TK's Sentiment Outlook  - Numero 24 del 13/6/2009 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.  

Numero 24 del giorno 13 Giugno 2008 


Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: -.. La formulazione di una previsione per la settimana entrante è particolarmente difficile per via dell’esigenza di assorbimento di due particolari fenomeni che si sono registrati nella settimana di consuntivo riguardanti rispettivamente l'inatteso forte strappo rialzista registrato negli ultimi cinque minuti di Venerdì 29 Maggio da parte dell'indice SP 500 e dell’effetto di forte volatilità prodottasi alla divulgazione dei dati sulla occupazione americana (qui oggetto di attenta riflessione)  

Ciò che tuttavia emerge da questo stato di cose è un primo tentativo di comportamento difforme tra il mercato azionario americano e i mercati azionari europei: mentre infatti il primo parrebbe sia stato portato artificialmente su dei livelli particolari, quale il superamento del livello di 930 punti dell'indice SP 500 con il movimento “atipico” degli ultimi cinque minuti precedentemente richiamato, il mercato europeo si sta muovendo in una classico movimento laterale interpretabile come formazione della fase di distribuzione della precedente crescita.  

Da un punto di vista grafico si osservano delle presenze di importanti indici, primi tra tutti l'indice NYSE 3000 e l'indice Stoxx 50 e FT 100 a ridosso di un trend line componenti canali lineari particolarmente importanti. In queste situazioni riteniamo che la manifestazione di possibili cedimenti ad inizio della settimana da parte dei mercati potrebbe aprire la strada a un movimento correttivo piuttosto importante diretto in prima istanza a portare l'indice SP 500 in zona 880-870 punti e nei confronti di questo movimento attribuiamo un 60% di probabilità di accadimento. All'opposto l'assenza di violazione di questi trend line di supporto, (che potranno essere difesa a oltranza da parte di chi ha interesse a un mercato in crescita), potrebbe predisporre l'insieme dei mercati europei, ma soprattutto americani, nel proseguimento di una fase di movimento laterale di distribuzione più che non di vero e propria crescita.  

Nella parte terminale della lavoro sì sviluppa una sorte di "rendicontazione" delle operazioni di investimento a vario titolo da noi suggerite, su o ETF, ETC e fondi di investimento onde poter meglio contestualizzare l'incidenza della momentanea perdita virtuale sugli ETF short in relazione al portafoglio complessivo di Asset Allocation proposto.  

In questo contesto emerge la possibilità che nel corso della settimana entrante si possa rendere utile chiudere le posizioni di investimento sull’ETC del petrolio e destinare il ricavato monetario ad un nuovo investimento sull’ETC del nichel elevandolo dall'attuale 5% a un 15% dell’importo nozionale di riferimento all’investimento.

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In termini di previsione per la prossima settimana: le attese che abbiamo sul fronte del quadro intermarket per la settimana entrante vedono un possibile proseguimento del movimento in crescita delle principali Commodity che tuttavia potrebbe già esaurirsi sul livelli orientativamente posti un 5 -6% sopra i livelli attuali (obiettivo in zona 75-76 Dollari al barile per petrolio WTI).  

Il raggiungimento di questi obiettivi potrebbe favorire una generalizzata presa di profitto sulle Commodity e nel corso nel corpo del lavoro individuiamo livelli di stop loss utili per poter riuscire sul livelli decisamente interessanti dalle posizioni al momento investite.  

Il movimento comunque atteso in crescita sul fronte delle commodities può indebolire ulteriormente la attesa prospettica del mercato azionario occidentale che, avendo registrato variazioni assai minimali nel corso della settimana di consuntivo è a pieno titolo da considerarsi ancora perfettamente inserito nella sua fase di distribuzione avviatosi ormai un mese fa alla quale continuiamo ad attribuire la prospettiva di una successiva fase ribassista.  

