TK's Sentiment Outlook  - Numero 27 del 4/7/2009 - Pagina 01

 

 A cura di Corrado M. Cantore.  

Numero 27 del giorno 4 Luglio  2009 

Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: - Le oscillazione alle quali abbiamo assistito nel corso della settimana di consuntivo, caratterizzate da una flessione di circa il 2% sul mercato azionario europeo e del 1% sul mercato americano, confermano quell’orientamento espresso nelle settimane scorse che vedevano una possibile flessione commisurata tra un 4 e un 6% nello spazio di due settimane.  

Questa previsione dei mercati è da noi confermata anche se, occorre osservare, l'importanza del livello raggiunto dall'indice SP 500 in zona 880 punti e dall'indice Dow Jones in zona 8.200 punti. Questi due livelli costituiscono infatti dei livelli di supporto ritenuti particolarmente importanti dagli analisti finanziari ed anche da coloro che suggeriscono le più idonee misure di comportamento a particolari destinatari tra i quali la famiglia di poteri americani (Ministero del Tesoro, FED e SEC) che abbiamo in passato definito "Convitato di pietra".  

Onde evitare l'avvio di una flessione che potrebbe essere anche superiore alle nostre attese al momento traguardato in zona 800 punti da parte dell'indice SP 500, un 11% sotto i livelli attuali e in zona 180 punti da parte dell'indice Stoxx 600, pur esso in zona - 11 punti percentuali sotto il livello attuale, potremmo assistere a “misure di contrasto alla flessione” tali da potere invalidare lo scenario ribassista qui presentato senza con questo alimentare un opposto scenario rialzista che vediamo oggettivamente ancora lontano ma di cui iniziamo qui a tratteggiare la sua possibile evoluzione (anche piuttosto ambiziosa).  

Le nostre previsioni vanno quindi in direzione del proseguimento del movimento correttivo per la settimana entrante salvo poi assistere a possibili tentativi di rimbalzo che altro non farebbero che preparare la strada verso il raggiungimento dei gli obiettivi ribassisti dianzi indicati. In questo contesto manteniamo pertanto le posizioni short su E.T.F. dell'indice Eurostoxx 50/Future FTSE MIB e sull’ETF del comparto bancario e al rialzo su ETC delle Commodity: Petrolio, Rame e Nichel.  

Aggiungiamo solo che la ragionevole manifestazione di questa ulteriore azione correttiva dei mercati dell'ordine di un 10-11% dei livelli attuali nel corso dell’entrante mese di Luglio creerebbe delle condizioni ottimali per confidare su una successiva forte recupero generale dei mercati da quel livello anche dell‘ordine di un 30-35%.  

In questo contesto, sul livelli inferiori rispetto quelli attuali di un 5-10% si potranno avviare azioni di investimento su Fondi di Investimento occidentale, in aggiunta al 30% già investito su Fondi di Paesi Emergenti e del Pacifico, in quanto è ragionevole ritenere che questi livelli di ingresso difficilmente verrebbero rivisitato nei mesi entranti.

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In termini di previsione per la prossima settimana: La divulgazione dei dati macro economici americani sulla disoccupazione nella giornata di Giovedì 2 Luglio congiuntamente con la presentazione del nuovo pesante quadro macro economico europeo da parte del governatore Trichet nella stessa giornata, hanno comportato una flessione media dei mercati azionari del 3% ma più ancora hanno comportato l'esigenza di una rivisitazione a trecentosessanta gradi della situazione macro economica generale.  

Un primo tentativo di rivisitazione del mutato quadro macro economico che emerge alla diffusione di questi dati preoccupanti da un lato sul livello di disoccupazione americana, e dall'altro su un differimento temporale di molti mesi delle attese di ripresa dell'economia europea, rende maggiormente ragionevole rispetto al passato assistere alla attesa azione correttiva dell'ordine di un 10% che andiamo inseguendo ormai da molte e molte settimane.  

Al contempo questo quadro macro economico decisamente diverso e molto più problematico rispetto quello che ci si poteva attendere anche soltanto un mese prima, sempre in base alle indicazioni di carattere macro economico che ci venivano proposte, comporta l'esigenza di rivedere le prospettive di evoluzione dei mercati per il secondo semestre e questa rivisitazione degli scenari di fondo sarà sviluppato nelle prossime due settimane per potere essere presentato fra 15 giorni al primo seminario di Roma e una settimana dopo a Milano.  

