A cura di Corrado M.
Cantore.
Numero 26 del giorno 27 Giugno 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: - Il movimento ribassista che sì è registrato nel corso della
settimana di consuntivo dell'ordine di un 3%, del tutto coerente con le
previsioni da noi formulate sette giorni orsono, può essere una prima fase di
un movimento destinato a flettere di un ulteriore 4-6%
dai livelli attuali nello spazio di un paio di settimane.
Questo
movimento comporterebbe una azione correttiva mediamente pari a un 38,2% della
fase di crescita prodottasi dei minimi del 9 Marzo ai massimi della settimana
precedente quella di consuntivo o, letto in altro modo, corrisponderebbe ad
una flessione di circa un 9-10% ancora commisurata sui massimi della fase di
distribuzione.
La
manifestazione di questa nuova onda correttiva, è da noi posta a fondamento
delle previsioni per le prossime due settimane circa, e qualora essa avesse a
manifestarsi e dare successivi convincenti segnali rialzisti, potrebbe portare
i mercati su dei livelli interessanti per la chiusura delle posizioni short
attualmente in essere, su valori non molto lontani da quelli di apertura, e al
contempo creare dei presupposti per l'apertura di posizione al rialzo sia su
nuovi ETF sia anche su Fondi di Investimento per il 70% del capitale destinato
ai fondi di investimento tuttora liquido.
Riteniamo
infatti che nel quadro di quella visione positiva per il 2009 volta a
raggiungere a fine anno livelli di apprezzamento dell'ordine di un 20-25%
rispetto al valore di fine 2008, la fase correttiva che sì è avviata nella
scorsa settimana sia da leggersi come un elemento che rafforza in modo
importante questa attesa prospettica.
Nel
confermare quindi questa attesa di correzione
dell’ordine di un 4-6% nelle prossime due settimane si ritiene
doveroso porre la massima attenzione sugli ETC investiti sulle Commodity in
quanto il rialzo del prezzo del petrolio potrebbe essere giunto a conclusione.
________________________________
In
termini di previsione
per la prossima settimana: Le
oscillazione alle quali abbiamo assistito
nel corso della
settimana di consuntivo,
caratterizzate da una
flessione di circa
il 2% sul
mercato azionario europeo
e del 1%
sul mercato americano,
confermano quell’orientamento espresso
nelle settimane scorse
che vedevano una
possibile flessione commisurata
tra un 4 e un 6%
nello spazio di
due settimane.
Questa previsione
dei mercati è
da noi confermata
anche se, occorre
osservare, l'importanza
del livello raggiunto dall'indice
SP
Onde
evitare l'avvio
di una flessione
che potrebbe essere
anche superiore alle
nostre attese al
momento traguardato in zona
800 punti da
parte dell'indice SP 500,
un 11% sotto
i livelli attuali
e in zona 180
punti da parte dell'indice
Stoxx 600, pur
esso in zona
- 11 punti percentuali
sotto il livello
attuale, potremmo
assistere a “misure di
contrasto alla flessione”
tali da potere
invalidare lo scenario
ribassista qui presentato
senza con questo
alimentare un opposto
scenario rialzista che
vediamo oggettivamente ancora
lontano ma di cui iniziamo qui a tratteggiare la sua
possibile evoluzione (anche piuttosto ambiziosa).
Le
nostre previsioni vanno
quindi in direzione
del proseguimento del
movimento correttivo per
la settimane entrante
salvo poi assistere
a possibili tentativi
di rimbalzo che
altro non farebbero
che preparare la
strada verso il
raggiungimento dei gli
obiettivi ribassisti dianzi indicati.
In questo contesto
manteniamo pertanto le
posizioni short su
E.T.F. dell'indice Eurostoxx
50/Future
FTSE MIB e sull’ETF del comparto bancario e al
rialzo su ETC
delle Commodity:
Petrolio, Rame
e Nichel.
Aggiungiamo
solo le che la
ragionevole manifestazione di
questa ulteriore azione
correttiva dei mercati
dell'ordine di
un 10-11%
dei livelli attuali
nel corso dell’entrante
mese di Luglio
creerebbe delle condizioni
ottimali per confidare
su una successiva
forte recupero generale
dei mercati da quel livello anche
dell‘ordine di un 30-35%.
In questo contesto, sul livelli inferiori rispetto quelli attuali di un 5-10% si potranno avviare azioni di investimento su Fondi di Investimento occidentale, in aggiunta al 30% già investito su Fondi di Paesi Emergenti e del Pacifico, in quanto è ragionevole ritenere che questi livelli di ingresso difficilmente verrebbero rivisitato nei mesi entranti.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
La settimana di consuntivo
ha visto un andamento
correttivo per i mercati
europei dell’ordine di
circa un 2%,
da considerarsi quindi
rispondente alle nostre
attese mentre il movimento
sul mercato americano,
pure in lieve flessione,
è stato inferiore con
flessioni appena superiori
all'1% da
parte dell'indice Dow Jones.

