TK's Sentiment Outlook  - Numero 23 del 6/6/2009 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.  

Numero 23 del giorno 6 Giugno 2008 


 

Commento sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione per la prossima settimana.  

Nel TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni: -.. la formulazione di una previsione per la settimane entrante è oggettivamente molto difficile in quanto la generalità dei mercati azionari è alle prese con la formazione di una fase di distribuzione che di norma anticipano una successiva fase correttiva. Nel corso della settimana di consuntivo si sono registrate importanti crescite sui vari mercati che hanno confinato molti indici all'intero di un angusto spicchio formato da livelli di resistenza statica sotto richiamati e trend line di supporto tracciate a partire dai minimi di Marzo e sui minimi di recente registrati.  

La settimana entrante la vediamo particolarmente importante, anche per via della diffusione di nuovi dati sul livello di disoccupazione americana, ma molto importante sarà leggere il lato di abbandono di questo spicchio che possiamo leggere su molti indici che ha abitualmente prendiamo in esame e particolarmente rilevante è il posizionamento dell'indice NYSE 3000 in relazione a questi livelli. Più in generale potremo conseguentemente subordinare la nostra operativa chiudendo in perdita le posizioni in caso di generale superamento da parte dei vari mercati dei seguenti livelli.

Ø       Indice Nikkei =                                     9.500 punti

Ø       indice DAX =                                                   5.050. punti

Ø       Indice Eurostoxx =                               2.500. punti

Ø       Indice NYSE 3000=                              6.000 punti

Ø       Indice SP 500=                                    1.930 punti.  

L’eventuale sistematico superamento di tutti questi livelli sarà da leggersi come effetto di una nuova spinta fortemente rialzista dei mercati di cui dovremo prenderne atto intervenendo sulle posizioni in essere sul mercato.  

Pur con questa precisazione si deve osservare che la generalità dei mercati rende maggiormente probabile la violazione delle rispettive trend line di supporto con l'effetto di portare a titolo di esempio l'indice SP 500 in zona 840 punti e anche l'indice SP MIB in zona 18 mila punti. Pur considerando le festività della settimana sarà doveroso porre la massima attenzione ai segnali che si verranno a presentare forse anche in presenza delle festività del 2 giugno. Da parte nostra invieremo i consueti aggiornamento serale e se necessari integrazioni infragiornaliere.

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In termini di previsione per la prossima settimana: La formulazione di una previsione per la settimana entrante è particolarmente difficile per via dell’esigenza di assorbimento di due particolari fenomeni che si sono registrati nella settimana di consuntivo riguardanti rispettivamente l'inatteso forte strappo rialzista registrato negli ultimi cinque minuti di Venerdì 29 Maggio da parte dell'indice SP 500 e dell’effetto di forte volatilità prodottasi alla divulgazione dei dati sulla occupazione americana (qui oggetto di attenta riflessione)  

Ciò che tuttavia emerge da questo stato di cose è un primo tentativo di comportamento difforme tra il mercato azionario americano e i mercati azionari europei: mentre infatti il primo parrebbe sia stato portato artificialmente su dei livelli particolari, quale il superamento del livello di 930 punti dell'indice SP 500 con il movimento “atipico” degli ultimi cinque minuti precedentemente richiamato, il mercato europeo si sta muovendo in una classico movimento laterale interpretabile come formazione della fase di distribuzione della precedente crescita.  

Da un punto di vista grafico si osservano delle presenze di importanti indici, primi tra tutti l'indice NYSE 3000 e l'indice Stoxx 50 e FT 100 a ridosso di un trend line componenti canali lineari particolarmente importanti. In queste situazioni riteniamo che la manifestazione di possibili cedimenti ad inizio della settimana da parte dei mercati potrebbe aprire la strada a un movimento correttivo piuttosto importante diretto in prima istanza a portare l'indice SP 500 in zona 880-870 punti e nei confronti di questo movimento attribuiamo un 60% di probabilità di accadimento. All'opposto l'assenza di violazione di questi trend line di supporto, (che potranno essere difesa a oltranza da parte di chi ha interesse a un mercato in crescita), potrebbe predisporre l'insieme dei mercati europei, ma soprattutto americani, nel proseguimento di una fase di movimento laterale di distribuzione più che non di vero e propria crescita.  

Nella parte terminale della lavoro sì sviluppa una sorte di "rendicontazione" delle operazioni di investimento a vario titolo da noi suggerite, su o ETF, ETC e fondi di investimento onde poter meglio contestualizzare l'incidenza della momentanea perdita virtuale sugli ETF short in relazione al portafoglio complessivo di Asset Allocation proposto.  

