| TK's Sentiment Outlook - Numero 10 del 25 /03/ 2006 - Pagina 02 |
A)
Situazione generale del mercati
Il punto
di partenza nella
rivisitazione della situazione
tecnica dei mercati
continua ad essere,
doverosamente dal nostro punto di
vista, il riconoscimento di
un comportamento ciclico
molto importante,
per via della regolarità
dimostrate in passato,
che conferisce al
momento attuale un momento
particolarmente sensibile dove
i mercati possono
avviarsi in una
importante azione
correttiva
così come anche,
in linea di massima
potrebbero avviarsi su
una nuova fase di
crescita piuttosto importante.
Abbiamo argomentato molto nelle settimane passate su questo aspetto e non abbiamo elementi nuovi da dire se non ricordare che mediamente l'inversione dei movimenti di lungo periodo si sono prodotti tra il 20 e il 30 del mese di Marzo e quindi sotto questo profilo di analisi siamo assolutamente all'interno di questo particolare cluster temporale.

Figura
2) Petrolio Brent
Figura 3) Indice CRB Commodities
Un
secondo elemento
meritevole di interesse
è la situazione
del prezzo delle
materie prime,
petrolio in primo
luogo le quali si
trovano alle prese
con degli importanti
supporti ben visibili sia
sul grafico del
petrolio Brent di
figura 2 sia anche
visibile all'interno
della indice CRBI
delle commodities di
figura 3.
Osserviamo
nelle due figure
come nelle ultime
2 - 3 settimane i mercati in esame
abbiano effettuato delle
piccole oscillazioni proprio
riconoscendo il supporto
di queste due evolventi
paraboliche. Dobbiamo
pertanto porre adeguata
attenzione al comportamento
sul fronte delle
materie prime ed
è nell'ordine
delle cose
attendersi in questa situazione
un movimento piuttosto
importante proprio in
relazione alle relative
Evolventi Paraboliche.
La
lettura di un segnale
che ci forniranno questi
mercati in relazione
appunto alle evolventi
paraboliche non è
univoco in termini
di riflesso sul
quadro intermarket.
Se osserva infatti
che una perdita
della Evolvente Parabolica
di supporto da
parte del prezzo del
petrolio potrebbe esercitare
un effetto negativo
sul fronte dei mercati
azionari, proprio
per il ben noto
peso dei titoli
energetici, settore
dal quale su queste
pagine abbiamo preso
le distanze da alcune
settimane, mentre
invece la lettura
di una flessione
dell’indice CRB
delle commodities non
si presta ad una
interpretazione intermarket altrettanto
lineare.
La
ragione è piuttosto
articolata e vede
da un lato l'elevato
peso sull'indice
CRB esercitato dai prezzi
petroliferi, e
dall'altra anche dalla
domanda di materie
prime da parte dei
per delle industrie
manifatturiere e quindi
una perdita del
livello attuale se
da un lato risponderebbe
ad una flessione da
parte del prezzo del
petrolio dall'altro potrebbe
anche essere letto
negativamente in termini di
un raffreddamento della
produzione a livello mondiale.
All'opposto un
nuovo impulso rialzista
da parte di questo
indice sarebbe da
leggersi viceversa come
un segnale di vivacità
della domanda mondiale
con conseguenti effetti
positivi sul fronte
dei mercati azionari.
Si
può quindi dire
che un buon riconoscimento
di queste evolventi
paraboliche da parte del
petrolio e da parte dell'indice
CRB ragionevolmente eserciterebbe
un effetto assai
positivo sul fronte
dei mercati azionari
mentre invece una
loro perdita avrebbe
effetti di orientamento
negativo ma meno
sensibili.

