A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero3 del giorno 17 Gennaio 2009
Commento
sulla situazione dei Mercati nella settimana di consuntivo e previsione
per la prossima settimana.
Nel
TK’s Sentiment Outlook della scorsa settimana giungevamo alle seguenti
previsioni:
Le attese che
possiamo ragionevolmente formulare per la settimane entrante, dopo la
flessione superiore al 4% da parte del mercato azionario americano, non possono che essere ancora improntate al ribasso. Riteniamo infatti che non sussistano elementi utili per pensare ad una
inversione del trend correttivo avviatosi a metà della settimana di
consuntivo.
Vogliamo anzi dire che qualora nella giornata di lunedì il mercato
americano nel suo insieme, Dow Jones e SP 500 dovesse registrare un rimbalzo
dell'ordine di un 2%, questo potrebbe costituire un nuovo pullback ribassista
idoneo per la assunzione di posizioni di nuove posizioni
short già a partire da martedì 13 gennaio.
Riconfermiamo quindi nella sostanza le attese della scorsa settimana di una flessione generalizzata dei mercati dell'ordine di un 2-3% e questa flessione potrebbe ripercuotersi maniera più rilevante proprio sul
mercato azionario italiano il quale ha dato segni di tenuta nel corso della
settimana di consuntivo non riscontrati su altri mercati azionari Europei.
In termini più generali riteniamo tuttavia
che solo fine della settimana entrante potremo cogliere elementi utili per
rafforzare il convincimento, già molto radicato in noi, che i mercati siano
destinati a registrare una flessione ordinata fin verso fine di Marzo - inizio
di Aprile e questa flessione potrebbe indicativamente essere dell'ordine di un
12-13% dai livelli attuali.
Manteniamo
quindi le posizioni short in essere pronti a rimodellare il portafoglio al
presentarsi di segnali che potranno giungere o nella giornata di Martedì
senza con questo escludere che già si possono presentare nella giornata di
Lunedì 12.
________________________________
In
termini di previsione per la prossima settimana:
Nel corso della
settimana di consuntivo
si sono registrate
fortissimi flessioni sui mercati azionari, ben
superiori alle nostre previsioni,
ed oscillanti tra un
-4% per il
mercato americano ed un
- 8% per il
mercato europeo. Anche
in considerazione della
festività di lunedì
19 Gennaio in
America e dell’insediamento
del nuovo Presidente Americano
nel giorno successivo,
potremo avere ad
inizio di settimana
un tentativo di
proseguimento del rimbalzo
sui mercati europei
già in parte visto
sulla chiusura della
settimana scorsa.
In
ogni caso non
la consideriamo tale da indebolire
il trend ribassista
presente sui mercati
e diretto orientativamente
al raggiungimento del
livello di 750
punti dell'indice
SP 500 e di
4000 punti da
parte dell'indice DAX; riteniamo
infatti che solo
in caso di raggiungimento
di questi livelli
si potrà considerare
concluso il movimento
correttivo in atto da un paio di
settimane e da dove
potrà partire un
movimento di rimbalzo
importante.
Dal
nostro punto di
vista vorremmo che
il raggiungimento di
questi livelli possa
avvenire in maniera
ordinata, non precipitosa e anche non
immediata onde favorire una successiva ripresa dei
mercati; così come andiamo
proponendo nei seminari
che teniamo in queste
settimane. Si vorrebbe
cioè il raggiungimento di
questi livelli sul
finire di Marzo
in quanto la
visitazione di questi
livelli in quell'epoca
potrebbe costituire a
pieno titolo la
formazione di
un doppio minimo
capace di esaurire
in maniera determinante
la azione ribassista
in atto da fine
2007 e favorire movimenti positivi
per i rimanenti mesi dell’anno.
Al contrario
l'avvenuto raggiungimento
di questi livelli
sul finire del
mese di Gennaio
se da un lato
potrebbe considerarsi del
tutto coerente con la
formazione di una
base di consolidamento
sui livelli attuali,
nondimeno potrebbe indebolire
lo scenario prospettico
e che presentiamo
nei seminari e che
ci porterebbe a
dover rivedere ad
inizio di febbraio
quanto allo stato delle
cose ancora riteniamo
sia da considerarsi come
ipotesi di evoluzione
di riferimento.
Sulla base di questi
elementi si ritiene
quindi che le
prossime due settimane
possano ancora essere
caratterizzate da un forte orientamento
ribassista e tali
da poter assorbire
nei prossimi 15
giorni flessioni medie
dell'ordine di
un 8% dei
livelli attuali e
qualora si dovesse
presentare questo scenario
potrà essere prudente
la chiusura delle
posizioni short attualmente
in essere.
Nel corso
del presente lavoro si è
fatto una riflessione
sulla dinamica valutaria
Euro Dollaro laddove emergono elevati
probabilità di prosecuzione
nel breve del
movimento di rafforzamento
del Dollaro in direzione
di rivisitazione del
livello posto 1,
24 Dollari per
Euro ma difficilmente riusciamo
al momento vedere obiettivi
più ambiziosi in
termini di rafforzamento
del Dollaro. Il
lavoro si conclude
con la illustrazione
di alcune delle
tavole discusse nel case study riguardante
il titolo Unicredit elaborate
nel seminario di
Roma
![]()
Esame
delle variazioni dei mercati azionari nella settimana di consuntivo.
L'intonazione
negativa che ci attendevamo
a riguardo dei mercati
azionari ha prodotto
flessioni decisamente superiori
alle nostre attese.
Mentre infatti ci attendevamo
flessione pur non trascurabili,
in quanto dell'ordine
di un 3%,
esse si sono prodotte
in misura più che
doppia. Un movimento
di recupero nella giornata
di venerdì sia sul
mercato americano sia
sul mercato europeo ha
solo attenuato in parte
l'effetto negativo
della settimana davvero
problematica come ben
percepibile nelle due
seguenti figure.