Figura
3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 6) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
Sul fronte
delle materie prime
sì è assistito ad
un movimento di leggero
recupero, specie sul
fronte del Rame e del
Nichel mentre più contenute
sono state le variazioni
sul prezzo del Petrolio;
in ogni caso non
vediamo nessun elemento
per intervenire a
modificare le posizioni
aperte sulle relativi
E.T.C.
Riteniamo infatti che
lo spirito degli
investimenti sugli E.T.C. di
queste Commodity continui
ad esse un investimento
traguardato su orizzonti
temporali piuttosto ampi
e come tali da
consigliare il mantenimento
di queste posizioni al rialzo
pur sempre bene iscritte
all'interno di trend
di medio periodo
orientato positivamente.

Figura
7) Prezzo Rame (grafico orario)
Figura 8) Prezzo Rame (grafico daily)

Figura
9) Prezzo Nichel (grafico orario)
Figura 10) Prezzo Nichel (grafico daily)

Figura
11) Indice VIX di volatilità dello SP 500
Un elemento
importante di analisi, ma
forse meno importante delle
comune attese, è stato la flessione
del livello della volatilità
VIX dell'indice SP
500 il quale ha
violato al ribasso
la evolvente paraboliche
di supporto di figura
11 fornendo in
tal modo un ulteriore
“segnale di compostezza”
del mercato azionario americano.
Come già
abbiamo avuto occasione
di dire in altre
occasioni, e qui
confermiamo, mentre
una situazione di
accentuata elevatezza della
volatilità può comportare
flessioni sui mercati
azionari, in quanto
proprio l'elevatezza
della volatilità indica una
situazione confusa sul
mercato azionario,
dal nostro punto
di vista si ritiene
che un rientro della
volatilità non sia
da leggersi come
un segnale utile
per imprimere una
direzionalità rialzista al
mercato azionario.
Più semplicemente interpretiamo
la flessione della
volatilità come un
segnale di rafforzamento
del trend in essere
sia esso positivo
o negativo.
In
questo momento,
fatto di ultime
settimane di movimento
sostanzialmente laterale sullo SP
500, la riduzione
della volatilità è
conseguentemente da noi
letta come un indicatore
privo di alcun effetto
in termini di indirizzo
dei mercati sia
a rialzo che al
ribasso.
Lasciamo l’indicatore VIX alla sua funzione primigenia di strumento per il
pricing delle opzioni e ai discepoli di Black and Scholls e non cerchiamo di
leggere segnali previsionali dei mercati che a noi non risulta dare.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Come già
sì è osservato,
nel corso della
settimana di consuntivo
la variazione media
dei mercati può
essere considerata prossima
all'1,6%,
come segnalato dal nostro
TK Index e sostanzialmente confermata
dalla andamento dei
mercati azionari europei
che da parte loro hanno segnato una flessione del 2%.
In
questo contesto leggermente
superiore alla media
europea è stata la
flessione del mercato
italiano ma, leggendo
congiuntamente le variazioni
della settimana di
consuntivo con le
variazioni della precedente
settimana, possiamo dire
che mediamente tutti
mercati azionari di
area euro in due
settimane hanno corretto
di circa un 6%.
Più
avanti ritorneremo su questo
argomento al fine dei
di meglio calcolare
la reale variazione
tra i massimi e
i minimi delle ultime
settimane, esercizio ritenuto utile anche
per meglio metabolizzare
il posizionamento delle
nostre operazioni short sul
mercato.