Figura
4) Tassi Interesse Dollari
Figura 5) T Bond
Un secondo
mercato finanziario che
merita la più attenta
analisi è l'andamento
dei tassi di interesse
che continuano ad
essere orientati alla
crescita sia sul
fronte dell'Euro,
e questo è del
tutto coerente con le nostre
previsioni di inizio
anno, sia anche
sul fronte del
Dollaro e questo
non risponde alle
attese che avevamo
formulato e ad inizio
anno.
Corre voce che si stia infatti
valutando l'ipotesi di
un nuovo innalzamento
dei tassi di interesse
da parte della FED e
certamente questo fatto,
collegato con una
situazione di resistenza
tecnica da parte del
mercato azionario americano
nel suo insieme come
vedremo più avanti,
potrebbe trasferire degli
effetti negativi sul
mercato azionario.
Intanto
dobbiamo prendere atto
che dopo tante esitazioni
il mercato del reddito
fisso ha iniziato
a risentire in maniera
piuttosto importante dell’innalzamento
dei tassi di interesse
e la sensibile correzione
a cui si è assistito
sia sul T Bond di
figura 5 sia anche
sul Bund e sul Gilt
più avanti illustrati,
confermano la correttezza
delle indicazioni di
uscita da questo
mercato del reddito fisso che abbiamo
sollecitato con molta enfasi
del tutta per la
parte terminale del
2005.

Figura
6) Indice Comit settore immobiliare
Figura 7) Indice Assoluto del Dollaro
Un nuovo
elemento di valutazione
che merita debita
considerazione in questo
quadro, che vede
cioè un elevato
livello dei tassi
di interesse, una
possibilità di un
nuovo innalzamento del
prezzo del petrolio
di altre materie
prime a tali da
rendere meno giustificabili
i livelli attuali
raggiunti dei mercati
azionari, proviene
anche dalla elevatezza
del mercato immobiliare
che, in termini
di Asset Allocation conferisce
a dare una situazione
di latente e diffusa
tensione sul quadro
complessivo dei mercati
finanziari.
Abbiamo
accusato la locuzione:
“latente e diffusa
tensione”, in quanto
non ci piace usare
il termine “bolla speculativa”
o, per meglio dire,
la useremo al
momento di cui maturasse
in noi il convincimento di trovarci
realmente in questa
situazione di bolla
speculativa.
Oggi
abbiamo l'impressione
di essere in
presenza di mercati
finanziari leggermente surriscaldati, sia
mercati mobiliari sia
mercati immobiliari, e
conseguentemente l’attesa
di un nuovo innalzamento
dei tassi di
interesse e ragionevoli
prospettive di un innalzamento
delle materie prime
e del petrolio,
potrebbero dare il
via a questa
azione correttiva che
la situazione di
tensione latente sui
mercati mobiliari e immobiliari
praticamente vorrebbe vedere
in queste settimane.
Per
meglio trasferire il
nostro concetto,
possiamo schematizzare tre
livelli di surriscaldamento
dei mercati nella
seguente classificazione:
· Situazione di latente e diffusa tensione
·
Situazioni di bolla
speculativa
In
questa classificazione al momento abbiamo
l'impressione di
trovarci inseriti nella
prima fascia laddove è
consigliabile il serrare
il controllo delle posizoni in
essere onde evitare di incorrere
in profonde azioni
correttive giacché questa situazione
di latente e diffusa
tensione non dovrebbe
comportare un arresto
definitivo del movimento
in crescita pluriennale dei mercati
ma solo solamente
una sensibile correzione
in attesa di
un nuovo momento
di crescita.
La situazione di
saturazione vedrebbe un diffuso convincimento da parte di tutti gli operatori
di questa latente e diffusa tensione con l’effetto che questa situazione di
elevatezza assoluta dei mercati inizierebbe a presentarsi alla ribalta dei
media. Oggi siamo ancora lontani da questa situazione ed infatti si
contrappongono, almeno in noi, espressioni di desiderio di azioni correttive
con la presa d’atto di crescite diffuse dei mercati.
La presenza di una bolla
speculativa avrebbe una percezione ben diversa, quella situazione in cui tutti
i privati si sentono trader professionisti, si parla di borsa dal giornalaio,
dal barbiere, ecc.. Abbiamo vissuto questa situazione nel 2000 ma già anche
nel 97 e prima ancora, ci auguriamo di rivivere questa situazione sul finire
dell’anno ma al momento siamo propensi a classificare la situazione di
leggero surriscaldamento dei mercati ancora come primo dei tre stadi e quindi
non tale da rendere molto pericoloso l’apertura di nuove posizioni anche se
vorremmo ricevere chiari segnali per poterci muovere in questa direzione.
Cercando di trasferire
questa posizionamento del
momento attuale all'interno
del quadro disegnato
per il 2006 per
il mercato italiano,
riteniamo che la
situazione di latente
tensione di molti
mercati possa ancora favorire questa
azione correttiva che
continuiamo a stimare
nell'ordine
di un 10%
più che non
favorire una nuova
spinta rialzista sempre di
questo tenore pari sempre ad un
10% dai livelli
attuali.

