TK's Sentiment Outlook  - Numero 33 del 15/8/2009 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.  

Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: - ..  

Le attese di sintesi che abbiamo nei confronti del mercato, sono verso due/tre settimane di possibile leggero assestamento che potrebbero e indicativamente portare a correzione dei mercati in ragione di un 6-8% circa dei livelli attuali. In questo contesto si ritiene tuttavia doveroso assistere ad almeno due giorni ad inizio settimana di convincenti segnali ribassisti tali da indurci al mantenimento delle posizioni short in essere.

 All'opposto segnali ulteriormente rialzisti in questi due giorni ci porterebbero ad una prima necessaria azione di rimodulazione del portafoglio che indicativamente potrebbe comportare la chiusura di metà delle posizioni su ETF a leva e apertura di posizione su ETF dell'indice Stoxx Select Dividend. Più in dettaglio i contenuti delle azioni da porre in atto sono presentati nella seguente Premessa e Sintesi che costituiscono parte integrante della previsione per la settimane entrante.  

Nel testo Premessa e Sintesi a riguardo dei primi due giorni della settimana si affermava: Saranno due giorni piuttosto difficili sotto un certo profilo ma fino a che non scriveremo in rosso grassetto l’indicazione di operare questa scelta manteniamo una nostra visione di possibile leggero assestamento dei mercati nelle prossime due settimane in linea con l’ipotesi a tratto azzurro proposta sul grafico del titolo Goldman Sachs e che per l’insieme dei mercati potrebbe essere dell’ordine di un 6-8% nelle prossime due/tre settimane.

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 In termini di previsione per la prossima settimana: Il comportamento dei principali indici osservati nella settimana di consuntivo, che possiamo definire dimovimento laterale con una lieve inclinazione negativa”, può condizionare le evoluzioni dei mercati nelle prossime settimane e molto dipenderà dal comportamento dei mercati proprio ad inizio della settimana entrante.  

A seconda infatti si dovesse presentare un trend positivo o un trend negativo nei primi giorni, ragionevolmente questo mini-trend dei primi giorni potrebbe ampliarsi nel resto della settimana e protrarsi anche nella settimana successiva. Dobbiamo anche tenere conto che nella settimana entrante vi sono le scadenze tecniche con possibili movimenti tecnici sui mercati ma nondimeno i mercati sono chiamati a superare in maniera convincente livelli di ritracciamento pari al 38,2% della ampia con onda correttiva 2007-2009 o non piuttosto risentire della presenza di questo livello di resistenza e proseguire nel movimento correttivo del quale si sono visti i primi segnali nella settimana di consuntivo.  

In questo contesto, e anche alla luce considerazioni di carattere fondamentale che abbiamo osservato in settimana (e che non abbiamo volutamente ripreso nel presente lavoro), siamo maggiormente orientati per la mutazione dei primi segnali ribassisti, che possiamo stimare in un ordine medio di uno 0,7 - 0,8% nella settimana di consuntivo (ad eccezione del mercato italiano cresciuto della stessa ordine di grandezza) in un movimento più convinto che potrebbe confermare quelle attese presentate della scorsa settimana in ragione di una correzione dell'ordine di un 6 - 8% da qui a fine Agosto – inizio Settembre (dove conosceremo la revisione del PIL americano e la occupazione di Agosto).  

Sempre possibili, e diremo sempre mero razionali, strappi rialzisti sui mercati tali da portare l'indice SP 500 a superare livello di 1020 punti e l'indice DAX a superare evolventi paraboliche di resistenza i cui valori, oggi pari a circa 5430 punti e che nei giorni entranti si andranno chiaramente a modificare in negativo a mano a mano le evolvente parabolica proseguirà nel suo movimento flettente, potrà rendere assolutamente doveroso il procedere a sterilizzare le posizioni in essere in modo da rendere il portafoglio insensibile, o quasi del tutto insensibile, a movimenti positivi o negativi del mercato.  

Piuttosto di chiudere in perdita le posizioni in essere, e men che meno fare un loro reverse, privilegiamo effettuare una loro momentanea sterilizzazione in quanto, al momento in cui si percepirà l'avvio di un trend ben direzionale sia al rialzo che al ribasso, sarà più facile chiudere le posizioni opposte a quelle del trend in atto e lasciare correre la parte già investita rispetto ad entrare ex novo sul mercato risentendo di perdite come quelle che si andrebbero a conseguire chiudendo oggi sistematicamente (e brutalmente aggiungiamo) le posizioni short.

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                   Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

L’esigenza che avvertivamo sette giorni fa a riguardo di attendere almeno i primi due giorni della settimana per permettere al mercato di percepire e metabolizzare il livello dei dati sull'occupazione da parte del mercato azionario americano erano correttamente ben riposta ed infatti come si vede in figura 1 sia nella giornata di lunedì che nella giornata di martedì il mercato americano registrò una rilevante flessione opposta allo strappo rialzista del precedente Venerdì.  

L'attesa di decisioni da parte della FED e più o ancora gli orientamenti che la FED avrebbe espresso nella riunione di Mercoledì/Giovedì ha impresso un nuovo movimento rialzista da noi ampiamente commentato nel corso della settimana. Nuovamente nella giornata di Venerdì il mercato azionario americano ha preso atto del basso livello dell'indice di fiducia delle università del Michigan mettendo a segno una nuova forte flessione alla quale è seguito un recupero in chiusura di giornata e che commenteremo più avanti.  