Figura
1) Indice SP 500
Figura 2) Indice Eurostoxx 50

Figura
3) Prezzo petrolio Brent
Figura 4) Cambio Euro Dollaro

Figura
5) Prezzo petrolio Brent
Figura 6) Cambio Euro Dollaro
A fronte di questo movimento fortemente correttivo, che ha di fatto totalmente ignorato l'intervento di riduzione dei tassi di interesse sull’Euro operato dalla BCE dal 2, 5 al 2%, sì è assistito al proseguimento di formazione di una base per il prezzo del petrolio. Molto particolare è la situazione di elevata volatilità registrata dal mercato valutario a riguardo del quale avanti dedichiamo una riflessione monografica.

Tabella
1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro
Come
si osserva in tabella
le variazioni più
rilevanti si sono
manifestate in Europa
e segnatamente in
Germania laddove,
a causa anche di
preoccupanti problemi riguardanti
alcuni gruppi bancari,
la flessione resta
quasi prossima al
9% riportando
i mercati in quella
fase di elevata
volatilità che era
stata accantonata per
il periodo di fine
anno.
Dobbiamo
a questo riguardo
dire che il rimbalzo
dei mercati nel
periodo festivo, altrimenti
conosciuto come rally
natalizio, non è
mai stato da noi
letto come elemento
di inversione del
trend direzionale dei
mercati e men che
meno come elemento
capace di portarci
alla chiusura delle
posizioni short che
con i movimenti
della settimana di
consuntivo sono tornate
nuovamente a presentare
risultati positivi.

Tabella
2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area
Euro con effetto cambio
A
tratto più generale sui
mercati azionari si
assiste comunque ad
una flessione rilevante
anche in America laddove
in due settimane
sì è registrata
una flessione prossima
del 9%; importanti
sono le variazioni
che leggiamo in
tabella a riguardo
dell'indice SMI,
normalmente anticipatorio del
trend generalizzato dei
mercati azionari occidentali
e più ancora importante
è il rafforzamento del
3% del
Dollaro verso la nostra
divisa.
Questo
movimento di rafforzamento
del Dollaro è da
noi visto non giunto
a termine e se
da un lato ha certamente
tratto beneficio dalla
riduzione dei tassi
di interesse sull’Euro,
abbiamo motivo per
ritenere che il
rafforzamento del Dollaro possa proseguire
fino alla nuova
rivisitazione del livello
posto 1, 24
dollari per Euro.