Figura
8) Rapporto di Cambio Dollaro - Euro
Figura 9) Rapporto di Cambio Dollaro - Euro
Questa
situazione di sostanziale
incertezza di fondo
si sta propagando
sui vari mercati
finanziari e,
oltre alla già
osservata stazionarietà del
prezzo del petrolio
e del relativo
indice delle commodities,
si osserva che
anche sul fronte
del mercato valutario
abbiamo una situazione
di impasse del
rapporto di cambio
tra dollaro ed
euro.
Mentre
infatti in figura
8 si osserva
il riconoscimento delle
evolvente parabolica superiore
blu di resistenza
da parte del cambio
all'opposto in
figura 9 si
osserva un buon
riconoscimento delle evolvente
parabolica inferiore di
supporto e conseguentemente
anche sul fronte
del rapporto di cambio
tra dollaro ed
euro ragionevolmente riceveremo
dei segnali molto
chiari nel corso
delle prossime due
settimane del tipo
di quelle che
riceveremo sul fronte
del prezzo del
petrolio e relative
materie prime.
La
prevalenza della resistenza
esercitata dalla evolvente
parabolica di figura
8 piuttosto di
quella di supporto
di figura 9,
come siamo ancora
orientati a ritenere,
non crediamo che
avrà un effetto
particolarmente importante sul
fronte del mercato
azionario, più
importante sarà viceversa
leggere
proprio
direttamente dalla situazione
del mercato degli
indici del mercato
azionario americano quale
reazione vorranno dare ad
un possibile nuovo
innalzamento dei tassi
di interesse.

Figura
10) Indice Stoxx 50
Figura 11) Indice MSCI in valuta origine
Come
ormai andiamo commentando
da alcune settimane
i mercati azionari
vivono infatti in una
situazione di sostanziale
impasse sui livelli
raggiunti e in
attesa proprio di
indirizzarsi in un senso
o nell’altro e questa situazione
di impasse ci
ha portati appunto
alla adozione di
strumenti di gestione quali
le opzioni straddle e strangle.
In
termini di rappresentazione
grafica abbiamo una
chiara visione di questa situazione
di impasse fornita
da un lato da
un incuneamento dell'indice
Stoxx 50 (indice mondale e non solo europeo) all'interno
di un canale
parabolico acuto,
con tutti i contenuti
normalmente ribassisti che
questa conformazione porta
con sé, e
dall'altra abbiamo ancora
i segnali di
perfetto sostentamento
dell’Indice MSCI in valuta di origine, da parte della evolvente
parabolica superiore di
figura 11.
In
conclusione questa sommaria
rivisitazione del quadro
macroeconomico conferma quella
situazione di incertezza
che si osserva
da due a tre
settimane sul fronte
dei mercati azionari
e ragionevolmente la
direzione di fuoriuscita
da questa situazione
di impasse risentirà
in modo molto
determinante della reazione
che mercati azionari
americani ragionevolmente avranno
a seguito di un
possibile aumento dei
tassi di interesse
sul fronte del dollaro
USA.
In questo quadro riteniamo quindi opportuno rivedere le nostre posizioni attualmente investite che, seguendo le indicazioni date vedono l'attuale posizione di opzioni PUT sul fronte del mercato europeo o italiano e il possesso di ETF su indice Nasdaq 100.
___________________________
B)
Posizioni investimenti.