Un insieme di elementi di valutazione esposti nel lavoro ci porta a ritenere assai " fragile e saturo" il mercato azionario e come tale maggiormente predisposto per una generalizzata presa di profilo che non di proseguimento della crescita. Consideriamofragile” un mercato che a titolo di esempio nel corso dell'ultimo mese di fatto ha visto come unico settore che sostiene il mercato europeo con crescite significative il comparto legato al petrolio ossia energia e risorse di base.  

Al contempo vediamosaturoil mercato poiché dopo aver raggiunto un obiettivo corrispondente al una onda di impulsione rialzista pari a 1, 382 volte l'onda di riferimento molto importante che che era individuata sull'indice SP 500 e posta tra il livello di 666 e 875 punti, presenta ora un andamento perfettamente orizzontale ben descritto da evolventi paraboliche di resistenza che anzi, in taluni casi come per l'indice Eurostoxx 50, iniziano a piegarsi verso il basso denotando quindi l'avvio di un trend ribassista.

 

Sulla base di questi elementi si ritiene pertanto ragionevole attendersi per la settimane entrante un ulteriore strappo rialzista del mercato delle commodities, che sarà da noi verosimilmente colto per la presa di profitto e che potrebbe stimolare l'avvio di un movimento correttivo sui mercati azionari che potrebbe anche essere dell'ordine di un 3% nel corso della settimana entrante e che potrebbe favorire un successivo ulteriore assestamento selle successive settimane.  

Qualora tuttavia i mercati dovessero evolvere in maniera opposta a queste nostre previsioni, e segnatamente dovessimo assistere a convincenti superamenti dei livelli sommitali delle fase di distribuzione dei principali indici, allora potremmo valutare l'ipotesi di fare particolari réverse delle posizioni abbandonando posizioni short sul indice Eurostoxx e su indice settore bancari per posizionarsi long su ETF di indici collegati al petrolio e alle risorse di base. Diciamo subito che la decisione potrà apparire tardiva poiché nella settimana delle scadenze tecniche si potrebbe assistere ad esigenze di sistemazioni molto importanti specie dopo settimane di movimento del tutto laterale.

Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni           Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni

 

Figura 3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)              Figura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)  

Tabella 1) Variazione commodity di investimento ultima settimana  

Come ci proponiamo di esporre nelle pagine che seguono, come peraltro già emerge dall’esame delle variazioni delle Commodity riportati in tabella 1 rispetto le variazioni dei mercati azionari di tabella 2, si ha la netta percezione che sul fronte intermarket si assista ad una dirottamento di fondi di investimenti dal mercato azionario al mercato delle Commodity.  

A titolo infatti di mero esempio si osserva che a fronte di variazioni pressoché nulle da parte di molti mercati azionari nella settimana di consuntivo si sia assistito a crescite anche superiore al 5,5% in una sola settimana per alcune delle Commodity oggetto di nostro investimento (Petrolio e Nichel).    

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

Il percepire questa tendenza di fondo ci ha indotti non solo a continuare a mantenere le posizioni di Asset Allocation di medio periodo sul mercato, lunghe sulle Commodity e al ribasso sui mercati azionari, ma ci ha portati negli ultimi due giorni, a sviluppare in modo articolato ragionevoli correlazione tra i vari mercati nel corso di un seminario personalizzato sviluppato con M. G. al qualeil mio ringraziamento per il fattivo contributo dato su questi temi.  

(Avendo esaurito i seminari programmati in precedenza, comunico la disponibilità delle due settimane centrali di luglio per potere eventualmente nuovamente organizzare altri seminari personalizzati confidando che possano portare a analoghi risultati interessanti non solo per i partecipanti ma anche alla lettura del quadro intermarket così come crediamo di aver fatto in questa ultima occasione.)  

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio  

Le variazioni pressoché trascurabili che osserviamo a titolo di esempio sull'indice Eurostoxx 50 nonché sui mercati francesi e tedeschi, trovano conferma anche sul mercato inglese e sostanzialmente anche sul mercato americano laddove si vedono anche timidi segni negativi in termini di variazioni della settimana a riguardo dell'indice Nasdaq 100.

