A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 4 del giorno24 Gennaio 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti
previsioni:
Nel corso della
settimana di consuntivo si sono registrate fortissime flessioni sui mercati
azionari, ben superiori alle nostre previsioni, ed oscillanti tra un -4% per
il mercato americano ed un - 8% per il mercato europeo. Anche in
considerazione della festività di lunedì 19 Gennaio in America e
dell’insediamento del nuovo Presidente Americano nel giorno successivo,
potremo avere ad inizio di settimana un tentativo di proseguimento del
rimbalzo sui mercati europei già in parte visto sulla chiusura della
settimana scorsa.
In ogni caso non la consideriamo tale da
indebolire il trend ribassista presente sui mercati e diretto orientativamente
al raggiungimento del livello di 750 punti dell'indice SP 500 e di 4000 punti
da parte dell'indice DAX; riteniamo infatti che solo in caso di raggiungimento
di questi livelli si potrà considerare concluso il movimento correttivo in
atto da un paio di settimane e da dove potrà partire un movimento di rimbalzo
importante.
Dal nostro punto di vista vorremmo che il
raggiungimento di questi livelli possa avvenire in maniera ordinata, non
precipitosa e anche non immediata onde favorire una successiva ripresa dei
mercati; così come andiamo proponendo nei seminari che teniamo in queste
settimane. Si vorrebbe cioè il raggiungimento di questi livelli sul finire di
Marzo in quanto la visitazione di questi livelli in quell'epoca potrebbe
costituire a pieno titolo la formazione di un doppio minimo capace di esaurire
in maniera determinante la azione ribassista in atto da fine 2007 e favorire
movimenti positivi per i rimanenti mesi dell’anno.
Al contrario l'avvenuto raggiungimento di
questi livelli sul finire del mese di Gennaio se da un lato potrebbe
considerarsi del tutto coerente con la formazione di una base di
consolidamento sui livelli attuali, nondimeno potrebbe indebolire lo scenario
prospettico e che presentiamo nei seminari e che ci porterebbe a dover
rivedere ad inizio di febbraio quanto allo stato delle cose ancora riteniamo
sia da considerarsi come ipotesi di evoluzione di riferimento.
Sulla base di questi elementi si ritiene
quindi che le prossime due settimane possano ancora essere caratterizzate da
un forte orientamento ribassista e tali da poter assorbire nei prossimi 15
giorni flessioni medie dell'ordine di un 8% dei livelli attuali e qualora si
dovesse presentare questo scenario potrà essere prudente la chiusura delle
posizioni short attualmente in essere.
Nel
corso del presente lavoro si è fatta una riflessione sulla dinamica valutaria
Euro Dollaro laddove emergono elevati probabilità di prosecuzione nel breve
del movimento di rafforzamento del Dollaro in direzione di rivisitazione del
livello posto 1,24 Dollari per Euro ma difficilmente riusciamo al momento
vedere obiettivi più ambiziosi in termini di rafforzamento del Dollaro. Il
lavoro si conclude con la illustrazione di alcune delle tavole discusse nel
case study riguardante il titolo Unicredit elaborate nel seminario di Roma
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In
termini di previsione
per la prossima settimana:
La flessione
complessiva dell'ordine di un 8% che la scorsa settimana ci attendevamo nello
spazio di 15 giorni, su alcuni mercati, quale quello italiano, sì è
consumata nella settimana di consuntivo. Si può tuttavia ritenere che la
settimana di consuntivo abbia segnato flessioni medie sui vari mercati
dell'ordine di un 4% e una flessione dello stesso tenore è attesa per la
settimana entrante confermando la previsione della scorsa settimana.
Pur con questa visione apparentemente
molto negativa dobbiamo osservare che il quadro complessivo intermarket depone
in maniera coerente con le previsioni da noi fatte in questi ultimi mesi e che
vedono la formazione di un movimento di consolidamento che è da ritenersi
ormai in essere da tre mesi. Si ricorderà infatti che negli incontri
informali di Ottobre e di Novembre a Padova e a Roma parlammo della possibile
formazione di un movimento di consolidamento orientativamente posto tra il
livello di 800 e di 1000 punti dell'indice SP 500 destinato a durare fino alla
fine della prossima estate prima di evolvere in una successiva fase positiva
generale dei mercati.
Più espressamente in questo periodo
abbiamo più volte affermato che le nostre attese sono rivolte ad una chiusura
del 2009 dei vari mercati azionari di mediamente superiore di un 20-25%
rispetto le chiusure di fine del 2008 ed ora pur in presenza di rilevanti
flessioni del mese di Gennaio, non abbiamo elementi per mutare questa visione
prospettica positiva dei mercati.
Dobbiamo infatti osservare che, a livello
europeo, a fronte di forti flessioni di alcuni comparti quali bancario e auto,
altri settori registrano variazioni positive da inizio del 2009 e queste
variazioni sono l'evidente segnale dei primi effetti quella che ci attendiamo
come rotazione settoriale che è assolutamente indispensabile per dare una
reale connotazione di movimento di consolidamento alla fase attuale dei
mercati che i mercati stanno ormai vivendo dalla fine di Ottobre.
In termini più sintetici dobbiamo quindi
riconoscere il momento attuale come un momento particolarmente difficile poiché
alcuni indici settoriali continuano a spingere al ribasso gli indici generali
dei mercati mentre altri o sono fermi sui valori di inizio anno o addirittura
sono in leggera crescita e in questo contesto è d’uopo stare molto attenti
per poter chiudere su dei minimi importanti le posizioni short attualmente in
essere.
I livelli ragionevoli di flash ribassisti
dei mercati si possono porre in zona 770 punti dell'indice SP 500 e anche in
zona 15.800 punti dell'indice SP MB. In caso di visitazione di questi livelli,
specie in presenza di violente escursioni intraday riteniamo opportuno essere
pronti per chiudere le posizioni short in essere.
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Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.

