A cura di Corrado M.
Cantore.
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel TK’s Sentiment
Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - ..
Le
attese di sintesi che abbiamo nei confronti del mercato, sono verso due/tre
settimane di possibile leggero assestamento che potrebbero e indicativamente
portare a correzione dei mercati in ragione di un 6-8% circa dei livelli
attuali. In questo contesto si ritiene tuttavia doveroso assistere ad almeno
due giorni ad inizio settimana di convincenti segnali ribassisti tali da
indurci al mantenimento delle posizioni short in essere.
Nel
testo Premessa e Sintesi a
riguardo dei primi due giorni della settimana si affermava: Saranno due giorni piuttosto difficili sotto un certo profilo ma fino a che non scriveremo in rosso grassetto
l’indicazione di operare questa scelta manteniamo una nostra visione di
possibile leggero assestamento dei mercati nelle prossime due settimane in linea con l’ipotesi a tratto azzurro proposta sul grafico del
titolo Goldman Sachs e che per l’insieme dei mercati potrebbe essere
dell’ordine di un 6-8% nelle prossime due/tre settimane.
________________________________
A seconda infatti si
dovesse presentare un
trend positivo o
un trend negativo
nei primi giorni, ragionevolmente
questo mini-trend dei
primi giorni potrebbe
ampliarsi nel resto della
settimana e protrarsi anche
nella settimana successiva.
Dobbiamo anche tenere conto
che nella settimana
entrante vi sono le scadenze tecniche
con possibili movimenti
tecnici sui mercati
ma nondimeno i
mercati sono chiamati
a superare in
maniera convincente livelli
di ritracciamento pari
al 38,2%
della ampia con
onda correttiva 2007-2009
o non piuttosto risentire
della presenza di
questo livello di
resistenza e proseguire
nel movimento correttivo
del quale si
sono visti i
primi segnali nella
settimana di consuntivo.
In questo contesto,
e anche alla
luce considerazioni di
carattere fondamentale che
abbiamo osservato in
settimana (e
che non abbiamo volutamente
ripreso nel presente
lavoro),
siamo
maggiormente orientati per la
mutazione
dei primi
segnali ribassisti,
che possiamo stimare
in un ordine medio
di uno 0,7
- 0,8%
nella settimana di
consuntivo (ad eccezione
del mercato italiano
cresciuto della stessa
ordine di grandezza)
in un movimento più
convinto che potrebbe confermare
quelle attese presentate
della scorsa settimana
in ragione di una
correzione dell'ordine
di un 6 - 8% da qui
a fine Agosto – inizio Settembre
(dove
conosceremo la revisione del PIL americano e la occupazione di Agosto).
Sempre possibili, e
diremo sempre mero razionali,
strappi rialzisti sui
mercati tali da
portare l'indice
SP
Piuttosto di chiudere in
perdita le posizioni
in essere, e men che meno fare un loro reverse, privilegiamo
effettuare una loro
momentanea sterilizzazione in
quanto, al momento
in cui si percepirà
l'avvio di un
trend ben direzionale
sia al rialzo
che al ribasso,
sarà più facile
chiudere le posizioni
opposte a quelle
del trend in
atto e lasciare correre
la parte già
investita rispetto ad
entrare ex novo sul mercato
risentendo di perdite come
quelle che si andrebbero a
conseguire chiudendo oggi
sistematicamente (e brutalmente aggiungiamo)
le posizioni short.
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
L’esigenza
che avvertivamo sette giorni fa
a riguardo di attendere
almeno i primi due
giorni della settimana
per permettere al mercato di percepire e metabolizzare il livello
dei dati sull'occupazione
da parte del mercato
azionario americano erano
correttamente ben riposta
ed infatti come si
vede in figura 1
sia nella giornata
di lunedì che nella
giornata di martedì
il mercato americano
registrò una rilevante
flessione opposta allo strappo rialzista del precedente
Venerdì.
L'attesa
di decisioni da parte
della FED e più o
ancora gli orientamenti
che
Ciò
che riteniamo tuttavia
importante considerare sono gli ampi
movimenti intervenuti nella
settimana di consuntivo
e la elevata volatilità
intraday conseguente che vedeva crescite
e flessioni superiore
l'1% da
un giorno all'altro.
Interpretiamo questa elevata
volatilità intraday come espressione
di una incertezza
di fondo da parte
degli operatori del
mercato azionario americano
taluni dei quali,
potremo dire la metà,
interpretano il momento
attuale come livello
di esaurimento della
crescita avviatasi il
13 Luglio e l'altra
metà, interpretano
viceversa questo livello
come livello ottimale
per incrementare le
posizioni di portafoglio.
Chiaramente noi apparteniamo
alla prima categoria
e
le argomentazioni di
stretta analisi tecnica
che andremo qui
ad esporre depongono
in questa direzione.
In questo lavoro
del 15 Agosto,
ci esimiamo dal
fare ogni considerazione
di carattere fondamentale,
peraltro abbondantemente presentate nel
corso della settimana
e che ragionevolmente
torneranno a rendersi
utili nelle settimane
entranti, per fare
considerazione di mera
analisi tecnica.
Facciamo frequentemente
riferimento alla difficile
sostenibilità dei livelli
attuali dei mercati
azionari ma, ci
limitiamo qui a
poche considerazioni di
stretta analisi grafica.
Coloro che sono
interessati ad un
approfondimento sul via via
maggiore scollegamento tra livelli
dei mercati azionari
e fondamentali macroeconomici
possono ricorre al sempre
ottimo sito di Oscar
Giannino http://www.chicago-blog.it/
laddove potranno leggere
articoli tecnici (anche piuttosto
tecnici) del seguente tenore:
Ø
Il primo è
di Bob Chapman per Global Research , e la sua conclusione è che “the
depression is only pausing to catch its breath”.
Ø
Il secondo
è di Naufal Sanaullah, Qasim Khan e Tyler DeBoer, per
www.shadowcapitalism.com. e conclude drasticamente: “a market crash is imminent and
necessary”.
Non
è necessariamente questa la nostra wiew ma di certo che queste riflessioni
danno peso e sostanza alla ipotesi di ripresa del PIL americano a “W”
di cui abbiamo frequentemente parlato e di cui temo dovremo continuare ad
occuparcene nel prossimo futuro

