TK's Sentiment Outlook  - Numero 37 del 12/9/2009 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero 37 del giorno 12 Settembre 2009 


Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: - . un insieme di elementi di natura fondamentale e di natura grafica continuano a rendere ragionevole l'avvio di un movimento importante al ribasso a metà della settimana entrante e vicino quindi dalla data che fissammo ormai una quindicina di giorni fa per il 9 Settembre (anche se i primi giorni potranno essere orientati al rialzo).  

Si ricorderà infatti che quando si proponeva una ipotesi di sterilizzazione delle posizioni short , fin qui ancora non resa operativa delle nostre indicazioni, si traguardava la stessa almeno fino al 9 di Settembre per poter da un lato recepire il dato sulla revisione del PIL americano del 27 Agosto e in secondo ordine per recepire i dati sul livello della disoccupazione americana diffusi il 4 Settembre.  

In considerazione della festività americana di Lunedì 7 Settembre si riteneva necessario attendere almeno un altro paio di giorni per verificare la reale rispondenza del mercato azionario americano a questi dati. In questi ultimi due settimane il mercato azionario americano è rimasto sostanzialmente quasi del tutto fermo e all'interno di un trading range tra piuttosto ristretto dal quale verosimilmente potrà fuoriuscire nel corso della settimane entrante.  

Mentre dobbiamo sempre porre la massima attenzione al livello di 1045 punti dell'indice SP 500 e di 5620 punti da parte dell'indice DAX (ai quali si aggiunge il livello di 782 dell’Indice MSCI in valuta) , che in caso di loro convincente superamento si dovrà non solo procedere alla sterilizzazione delle posizioni ma si dovrà considerare avviata una pericolosa bolla speculativa sul mercato azionario, il più probabile avvio di un movimento correttivo a metà della settimane entrante potrebbe a questo punto interessare Settembre ed Ottobre con una escursione dell'ordine di un 8-10% circa.  

Sebbene non potremmo non continuare a porre la massima attenzione all’andamento reale del mercato azionario americano rappresentato dai consueti indici, in questo momento in particolar modo l'indice Nasdaq 100, è particolarmente rilevante e il ruolo acquisito dall'indice DAX che risente tuttora del supporto esercitato da evolventi paraboliche che descrivono l'armonia di inversione del trend nei primi mesi del 2009.  

L’omologa evolvente parabolica di supporto già è stata violata da parte del mercato azionario americano e conseguentemente una eventuale e possibile flessione dell'ordine di un 1,5-2% da parte del mercato tedesco potrebbe essere il segnale di avvio di questo importante movimento correttivo che potrà essere seguito anche con la assunzione di posizioni nuove ricorrendo ad esempio mercato e delle opzioni (per color che vi fanno abituale ricorso).  

Valuteremo cammina facendo l'opportunità di ricorrere questi strumenti ma allo stato delle cose ci attendiamo per la settimane entrante un movimento correttivo dell'ordine di un 2% che qualora avesse a manifestarsi, si dovrebbe considerare quale prima parte di un movimento ribassista anche dell'ordine di un 8-10%.

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In termini di previsione per la prossima settimana: Il grafico delle indice DAX che presentiamo sulla page cover e più avanti nel corpo della lavoro in figura 27 pagina 13, descrive con elevata efficacia a situazione generale dei mercati e le conseguenti attese per la settimana entrante. Per via della violazione delle evolvente parabolica di supporto rossa di questa figura, peraltro confermata anche da altri importanti indici, si attendeva l'avvio di un movimento correttivo rilevante a metà della settimana ma nel corso della settimana di consuntivo sì è viceversa prodotto un rimbalzo molto violento e stimabile dell'ordine di un 3-4% generalizzato su tutti mercati.  

Allo stato delle cose siamo portati ancora ad interpretare questo movimento della settimana scorsa come formazione di un potenziale pull back dai contenuti fortemente ribassisti che potrebbe manifestarsi a seguito di una ultima tentativo di movimento rialzista fin dell'ordine dell'1, 5-2% e fino alla visitazione delle due evolventi paraboliche della figura in esame che transitano in zona 5.270 punti (100 punti sopra il trigger level dato la scorsa settimana ma in presenza di non avvenuto superamento del livello di 1045 da parte dello SP 500).  

