia oggettivamente molto senso parlare di
ampiezza delle variazioni; assai più importante è verificare la formazione o
meno di un Pull Back ribassista sulle citate evolventi paraboliche. (Se poi il
mercato scende in modo autonomo meglio.. -J)
________________________________
In
termini di previsione per la prossima
settimana: In presenza di mercati perennemente in crescita,
apparentemente a dispetto di ogni situazione sottostante di economia reale,
diventa oggettivamente sempre più difficile formulare qualsivoglia
previsione; abbiamo infatti più volte atteso una misura correttiva
dell'ordine e di un 8 –10% che sì è fin qui negata.
Allo
stato delle cose vediamo segnali importanti che potrebbero anche avviare un
movimento correttivo di questo genere fin da inizio della settimane entrante
ma altrettanto importanti sono dei segnali che possono favorire un
proseguimento del movimento in crescita dell'indice SP 500 fin verso il
livello di 1.120 punti che potrebbe raggiungere verso metà ottobre.
Sulla base di questa
situazione di oggettiva difficoltà nella interpretazione dei movimenti in
essere sul mercato, in quanto ci troviamo a che fare con un movimento che
riteniamo non già di vera propria Bolla Speculativa ma, come ampiamente trattato del seguito del lavoro di “Potenziale Bolla da
Recupero di precedente Trend flettente”
nel quale la formulazione di obiettivi è oggettivamente
assai difficile.
Da un lato infatti
abbiamo la manifestazione di una euforia irrazionale sempre più pressante,
tale da portare il prezzo dei titoli azionari
sempre più lontani del loro valore oggettivo del momento, e dall'altra vediamo il sistematico superamento
giornaliero di ragionevoli obiettivi di prezzo.
Riteniamo pertanto
corretto porre dei livelli di prezzo al superamento dei quali procedere alla
sterilizzazione delle posizioni di essere e in questo contesto ci impegniamo a
inviare nel primo pomeriggio di domani lunedì 21 settembre, (in
presenza di mercati in crescita) una indicazione operativa
sui Trigger Level al superamento dei quali, dopo le ore 16.30 si potrà
eventualmente procedere in questa direzione.
Parte
del contenuto di questo lavoro, volto al tentativo di stima del movimento in
atto è innovativo e quindi ci scusiamo se come tale non porta a conclusioni
sufficientemente condivisibili e tali da lasciare appunto spazio sia ad una
ipotesi di immediata evoluzione al ribasso del mercato (sempre dell’ ordine
massimo di un 10%) che di una progressiva crescita di un ulteriore 5% nelle
prossime tre settimane
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
A causa di un
problema tecnico sul nostro computer portatile non siamo purtroppo nelle
condizioni questa settimana di fornire di consueti resoconti numerici sulle
variazioni percentuali dei vari mercati. Ciò che tuttavia è interessante è
il dover prendere atto che i vari indici internazionali nel movimento in
crescita della settimana di consuntivo hanno superato importanti i livelli che
erano posti su un livello di ritracciamento del 38, 2% dell'onda correttiva
2007-2009 e questo superamento è particolarmente ben evidente sugli indici
dei mercati europei delle figura 15-18

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)

Figura
9) Prezzo ORO (grafico orario)
Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)

Figura
11) Prezzo Platino (grafico orario)
Figura 12) Prezzo Platino (grafico daily)
Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600