Ciò che riteniamo tuttavia importante considerare sono gli ampi movimenti intervenuti nella settimana di consuntivo e la elevata volatilità intraday conseguente che vedeva crescite e flessioni superiore l'1% da un giorno all'altro. Interpretiamo questa elevata volatilità intraday come espressione di una incertezza di fondo da parte degli operatori del mercato azionario americano taluni dei quali, potremo dire la metà, interpretano il momento attuale come livello di esaurimento della crescita avviatasi il 13 Luglio e l'altra metà, interpretano viceversa questo livello come livello ottimale per incrementare le posizioni di portafoglio.  

Chiaramente noi apparteniamo alla prima categoria e le argomentazioni di stretta analisi tecnica che andremo qui ad esporre depongono in questa direzione. In questo lavoro del 15 Agosto, ci esimiamo dal fare ogni considerazione di carattere fondamentale, peraltro abbondantemente presentate nel corso della settimana e che ragionevolmente torneranno a rendersi utili nelle settimane entranti, per fare considerazione di mera analisi tecnica.  

Facciamo frequentemente riferimento alla difficile sostenibilità dei livelli attuali dei mercati azionari ma, ci limitiamo qui a poche considerazioni di stretta analisi grafica. Coloro che sono interessati ad un approfondimento sul via via maggiore scollegamento tra livelli dei mercati azionari e fondamentali macroeconomici possono ricorre al sempre ottimo sito di Oscar Giannino http://www.chicago-blog.it/ laddove potranno leggere articoli tecnici (anche piuttosto tecnici) del seguente tenore:  

Ø       Il primo è di Bob Chapman per Global Research , e la sua conclusione è che “the depression is only pausing to catch its breath”.

Ø       Il secondo è di Naufal Sanaullah, Qasim Khan e Tyler DeBoer, per www.shadowcapitalism.com. e conclude drasticamente: “a market crash is imminent and necessary”.  

Non è necessariamente questa la nostra wiew ma di certo che queste riflessioni danno peso e sostanza alla ipotesi di ripresa del PIL americano a “W” di cui abbiamo frequentemente parlato e di cui temo dovremo continuare ad occuparcene nel prossimo futuro  

Tratto da The-New-Bull-Market-Fallacy  

Questo piccolo assaggio può stimolare la lettura integrale del secondo testo e indurre alla riflessione nella assunzione di posizioni lunghe; rimettendoci quindi nei stretti panni di semplici analisti tecnici, nel rispetto di un orientamento molto cinico, così come descritto i seguenti termini da Oscar Wilde il quale quando gli si chiedeva chi era il cinico egli rispondeva nel seguente modo "What is a cynic? A person who knows the price of everything and the value of nothing." e quindi andiamo anche noi a leggere i prezzi dei mercati azionari ignorando (amento per oggi) il valore dei titoli da essi rappresentati.  

Figura 3) Indice Assoluto Dollaro (grafico orario)      Figura 4) Indice Assoluto Dollaro (grafico daily)  

La volatilità già vista sul fronte dell'indice SP 500 del mercato azionario americano si è trasferita tale quale anche sul fronte dell'indice assoluto del Dollaro senza tuttavia con questo al momento fornire indicazioni utili all'esame intermarket. Si ritiene infatti da taluni che un rafforzamento del Dollaro possa favorire la discesa del mercato azionario americano ma per potersi esprimere su questo fronte vorremmo assistere all’abbandono da parte dell'indice assoluto del Dollaro della evolvente parabolica verde superiore di figura 4.  

Figura 5) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)         Figura 6) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

Il mercato valutario, visibile in figura 5 e 6 in termini di rapporto di cambio Euro - Dollaro è simile, e non potrebbe essere diversamente, con quanto visto sul fronte dell'indice assoluto del Dollaro. Si osservano infatti rilevanti oscillazioni sul grafico orario mentre il cambio Euro - Dollaro su un periodo così esteso come rappresentato dal grafico dei di figura 6 permane in una situazione di sostanziale congestione.  

 

Figura 7) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)      Figura 8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

Un effetto rilevante che la dinamica intermarket vista in settimana è prodotto sulle quotazioni del prezzo del petrolio il quale ha visto una forte flessione nella giornata di venerdì in coincidenza con la forte flessione del mercato azionario americano alla diffusione dei dati relativi all’indice della fiducia della università del Michigan inferiore alle attese generalizzate cosiddette di consensus.  

La divulgazione di questo dato ha prodotto una flessione superiore all'1, 5% nelle quotazioni intraday dell'indice SP 500 e proprio questa ondata di vendite sul mercato azionario ha comportato quella attesa ondata di vendita anche sul mercato delle Commodity visibile in figura 7 a riguardo del petrolio e in nelle figure 9 e 10 a riguardo del Rame e del Nickel.  

Figura 9) Prezzo Rame (grafico orario)               Figura 10) Prezzo Nickel (grafico daily)  

Quanto accaduto in settimana, e segnatamente nella giornata di venerdì in termini di vendite generalizzate sia sul mercato azionario sia sul mercato delle Commodity, descrive in maniera molto rigorosa quanto avevamo detto un paio di settimane fa laddove, se ben si ricorda, una forte flessione del mercato azionario sarebbe stata da leggersi come un segnale per l'uscita dagli investimenti sulle ETC delle Commodity.  

In quell'epoca interpreteranno infatti una eventuale flessione di questo ordine di grandezza dello SP 500, (che peraltro in quelle periodo non è manifestata), come una espressione di importante “profit taking” da parte degli operatori dei vari mercati finanziari. Proprio il percepire un massiccio “profit taking” sul fronte del mercato azionario, testimoniato appunto da vendite con flessioni superiori all'1% avrebbe indotto operatori di altri mercati a liquidare altre posizioni e questa a attesa è presentata con molta chiarezza una quindicina di giorni dopo, (Venerdì scorso) nei termini allora previsti.

 


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