Attribuiamo un 70% di probabilità che prima del raggiungimento di questo livello o al raggiungimento di questo livello, grazie anche alla invarianza del mercato americano nella giornata di venerdì 11 settembre, si possa assistere ad una azione correttiva che continuiamo a stimare nell'ordine di un 8-10% (sebbene si parta da un livello più elevato di quotazioni assolute) mentre invece attribuiamo una probabilità ridotta ad un 30% che si possa superare questi livelli nella settimana entrante.  

L'eventuale, ma non impossibile, superamento di questi livelli si dovrebbe leggere come definitivo avvio di una pericolosa bolla speculativa sui mercati azionari che ci porterebbe non solo alla inderogabile sterilizzazione delle posizioni in essere ma anche ad una apertura di posizioni lunghe di stretto trading (che tuttavia faremo turandoci il naso e con poco entusiasmo). Parliamo di "poco entusiasmo " alla luce della ampia riflessione che sviluppiamo su queste pagine in merito agli elementi che possono giustificare o non giustificare, (soluzione alla quale giungiamo in base alle nostre riflessioni), un avvio di movimento rialzista importante.  

Quanto troverete su questo tema più avanti, è da considerare come ultima nostra riflessione su queste pagine (almeno questa è una notizia positiva -J)) sulla possibilità di interpretare la ragionevolezza dei mercati azionari, tale da favorire un movimento di storno; qualora invece si dovesse prendere atto dell’avvio di una bolla speculativa chiaramente qualsivoglia considerazione sul fronte macroeconomico avrebbe poco senso.  

Alla luce di questa lettura complessiva del mercato, non escludiamo quindi la possibilità di ulteriori strappi ad inizio della settimana anche di un 1.5 –1,7% che tuttavia rientrerebbero ancora nel movimento fisiologico descritto dalle indice DAX della figura in esame in quanto si esaurirebbe al raggiungimento di evolventi paraboliche fin qui rispettate con molto rigore. Il superamento di queste due evolventi paraboliche muterebbe decisamente lo scenario interpretativo del movimento in atto con l'esigenza di reagire direttamente e in modo incondizionato per sterilizzare le short e poi valutare con minore precipitazione la eventuale apertura di posizioni long di stretto trading.  

In questo contesto non ritengo abbia oggettivamente molto senso parlare di ampiezza delle variazioni; assai più importante è verificare la formazione o meno di un Pull Back ribassista sulle citate evolventi paraboliche. (Se poi il mercato scende in modo autonomo meglio.. -J)  

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                    Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

I mercati azionari occidentali hanno registrato crescite medie di un 3-4% e questa crescita è manifestata in un modo piuttosto lineare per tutta la settimana e che solo ha visto una fisiologica pausa di assestamento nella giornata di Venerdì 11 Settembre. È tuttavia importante prendere atto del fatto che l'esaurimento della crescita del mercato azionario americano si sia manifestata alla livello di 1045 - 1050 punti individuato in precedenza come livello obiettivo e conseguentemente questo arresto su questo livello può deporre a favore dell’avvio di un movimento correttivo nella settimane entrante.  

Figura 3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)         Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)  

A fronte di un movimento in crescita sui mercati azionari è sviluppato un movimento di forte indebolimento del Dollaro USA qui visibile nell'indice assoluto ma meglio percepibile dal rapporto di cambio Euro Dollaro laddove si è visto il livello di 1, 46 Dollari per Euro.  

In base a considerazioni svolte in passato è ragionevole ritenere che il livello di 1,46 Dollari per Euro possa costituire un obiettivo di definitivo indebolimento del Dollaro raggiunto il quale potrebbe avviarsi in una sua fase di recupero con effetti positivi anche sui mercati azionari. Pur con questa lettura non escludiamo la possibilità di ulteriori strappi fin verso 1,48 Dollari per Euro prima di assistere a questo movimento di recupero.  

Figura 5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)       Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)  

Figura 7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)      Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

Figura 9) Prezzo ORO (grafico orario)                  Figura 10) Prezzo ORO (grafico daily)  

Sul fronte del petrolio si assiste ad oscillazioni piuttosto ampie che non lo hanno portato tuttavia al superamento dei livelli di uscita dalle posizioni di investimento sulle relativi ETC. Osserviamo viceversa la buona impostazione rialzista che va prendendo l’oro sul quale abbiamo aperto di recente una posizione sul relativo ETF pari al 15% del capitale nozionale di investimento.  