Figura
12) Situazione ETF Nasdaq 100 espresso in Euro
Figura 13) Indice Nasdaq 100
Le posizioni investite sull'indice
Nasdaq 100 sono
state da noi
sistematicamente monitorare nel tempo
prevalentemente con la
rappresentazione grafica dell’indice
stesso come visibile
in figura 13
il quale riconosce
la presenza delle
evolvente parabolica inferiore
di supporto molto
regolare. Abbiamo
anche detto in
passato che si
potevano accettare i
livelli correttivi fin
verso il livello
di 1620 punti
senza con questo
dover chiudere precipitosamente
le posizioni.
L'effetto
combinato dell’andamento dell'indice
Nasdaq 100 e
del rapporto di
cambio
tra
dollaro ed euro
conferisce una posizione
piuttosto chiara al
nostro strumento finanziario,
ETF Nasdaq 100 espresso in Euro in figura
12 il quale
si mantiene ben
supportato dalla evolvente
parabolica superiore e
quindi dalla lettura
congiunta per dell’andamento
dell'indice originario
espresso in dollari
e anche dall’andamento dello
strumento finanziario realmente
acquistato, espresso
in euro riceviamo
delle indicazioni di
tenuta di questa
di questo investimento
e conseguentemente non
riceviamo al momento attuale
alcuna indicazione che
possa portarci alla
loro suo disinvestimento.
Potremo pensare ad un disinvestimento
da questo strumento
finanziario proprio alla
perdita del livello
per di 1620
punti dell'indice
Nasdaq 100 o
anche in presenza
di un andamento
particolarmente sfavorevole rapporto
di cambio tra
euro e dollaro tale
da comunque comportare
una perdita da
parte dello strumento espresso
in euro delle
evolvente parabolica di
supporto di figura
12.

Figura
14) Indice Eurostoxx 50
Figura
15) Indice Nikkei
Sul fronte degli altri
due investimenti che
ha abbiamo chiuso,
investimenti su ETF del
mercato europeo rappresentate
dall'indice eurostoxx
e da parte della
indice nikkei,
la situazione è
meno chiara.
Particolarmente offuscata,
così dobbiamo dire,
è la situazione
dell’indice eurostoxx 50
il quale continua
a manifestare una
tendenza alla crescita
all'interno del
canale parabolico di
figura 14 e
letta a sé
stante questa situazione
ci indurrebbe a
ritornare con investimenti su
questo strumento finanziario.
Le osservazioni di comportamento
ciclico che costituiscono
il tema dominante
di queste settimane
ci portano viceversa
al mantenimento di
una
situazione di prudenza
e di attesa di
segnali netti di
uscita da questa
situazione di incertezza
prima di ritornare
con nuovi investimenti.
Segnali sostanzialmente simili emergono
anche dal mercato
azionario giapponese il
quale sta oscillando
con una certa
regolarità sempre tuttavia
all'interno di
questa zona di
consolidamento ben visibile
in figura 15
e, come detto
in passato,
per poter ritornare
in acquisto sul
mercato giapponese attendiamo
un deciso superamento
di questa zona
di consolidamento e
più ancora un
deciso superamento da
parte dell'indice Topix
del suo livello
di resistenza in
zona 1700 punti.

Figura
16) Indice SMI
Figura 17) Indice SMI
Un
altro mercato che
si presenta interessante
e che potrebbe
favorire investimenti è il
mercato svizzero il
cui indice Smi
rimane bene inserito
all'interno del
canale parabolico di
figura 16 anche
se, la situazione
si presenta meno strutturalmente
rialzista se letta con
un leggero riposizionamento
della sua evolvente
parabolica come riportato in figura 17.
In
ogni caso si
ritiene che il mercato
svizzero possa essere
certamente un mercato
interessante non solo
nell'offrire la
possibilità di investimenti
sullo stesso quanto
piuttosto in termini
di indicazioni di
una ragionevole interruzione
del movimento rialzista
che vede interessati
tutti mercati azionari
in presenza di
un significativo fuoriuscita
da chi canali
parabolici indicati in
figura 16 e 17. Riteniamo
quindi necessario osservare
il mercato svizzero
più con questa
ottica di mercato
capace di segnalare
movimenti correttivi che
non come mercato
di ulteriori investimenti.
In conclusione di questa parte sì può quindi dire che vediamo corretto il mantenere l'investimento sull’ETF dell'indice Nasdaq 100 così come vediamo ancora inopportuno il momento attuale per investire sul mercato azionario giapponese. Quanto al mercato azionario europeo pur in presenza di un continua crescita del suo indice eurostoxx si ritiene che gli spazi di crescita possano essersi conclusi.
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