 

Segnaliamo inoltre anche un momentaneo esaurimento del movimento di crescita sui mercati confermando l'orientamento espresso in settimana di trarre profitto da eventuali investimenti diretti su titoli o ETF del indice Bovespa del mercato brasiliano, senza con questo chiudere posizioni di investimento sui relativi fondi di investimento.  

Variazioni rispettivamente dello 0, 27% e dello 0, 41% nelle ultime due settimane da parte di questo indice rafforzano l'orientamento sulla opportunità di prendere profitto su un mercato che ha comunque registrato una crescita superiore al 40% da inizio anno.  

Tabella 4) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

Nel corso della settimana di consuntivo è assistito ad un movimento positivo su alcuni indici settoriali dello Stoxx 600 che hanno contribuito a portare ad una crescita del 1,7% per quest'ultimo. Particolarmente interessanti sono le crescite registrate sul comparto bancario, (contro le nostre previsioni), ed anche sul comparto farmaceutico per via di uno strappo rialzista di una compagnia farmaceutica interessata alla produzione di un nuovo farmaco anti influenzate.  

A tratto generale tuttavia si osservano variazione molto contenute sugli altri indici settoriali e in taluni casi il movimento positivo della settimana, vedasi telefonici, altro non è che non una risposta ad una variazione dello stesso tenore ma di segno opposto registrata nella settimana precedente.  

Iniziamo a porre attenzione alle variazione sugli indici settoriali in quanto più avanti cercheremo di meglio comprendere il peso esercitato dai singoli comparti in questa fase di movimento laterale e che caratterizza sostanzialmente tutti i mercati azionari.  

La forte divergenza in atto tra forte crescita dei prezzi delle Commodity prevalentemente industriali, ossia dei metalli impiegati nella industrie manifatturiere, da un lato e il movimento di stabilizzazione con presunte tendenze ribassiste da parte dei mercati azionari ha indotto il sottoscritto e M. G. a presentare nel corso del seminario il legame dei principali aggregati con riferimento al concetto diRipresa a U” delle economia reale e ripresa a forma diRadice Quadrata per i mercati azionari. Vediamo meglio di che si tratta.    

A) Ripresa a “U” Economia reale e Commodity e a “Radice Quadrata” dei mercati azionari  

 Figura 5) Schematizzazione della Ripresa a “U” Economia reale e Commodity e a “Radice Quadrata” dei mercati azionari  

Questo concetto di differente comportamento tra economia reale e mercati azionari, può essere in qualche modo sintetizzata in figura 1 laddove si evidenzia il presunto posizionamento attuale degli indicatori di economia reale all'interno del modello di sviluppo cosiddetto a "U" dell’andamento del PIL dal 2008 al 2010.  

Pur accettando ovviamente qualche approssimazione, si può in qualche misura ritenere corretto affermare che l'andamento aUdi alcune Commodity ad uso industriale, quale ad esempio il Nichel sia una buona prova della andamento dell'economia. Si può infatti ritenere che l'andamento del prezzo del nichel come di altri metalli ferrosi e non ferrosi, rispecchi la reale domanda di acquisto gli stessi la quale a sua volta è espressione del fabbisogno derivante dall'andamento del prodotto interno lordo. (seppure per formazione temporanea ma non casuale di scorte)  

Sempre accettando una certa approssimazione possiamo pertanto dire che l'andamento di accumulazione prima e di espansione ora del nichel di altre commodity di nostro interesse sia l'espressione di attese di evoluzione assai positive per le economia reale a partire dal 6-9 mesi da oggi.  