Figura 13)
Indice VIX di volatilità dello SP 500
Figura
14) Indice Russell 2000

Figura
15) Indice Eurostoxx 50
Figura 16) Indice FT 100

Figura
17) Indice SMI
Figura 18) Indice Nikkei
Su
queste figure si osserva come ormai taluni livelli di resistenza che si
potevano individuare con il ricorso al ritracciamento del 38, 2% siano stati
violati e questo segnale conferisce certamente una visione direzionale
rialzista al quadro generale dei mercati. Ancora abbiamo un segno di interesse
derivante dall’avvenuto raggiungimento da parte di vari indici e
segnatamente degli indici americani della evolvente parabolica superiore che
vediamo in figura 14 applicato all'indice Russel 2000 ma oggettivamente questo
segnale inizia ad avere una valenza minore rispetto quella che ponevamo nelle
settimane scorse quando ancora non vi era il manifesto superamento di questi
citati livelli di ritracciamento del 38, 2% dell'onda 2007-2009.
Proprio
alla luce di questo rilevante movimento di crescita manifestatosi su questi
indici, peraltro che trova riscontro avanti sugli indici americani vogliamo
concentrare il focus di questo lavoro settimanale proprio sullo studio di
questo movimento di crescita prodottosi da Marzo ad oggi per verificare la
ragionevole sua possibile evoluzione anche sulla base di osservazioni di
movimenti analoghi riscontrati sul passato dei principali mercati nazionale.
Prima
di entrare su questo tema sviluppiamo una breve considerazione sulla
situazione di carattere macroeconomico che fa da sfondo a questi scenari per
aiutarci ad interpretare la natura e la potenzialità di questo movimento in
crescita oggetto di specifica attenzione in questo lavoro settimanale.
Riflessioni
di natura fondamentale: Possibile avvio di Bolla speculativa o di qualcosa di
diverso
Questa
settimana non voglio dedicare troppa attenzione alle considerazioni di natura
fondamentale per concentrarmi sul concetto di Bolla Speculativa e di quanto il
momento attuale del mercato possa considerarsi in una Bolla Speculativa,
oppure all’inizio di una Bolla Speculativa o non piuttosto in un qualcosa
che, pur caratterizzato da una forte crescita, sia diverso da una Bolla
Speculativa vera e propria come comunemente conosciuta.
L’obiettivo
di questa analisi è quello di cercare di stimare le potenzialità di
estensione del movimento rialzista in atto al fine di adottare le più idonee
misure che possono passare per il tramite della sterilizzazione delle
posizioni in essere ma anche di individuare movimenti e livelli particolari
utili per coloro che sono flat per entrare sul mercato al rialzo ma anche al
ribasso al presentarsi di particolari movimenti nei prossimi giorni e
settimane. Voglio qui esporre nel più succinto modo possibile la mia
personale lettura del quadro macroeconomico ribadendo, spero in modo ordinato,
concetti espressi in diverse occasioni su queste pagine.
Scusandomi
della eccessiva semplificazione a tratto molto sintetico si può dire che dei
4 aggregati che costituiscono l’economia di un Paese: Popolazione, Stato,
Imprese e Banche, la situazione generale sulle due sponde dell’Atlantico sia
la seguente
Popolazione:
In base alle stime di OCSE, che non ha avuto timori nell’affermare che il
peggio deve ancora venire, la crisi in atto comporterà una disoccupazione
complessiva di 57 milioni di persone nell’area OCSE (ossia i 30 Paesi più
industrializzati) e che si attesterà al livello di 10.5%. Queste prospettive,
che per l’Italia vedono le prospettive di aumento dei disoccupati compresi
tra 700.000 e 1.100.000 nei prossimi mesi, per rimanere su semplici concetti
macroeconomici, esercitano un indubbio effetto sulla contrazione dei consumi,
già fortemente penalizzata, che a loro volta si trasferiscono sulla
produzione delle Imprese. (Possiamo dire che la produzione ad oggi in questi
Paesi viaggia mediamente un 20 –22% in meno rispetto un anno fa)
Stato:
Gli stati di area OCSE ma soprattutto di Europa e America, hanno fronteggiato
la crisi in essere con l’unica politica economica efficace ossia attraverso
la politica Keynesiana di elevata spesa pubblica e da parte nostra riteniamo
che sia corretta questa decisione. A lato degli effetti positivo vi è una
pluralità di effetti negativi di questa decisione i quali non possono essere
dimenticati e sono:
Ø
Elevatissimo
incremento del debito
(si parla di complessivamente 3.000 miliardi di dollari di cui 1.100 per la
sola America e 400 per
Ø
La
spesa pubblica addizionale non sta al momento
dispiegando i suoi effetti sulla economia reale favorendo
maggiori consumi, come voleva Keynes 150 anni fa, ma al momento la
composizione del PIL (almeno dell’America) vede una componente positiva da
parte della spesa pubblica a vede una componente negativa da parte dei consumi
e questa componente negativa potrebbe accrescere in futuro per via della
crescita della disoccupazione
Ø
La
tentazione di aiutare il rimborsi del debito aggiuntivo conseguenti a queste
azioni di supporto che passa attraverso la via della “Inflazione”
è molto elevata e il passaggio da un clima di attuale “moderata
deflazione”
ad un clima di elevate pressioni inflazionistiche potrà essere un
preoccupante tema centrale per il 2010.
Imprese: Le imprese manifatturiere ancora non vedono l’uscita dal tunnel della recessione e alcune di esse, vedasi i costruttori di auto sulle due sponde dell’atlantico, al momento sopravvivono grazie a nuove erogazione di mezzi pubblici sottoforma di “contributo alla rottamazione” ecc.. ma questa strategia non può durare in eterno.
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