In questo contesto emerge la possibilità che nel corso della settimana entrante si possa rendere utile chiudere le posizioni di investimento sull’ETC del petrolio e destinare il ricavato monetario ad un nuovo investimento sull’ETC del nichel elevandolo dall'attuale 5% a un 15% dell’importo nozionale di riferimento all’investimento.

 Esame delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.  

Come di tanto in tanto riporto su queste pagine tra i serio e il faceto, il presentarsi di certe situazioni di mercato mi porta ad accarezzare l’idea di passare dal fare previsioni a fare il giornalista ossia a commentare a posteriore l’andamento dei mercati anziché tentare di prevederli -J E’ più facile fare il giornalista. L’esordio di oggi Sabato 6 Giugno sul Sole 24 Ore degli effetti delle dinamiche registrate nella giornata di Venerdì 5 sul corso petrolio in relazione al dato sulla disoccupazione americana incoraggia questa tentazione.  

Leggiamo infatti in prima pagina nell’articolo “Lavoro Usa, il calo rallenta” quanto segue: “i mercati hanno dato credito a un’indicazione nel ciclo: il”sentiment” è stato rafforzato dal nuovo rally del prezzo del petrolio, che durante le contrattazioni ha sfondato la soglia dei 70 dollari al barile ripiegando poi leggermente in chiusura.” -L  

Non avessimo posizioni investire sull’ETC del petrolio forse potremmo anche non dare adeguato rilievo a questa osservazione ma, oggettivamente, venerdì 5 Giugno le cose sono andate in modo un pochino più articolato.  

Prezzo petrolio WTI di Venerdì 5 Giugno  

Come possiamo osservare in figura, Il petrolio non ha “ripiegato leggermente in chiusura” ma nello spazio di un’ora ha registrato ampie fluttuazioni con flessioni dai massimi ai minimi prossime al 4% passando da oltre 70 dollari al barile a 67.5 Dollari al Barile. Oscillazioni quasi dello stesso tenore si sono prodotte sui mercati dei cambi e su quello azionario e quindi penso si renda necessario un approfondimento che ci impegniamo a fare ma , per dare a Cesare quel che è di Cesare, dopo essere stato critico nei suoi confronti le scorse settimane, mi permetto di suggerite alla vostra attenzione l‘articolo di Walter Riolfi “Wall Street corre più dell’economia reale” che ci aiuta a interpretare la situazione del momento.  

Forse la previsione di Goldman Sachs contenuta nell’articolo secondo la quale lo SP 500 a fine anno dovrebbe trovarsi sui livelli odierni di 940 punti predispone mentalmente in modo positivo alla lettura da parte di coloro che hanno posizioni corte sul mercato in quanto, è ben evidente, il raggiungimento di 940 punti a fine anno potrebbe essere conseguito in modo più facile in presenza di una prossima flessione e successivo recupero che non in presenza del proseguimento della crescita in atto e successiva flessione sul finire dell’anno.  

Staremo a vedere ma intanto cerchiamo di metabolizzare questo “messaggio trasversale” che nuovamente Goldman Sachs ci ha voluto dare sui mercati azionari; in maniera diversa ci sentiamo viceversa di interpretare l’altro “messaggio trasversale” che Goldman Sachs ha dato con riguardo il prezzo del petrolio che sempre sul Sole 24 Ore di Sabato a pagina 10 indica in un obiettivo di 85 Dollari al barile a fine anno.  

L’eccesso di offerta sulla domanda di questo momento di petrolio, pur accompagnata da una curva positiva dei prezzi (definita in gergo di “contango” e che vede i prezzi dei future del petrolio più elevati sulle lunghe scadenze rispetto quelle a breve) può indurci a rimodellare il portafoglio, che vede un 5% + 5 % di investimento sull’ETC del petrolio che, come ampiamente illustrato nella appendice delle ultime pagine, presenta un guadagno rispettivamente del 22,8% e del 12.6% sulle due posizioni del 5% cadauna.  

Ricordando la previsione del petrolio a 200 Dollari al barile quando quotava 130-150, può contribuire nei prossimi giorni a prendere profitto su quanto in portafoglio e reinvestire sull’ETC del nichel. Vedremo ma al momento non ci facciamo eccessivamente guidare da questa attesa così positiva sul petrolio.

Ho voluto fare questa premessa semiseria per predisporre il lettore alla rilettura assieme a noi di una settimana particolarmente importante e che si è caratterizzata dapprima dagli effetti del forte strappo di Venerdì 29 Maggio sul mercato americano laddove negli ultimi 5 minuti SP 500 è cresciuto di un sospettoso 1%.  

