TK's Sentiment Outlook  - Numero  46 del 24/11/2007 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero  46 del giorno 24 Novembre  2007 


1)  Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari della settimana di consuntivo.

Nel TK’s Sentiment Outlook numero 45 della scorsa settimana giungevamo alle seguenti previsioni:. Con una quotazione odierna di 1117.49 l’Indice MSCI in valuta, dopo una flessione di circa un 7% si trova a un 3.3% dall’obiettivo che indicammo ormai circa 4.5 giorni fa ad inizio di Ottobre e il quadro di fondo sembra del tutto confermare la possibilità di suo raggiungimento per la prima settimana di Dicembre.  

L'obiettivo ribassista generale del 3 - 3,5% sotto i livelli attuali dell’Indice MSCI in valuta, trova delle conferme su analisi di aggregati di mercati che vedono prospettive di flessione di questo ordine di grandezza da parte dei mercati americani e prospettive superiori, attorno al 5-6% per i mercati azionari orientali. Sul fronte del mercato azionario europeo la fascia di possibile ulteriore movimento al ribasso per le prossime tre settimane si attesta non attorno al 3-4% mentre sempre peggiore vediamo la previsione del mercato azionario italiano che, dopo un sussulto positivo per via dei titoli bancari, continua ad essere orientato negativamente alla zona 35.200 punti dell'indice SP MIB.  

A fronte di questa previsione ribassista che può interessare le tre prossime settimane, osserviamo una elevata volatilità di breve ma tuttavia anche una “certa compostezza di medio termine” sui mercati a mezzo della Analisi Chartistica Algoritmica che potrebbe portarli a tentare un nuovo rimbalzo tecnico dopo quello che non è andato a buon fine nella settimana di consuntivo e che si è esaurito nella sola giornata di martedì.  

In presenza di un rimbalzo tecnico, e che potrebbe essere dell'ordine dell'1%, - 1,5% non muteremmo il nostro orientamento negativo ma semplicemente concentreremo il prevedibile raggiungimento degli obiettivi ribassisti nella seconda e terza settimana a venire (ultima di Novembre e prima di Dicembre) mentre invece l'apertura di una settimana in flessione potrebbe lasciare la strada per una serie di tre settimane con perdite medie dell'ordine dell'1% - 1,5% cadauna.  

Sulla base di queste attese manteniamo quindi le posizioni investite sull’ETF Short del DAX mentre dovremmo dapprima assistere al raggiungimento di questo obiettivo ribassista posto un 3-3,5% sotto i livelli attuali per eventualmente incrementare le posizioni ricorrendo a ETF Short dell'indice EuroStoxx 50.  

In questo contesto un elemento di segnaletico molto importante sarà il comportamento dell'indice SMI al livello di 8400 punti che in caso di sua violazione conferirebbe uno scenario dai contenuti fortemente ribassisti per tutti mercati azionari occidentali e che potrebbe mutare in peggio il quadro generale, già non particolarmente positivo, anche se continua a vedere possibile un mini rally natalizio in caso di effettivo movimento flettente di questo 3 –3.5% di cui stiamo parlando e suo successivo rimbalzo.

________________________________

In termini di previsione per la settimana entrante: Le attese che abbiamo per la settimana entrante si possono considerare del tutto speculari rispetto quanto registrato nella settimana di consuntivo. Mentre infatti nella settimana di consuntivo si sono avuti tre giorni di forte flessione e due giorni di recupero, per la settimana entrante ci attendiamo il proseguimento del rimbalzo per uno-due giorni e successiva nuova fase di flessione. In termini di variazioni percentuali ci attendiamo crescite dell'ordine dell'1-1,5% nei primi due giorni e flessioni mediamente doppie nei successivi tre giorni con una chiusura di fine settimana mediamente dell'ordine dell'1% sotto i livelli attuali.  

Questa dinamica, che potrebbe riproporsi anche per la successiva settimana, avrebbe l'effetto di portare l'indice MSCI in valuta di origine a visitare l'importante livello posto a 1080 punti e più ancora l'indice SP 500 a visitare il livello posto a 1405 - 1410 punti al raggiungimento dei quali si potrà fare affidamento su un mini rally natalizio dell'ordine indicativamente di un 5% sui valori registrati verso il 10 dicembre. La manifestazione del proseguimento del rimbalzo di inizio settimana ci porta quindi al mantenimento delle posizioni Short sui relativi ETF con la prospettiva di chiuderli nello spazio di una decina di giorni da oggi in caso appunto do convincente avvio del rally natalizio.  

