A cura di Corrado M.
Cantore.
Numero 28 del giorno 11 Luglio 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - La divulgazione dei dati macro economici americani sulla
disoccupazione nella giornata di Giovedì 2 Luglio congiuntamente con la
presentazione del nuovo pesante quadro macro economico europeo da parte del
governatore Trichet nella stessa giornata, hanno comportato una flessione
media dei mercati azionari del 3% ma più ancora hanno comportato l'esigenza
di una rivisitazione a trecentosessanta gradi della situazione macro economica
generale.
Un
primo tentativo di rivisitazione del mutato quadro macro economico che emerge
alla diffusione di questi dati preoccupanti da un lato sul livello di
disoccupazione americana, e dall'altro su un differimento temporale di molti
mesi delle attese di ripresa dell'economia europea, rende maggiormente
ragionevole rispetto al passato assistere alla attesa azione correttiva
dell'ordine di un 10% che andiamo inseguendo ormai da molte e molte settimane.
Al
contempo questo quadro macro economico decisamente diverso e molto più
problematico rispetto quello che ci si poteva attendere anche soltanto un mese
prima, sempre in base alle indicazioni di carattere macro economico che ci
venivano proposte, comporta l'esigenza di rivedere le prospettive di
evoluzione dei mercati per il secondo semestre e questa rivisitazione degli
scenari di fondo sarà sviluppato nelle prossime due settimane per potere
essere presentato fra 15 giorni al primo seminario di Roma e una settimana
dopo a Milano.
Le
attese che al momento dobbiamo riporre sul mercati sono quindi in ordine alla
possibile manifestazione di questo movimento correttivo e riteniamo che nel
corso della settimane entrante i mercati possano mettere a segno un primo
assaggio di flessione dell'ordine dell'1,5% medio laddove, (complice anche il
G8) si dovrebbe assistere ad un rimbalzo e questo rimbalzo potrebbe
manifestarsi grosso modo sui seguenti livelli dei vari indici da noi ritenuti
particolarmente robusti.
SP 500
= 880
Dow Jones
= 8.250
DAX
= 4.650
Eurostoxx 50
= 2.350
Stoxx 50
= 2.060
FT 100
= 4.210
Un
successivo tentativo di rivisitazione di questi livelli, sul finire della
settimana di consuntivo, o più ancora ad inizio della successiva settimana,
potrebbe non più che essere arginata questi livelli di supporto e assistere
quindi ad forte azione correttiva stimabile mediamente
dell'ordine di un 9-11% dai livelli attuali sui vari mercati.
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In
termini di previsione
per la prossima settimana: La
formulazione delle previsioni per
la settimana entrante sono
ancora orientate in
negativo anche se molto
dipenderà dalla divulgazione
di dati societari americani
e ragionevolmente molti dei
quali saranno "
bruttini ma
migliori delle attese
" come ormai
siamo ahimè abituati a
prendere atto da un pò di tempo.
Pur con
questa situazione di
attesa del mercato
americano di potenziale maggiore tenuta, riteniamo
che sul fronte della
mercato europeo si
possa assistere ad una
flessione rilevante non
distante da quella
della settimana di
consuntivo collocabile in
un range del 3-4%.
Vogliamo anzi aggiungere
che, coerentemente
con
quanto previsto la
settimana scorsa,
una flessione anche
più vigorosa da
parte del mercato europeo,
dell'ordine di
un 5-6% circa,
potrebbe essere davvero
assai utile per una
evoluzione prospettica positiva
dei mercati.
Riteniamo infatti
che mentre a fronte
di una flessione
di questo tenore
i mercati potrebbero
reagire ad una situazione
di momentaneo ipervenduto
che si andrebbe a creare, in
assenza di questa
flessione si corre
il serio rischio
di assistere ad
un movimento correttivo
dei mercati destinato
non già ad esaurirsi
sul livelli che
da alcune settimane
collochiamo in zona
800 punti per l'indice
SP 500 e 2150
punti per l'indice
Eurostoxx 50 ma
in direzione di
una possibile rivisitazione
dei minimi di
Marzo e questi livelli potrebbero essere visitati nel prossimo
mese di Settembre.
Questa seconda
ipotesi non è dallo stato
delle cose la nostra
previsione di evoluzione
dei mercati, che
continua viceversa a vedere
ragionevole il raggiungimento
dei due livelli
sopraccitati successivo rimbalzo, ma potrebbe
trovare corso nelle prossime
settimane qualora non dovessero
emergere elementi particolarmente
positivi sul mercato
o
particolarmente rilevanti sotto
il profilo tecnico
quale ad esempio
il venirsi a creare
una situazione di
ipervenduto.
La situazione venutasi a creare
di vendita generalizzata
sulle Commodity congiuntamente
con il nuovo ulteriore
abbassamento dei tassi
di interesse sia
sull'interbancario sia
anche sul rendimento dei titoli governativi
italiani, che hanno
visto l'ultima emissione
dei BOT a tre
mesi con tassi effettivi
dello 0,04%,
rafforza l'idea di una
possibile prosecuzione del
movimento correttivo in
direzione appunto di rivisitazione
dei minimi del
Marzo scorso replicando nella
sostanza il modello
di inversione che
sì è visto nel
2002-2003.
I
timori che indicavamo a Gennaio delle due cause che avrebbero potuto
invalidare lo scenario positivo dei mercati, 1) Deflazione e 2) Difficoltà di
collocamento del Debito Pubblico in scadenza, sono ora meno remoti di quanto
si potesse immaginare al momento in cui li enunciammo a Gennaio e forse
dobbiamo iniziare a pensare a convivere con essi-L
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Il mercato azionario
in generale ha visto
flessioni comprese tra
un 3% e un 4%; mentre il mercato
azionario europeo ha
registrato sostanzialmente una
flessione piuttosto lineare
nel corso della
settimana non altrettanto
si può dire riguardo
del mercato americano
che viceversa ha
visto un importante
minimo nella giornata
di mercoledì.
Molto
importante si deve comunque
considerare il modello comportamentale
del mercato americano
nella settimana di
consuntivo che ha
perso in maniera
ben netta sebbene non in modo rilevante determinati
“livelli sensibili” anche
se si rende necessario
una ulteriore conferma di
questa perdita di
questi livelli nel
corso della settimana
entrante per considerare
decisamente avviato un
ampio movimento flettente.
Proprio la diffusione
di dati societari
nel corso della settimane
entrante potrebbe infatti pregiudicare
questa visione ribassista
del mercato americano
che ci guida da tempo.