Questo strappo ha portato i mercati in una situazione tecnica particolare utile a favorire uno strappo rialzista per Lunedì 1 Giugno, puntualmente manifestatosi ma senza ulteriori crescite nel resto della settimana la quale anzi ha visto la presenza di leggere flessioni, e quindi della situazione di forte volatilità vissuta nella giornata di Venerdì con la diffusione dei dati sulla disoccupazione americana meritevoli di attenta analisi. Vediamo intanto la situazione generale dei mercati di nostro interesse ricorrendo ai consueti grafici di riferimento.  

 

Figura 1) Indice SP 500 ultimi 5 giorni                       Figura 2) Indice Eurostoxx 50 ultimi 5 giorni  

Come già abbiamo accennato, e come vedremo meglio nel seguito del lavoro, la settimana di consuntivo ha visto una forte crescita nella giornata di lunedì da parte di tutti i mercati a cui è seguita una situazione stazionaria con anzi una leggera tendenza negativa salvo poi assistere nella giornata di venerdì ad un movimento particolarmente atipico alla diffusione dei dati sulla disoccupazione americana fatto di forte crescita e successiva flessione. Questa dinamica ha comportato la formazione di potenziali doppio top di breve periodo rispettivamente in zona 947 punti dell'indice SP 500 e in zona 2.550 punti dell'indice Eurostoxx 50.  

Figura 3) Cambio Euro Dollaro (grafico orario)           Figura 4) Cambio Euro Dollaro (grafico daily)

La divulgazione dei dati sulla disoccupazione americana ha comportato dei forti movimenti sul quadro intermarket e a questa dinamica non si è sottratto il rapporto di cambio Dollaro-Euro che ha visto una rilevante apprezzamento del Dollaro verso Euro così come peraltro anche verso lo Yen.  

Figura 5) Prezzo petrolio Light WTI (grafico orario)      Figura 6) Prezzo petrolio Light WTI (grafico daily)  

Particolarmente rilevante è stato il movimento nella giornata sul fronte del prezzo del petrolio il quale, come già abbiamo osservato nello spazio di un’ora dopo uno strappo che lo ha portato oltre i 70 dollari al barile ha registrato una flessione prossima al 4% salvo poi cercare un assestamento nel resto della giornata.  

Movimenti simili si sono visti anche sulle altre Commodity oggetto di investimento con i nostri ETC e pur in assenza di variazioni importanti a consuntivo, nondimeno la situazione di forte nervosismo di tutti mercati vista nella giornata di venerdì può essere letta come un importante segno di una situazione di forte “tensione generale” sui vari mercati la quale potrebbe deporre a favore di una inversione dei trend in atto e segnatamente sul mercato azionario. Il pericolo ce il mercato “possa sfuggire di mano” comporta movimenti di questo tenore (non sempre debitamente percepiti dai media).  

Figura 7) Prezzo Rame (grafico orario)              Figura 8) Prezzo Rame (grafico daily)  

 

Figura 9) Prezzo Nichel (grafico orario)        Figura 10) Prezzo Nichel (grafico daily)  

Questi movimenti registrati dai mercati nel corso della giornata di Venerdì non sono recepiti nel modo atteso sul fronte degli indicatori di volatilità consueti (VIX) mentre invece, come descritto in dettaglio più avanti, la situazione vissuta sui mercati di una fortissima volatilità nell’intraday in termini di variazioni comprese tra un 2 e un 4% da parte dei vari mercati, esprime una realtà emotiva degli operatori ben diversa e questa dobbiamo temerne conto.

Figura 11) Volatilità SP 500                                      Figura 12) Volatilità DAX  

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

I movimenti complessivi della settimana sono in linea di massima positivi e prossimi ad un apprezzamento medio dell'ordine dell'1,5% e, come già osservato, questo movimento complessivo della settimana è da ascrivere in modo quasi totale allo strappo registrato nella mattinata di Lunedì 1 Giugno.  

Ciò che tuttavia in questa sede è importante prendere in esame, dal nostro punto di vista, non è tanto la variazione intervenuta nell'ultima settimana quanto la variazione complessiva registrata nel corso delle ultime quattro settimane che rafforzano l’interpretazione data di una sussistenza di un movimento laterale o solo in leggera crescita e al contempo ci permette di avere utili informazioni per le posizioni investite sugli ETF al ribasso.  

 

In questo contesto osserviamo una diversa situazione presente sul mercato azionario americano qui rappresentato in figura 13 dall'indice SP 500 rispetto quanto presente su molti mercati europei come rappresentato in figura 14 da parte dell'indice FTSE MIB del mercato azionario italiano.  