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
Sul fronte
dei mercati esposti
al rischio di cambio
contro Euro osserviamo
una situazione di
generale stabilizzazione ad
eccezione del mercato
inglese che ha risentito
di una flessione
del 2,4%
alla quale si deve
aggiungere un andamento
sfavorevole della Sterlina
verso l'Euro
dello 0.83% con l’effetto di
procurare una potenziale
minusvalenza del 3,24%
per un eventuale investitore
europeo sul mercato
britannico. Interessante è anche prendere
atto di un movimento
quasi stazionario del
mercato americano,
pur in presenza
di una flessione
superiore all'1%
in settimana da
parte dell'indice Dow Jones.
La
pressoché assoluta invarianza dell'indice
SP 500 è tuttavia
in questo momento
l'elemento maggiormente
indicativo del perdurare
di una situazione
di sostanziale indecisione
da parte del mercato
azionario americano sul
quale torneremo più
avanti.
Da ultimo meritevoli
di segnalazioni e
la flessione superiore
6% del mercato
azionario russo.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
Quanto alle
variazioni degli indici
settoriali dell'indice
Stoxx 600, osserviamo
con interesse la
flessione superiore al
7% nelle ultime
due settimane dell'indice
Stoxx bancario,
sul quale siamo
investiti come E.T.F. short
e questa variazione,
ancora commisurata sulle
ultime due settimane
è superata solo dal
settore Risorse di
Base e del settore
Energia che risentono
in maniera rilevante
delle variazioni del
costo del petrolio.
Riteniamo
che questo 7%
di variazione a noi
favorevole nelle ultime
due settimane rafforzi
l'orientamento della
correttezza del posizionamento del
35% del capitale
disponibile investito sull’E.T.F.
short di questo
comparto.
La situazione del momento
del mercato è da
noi vista orientata
al ribasso e quindi
tale da consigliare
il mantenimento delle
posizioni short sul
75% del capitale
investito, e del
rimanente 25%
su posizioni long
e sugli E.T.C. delle
relative Commodity e
al fine di illustrare
questo nostro orientamento
presentiamo nel resto
del documento importanti
elementi di analisi
suddivisi nelle seguenti
classificazioni:
A)
Il mercato azionario internazionale: efficacia del modello di inversione di
lungo periodo 2003 - 2009
B)
Il mercato azionario italiano: mercato paradigmatico del comportamento dei
mercati azionari
C)
Il mercato azionario occidentale: ipotesi di formazione di una conformazione a
Testa e Spalle Rialzista
D)
Previsione e Controllo della evoluzione dei mercati nel breve periodo.
A
questi temi segue una
piccola appendice illustrativa
di un seminario
programmato per Roma e Milano
dal seguente titolo:
“Summer
Forum 2009 su: Mercati
Finanziari e Recessione Economica”
al
quale sono invitati
tutte le Sottoscrittrici
e tutti i Sottoscrittori delle
nostre lettere previsionali.
A
differenza di altri
seminari da noi
organizzati in passato, questi due
seminari informali di
piena estate sono
riservati alle Sottoscrittrici e
ai Sottoscrittori dei nostri lavori ciascuno
dei quali può tuttavia
farsi accompagnare da
un ospite cadauno, (sperabilmente con un potenziale
interesse alla successiva
sottoscrizione del nostro
lavoro previsionale).
Grazie fin da ora alla
vostra partecipazione e per il vostro fattivo contributo per il buon esito
dell’iniziativa.
A)
Il mercato azionario internazionale: efficacia del modello di inversione di
lungo periodo 2003 - 2009

Figura
12) Indice SP 500
Figura 13) Indice MSCI in Dollari
Nelle
scorse settimane era
via via cresciuto
in noi il convincimento
che con il movimento
di distribuzione che
ha sostanzialmente interessato
parte di Maggio
e parte di
Giugno, il movimento
positivo avviatosi
dal giorno 9
Marzo fosse giunto a conclusione
e che ragionevolmente
ci si poteva attendere
un successivo movimento
correttivo.
Convinti
di queste affermazioni
il 10 Giugno non
abbiamo avuto esitazioni nel proporre
ad una ampia
platea di sottoscrittori
e di potenziale sottoscrittore
la figura seguente
figura nella quale
si suggeriva la
sistematica chiusura delle
posizioni long in
quanto era da noi ritenuto ragionevole
attendersi un movimento
correttivo che sì
è infatti fin
qui consolidato in termini di flessioni
oscillanti tra un
6 e un 10%
nelle ultime due-tre
settimane a seconda dei mercati interessati.

Indice
SP 500 1994 –2009 Applicazione della Analisi Chartistica Algoritmica -
(prodotto con OR-ParVol)
Ci troviamo ora in una fase nuova volta ad individuare il ragionevole obbiettivo di esaurimento di questa onda correttiva che da almeno due settimane interessa la generalità dei mercati azionari e l'individuazione di questo livello di esaurimento del movimento correttivo è da ritenersi particolarmente importante in quanto, come in seguito illustrato, a seconda della sua estensione potrà considerarsi come formazione della spalla destra di una importante conformazione a Testa e Spalle Rialzista con evidenti importanti conseguenze sulle attese di evoluzione dei mercati per le prossime settimane ma più ancora per i prossimi mesi.
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