Il citato rally natalizio, se si dovesse realmente manifestare in questo modo, potrebbe creare delle pericolose conformazioni grafiche di pullback sui importanti trend line capaci a loro volta di esercitare un movimento correttivo molto sensibile nei primi mesi del 2008 stimabile, da un minimo di un 10% ma anche del 16% sui valori di oggi. Questi livelli ribassisti saranno oggetto di maggiore riflessione sul finire dell'anno nella preparazione dei seminari di Gennaio ma in ogni caso lo scenario che si presenta è di contenuti fortemente ribassisti.  

Anche una eventuale prosecuzione della possibile crescita ad inizio dell'anno entrante, come prosecuzione del rally natalizio, fino a che rimarrebbe contenuta in un 10% circa, si iscriverebbe sempre all'interno della zona di distribuzione della fase di forte crescita 2002 - 2007 e come tale preparatoria della successiva fase flettente dalla quale pare proprio che il 2008 non riuscirà a sottrarsi.

________________________________

Tabella 1) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati di area Euro  

La settimana di consuntivo ha visto la celebrazione in America della festa del Ringraziamento con i mercati azionari chiusi nella giornata di Giovedì e con un funzionamento ridotto nella giornata successiva. Anche in virtù di questa atipica settimana borsistica americana, sì è assistito ad una rilevante flessione di tutti mercati azionari nei primi tre giorni a cui è seguito un rimbalzo tra Giovedì e Venerdì dell'ordine di un 2% medio sui vari mercati.  

Pur con queste variazioni positive, la settimana si chiude tuttavia per molti mercati con un segno negativo prossimo all'1% confermando nella sostanza le attese formulate la settimana scorsa in relazione ad una serie di possibili tre settimane caratterizzate da una flessione di questo tenore per ciascuna di esse in preparazione di un possibile di mini rally rialzista conosciuto come rally di Natale. In conclusione di questo lavoro giungeremo a fare delle considerazioni di dettaglio sulla sua possibilità di manifestazione che tuttavia, vogliamo dire fin da ora, difficilmente supererà un 5% dai minimi che andremo ragionevolmente a leggere nelle prossime due settimane.  

Consideriamo infatti il movimento di Giovedì e di Venerdì ancora come null'altro di un classico rimbalzo tecnico che si iscrive all'interno di un movimento flettente dei mercati destinato ragionevolmente a proseguire ancora per le due prossime settimane.  

Tabella 2) Variazione Indici nell’ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio. 

Sul fronte dei mercati azionari esposti al rischio di cambio si osserva una performance leggermente negativa da parte del mercato americano a cui ha contribuito anche un andamento sfavorevole per un investitore europeo del rapporto di cambio tra Dollaro ed Euro con l'effetto di registrare variazioni negative qualora si fosse deciso di operare senza ricorre alla copertura contro i rischi di cambio. 

Altri elementi importanti che osserviamo in tabella riguardano l'incremento del prezzo del petrolio del 5%, la rilevante flessione del mercato azionario giapponese che in settimana ha ceduto del 3,3% e le progressive flessioni sui mercati orientali che vedono ormai una perdita prossima al 10-12% nelle ultime quattro settimane. Su questo fronte abbiamo il piacere di poter dire di aver consigliato una uscita da questi mercati esattamente sui valori massimi prima della facilmente prevedibile azione correttiva da non considerarsi per nulla conclusa. 

Tabella 3) Variazione Indici nell’ultima settimana per Indici Settoriali Stoxx 600 

Il comportamento del mercato azionario europeo per singoli settori rileva il proseguimento della rilevante flessione del comparto auto che anche in questa settimana ha ceduto il 3,5% portando la flessione complessiva nelle ultime quattro settimane al 15,5%.  

La flessione del comparto auto merita una riflessione molto semplice che vede caratteristiche derivanti dalla ragionevole esigenza di vendita da parte di gestori di fondi i quali, dovendo fare cassa a fronte di richieste di rientro di fondi azionari, operano laddove c'è più margine di guadagno. Sotto questo profilo il comparto auto, che nonostante la perdita del 15% nelle ultime quattro settimane, continua a registrare una crescita da inizio anno del 23% potrà ragionevolmente essere ancora oggetto di vendite nelle settimane entranti qualora si dovesse assistere al proseguimento della azione correttiva sui mercati prescindendo quindi da ogni considerazione di carattere fondamentale delle relative società quotate. Una considerazione analoga la si può ragionevolmente fare anche per il comparto delle risorse di base che hanno registrato nelle ultime quattro settimane una perdita superiore al 9% nonostante l'incremento dei prezzi del petrolio. 