Mentre cioè sul fronte del mercato azionario americano il forte strappo prodottosi tra Venerdì 29 Maggio e Lunedì 1 Giugno ha effettivamente "spostato in alto" gli indici generali, portandoli cioè fuori dalla zona di movimento laterale (compresa tra 880 e 930 punti dello SP 500) la stessa cosa non sì è prodotta sui mercati azionari europei i quali, così come visibile in figura 14, sono tendenzialmente posti all'interno di un movimento laterale da considerarsi a pieno titolo quale espressione di una fase di distribuzione (che per sua natura anticipa una successiva fase correttiva).  

Prendiamo intanto atto di questo diverso comportamento tra mercato americano e mercato europeo e non è per nulla certo che nei prossimi giorni i mercati europei continueranno ad uniformarsi al mercato azionario americano il quale ha effettuato questo stampo rialzista sulla base di movimenti “atipici” visti Venerdì 29 Maggio e sulla base di dati relativi al livello di disoccupazione meritevoli di approfondimenti che più avanti presenteremo.  

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio  

Pur con queste premesse dobbiamo in ogni caso prendere atto della effettiva variazione dei mercati ed è un dato di fatto incontrovertibile che il mercato americano ha registrato crescite medie tra un 2, 5 un 3% sui vari indici guidando comunque al rialzo i mercati occidentali.  

A questo tasso di crescita sì è allineato il mercato azionario giapponese con un rialzo del 2, 5% mentre invece molto contenuti sono state le crescite in settimana da parte dell'indice FT 100, inferiore allo 0, 5% e dell'indice SMI inferiore all'1%. Sottolineiamo le variazioni contenute di questi due indici ai quali in passato abbiamo attribuito un rilevante valore anticipatorio dell'insieme dei mercati occidentali.  

Altrettanto importante è il prendere atto della continuativa crescita dei mercati dell’area BRIC sui quali abbiamo suggerito l'apertura di posizioni di investimento sui relativi fondi di investimento e in chiusura del lavoro daremo una rendicontazione dei risultati concreti di queste indicazioni di investimento a vario titolo da noi fornite.    

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600  

A riguardo delle variazioni intervenute sugli indici settoriali Stoxx osserviamo una importante variazione positiva registrata dal comparto automobilistico e variazioni positive anche relative ai comparti collegati col prezzo del petrolio, Risorse di Base ed Energia. Interessante è prendere atto di una tendenza alla stabilizzazione, che muove verso variazioni negative, dal comparto bancario sul quale abbiamo aperto posizioni di investimento al ribasso sul relativo ETF.  

Sotto questo profilo di analisi è utile per noi prendere atto che nelle ultime quattro settimane le variazioni complessive di questo comparto sono negative e questo elemento contribuisce a supportare la validità dell’orientamento operativo fornito a riguardo della assunzione di posizioni corte sul ETF dell'indice settoriale bancari (pur se al momento segna un saldo virtualmente negativo).  

Passiamo ora all'esame del comportamento del mercato azionario americano nel corso della settimana di consuntivo provvedendo ad esaminare dapprima il movimento di inizio settimana, conseguente alla anomala crescita di Venerdì 29 Maggio per passare successivamente all'esame dei movimenti molto particolari vissuti nella giornata di Venerdì 5 Giugno.

A) La dinamica del mercato americano – Effetti della crescita di Venerdì 29.  

Figura 15) Indice SP 500 di Venerdì 29 Maggio a 1 Minuto  

Come si ricorderà, a circa cinque minuti dalla chiusura dei mercati americani di Venerdì 29 Maggio l'indice SP 500, al pari degli altri indici maggiori, segnava un modesto apprezzamento dell'ordine di uno 0,30 - 0,32%. Come anche si osserva in figura 15, nello spazio degli ultimi cinque minuti l'indice SP 500 sì è involato in maniera molto rilevante passando sostanzialmente da circa 910 a 920 punti e con un incremento complessivo a fine giornata dell'1,36%; u rialzo che lascia un segno ben diverso da una crescita limitata ad uno 0.3%.  

Abbiamo cercato in quella occasione di comprendere le ragioni di manifestazione di questo movimento, senza riuscirci peraltro appieno, ma fin da subito percepivamo che quello strappo finale avrebbe certamente condizionato il quadro intermarket dei mercati azionari nel successivo lunedì. Si riteneva infatti, ed ora possiamo dire che si riteneva correttamente, che con quel movimento l’indice SP 500 si andava a posizionare sopra importanti "livelli sensibili " con l'effetto di esercitare un traino rialzista per l'intero mercato azionario occidentale.

 


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