A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 25 del giorno 20 Giugno 2008
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa
settimana
giungevamo alle seguenti previsioni: -Le attese che abbiamo sul fronte del quadro intermarket per la
settimana entrante vedono un possibile proseguimento del movimento in crescita
delle principali Commodity che tuttavia potrebbe già esaurirsi sul livelli
orientativamente posti un 5 -6% sopra i livelli attuali (obiettivo
in zona 75-76 Dollari al barile per petrolio WTI). Il raggiungimento di
questi obiettivi potrebbe favorire una generalizzata presa di profitto sulle
Commodity e nel corso nel corpo del lavoro individuiamo livelli di stop loss
utili per poter riuscire sul livelli decisamente interessanti dalle posizioni
al momento investite.
Il
movimento comunque atteso in crescita sul fronte delle commodities può
indebolire ulteriormente la attesa prospettica del mercato azionario
occidentale che, avendo registrato variazioni assai minimali nel corso della
settimana di consuntivo è a pieno titolo da considerarsi ancora perfettamente
inserito nella sua fase di distribuzione avviatosi ormai un mese fa alla quale
continuiamo ad attribuire la prospettiva di una successiva fase ribassista.
Un
insieme di elementi di valutazione esposti nel lavoro ci porta a ritenere
assai " fragile e saturo" il mercato azionario e come tale
maggiormente predisposto per una generalizzata presa di profilo che non di
proseguimento della crescita. Consideriamo “fragile”
un mercato che a titolo di esempio nel corso dell'ultimo mese di fatto ha
visto come unico settore che sostiene il mercato europeo con crescite
significative il comparto legato al petrolio ossia energia e risorse di base.
Al contempo vediamo “saturo” il mercato
poiché dopo aver raggiunto un obiettivo corrispondente al una onda di
impulsione rialzista pari a 1, 382 volte l'onda di riferimento molto
importante che sì che era individuata sull'indice SP 500 e posta tra il
livello di 666 e 875 punti, presenta ora un andamento perfettamente
orizzontale ben descritto da evolventi paraboliche di resistenza che anzi, in
taluni casi come per l'indice Eurostoxx 50, iniziano a piegarsi verso il basso
denotando quindi l'avvio di un trend ribassista.
Sulla
base di questi elementi si ritiene pertanto ragionevole attendersi per la
settimane entrante un ulteriore strappo rialzista del mercato delle
commodities, che sarà da noi verosimilmente colto per la presa di profitto e
che potrebbe stimolare l'avvio di un movimento
correttivo sui mercati azionari che potrebbe anche essere dell'ordine di un 3%
nel corso della settimana entrante e che potrebbe favorire un successivo
ulteriore assestamento selle successive settimane.
Qualora
tuttavia i mercati dovessero evolvere in maniera opposta a queste nostre
previsioni, e segnatamente dovessimo assistere a convincenti superamenti dei
livelli sommitali delle fase di distribuzione dei principali indici, allora
potremmo valutare l'ipotesi di fare particolari réverse delle posizioni
abbandonando posizioni short sul indice Eurostoxx e su indice settore bancari
per posizionarsi long su ETF di indici collegati al petrolio e alle risorse di
base. Diciamo subito che la decisione potrà apparire tardiva poiché nella
settimana delle scadenze tecniche si potrebbe assistere ad esigenze di
sistemazioni molto importanti specie dopo settimane di movimento del tutto
laterale.
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In
termini di previsione
per la prossima settimana: Il
movimento ribassista che
sì è registrato
nel corso della
settimana di consuntivo
dell'ordine di
un 3%,
del tutto coerente con
le previsioni da
noi formulate sette
giorni orsono,
può essere una
prima fase di
un movimento destinato
a flettere di
un ulteriore 4-6%
dai livelli attuali
nello spazio di un paio di settimane. Questo
movimento comporterebbe una
azione correttiva mediamente
pari a un 38,
2% della fase
di crescita prodottasi
dei minimi del
9 Marzo ai massimi
della settimana precedente
quella di consuntivo
o, letto in
altro modo, corrisponderebbe
ad una flessione
di circa un 9-10%
ancora commisurata
sui massimi della
fase di distribuzione.
La
manifestazione di questa
nuova onda correttiva,
è da noi posta
a fondamento delle
previsioni per le
prossime due settimane
circa, e qualora
essa avesse a
manifestarsi e dare successivi convincenti segnali
rialzisti, potrebbe portare i
mercati su dei
livelli interessanti per
la chiusura delle
posizioni short attualmente
in essere, su
valori non molto
lontani da quelli
di apertura,
e al contempo creare
dei presupposti per
l'apertura di
posizione al rialzo
sia su nuovi
ETF sia anche su
Fondi di Investimento
per il 70%
del capitale destinato
ai fondi di investimento
tuttora liquido.
Riteniamo infatti
che nel quadro di
quella visione positiva
per il 2009
volta a raggiungere
fine anno livelli
di apprezzamento dell'ordine
di un 20-25%
rispetto al valore
di fine 2008,
la fase correttiva
che sì è avviata
nella scorsa settimana
sia da leggersi come
un elemento che
rafforza in modo
importante questa attesa
prospettica.
Nel
confermare quindi questa
attesa di correzione
dell’ordine di un 4-6%
nelle prossime due
settimane si ritiene
doveroso porre la
massima attenzione sugli
ETC investiti sulle
Commodity in quanto
il rialzo del
prezzo del petrolio
potrebbe essere giunto
a conclusione.
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Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni
Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni
Nel corso della
settimana di consuntivo sì è assistito sui vari mercati a quella flessione e
ci attendevamo nell'ordine di un 3% la quale ha interessato in maniera diffusa
tutti quanti i mercati azionari con effetti anche più pronunciati per esempio
sul mercato italiano che ha ceduto oltre il 5%.