Tabella
3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600
A
giudicare dalle variazioni
degli indici settoriali
Stoxx nella settimana di
consuntivo verrebbe da
pensare che le ragioni
che hanno comportato
questa considerevole riduzione
dei mercati azionari
europei siano suddivise
in parti uguali
tra problemi
di sostenibilità finanziarie
del sistema,
con la riduzione
del 15% del
comparto bancario e
del problema
della recessione economica
che ha favorito
una flessione superiore
al 13% per
il settore auto.
Abbiamo
purtroppo i timore di
dover pensare che
ci sia del vero
in questa affermazione
in quanto mentre
molto lontani sono
le idee di superabilità
dei problemi di
economia reale in
tutto l'occidente,
anche sul fronte
di problemi finanziari
siamo ancora ben
lontani da una soluzione
definitiva degli stessi.
Questa
incertezza sulla ricerca di
una situazione più
ordinata sui vari
mercati sì è riflessa
in maniera molto
importante anche in
termini di una nuova
crescita della volatilità
sia sui mercati
azionari americani sia
sul mercato azionario
europeo e proprio
questo incremento di
volatilità potrà agevolare
ancora per la settimane
entrante o per le
prossime due settimane
il proseguimento della
azione correttiva dei
mercati che potrebbe
a questo punto essere
tranquillamente dell’ordine di un
8% nelle due
settimane. Vedremo
più avanti come si
giunge a questa
conclusione.

Figura
7) Volatilità SP 500
Figura 8) Volatilità DAX
Riteniamo utile
suddividere il lavoro
previsionale di questa
settimana sottraendo spazio
a considerazioni sulla
situazione dei mercati
azionari, i quali
in settimana hanno
ripreso un netto
orientamento nella direzione
da noi attesa,
a vantaggio di una
riflessione sul fronte
del mercato valutario
ed infine ci fa
piacere qui presentare
alcune delle tavole
elaborate durante la
discussione di un case study nell'incontro
nel seminario di
Roma del 17 Gennaio
ed avente per oggetto
il comparto bancario
e segnatamente il
titolo Unicredit.
1)
Resistenze
alla crescita sui principali indici mondiali
2)
Attese
ribassiste di breve sui principali indici mondiali
3)
Il
difficile mercato valutario
4)
Case
Study su Unicredit sviluppato nel seminario di Roma
![]()
Resistenze
alla crescita sui principali indici mondiali
V'un'

Figura
9) Indice SP 500

Figura
10) Indice Eurostoxx
La
situazione generale dei
mercati azionari occidentali,
ma possiamo tranquillamente
anche aggiungere a
titolo di esempio
il Giappone, vede
la presenza di rilevanti
resistenze alla crescita formate sia
da evolventi paraboliche
di resistenza sia
da parte di avvenuto
e riconosciuto livello
di ritracciamento di
Fibonacci.
A titolo
di esempio in figura
9 si osserva la
situazione dell'indice
SP 500, laddove
è bene evidenziato
come il movimento
correttivo avviatosi negli
ultimi dieci giorni
sia partito dopo
l'avvenuto perfetto
riconoscimento della evolvente
parabolica di resistenza
da un lato e del
livello di ritracciamento
pari al 23,
6% dell'onda
di riferimento dall'altro
lato.
Quanto invece alla situazione del mercato azionario europeo rappresentato in figura 10 dall'indice Eurostoxx, non possiamo che prendere atto della tempestiva e perfetta azione di resistenza che continua ad esercitare la evolvente parabolica superiore che stiamo seguendo da diverse settimane e che ci ha permessi di rimanere con posizioni short sul relativo ETF nonostante movimenti di rimbalzo tecnico sotto le feste di natale.
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