Figura
3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
igura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)
Sul
fronte del mercato valutario non
sì è assistito
nel corso della
settimana di consuntivo
ad importanti movimenti
meritevoli di segnalazione.
Si continua a ritenere
il cambio Euro
Dollaro all'interno
di una fase di
consolidamento ormai da
quasi un mese
dal livello di 1,385 e
un livello di 1,42
Dollari per Euro. Solo in presenza
di un deciso abbandono
di questi livelli
o di superamento
delle due trend
line indicate in
figura 4 potremo
percepire segnali direzionali
del cambio in esame
al momento assenti.

Figura
5) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 6) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)

Figura
7) Prezzo Rame (grafico orario)
Figura 8) Prezzo Rame (grafico daily)

Figura
9) Prezzo Nichel (grafico orario)
Figura 10) Prezzo Nichel (grafico daily)
Ben
diversi sono stati
viceversa i comportamenti
sulle Commodity e
in particolare sul
petrolio. Pur considerando
gli investimenti sugli
ETC di queste Commodity
quali investimenti ispirati
ad un periodo molto
lungo, e tale
da tenerli in portafoglio fino al superamento
dell'anno, nondimeno
non possiamo non
considerare con debita
attenzione questa azione
correttiva della settimana
e più avanti esprimeremo
orientamenti più specifici
sui ragionevoli motivi che
hanno portato a
questa azione correttiva.
Qualora queste
considerazione dovessero trovare
manifestazione nella settimane entrante
dovremo necessariamente prendere
atto di un mutato
quadro generale non
tanto di attese
sulla crescita delle
Commodity quando piuttosto in
termini di impiego della
abbondante liquidità in
una strategia di Asset Allocation
internazionale e queste considerazione
potrebbero anche indurci
dalla chiusura delle
posizioni lunghe su
questi E.T.C.