Figura
3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)
Figura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

Figura
5) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)
Figura 6) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)
La settimana di
consuntivo si è caratterizzata anche da movimenti importanti sul fronte delle
Commodity e segnatamente del petrolio per il quale potrebbe effettivamente
essere giunto a conclusione il movimento in crescita in zona 73 Dollari al
barile non distante dalla previsione che solo la settimana scorsa ponevamo in
zona 75-76 Dollari al barile. A questo riguardo sarà doveroso quindi fare
qui, e nel corso della settimana, una riflessione specifica al fine di
valutare l'opportunità di chiudere le posizione attualmente aperte sugli ETC
di queste Commodity.

Figura
7) Prezzo Rame (grafico orario)
Figura 8) Prezzo Rame (grafico daily)

Figura
9) Prezzo Nichel (grafico orario)
Figura 10) Prezzo Nichel (grafico daily)

Figura
11) Indice VIX di volatilità dello SP 500
Una
ultima considerazione meritevole di attenzione è la dinamica nella settimana
di consuntivo che ha comportato un nuovo incremento della volatilità, proprio
a ridosso della evolvente parabolica di supporto di figura 11, e nelle
settimane a venire sarà quindi interessante tenere sotto osservazione anche
questo indicatore in tema di formulazione delle previsioni.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Come
già abbiamo accennato, la flessione media nel corso della settimana di
consuntivo è stata dell'ordine di un 3% circa ed ha interessato in maniera
indistinta quasi tutti i mercati. Con questa correzione molti indici
internazionali sono sostanzialmente ritornati ai valori di inizio anno e
segnatamente quelli europei a partire dall'indice FTSE MIB , per passare al
DAX, CAC 40 e via discorrendo.
Sul
mercato italiano si è assistito a importanti flessioni praticamente diffusi
su tutti i comparti, ad eccezione del settore comunicazioni e le flessioni
sono state comprese tra un 7 e un 8% per i compari più propriamente
finanziari (Banca Finanza Assicurazioni).
In
questo contesto è interessante prendere atto di una rilevante asimmetria di
comportamento sul mercato italiano tra i titoli finanziari e i titoli
assicurativi i primi presentano ancora una variazione positiva da inizio anno
del 24% mentre i secondi registrano ormai una variazione negativa prossima al
18% sempre da inizio anno. A metà strada si pongono i titoli bancari italiani
che sostanzialmente sono allineati ai valori di inizio anno.

