A cura di Corrado M.
Cantore.
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - . Così come può emergere da una anche molto superficiale
considerazione, dopo circa dieci giorni di continui rialzi, non si può non
prevedere uno storno minimale dell'ordine di un 2,5-3%. Questa semplice ma
unica previsione che riusciamo in questo momento a fare, dovrebbe manifestarsi
ad inizio della settimane entrante e dovrà essere seguita con estrema
attenzione poiché, qualora effettivamente prendesse piede sul mercato questa
azione correttiva, e della quale dovesse avviarsi un nuovo movimento in
crescita, dovremo necessariamente confidare sulla prosecuzione del movimento
positivo anche contro ad ogni logica macro economica sottostante.
Nel
corso del lavoro esaminiamo infatti il posizionamento dei mercati e
dell'economia reale nel lungo periodo, richiamando alcuni aspetti ritenuti
particolarmente importanti e trattati nei seminari di Milano e la lettura di
questa situazione non depone certamente a favore di trend positivi di lungo
periodo. Nondimeno è un dato di fatto che il mercato americano non solo ha
manifestato una capacità di tenuta, apparentemente contro molte logiche di
carattere macroeconomico, ma addirittura ha dato segnali di tendenza rialzista
e la qualcosa trasferisce effetti direzionali sui mercati europei che non
possiamo non considerare con riferimento alle posizioni in essere.
In
conclusione attendiamoci questi 2 - 3 giorni di assestamento del 2.5 –3% con
particolare attenzione per eventualmente chiudere le posizioni short in caso
di successivo rimbalzo dopo questo atteso assestamento dei primi giorni della
settimana.
Si
segnala anche l’interessante livello raggiunto dal petrolio che potrebbe
suggerire la chiusura delle posizioni lunghe in zona 68-70 dollari al barile
mentre non avvertiamo la stessa esigenza sugli investimenti e fatti sugli ETC
delle altre due Commodity: Rame e Nichel
________________________________
Questo minore tasso di
crescita dei mercati
cosiddetti "nord
atlantici"
tiene conto anche e
del terzo elemento
importante della settimana
di consuntivo riguardante
3) la diffusione del dato
sul prodotto interno
lordo americano che
ha subito una
contrazione dell'1%.
La lettura nel
particolare delle variazioni
dei componenti di
variazione negativa del
prodotto interno lordo
americano, interessa
gran parte del
presente lavoro e
giunge a delle
conclusioni non particolarmente
positive. Si
ritiene anzi che
non solo la vera
variazione del PIL
sia dell'1,9%
e non dell’1 %e quindi peggiore delle
previsioni ma che
le componenti che
formano il PIL
possono ragionevolmente peggiorare
nel terzo trimestre
con l'effetto
di assistere ad
un dato del PIL
del terzo trimestre
ben peggiore di
quella del secondo
trimestre.
In base
a questa considerazione
non è quindi
da escludere che
la ripresa dell'economia
reale americana possa
essere più a “W” che non a “U”,
e che il dato
del secondo trimestre
costituisca l’apice intermedio delle
formazioni a “V” di sinistra e di destra che formano il simbolo “W”. Qualora
dovesse realmente svilupparsi
una ripresa economica
così sofferta,
i mercati finanziari
nel medio periodo
potrebbero nuovamente conoscere
una
fase di assestamento
piuttosto rilevante e
per questa ragione
si sconsiglia una
disinvolta entrata su nuovi
Fondi di Investimento.
Nel
particolare il comportamento
divergente tra una ulteriore contrazione
della economia reale come espressa dal PIL con
una eventuale progressiva
ulteriore crescita dei
mercati azionari potrebbe
creare i presupposti
per una nuova
"Bolla Rialzista "
anche se allo
stato delle cose ancora
non ne vediamo
ancora convincenti segni prodromici (due settimane e mezzo di euforia
irrazionale non sono da considerarsi come avvio Bolla Rialzista).
Più espressamente ci
attendiamo che le
mercato azionario americano,
e di conseguenza anche
gli altri mercati azionari
occidentali, possa lievemente correggere
ad inizio della settimane entrante
in attesa di
conoscere il dato
sulla disoccupazione di
Venerdì.
Considerando tuttavia
che non più tardi di Giovedì
scorso si è assistito
sul mercato americano
ad una crescita
rilevante che non
sappiamo interpretare in
modo diverso e
se non in termini
di movimento creato ad arte e utile
per assorbire il
problematico dato del PIL del
giorno seguente,
diciamo fin d'ora
che il mercato
americano potrà correggere
lievemente per i primi
tre giorni salvo
poi nuovamente registrare
una nuova crescita nella giornata di
Giovedì in preparazione di
un dato sulla
disoccupazione americana di
Venerdì.
Queste attese quindi
di movimento flettente
nella prima parte
della settimana e
di forte volatilità
nelle giornate di
Giovedì e Venerdì