Figura
1) Indice SP 500
Figura 2) Indice Eurostoxx 50
In
un contesto di generale movimento flettente nella settimana di consuntivo si
osserva una flessione rilevante per l'indice Eurostoxx 50 mentre sul fronte
delle mercato azionario americano più che una forte flessione,limitata ad un
2,5%) si osserva, in figura
Ben
si sa come la presenza di questa alternanza di fasi positive e di fasi
negative di norma è indice dell’esaurimento di un trend e proprio quanto
osservato nella settimana di consuntivo potrebbe effettivamente decretare
l'esaurimento del movimento correttivo in atto dal 2008 anche se non possiamo
escludere ulteriori flessione anche dell'ordine di un 7% al presentarsi di
segnali particolarmente chiari quali ad esempio la perdita del livello di 800
punti dell'indice SP 500.
L’eventuale perdita infatti di questo
livello potrebbe sortire l'effetto di imprimere una variazione negativa
all'indice SP 500 di circa 50 punti, pari alla oscillazione della settimana di
consuntivo, con l'effetto appunto di portare l'indice SP
Sul fronte di altri mercati finanziari
quale il mercato valutario e il mercato del petrolio non abbiamo particolari
osservazioni da fare in quanto la volatilità di questi mercati è stata
piuttosto contenuta nella settimana di consuntivo.

Figura
3) Prezzo petrolio Brent
Figura 4) Cambio Euro Dollaro

Figura
5) Prezzo petrolio Brent
Figura 6) Cambio Euro Dollaro

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Nel corso della settimana di consuntivo a
fronte di una flessione media che possiamo stimare tra il 4 e il 5% si deve
prendere atto di una flessione prossima all'8% di per il mercato azionario
italiano così come rappresentato dall'indice Comit. Si deve tuttavia fin da
ora prendere altresì atto del fatto che la flessione del nostro mercato sì
è prodotta, come peraltro su tutto il mercato azionario europeo, sì è
prodotta in modo assolutamente diversa tra i singoli settori.
Vediamo infatti flessioni prossime al 15% in settimana per il comparto
bancario e prossime ad un 12% per i settori finanziari e assicurativi. Molto
più contenute le flessioni di altri comparti quale ad esempio comparto
comunicazioni che sta dando segnali di “buona
tenuta “con
una flessione limitata al 2,5% in settimana e al 3,9% dei inizio dell'anno.
Ben diversa è la situazione del comparto bancario italiano e cha da inizio
anno segna ormai una flessione prossima al 18% e quanto sì è osservato sul
comparto bancario italiano trova riscontro anche sugli indici settoriali
bancari a livello europeo illustrati nella tabella 3.