Tabella
2) Variazione
Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto
cambio
La
flessione media del 3% osservata a tratto generale sui vari mercati sì è
manifestata sostanzialmente anche sul mercato americano con una flessione di
questo tenore da parte dell'indice Dow Jones e solo lievemente inferiore da
parte dell'indice SP 500. Anche il mercato americano, ancora interpretato da
questi due indici, è grosso modo sui valori di inizio anno mentre su
posizioni decisamente positive continua a permanere l'indice Nasdaq 100.
Ancora
a riguardo del mercato azionario americano è interessante osservare come le
variazioni del rapporto di cambio e Euro-Dollaro sia sostanzialmente pari allo
0% sulle varie scadenze qui considerate che vanno non dall'ultima settimana
all’anno.
Rilevante
è stata l’azione correttiva sul mercato giapponese così come peraltro su
tutti i mercati asiatici ad eccezione del mercato cinese il quale vive di
regole sue proprie, e registra una crescita del 5% (contro una flessione
sempre del 5% da parte del mercato di Hong Kong).
A
riguardo di questi mercati riteniamo che le correzioni in questione non
debbano in nessun caso intaccare le posizioni investite sui fondi di
investimento relativi mentre invece non possiamo che confermare l'opportunità
della chiusura segnalata nelle precedenti settimane dalle posizioni
eventualmente investite di breve termine sul mercato azionario brasiliano via
ETF (sebbene non direttamente da noi suggerite).

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
Le
variazioni della settimana degli indici settoriali Stoxx si sono manifestate
ancora una volta prevalentemente sui primi quattro indici settoriali riportati
in tabella e in modo particolarmente rilevanti sul comparto Auto e sul
comparto Risorse di Base con flessioni dell'ordine del 10% circa. Con i
movimenti di questa settimana si osserva come ancora questi indici principali,
ai quali aggiungevamo anche i finanziari, sono sostanzialmente sui livelli di
quattro settimane orsono mentre le variazioni dei singoli indici da inizio
anno iniziano a differire in maniera rilevante gli uni dagli altri.
Particolarmente
positivo continua ancora ad essere il comparto delle Risorse di Base che
nonostante una flessione di quasi il 9,5% nella settimana di consuntivo
registri ancora un apprezzamento da inizio anno prossimo al 40% circa il
doppio della apprezzamento che ancora registrano i titoli bancari.
A)
Analisi Chartistica Algoritmica dei mercati non azionari nel medio periodo
La
scorsa settimana avevamo sviluppato una analisi piuttosto articolata in ordine
agli investimenti degli ETC delle varie Commodity e lanciavamo un messaggio di
avviso a riguardo del petrolio che vedevamo pressoché giunto sul livello
obiettivo di esaurimento del movimento in crescita che collocavamo in zona
75-76 Dollari al barile.
A
questo riguardo ci esprimevamo nei seguenti termini: “Sotto
un altro profilo di esame osserviamo sempre in figura 10 che in zona 75/76
Dollari al barile per il petrolio WTI, ossia un 5% sopra i livelli attuali il
petrolio raggiungerebbe un ritracciamento del 38,2% della ampia onda
correttiva prodottasi dal livelli massimi di zona 147 i minimi zona 34 Dollari
al barile.
In
conclusione l'eventuale
raggiungimento di quotazioni prossime a 75 Dollari al barile e successivo
strappo ribassista tale da portare alla violazione del supporto parabolico sarà
da leggersi come segnale di presa di profitto
su questa operazione al rialzo sul petrolio senza con questo escludere che già
in zona 60 Dollari a barile si possano presentare condizioni interessanti per
la apertura di una nuova posizione al rialzo.
Questo
lo valuteremo a tempo debito ma al momento la nostra attenzione deve essere
posta sulla opportunità di chiusura di queste posizioni al rialzo anche per
disporre di liquidità che potrà essere impiegata per incrementare le
posizioni sull’ETC del nichel come più avanti evidenziato.”

Figura
12) Cambio Euro Dollaro (grafico orario
Un
elemento di analisi importante emerso in settimana riguardava la potenziale
formazione di una Conformazione a Testa e Spalla ribassista del rapporto di
cambio Dollaro-Euro che avrebbe potuto favorire una apprezzamento del Dollaro
fin verso il livello di 1, 33 Dollari per Euro.
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