si possono trasferire
anche sui mercati
azionari europei.
Auspichiamo di realmente
assistere ad un
movimento di questo
genere onde non
doverci trovare
costretti ad interventi
sulle posizioni in
essere che potranno
presentarsi intempestivi.
Più precisamente abbiamo
infatti la netta
percezione che tra
15 giorni di
mercati azionari,
scontata la possibile elevata
volatilità conseguente al
dato sul PIL
(conosciuto ma da sedimentare) e sulla disoccupazione (da conoscere e
successivamente da sedimentare), si troveranno
su livelli inferiori
a quelle attuali
e in questo contesto
non potremo che
seguire giorno dopo giorno le posizioni
in essere ben
attenti nel cercare
di individuare movimenti
coerenti con la
debolezza l'economia
sottostante da movimenti
di mero stampo
speculativo volto a
favorire una bolla
speculativa rialzista che, in ogni
caso se si verrà a presentare non potremo che tenerne conto. Penso che i
livelli che i mercati raggiungeranno il prossimo Mercoledì sera 5 Agosto
prima di un possibile strappo del Giovedì saranno assai utili per capire la
possibile successiva loro evoluzione.
![]()
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.
Premessa: questo numero del
TK’s Sentiment Outlook ha una impostazione particolarmente rivolta sul
fronte fondamentale in quanto si assiste ad un andamento discordante, nelle
nostre sensibilità, tra l'andamento dei mercati azionari e andamento
dell'economia reale così come espressa dall'ultimo dato del PIL americano.
Riteniamo infatti
doveroso portare l'attenzione del lettore su talune riflessioni in ordine al
dato comunicato venerdì che vedrebbe una flessione del PIL limitata ad un 1%
e quindi migliore delle attese riposte in una attesa di flessione dell'1, 5% e
di gran lunga migliore della flessione del 6,4% de primo trimestre 2009.
L'interpretazione di
seguito esposta di questo dato apre degli scenari piuttosto problematici sulle
prospettive di effettiva ripresa dell'economia americana e, riteniamo che il
dato sulla crescita del PIL del terzo trimestre potrà essere nuovamente
peggiore di questo del secondo trimestre con effetti negativi sui mercati
azionari.
In breve mentre oggi si
assiste o, per medio dire e si è assistito, ad una forte emotività rialzista
dei mercati, le prospettive di medio periodo non sono da noi viste altrettanto
positive. Le riflessioni di seguito esposte ci portano pertanto a rinviare
certamente ogni decisione di intervento su nuovi Fondi di Investimento per la
quota parte non investita mentre rende oggettivamente difficile la presa di
decisioni di breve periodo anche se, vogliamo fin da ora dire, non abbiamo per
nulla la sensazione che la settimana entrante i mercati continueranno nel loro
movimento di crescita ma anzi potranno risentire positivamente di un
comportamento ciclico a tre settimane.
Proprio
per via di questi contenuti che pongono in relazione andamenti di economia
reale con andamenti di mercati azionari, si ritiene che questo numero del
TK’s Sentiment Outlook possa essere di particolare interesse a chi si occupa
di Asset Allocation e di Risparmio Gestito proprio sulla base di
considerazioni relative alle prospettive di ripresa della economia americana e
di conseguenza dei mercati azionari nel medio periodo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Un primo elemento
di natura grafica che ci porta a confermare questo orientamento di massima
prudenza nei confronti di una crescita dei mercati che viene da più parti
considerata come avvio di un movimento rialzista destinato a durare e
rafforzarsi nel lungo periodo, lo si riscontro nella lettura di dettaglio del
comportamento dell'indice SP 500 nel corso della settimana di consuntivo
proposto in figura 1.
Secondo la nostra interpretazione, beninteso,
dopo tre giorni di movimenti assolutamente fermi compresi nell'area 970-980
punti, nella giornata di giovedì, sulla totale assenza di notizie positive (a
meno che a noi siano sfuggite) il mercato ha messo a segno un rialzo
importante spostando ancora una volta in alto il range di oscillazione che è
andato a posizionarsi tra 985 e 995 punti.
L'interpretazione che ci sentiamo di dare a
questo movimento del Giovedì, è di una nuova azione posta in atto dal "Convitato
di pietra" onde predisporre i mercati a recepire il dato sulla crescita del
PIL del giorno successivo. I movimenti molto nervosi vissuti del mercato
americano alla divulgazione del PIL, come più avanti esposto, è da noi visto
come una conferma di questa lettura interpretativa del movimento di Giovedì.
Diamoci appuntamento a Giovedì prossimo e se ci sarà un nuovo sensibile
rialzo proprio il giorno precedente il dato della disoccupazione vuol dire che
“abbiamo
fatto tana”