Da ultimo si osserva il sempre buon comportamento del comparto telefonico che, congiuntamente con quello delle utility è da noi seguito con interesse in una ottica di possibile investimento sul relativo ETF proprio per cavalcare il possibile rally natalizio qualora realmente il mercato azionario globale evolvesse nel rispetto delle nostre attese in direzione negativa di rivisitazione del livello di 1080 punti da parte dell'indice MSCI in valuta di origine verso il 10 dicembre e pronto rimbalzo. 

Completata questa rivisitazione delle situazioni di fondo dei principali indici con le consuete tabelle numeriche, anche alla luce della responsabilità di avere suggerito un investimento dell’80% del capitale dedicato al mercato azionario su posizioni short e di proporre questo numero del TK’s Sentiment Outlook come numero di riferimento per tutti coloro, al momento non sottoscrittori, ma che ci seguiranno nei seminari di Gennaio , riteniamo opportuno sviluppare l'analisi settimanale seguendo i seguenti temi onde verificare l’opportunità del mantenimento delle posizioni al ribasso in essere (probabilità 90%) o non piuttosto di operare in modo diverso (probabilità 10%) 

A) Prima lettura della situazione di fondo del mercato azionario italiano.

B) Dove sono posizionati oggi i mercati azionari internazionali.

C) Dove sono posizionati oggi i mercati azionari internazionali in relazione alle previsioni del 5 Ottobre.

D) Considerazioni di Natura Fondamentale

E) Rivisitazione degli Indici Generali dei Mercati Azionari nel lungo periodo

F) Situazioni tecnica di breve dei mercati con Analisi Chartistica Algoritmica

G) Debolezza relativa del mercato italiano

H) Attese di breve termine per il quadro intermarket

I) Attese di breve termine per il mercato italiano

A) Prima lettura della situazione di fondo del mercato azionario italiano. 

Come refresh generale della situazione del mercato azionario italiano, certamente per i sottoscrittori che ci seguono su base sistematica ma più ancora per coloro che sono interessati seminari di Gennaio e che ci consultano per la prima volta, riteniamo molto importante la rappresentazione del mercato azionario italiano così come si presente in figura 1 interpretata con il ricorso a tre semplici evolventi paraboliche di lungo periodo applicate all’Indice Comit su scala metrica.

Figura 1) Indice Comit dal 1992 

Si osserva infatti da un lato la tempestività segnaletica fornita dalla evolvente parabolica rossa convessa alla cui fuoriuscita avvenuta nel 2003, il mercato azionari italiano si è avviato nel trend di forte crescita proseguito fino a Maggio scorso. A maggio 2007 infatti, al raggiungimento del massimo assoluto registrato nella lontana primavera della 2000, il mercato azionario italiano qui rappresentato dall'indice Comit, sì è avviato in una importante azione correttiva che lo ha portato a perdere il supporto dalla seconda evolvente parabolica di supporto di lungo periodo.  

La successivo formazione di un pullback ribassista esattamente al raggiungimento dal basso della stessa conferisce quella visione negativa per il mercato azionario italiano che, supportato anche da analoga visione ribassista da parte di altri mercati, ci ha indotti nel corso del mese di Novembre a suggerire l'apertura di posizione al ribasso su indice DAX e su indice EuroStoxx 50 tramite l’acquisto dei relativi ETF Short. 

Figura 2) Indice Comit dal 1992

Una più dettagliata lettura della situazione del mercato azionario italiano con il ricorso ad altri strumenti di Analisi Tecnica Discrezionale che si affiancano alle preziose indicazioni fornite dalle evolvente paraboliche, ci aiutano ad individuare l’obiettivo ragionevole del movimento ribassista in atto in zona 1700 punti dell'indice Comit posto orientativamente attorno ad un 7% sotto i livelli attuali. Si individua questo livello semplicemente sulla base della applicazione della comune Sequenza Numerica di Fibonacci alla onda di crescita prodottasi dai minimi del 2003 ai massimi della 2007 indicata con le lettere A-B. 

Il perfetto rispetto da parte dell'indice Comit del primo livello di ritracciamento pari al 23,6% di questa onda di riferimento, e successiva sua perdita, rafforza l'ipotesi che ora il mercato potrà flettere in maniera più o meno veloce ma solo al raggiungimento del secondo livello di ritracciamento corrispondente al 38,2% della stessa onda di riferimento potrà trovare una importante base di supporto. 