Figura 11) Prezzo Nichel (grafico a 4 ore)              Figura 12) Prezzo Rame (grafico a 4 ore)  

Quanto ancora alle operazioni chiuse sugli ETC di altre commodities osserviamo una sistematica flessione del prezzo del Nickel e un movimento laterale ma non di crescita del Rame e che quindi rendono corretto il timing di uscita dalle relative posizioni di investimento.  

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro

 

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio  

Le oscillazioni intervenute in settimana sui mercati azionari hanno interessato in maniera generalizzato la totalità dei mercati occidentali con crescite comprese tra un 3 ed un 4% dalle quali si stacca leggermente l'indice DAX che ha registrato una crescita superiore a questi valori.  

Un primo elemento di interesse è prendere atto del fatto di come sul mercato azionario italiano si sia assistito ad una forte crescita di titoli industriali e titoli immobiliari mentre invece anche sul nostro mercato, così come osservato più avanti a livello europeo e anche a livello americano, inizia a stabilizzarsi il corso dei titoli bancari e che potrebbe favorire una sua successione azione correttiva.  

In termini di valutazioni intermarket è di estremo interesse porre a confronto l'entità del movimento in crescita del mercato azionario americano, stimabile in ragione di un 2,6% per l'indice SP 500 ma solo del 1,7% per l'indice Dow Jones, con la flessione del Dollaro sull’Euro dell'ordine del 2, 3% in settimana. Ne consegue che per un eventuale operatore europeo in assenza di operazioni di copertura contro i rischi di cambio le posizioni sul mercato americano avrebbero portato ad una perdita dello 0.6% per investimenti sull'indice Dow Jones o sui titoli di dello stesso indice.  

E’ importante fare questa considerazione proprio in ragione dell’utilizzo che noi facciamo delle previsioni delle rapporti di cambio finalizzati esclusivamente alla allocazione di risorse a livello internazionale e non dirette per stimolare operazioni di investimento sul mercato valutario che sono per loro natura caratterizzate da una elevata volatilità e conseguente da un elevato rischio anche nel breve.  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

L'elemento che più interessa prendere in esame in questa tabella è il comportamento dell'indice settoriale delle banche che in settimana ha recuperato solo lo 0,9%, della flessione superiore al 3% della settimana scorsa ed è interessante altresì prendere atto del fatto che nel corso delle ultime quattro settimane la variazione sia stata tutto sommato piuttosto contenuta e attestata ad un più 4% contro una variazione dell'ordine del 6% dell'indice generale Stoxx 600.  

Vogliamo cioè con questo dire che nelle ultime quattro settimane il mercato azionario ha iniziato a "prendere leggermente le distanze " dal comparto bancario verosimilmente non più considerato come lagallina dalle uova d’oroma piuttosto di un comparto settoriale ormai giunto a maturazione e che potrebbe in breve anche volgere al ribasso.  

Figura 13) Indice VIX di volatilità dello SP 500                  Figura 14) Indice Russell 2000  

Per rimanere in linea con quanto qui esposto la settimana scorsa si osserva un nuovo rientro della volatilità dei mercati, che è da porre in relazione con una crescita dei mercati stessi ed interessante fin da ora prendere atto della morfologia dell'indice Russel 2000, da interpretarsi quale espressione della totalità dei mercati azionari americani, assai simile a quella dell'indice DAX visto nelle page cover e riproposto in figura 28 a pagina 22.  

Figura 15) Indice Nasdaq 100.  

L'indicazione che ci attendevamo da parte dell'indice Nasdaq 100, derivante dall'avvenuto raggiungimento di un ritracciamento del 50% dell'onda correttiva 2007-2009 e dalla violazione della evolvente parabolica rossa non ha chiaramente prodotto i risultati attesi ma anzi ha permesso (e forse agevolato) uno strappo rialzista importante di questo indice così come di quasi tutti i mercati azionari da noi considerati.  

La scorsa settimana ponevamo l'attenzione sulla possibile inversione dei mercati in una data prossima al 9 settembre. Esattamente il giorno 9 Settembre l'inversione non c'è stata, si è assistito ad un ulteriore crescita nella giornata di Giovedì 10 Settembre per poi assistere ad una leggera azione correttiva da parte dei mercati americani nella giornata di Venerdì 11 Settembre. 

 


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