A fronte di questo movimento di un graduale accumulazione e successiva esplosione dei prezzi delle materie prime, in dipendenza di attese sul fronte della evoluzione dell'economia reale, il mercato azionario, anche in questa occasione attese sul fronte dell'economia reale, ha registrato un potente recupero durato grosso modo due mesi che possiamo porre dal a 9 di Marzo al 13 di Maggio e dal 13 di Maggio in avanti è arrestato questo movimento di forte recupero e si è assistito ad una fase di distribuzione interpretabile graficamente da un movimento laterale privo di rilevanti escursioni al rialzo e al ribasso.  

In considerazione di un indicativo posizionamento di avvio delle economia reale a partire da fine 2009 - inizio 2010 abbiamo motivo di ritenere che per qualche mese ancora il processo di accumulazione di Commodity con effetti rialzisti sui prezzi possa proseguire prima di esaurire la fase di forte crescita e di avvio di un successivo movimento di stabilizzazione.  

Riteniamo che anche l'andamento dei prezzi delle Commodity possa essere indirizzato al rialzo per i prossimi 3- 4 mesi prima di stabilizzarsi sul livelli di prezzo comunque molto più elevate rispetto quelle attuali. In questo contesto riteniamo pertanto utile concentrare il focus del nostro Asset Allocation in modo più incisivo di quanto non già fatto in passato sulle Commodity.  

Pur avendo già ampiamente descritto le quattro fasi qui indicate, riportiamo singolarmente queste figure con eventuali annotazioni aggiuntive. In particolare iniziamo col presentare il grafico aU” dell’andamento del PIL richiamando quanto presentato su queste pagine nel TK’s Update del 04/05/2009  

======================== Inizia ========================  

Oggi nei vari telegiornali avrete forse prestato attenzione al servizio nel quale il Commissario Joaquin Almunia nell’annunciare che nell'Eurozona quest'anno il Pil calerà del 4% (+0,8% nel 2008), e anche se Bruxelles indica una stabilizzazione e una ripresa nel prossimo anno, le stime per il 2010 sono ancora sotto zero: -0,1% aggiungeva che «L'economia europea è nel mezzo della recessione più profonda ed estesa dal dopoguerra», aveva alle sue spalle un interessante grafico che abbiamo ritrovato sul sito del sole 24 Ore al seguente link http://www.ilsole24ore.com/includes/frameSole.html?http://ec.europa.eu/economy_finance/thematic_articles/article14927_en.htm e che qui proponiamo  

Figura 6) Tassi di sviluppo trimestrale del PIL in Europa  

L’aspetto che mi ha colpito nelle immagini del telegiornale riguarda il posizionamento del momento attuale in base alle prospettive per i prossimi trimestri laddove si osservano attese di crescita negativa superiori a quelle attuali e tali da portare la commissione ad ammettere una revisione al ribasso delle prospettive di crescita e ad esprimersi nei seguenti termini.  

GDP growth: The Commission forecasts a sharp contraction of the EU economy by 4% in 2009 (relative to a positive growth of 0.8% in 2008). Almost all EU countries are severely hit by the worsening of the financial crisis, the sharp global downturn and ongoing housing market corrections in some economies. However, with the impact of fiscal and monetary stimulus measures kicking in, growth is expected to regain some momentum in the course of 2010 (annual growth forecast for 2010 stands at -0.1%). Figures are essentially the same for the Euro area as for the EU as a whole. These figures represent a significant downward revision compared to the autumn forecast and the interim forecast of January 2009. 

Insomma ci troviamo di fronte all’annuncio di un peggioramento delle previsioni economiche rispetto quelle fatte a Gennaio (dove più forte era l’impatto emotivo della precedente flessione dei mercati dello scorso autunno) e i mercati europei festeggiano con una crescita del 1,86% dell’Indice Eurostoxx 50 (quello di nostro Maggiore interesse per via del posizionamento di operazioni short sullo stesso per il 40% del capitale) e del 3% per il mercato italiano. Certo è che tentare di mettere in relazione il movimento molto rilevante dei mercati in queste settimane con prospettive di ripresa della economi sulla base di questi elementi è piuttosto ardito, per usare un eufemismo .

 


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