Figura 3) Indice Comit dal 2001 

Quanto detto in relazione al buon rispetto da parte del mercato azionario italiano rappresentato dell'indice Comit dei livelli di ritracciamento basati sulla Sequenza Numerica di Fibonacci è ben rappresentato in figura 3 laddove si può osservare come il nostro mercato abbia riconosciuto a posteriori una perfetta "centratura" di precedenti minimi e massimi via via formatisi.  

Preso quindi atto del fatto che una analisi del mercato azionario italiano a sé stante, prescindendo cioè da considerazioni di carattere intermarket in relazione alla situazione di altri mercati azionari internazionali, presenta una prospettiva di flessione di un 7% dai livelli attuali, procediamo ora a verificare come si pongono i vari mercati azionari internazionali se e in maniera coerente o meno rispetto a queste ipotesi di possibili flessioni del mercato azionario italiano.  

B) Dove sono posizionati oggi mercati azionari internazionali. 

Tabella 4) Variazione Indici rispetto massimi del 2000 

Un punto interessante di partenza in questa analisi vede la valutazione del posizionamento attuale di vari indici in relazione ai massimi registrati nel corso del lontano 2000; abbiamo infatti visto come il mercato azionario italiano, sempre rappresentato dall'indice Comit, ha esaurito il trend di crescita in atto dal 2003 esattamente al momento in cui raggiungeva il massimo registrato nel 2000 nel Maggio scorso. 

Si ricorderà inoltre come per la prima parte dell'anno siano state poste attese rialziste ai insieme dei mercati azionari internazionali confidando sul fatto che il mercato azionario americano rappresentato dall'indice SP 500 sarebbe proseguito nel suo movimento in crescita fino alla visitazione del massimo del 2000 e che l’esaurimento del movimento in crescita complessiva di tutti mercati occidentali si sia manifestata proprio con la formazione di un doppio top da parte dell'indice SP 500 sugli stessi livelli raggiunti, pure in quotazione intraday, nel marzo del 2000 contestualmente all’analogo comportamento da parte dello Stoxx 600. 

In tabella si osserva come oggigiorno praticamente gli indici più importanti siano su posizioni inferiori rispetto i valori del marzo del 2000, ad eccezione dell'indice Dow Jones e dell'indice Ibex, e l'elemento importante da memorizzare è posizionamento relativo dell'indice MSCI in Dollari posto un 8% sopra i massimi del 2000. Incominciamo a "mettere assieme" il fatto che l’indice Comit possa flettere di un 7% prima di trovare un valido supporto con il fatto che in presenza di una flessione dell'indice MSCI in Dollari dell'8% esso raggiungerebbe il massimo del 2000 e abbiamo elementi per non escludere che nei mesi entranti (entro Marzo 2008) si possa andare a verificare questo movimento sui mercati. (Altri obiettivi ribassisti più “ribassisti” -J -L saranno enunciati più avanti). 

Tabella 5) Variazione Indici rispetto massimi del 2007 

Un altro spunto di riflessione interessante sul posizionamento attuale dei mercati è illustrato in tabella 5 indicante le variazioni dei vari indici rispetto i massimi del 2007 onde percepire con immediatezza l'entità della flessione che i mercati hanno già registrato in questi ultimi mesi e a tratto generale possiamo osservare come rispetto ai massimi assoluti registrate nel corso del 2007 la flessione media sia dell'ordine di un 9 - 10%, (quale media tra l'indice MSCI in valuta di origine, l'indice EuroStoxx e mercati americani) mentre su alcuni mercati la flessione è stata più pronunciata.  

Rientra in questa categoria il mercato azionario italiano che vede una flessione dei massimi del 2007 dell'ordine di un 15 -16% a seconda si osservi dell'indice MIB 30 o Comit per giungere a quasi il 24% sull'indice Midex dei titoli minori.


Copyright © 1998-2007 TK Trading Knowledge. S.r.l. Posta elettronica:  tkstaff@tk-it.it  Sito Internet: www.tk-it.it Tutti i diritti riservati. Le informazioni contenute nel presente documento sono soggette a modifiche senza preavviso.Il logo della TK Trading Knowledge e i nomi: BesTrade®, ParVol® OR-ParVol®e PoiFig® sono marchi registrati della TK Trading Knowledge. Tutti i marchi registrati e i nomi dei prodotti menzionati appartengono ai rispettivi proprietari.