Figura 11) Indice VIX di volatilità dello SP 500

Figura
12) Indice VIX di volatilità del DAX
Pur
senza attribuire da parte nostra una
particolare valenza ai
livelli dell'indicatore
VIX della volatilità, nondimeno
prendiamo atto del
fatto che nelle
ultime settimane questo
indicatore sia applicato all'indice
SP 500 sia applicato
all'indice DAX ha arrestato
la sua flessione su
un ritracciamento del 23,6%
dell'onda di ampia
crescita prodotta dal
2007 ai massimi
di volatilità del
2009.
Per
quelle che può
valere questa considerazione,
dobbiamo quindi osservare
che l'incremento
della volatilità,
è da leggersi più
coerente con una
attesa di indebolimento
dei mercati azionari
che non in termini
di attesa di una
loro crescita.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Nel corso
della settimana di
consuntivo si sono registrate
flessioni comprese tra
mediamente tra un
3 ed un 4%
sui vari mercati
e con punte prossime
quasi del 6%
per il mercato azionario
italiano espresso dall'indice
FTSE Mib. Portiamo l'attenzione
sulla rilevante variazione
del mercato azionario
francese il cui
indice CAC

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
Il
movimento correttivo sul
mercato americano è
stato prossimo ad
un 2% e
questa flessione è
stata più contenuta
rispetto quella osservata
sul mercato europeo per via di
un leggero rimbalzo
registrato a metà settimana.
Importante è prendere atto
della flessione superiore
al 5% del
mercato giapponese e
più ancora è
interessante prendere atto
come a fronte
di una flessione
così rilevante dell'indice
Nikkei, ancora
una volta si
sia assistito ad
un movimento di
rafforzamento dello Yen
nei confronti dell'Euro
quasi della stessa
entità rendendo in
sostanza quasi prossima allo
zero la variazione
effettiva per un investitore
europeo.
Altrettanto importante
è considerare le
variazioni rilevanti che si
iniziano a leggere
sui mercati dell'area
BRIC e in particolare
della Russia e
dell'India e
certamente queste variazioni
così fortemente negative,
prossima al 10%
in una settimana
comportano l’esigenza di una rivisitazione
critica degli investimenti
sui fondi di
investimento di queste
aree e questa
rivisitazione sarà facente
parte deI seminari
in via di preparazione
per sabato prossimo
a Roma e fra
due sabati a
Milano.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
Le variazioni
complessive del mercato
europeo sono state
pari al - 4%,
così come misurate
dall'indice Eurostoxx
50 e del 3,35
% così come
misurate dall'indice
Stoxx 600. Ancora
una volta queste
rilevanti variazioni
si
sono concentrate su
pochi comparti e segnatamente le
variazioni più rilevanti
hanno ancora interessato
il comparto Auto,
Risorse di Base
e Assicurativi; la
flessione del petrolio
ha portato anche
ad una rilevante
correzione del comparto
energia. Più
contenute sono state
ancora una volta
le variazione del
comparto bancario che
tuttavia nello spazio
di quattro settimane
ha comunque segnato
una variazione negativa
del 9, 37%
.
Sulla
base di queste variazione
registrate nella settimana,
che consideriamo quindi
del tutto coerenti
con le attese
formulate la scorsa
settimana che vedevano
la possibilità di
una flessione compresa
tra un 9 e
11% nello spazio di
due settimane,
si ritiene che
sussistano le condizioni
per assistere nella
settimane entrante ad
una nuova variazione
negativa dello stesso
tenore di
quella di consuntivo.
Non
escludiamo tuttavia la manifestazione
di una variazione
più rilevante anche
dell'ordine di
un 5-6%
che avrebbe l'effetto
positivo di portare
i mercati in
una situazione di
leggero ipervenduto utile
per creare un
tentativo di rimbalzo.
L'assenza di
questa situazione di
ipervenduto con conseguente
rimbalzo potrebbe viceversa
contribuire alla generazione del quadro
di fondo dei
mercati azionari, paradossalmente,
particolarmente problematica e la consultazione
dei temi di seguito
indicati, e
che saranno ripresi
nel corso dei
seminari con maggiore approfondimento, ci
aiuta a capire,
almeno me lo auguro, del perché i
mercati hanno una
potenzialità di ulteriore
flessione più rilevante
di quella fin
qui descritta nelle scorse settimane.
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