Le attese che al momento dobbiamo riporre sul mercati sono quindi in ordine alla possibile manifestazione di questo movimento correttivo e riteniamo che nel corso della settimane entrante i mercati possano mettere a segno un primo assaggio di flessione dell'ordine dell'1,5% medio laddove, (complice anche il G8) si dovrebbe assistere ad un rimbalzo e questo rimbalzo potrebbe manifestarsi grosso modo sui seguenti livelli dei vari indici da noi ritenuti particolarmente robusti.  

SP 500                                                = 880

Dow Jones                              = 8.250

DAX                                                    = 4.650

Eurostoxx 50                = 2.350

Stoxx 50                                              = 2.060

FT 100                                     = 4.210

 Un successivo tentativo di rivisitazione di questi livelli, sul finire della settimana di consuntivo, o più ancora ad inizio della successiva settimana, potrebbe non più che essere arginata questi livelli di supporto e assistere quindi ad forte azione correttiva stimabile mediamente dell'ordine di un 9-11% dai livelli attuali sui vari mercati.  

In questo contesto non abbiamo quindi altro da fare che porre l'attenzione sui questi livelli sopra indicati per essere pronti a rimodulare le posizioni investite al ribasso in caso di una loro decisa violazione; dobbiamo infatti essere consapevoli che l’attesa azione correttiva che continuiamo stimare compresa in una forchetta dal 9 al 11%, potrebbe anche essere più estesa qualora le percezioni di peggioramento del quadro macroeconomico (in parte qui esposte e in parte riprese nei seminari di Luglio) dovessero trovare conferma e comportare una generalizzata nuova azione di sell off da parte dei gestori di tutto il mondo  

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                   Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

La settimana di consuntivo è caratterizzata dalla diffusione dei dati sulla occupazione americana del mese di Giugno, avvenuta Giovedì il 3 Luglio, e quasi a dire che ci fosse in preparazione di dati particolarmente negativi, nella prima parte della settimane i mercati hanno messo a segno un movimento positivo e totalmente assorbito nella giornata di Giovedì proprio alla diffusione di questi dati decisamente preoccupanti.  

Proprio sulla base di questi dati particolarmente preoccupante riguardo della disoccupazione americana, congiunta con dati non certo di tranquillizzare a riguardo dell’Europa diffusi lo stesso giorno dalla Banca Centrale Europea ci ha indotti a rimodulare in parte questo TK’s Sentiment Outlook per tenere conto di questi elementi che saranno riprese in maniera più dettagliata nel corso dei due seminari in programma tra due settimane a Roma e tre settimane Milano dal seguente titolo: Summer Forum 2009 su: Mercati Finanziari e Recessione Economica” al quale sono invitati tutte le Sottoscrittrici e tutti i Sottoscrittori delle nostre lettere previsionali.  

A differenza di altri seminari da noi organizzati in passato, questi due seminari informali di piena estate sono riservati alle Sottoscrittrici e ai Sottoscrittori dei nostri lavori ciascuno dei quali può tuttavia farsi accompagnare da un ospite cadauno, (sperabilmente con un potenziale interesse alla successiva sottoscrizione del nostro lavoro previsionale). Grazie fin da ora alla vostra partecipazione e per il vostro fattivo contributo per il buon esito dell’iniziativa.  

 

Figura 3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)       Figura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)  

La diffusione dei dati sulla disoccupazione americana, forse perché già attesi dagli operatori de mercato valutario, non hanno comportato movimenti particolarmente rilevanti sul fronte del mercato valutario i quale vede ancora il cambio Euro - Dollaro all'interno di range compreso tra un 1,385 e 1.415 Dollari per Euro da considerarsi come zona di assestamento del cambio.  

Figura 5) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)      Figura 6) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

L’ errore da parte di un trader a Londra sui future del petrolio da un lato e certamente anche questi dati sui pessimi livelli di disoccupazione americana, portando il tasso di disoccupazione al 9,6%, che conferiscono chiaramente una visione meno positiva rispetto al passato sulle prospettive di evoluzione della economia reale americana è riflessa sulle quotazioni del petrolio il quale ha registrato una rilevante azione correttiva e che più avanti andremo ad esaminare in dettaglio.  

Figura 7) Prezzo Rame (grafico orario)                      Figura 8) Prezzo Rame (grafico daily)  

 

Figura 9) Prezzo Nichel (grafico orario)                      Figura 10) Prezzo Nichel (grafico daily)  

Non osserviamo al momento particolari livelli di oscillazione sul fronte delle altre Commodity sulle quale abbiamo delle posizioni aperte anche se, è doveroso tornare a sviluppare una riflessione più articolata sull’ effetto di traino che le attese di ripresa economica hanno esercitato in passato nei confronti di queste Commodity e che ragionevolmente eserciteranno in misura meno rilevante nei prossimi mesi.