Figura
3) Indice SP 500 Mesi di Giugno - Luglio

Figura
4) Indice DAX Mesi di Giugno - Luglio
In merito a questa
crescita particolarmente robusta che caratterizza i mercati finanziari,
dobbiamo per il vero fare un piccolo distinguo tra ciò è stata la crescita
delle prime due settimane di Luglio rispetto alla crescita della terza appena
conclusa. Come si osserva sulle due figure e sulla tabella sotto riprodotta,
per il vero la forte crescita sì è avuta nelle prime due settimane in misura
tale da portare gli indici a crescere nell'ordine di un 12% a cui è seguita
una settimana più di ricerca di stabilizzazione che non di crescita, e
caratterizzata da una crescita dell'ordine dell'1,5% a tratto generale come
descritto dal nostro TK Index e di circa il 2,6% per i mercati europei che così
come da EuroTK Index.
In questo contesto è tuttavia meritevole di
massima attenzione il fatto che i mercati "nord
atlantici" composto cioè di America e Gran Bretagna sia cresciuto in
settimana soltanto dell'ordine dello 0,8% e che quindi, questi mercati che
hanno chiaramente lanciato il movimento rialzista di luglio, a partire dagli
effetti di ciò che abbiamo chiamato onda Whitney, stiano assestandosi su
questi livelli può leggersi come passo precursore di un loro ritracciamento.

Tabella
1) Variazione Indici nelle prime tre settimane di Luglio 2009

Figura
5) Indice FTSE MIB: Ripresa a Testa e Spalla e Ripresa a “W”
In base alle
considerazioni più avanti esposte in ordine allo stato non certo di euforia
della economia degli Stati Uniti, ci porta a non dover considerare del tutto
esaurita la potenziale evoluzione dei mercati così come disegnato
schematicamente in figura
Non è con questo detto
che si debba tornare a rivisitare i minimi di Marzo scorso ma al contempo,
dalla lettura della situazione economica americana così come emerge dal dato
del PIL, abbiamo certamente sempre meno certezze che i mercati possano
proseguire nel loro movimento in crescita così come descritto dal tratto
verde.

Figura
6) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 7) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
La
diffusione dei dati sul PIL ha visto una immediata presa di coscienza della
“situazione di non particolare prosperità”,
se vogliamo così chiamarla, da parte del mercato valutario, che è sempre
molto attento alla lettura di questi dati macroeconomici laddove il dollaro ha
registrato un violento movimento di indebolimento nei confronti dell'euro ben
visibile in figura 6.

Figura
8) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 9) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
Più articolata è la lettura delle ampie oscillazione del petrolio che sono
da ascrivere a tentativi di regolamentare il mercato dei future su
questa Commodity. Teniamo conto della ragione che ha impresso questi rilevanti
oscillazioni ma, da un punto di vista di stretta analisi tecnica, dobbiamo
confermare quanto detto nelle settimane scorse in relazione al possibile
disinvestimento degli ETC sul petrolio in presenza del raggiungimento del
livello di circa 70 dollari al barile (ci siamo) e di manifesta incapacità di
prosecuzione del movimento positivo.
Non abbiamo particolari
osservazioni da fare a riguardo degli altri 2 ETC se non prendere atto del
fatto che il prezzo del nichel sia giunto al livello obiettivo che ponevamo in
zona 18.000 dollari alla tonnellata fin dalla apertura delle relative
posizioni sugli ETC che, se bene ricordo che erano in zona prossima a 13.500
–14.000 dollari la tonnellata.
(Non
guardo nel dettaglio queste quotazioni poiché continuo a ritenere che gli
investimenti su queste due ultime commodity sia destinato a rimanere in
portafoglio almeno fino a fine anno ed
anzi, continuo a ritenere interessante un possibile switch da e ETC del
petrolio a ETC sul Nickel.
Mi riservo tuttavia di dare indicazioni operative in proposito qualora
ritenessi giunto il momento di fare questo nuovo investimento.)

Figura
10) Prezzo Rame (grafico orario)
Figura 11) Prezzo Rame (grafico daily)

Figura 12) Prezzo Nichel (grafico orario) Figura 13) Prezzo Nichel (grafico daily)
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