Tabella
2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area
Euro con effetto cambio
A
livello internazionale e per i mercati esposti al rischio di cambio si osserva
una flessione contenuta ad un 2.5% in settimana per il mercato azionario
americano mentre molto particolare è nuovamente la situazione del mercato
giapponese laddove ad una flessione da inizio anno non di circa il 11%
dell'indice Nikkei si contrappone una rivalutazione dello yen verso euro di
circa il 10%.
Quanto
sta succedendo in Giappone potrà certamente essere nuovamente interessante in
tema di Asset Allocation a livelli internazionali. Dobbiamo infatti a questo
riguardo osservare l'importanza che il mercato giapponese non violi i minimi
autunnali nelle prossime sessioni per confermare l'esaurimento del movimento
correttivo generalizzato dei mercati sui livelli attuali o poco sotto i
livelli attuali (diciamo un –10% sotto i livelli attuali).
La
tenuta di questo livello minimo di fine del da parte dell'indice Topix e in
presenza di segnali interessanti sul fronte valutario potranno essere
meritevoli di attenzione per una ipotetica operazione di investimento al
rialzo sul mercato azionario giapponese senza dover procedere alla copertura
contro i rischi di cambio.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
Le variazioni registrate in settimana, così
come quelle registrate da inizio mese in sui vari comparti dell'indice Stoxx
600, indice che racchiude le 600 Blue Chip più importanti in Europa sia in
area euro che non euro (Regno unito e Svizzera), evidenza la disomogeneità di
comportamento tra settore e settore.
Da un lato si osservano flessioni prossime
al 20% da inizio anno per il comparto bancario e assicurativo ma al contempo
si osservano variazioni pressoché trascurabili se non addirittura positive a
valere su indici settoriali anticiclici e qui indicati in verde e proprio
questo diversità di comportamento tra settore e settore è da noi letto con
estremo interesse quale primo segnale di rotazione settoriale e che può da un
lato decretare l’esaurimento del movimento correttivo del 2008 e
dall’altro predisporre il terreno per un importante movimento rialzista che
potrebbe trovare un forte convincimento sul finire dell'estate.
Come
abbiamo più volte affermato, sia nei seminari sia su queste pagine, per poter
assistere ad un rialzo importante generalizzato nell'autunno del 2009 è
attesa la formazione di un importante minimo sul finire del mese di Marzo e
questo movimento che sembra tutt'ora bene in essere, continuerà ad essere da
noi seguito con estremo interesse.
Sul
finire di Marzo e si potranno quindi a venirsi a creare le condizioni ottimali
per iniziare ad investire sui comparti ad elevati dividendi e marcatamente non
ciclici, quali ad esempio utility, alimentari, farmaceutici in una prospettiva
di accrescere gli investimenti più avanti nel corso dell'anno al presentarsi
di segnali positivi.
(Confidando
su questa possibile evoluzione dei mercati e di formazione di un importante
minimo verso fine Marzo , già fin da ora stiamo pensando alla organizzazione
di una giornata di lavoro finalizzata dalle tecniche di investimento
finanziario più che non di trading. Oltre alla illustrazione nella mattinata
delle reali prospettive di evoluzioni dei mercati in una periodo piuttosto
critico nella sessione pomeridiana vorremmo da un lato presentare i diversi
strumenti di investimento per operare al rialzo: ETF, Future, Certificati,
Opzioni, e dall'altro lato di illustrare metodi di valutazione di carattere
quantitativo a supporto di una migliore gestione di Asset Allocation in
presenza di mercati al rialzo.
Da ultimo sempre in quella occasione si potranno
valutare le tecniche che gli operatori del risparmio gestito potranno adottare
per convincere la propria clientela che proprio a partire da fine Marzo ,
qualora i mercati dovessero evolvere nel rispetto delle nostre attese, così
come hanno fatto negli ultimi tre mesi, si verrebbe a presentare un movimento
ottimale di ritorno sul mercato azionario. Il successo di questa iniziativa,
che prevediamo di fare esclusivamente Milano il 21 o il 28 Marzo dipende dal
calibro dei relatori in merito della illustrazione degli strumenti finanziari,
delle valutazione fondamentali e motivazione delle reti di rendita che
riusciremo a coinvolgere. )
Come ripetiamo frequentemente specie nei seminari che stiamo effettuando in queste settimane, “condicio sine qua non” per favorire questo scenario positivo è la capacità dei governi di evitare da un lato il rischio di deflazione e dall'altra una saggia politica di amministrazione dei tassi di interesse specie da parte della Banca Centrale Europea al fine di evitare il rischio di non sottoscrizione del debito pubblico dei paesi europei e specie di quello italiano. Su questo fronte faremo un breve riferimento più avanti.

Figura
7) Volatilità SP 500
Figura 8) Volatilità DAX

Figura
9) Indice Stoxx Bancari
Ancora con riferimento alla settimana di
consuntivo osserviamo in figura 9 la fortissima flessione del comparto
bancario che nei primi due giorni della settimana ha registrato una flessione
prossima al 20% confermando le attese particolarmente negative che emersero
nella discussione del case study al titolo Unicredit nel seminario di Roma del
17 gennaio.
Come si ricorderà e come si osserva in
figura in quella sede ipotizzavamo una ragionevole e rilevante flessione da
Si
diceva infatti: Le conclusioni a cui si può giungere ad riguardo del titolo Unicredit
non sono quindi particolarmente incoraggianti nel breve periodo ma mediamente
positive su orizzonti temporali più estesi. Si osserva infatti l’assoluta
assenza di situazioni di ipervenduto che possano favorire un immediato
rimbalzo del titolo e questa situazione può agevolare una possibile discesa
fin verso il livello di 1,20 - 1,25 Euro.
Al contempo la lettura della situazione di lungo periodo del titolo rende ragionevole pensare che difficilmente la flessione potrà proseguire oltre questo livello. Non potendo operare al ribasso sul titolo si consiglia quindi di rimanere fermi e valutare l'eventuale ingresso solo su quotazioni prossime a 1,20 - 1, 25 Euro.
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