 

Figura 11) Indice VIX di volatilità dello SP 500      Figura 12) Indice VIX di volatilità dello SP 500  

Anche in virtù della diffusione dei dati sui livelli di occupazionale si è assistito ad un leggero rimbalzo della volatilità la quale anzi potrebbe ora nuovamente volgere al ribasso risentendo della potenziale formazione di una conformazione a pullback ribassista nei confronti della evolvente parabolica inferiore di figura 12.  

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

Il movimento di crescita nella parte iniziale della settimana e di successiva flessione nella seconda parte e più espressamente nella giornata di Giovedì, non ha avuto sostanzialmente effetti rilevanti sulle variazioni nel corso della settimana dei vari mercati i quali sono rimasti pressoché invariati pur con una tendenza lievemente negativa e riteniamo che si possa archiviare la settimane considerandolo ragionevole una variazione media negativa compresa tra lo 0,5 e l'1% di così come rappresentato dal nostro TK Index e dell'indice Eurostoxx.  

Importante è prendere atto che abbiamo superato i primi sei mesi dell'anno con una variazione sostanzialmente nulla rispetto le quotazioni da inizio anno da parte dei più importanti indici. Una buona espressione di questo livellamento delle quotazioni attuali con quelli di inizio anno è presentato dall'indice Comit che segna una crescita decisamente modesta e dell'ordine del 0,4%; altrettanto rappresentativi sono le variazioni dell'indice Eurostoxx e della Stoxx 600 in primo negativo di un 3% da inizio anno e il secondo positivo del 3, 6% sempre dalle quotazioni di inizio anno.  

Sul fronte delle variazioni per mercati soggetti a rischi di cambio contro euro nella successiva tabella si deve osservare la variazione negativa da parte del mercato azionario americano e variazioni decisamente molto contenute per altri importanti mercati internazionali da noi tenuti sotto stretta osservazione e indicata nei rispettivi rettangoli rossi.  

Sotto questo aspetto vogliamo anche qui porre l'attenzione al fatto che anche il mercato azionario americano espresso dell'indice SP 500 ha registrato una variazione pressoché nulla, che vale un - 0, 76% mentre l'indice Dow Jones ha registrato variazioni negative leggermente superiore e prossime a - 5,6%. I due importanti mercati azionari europei extra Euro da noi particolarmente seguiti, Londra e Zurigo segnano pure essi variazioni da inizio anno attorno ad un - 4%.  

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

Sul fronte delle variazioni per indici settoriali continuiamo ad osservare interessanti variazione di sui primi tre comparti indicati dal riquadro rosso. Le variazioni sugli altri comparti sono meno rilevanti, pure prevalentemente con un orientamento negativo e questo comportamento polarizzato tra tre comparti con forti oscillazioni e i rimanenti del mercato caratterizzato da variazioni più contenute non è certo sintomo di una partecipazione allargata al movimento di distribuzione in atto sul mercato così come non lo era nella precedente fase di forte crescita.  

In considerazione della delicatezza del momento dove sotto il profilo macro economico che rende quanto mai attuale il posizionamento dei due seminari fra due e tre settimane, iniziamo a trattare alcuni temi che verranno sviluppati ed approfonditi in quelle occasioni e conseguentemente suddividiamo il seguito del lavoro sui seguenti temi (non tutti qui sviluppati collo stesso livello di approfondimento ma che certamente non potranno essere tralasciati in nel corso dei seminari):  

Ø       Il quadro generale dei mercati azionari : tendenze ribassiste contrastate dal “Convitato di Pietra”

Ø       Presa d’atto della situazione della disoccupazione americana: difesa del livello di 880 punti dello SP 500

Ø       Nuovo scenario di ripresa economia europea: formazione di un Testa e Spalla ribassista sugli indici del mercato europeo.

Ø       Mercato delle commodity e attesa di evoluzione della economia reale.

Ø       Effetti in termini di flessione dei tassi di interesse per assenza di domanda finanziamenti interbancari.

Ø       Effetti in termini di possibile problemi in ordine alla sottoscrizione dei titoli del debito pubblico.

Ø       Effetti in termini di primi accenni di diffusa deflazione.

Ø       Effetti sul mercato del reddito fisso del nuovo quadro intermarket.

Ø       Effetti sul mercato valutario del nuovo quadro intermarket.

Ø       Il mercato azionario americano.

Ø       Il mercato azionario europeo.  