Tratto
da The-New-Bull-Market-Fallacy
Questo piccolo assaggio può stimolare la lettura integrale del secondo
testo e indurre alla riflessione nella assunzione di posizioni lunghe; rimettendoci
quindi nei stretti
panni di semplici
analisti tecnici,
nel rispetto di
un orientamento molto
cinico, così come
descritto i seguenti
termini da Oscar
Wilde il quale quando
gli si chiedeva
chi era il cinico
egli rispondeva
nel seguente modo
"What
is a cynic? A person who knows the price of everything and the value
of nothing." e
quindi andiamo anche noi
a leggere i prezzi
dei mercati azionari
ignorando (amento per oggi) il valore
dei titoli da essi
rappresentati.

Figura
3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)
La volatilità già
vista sul fronte
dell'indice SP 500
del mercato azionario
americano si è
trasferita tale quale
anche sul fronte
dell'indice assoluto
del Dollaro senza
tuttavia con questo
al momento fornire
indicazioni utili all'esame
intermarket. Si
ritiene infatti da
taluni che un rafforzamento
del Dollaro possa
favorire la discesa
del mercato azionario
americano ma per
potersi esprimere su
questo fronte vorremmo
assistere all’abbandono da
parte dell'indice assoluto
del Dollaro della
evolvente parabolica verde
superiore di figura
4.

Figura
5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
Il mercato valutario,
visibile in figura
5 e

Figura
7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
Un effetto rilevante
che la dinamica
intermarket vista in
settimana sì è
prodotto sulle quotazioni
del prezzo del petrolio
il quale ha visto
una forte flessione
nella giornata di
venerdì in coincidenza
con la forte flessione
del mercato azionario
americano alla diffusione
dei dati relativi
all’indice della fiducia
della università del
Michigan inferiore alle
attese generalizzate cosiddette di
consensus.
La divulgazione di
questo dato ha prodotto
una flessione superiore all'1,
5% nelle quotazioni
intraday dell'indice
SP 500 e proprio
questa ondata di
vendite sul mercato
azionario ha comportato
quella attesa ondata
di vendita anche
sul mercato delle
Commodity visibile in
figura

Figura
9) Prezzo Rame (grafico orario)
Figura 10) Prezzo Nickel (grafico daily)
Quanto
accaduto in settimana,
e segnatamente nella
giornata di venerdì
in termini di vendite
generalizzate sia sul
mercato azionario sia
sul mercato delle
Commodity, descrive in
maniera molto rigorosa
quanto avevamo detto
un paio di settimane
fa laddove, se
ben si ricorda,
una forte flessione del mercato azionario sarebbe stata
da leggersi come
un segnale per l'uscita
dagli investimenti sulle
ETC delle Commodity.
In quell'epoca interpreteranno infatti una eventuale flessione di questo ordine di grandezza dello SP 500, (che peraltro in quelle periodo non sì è manifestata), come una espressione di importante “profit taking” da parte degli operatori dei vari mercati finanziari. Proprio il percepire un massiccio “profit taking” sul fronte del mercato azionario, testimoniato appunto da vendite con flessioni superiori all'1% avrebbe indotto operatori di altri mercati a liquidare altre posizioni e questa a attesa sì è presentata con molta chiarezza una quindicina di giorni dopo, (Venerdì scorso) nei termini allora previsti.
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