A) Il quadro generale dei mercati azionari : tendenze ribassiste contrastate dal “Convitato di Pietra”  

La diffusione dei dati sulla disoccupazione americana congiuntamente con la rimodulazione in peggio da parte del Governatore Trichet delle prospettive di ripresa della economia in Europa mi ha portato ad anticipare nel corso della estensione del TK’s Update del 02/07/2009 – sera alcuni dubbi sulle prospettive di ripresa dei mercati nel secondo semestre leggermente meno ambiziose di quanto fino a quella data ritenuto ragionevole. Può valere la pena ad rivedere quanto detto in quell'occasione nei termini che seguono:  

============================= Inizia =========================

 

Figura 13) Indice Eurostoxx  

In figura 13 ho cercato di sintetizzare la mia percezione di questa sera dei mercati che vedono accrescersi le probabilità di assistere alla flessione ipotizzata alcuni giorni or sono e tale da portare ad una flessione generalizzata dei vari mercati dell’ordine di un 10% mentre diminuiscono le percentuale che personalmente attribuirei alle probabilità di successivo recupero. Quanto sto esponendo è soltanto una esposizione di una sensazione supportata dalla attribuzioni di probabilità d accadimento che penso possa ci aiutare in questo sforzo descrittivo.

In breve ritengo che sussista una probabilità del 70% che la flessione che inseguiamo da tempo finalmente si compia contro una probabilità limitata ad un (generoso) 30% che si assista ad una inversione dei mercati ad esempio al livello di 4700 punti del DAX e di 880 punti dello SP 500.  

Per questo motivo continuo a consigliare di non fare nulla domani ma di attendere il pomeriggio di lunedì per capire come si vogliono mettere le cose (peraltro lunedì mattina rientrerò a Roma dal Piemonte). Dobbiamo infatti attenderci qualche “ideuzza” da parte del “Convitato di Pietra” che potrebbe proprio evitare la perdita del livello di 880 punti dello SP 500 (un –2% da questa sera)  

In secondo ordine inizio ad attribuire una probabilità più contenuta e limitata al 50% che in caso di effettiva visitazione del livello di 2150 punti sullo Eurostoxx e di 800 punti dello SP 500 il mercato “si rigiri” da trend in discesa a trend in crescita in direzione iniziale dei massimi delle scorse settimane come rappresentato in figura 1.  

Il prendere atto, finalmente, di una giornata a nostro favore non deve porci nella situazione di operare in modo “irrazionale”; riteniamo infatti che in caso di , (ormai sempre più probabile) perdita de livello di 880 punti si aprirebbe la strada per una flessione fino a 800 punti ma attendiamo la conferma dei segnali per operare in modo di beneficiare di questo evento.  

Ricordo che alla perdita di 880 punti coloro che sono liquidi potranno aprire nuove posizioni short (o se promotori finanziari suggerirle alla propria clientela) e coloro che hanno seguito in modo “ortodosso” potranno valutare con noi l’ipotesi di rimodulare un 20% dell’investimento complessivo da leva 1 a leva 2 (e forse di sostituire un 5% sul Petrolio con un nuovo ETC del 5% sul GAS).  

Le ragioni che mi portano a questa attesa di medio periodo meno positiva del passato sono molteplici e tra le quali vale la pena di ricordare:  

1) Us market mover: in giugno persi 467 mila posti di lavoro

Per il dato era stimata una contrazione di 365 mila unità, dopo le 345 mila buste paga perse in maggio.  

Questo dato riporta di attualità quanto commentato un mese fa (a riguardo del fatto che a fronte di un numero apparentemente elevato di persone impiegate – leggasi come minor numero di nuovi disoccupati - ciascuna di esser lavorava meno ore al giorno e senza questo “accrocco” in luogo di 345.000 avremmo dovuto leggere 600.000). Insomma il problema dei livelli produttivi e di disoccupazione in Europa e in America (allineate con un tasso di disoccupazione al 9.5%) non può non avere effetti pesanti sui consumi e sulla produzione.  

2) Europa market mover: La ripresa della economia reale in Europa è stata spostata nel 2010  

Questo dato enunciato dalla BCE oggi, e drammaticamente supportato da un primo dato di deflazione è piuttosto inquietante e rende ragionevole iniziare a pensare ad una ripresa dei mercati forse un po’ più in là rispetto a fine di Luglio come rappresentato in figura.  

3) La flessione del petrolio può leggersi come conferma di questo timore di effettiva ripresa della domanda

Figura 14) Indice DAX. (Grafico non aggiornato)

Per il DAX diventa a questo punto determinante la nuova verifica del livello di 4700 punti (omogeneo a 880 punti dello SP 500) che in caso di sua violazione renderebbe ragionevole attendersi una flessione fin verso il livello di 4150 punti come obiettivo della struttura a Testa e Spalle ribassista presente sui vari mercati e particolarmente chiara sul DAX.

 


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