A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 16 del giorno 7 Maggio 2005
1)
Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari della
settimana di consuntivo.
La
scorsa settimana nel TK’s Sentiment Outlook numero 15 giungevamo alle
seguenti conclusioni “Il quadro
generale dei mercati azionari internazionali conferma l’indicazione
correttiva fornita la settimana scorsa che vedeva spazi di assestamento di un
4-5% nello spazio di un uno-due mesi. Sebbene una azione di carattere tecnico
sul mercato americano nel pomeriggio di venerdì possa creare un momento di
incertezza sul mercati nella settimana entrante, nondimeno riteniamo che il
sentiment di fondo è e permanga negativo e volto alle esaurimento di questa
azione correttiva che dei livelli attuali dista circa un 3%.
Al
fine di assicurare una seconda parte del 2005 molto positiva, del tipo di
quella osservata nel 2004 e tale da confermare la visione molto positiva per
il 2006 e che abbiamo espresso sul TK’s Sentiment Outlook annuale di inizio
anno e mai abbandonato, si vorrebbe assistere all’esaurimento di questa onda
correttiva con moderazione e in tempi piuttosto lunghi e quindi tale da
completare la correzione nel mese di luglio.
Il
profilarsi di questa situazione sarebbe da interpretare come l'emergere della
percezione diffusa da parte di operatori che il mercato presenta prezzi
interessanti e poca turbolenza, condizioni ottimali per poter investire
confidando su un secondo semestre molto positivo; l'eventuale proseguimento
della azione correttiva con forte velocità produrrebbe viceversa uno shock
che meriterebbe una interpretazione diversa e che ci riserveremo semmai di
fare al presentarsi di questa realtà.
Riteniamo
quindi che a piuttosto articolata
meno di un inatteso superamento del livello di 1170
punti da parte dell'indice SP 500 si debba mantenere la visione fin qui
descritta volta al proseguimento di questa azione correttiva il manifestarsi
di questo superamento da parte dell'indice SP 500 sarebbe certamente un
elemento segnalatore molto importante ma comunque da leggersi in misura da indurci
ad un supplemento di analisi del quadro generale (-L)
e non da interpretarsi come superamento di un trigger level al manifestarsi
del quale si debbano riaprire le posizioni sul mercato recentemente chiuso.
Per contro un eventuale indebolimento del mercato americano con perdita del livello di 10.000 punti da parte dell'indice Dow Jones e i 1130 da parte dello SP 500 accelererebbe questo quadro ribassista col rischio di creare quella forte flessione inopportuna per il mercato in quanto comporterebbe uno shock a quel movimento di graduale indebolimento che vorremmo per le prossime settimane.”
_________________________
Ci
troviamo a commentare una situazione dei mercati azionari piuttosto articolata
e che non si presta ad una lettura unidirezionale. Ci troviamo infatti in
presenza di un sensibile rialzo realizzatosi in settimana su quasi tutti i
mercati compreso tra un 2 un 3% e certamente questo fatto non rientrava nel
quadro di previsione che formulavamo le settimane scorse che era orientato al
ribasso.
Per
il vero abbiamo sempre detto che il quadro negativo poteva mutare al
superamento del livello critico di 1170 punti da parte dell'indice SP 500 e
nel corso della settimana abbiamo assistito superamento di questo livello. L'avvenuto superamento di questo livello
critico non è tuttavia allo stato delle cose ancora da leggersi come avvio di
un nuovo movimento molto positivo per via della presenza di alcuni elementi di
resistenza come andremo ora ad esplorare.

Tabella
1) Variazione Indici nella ultima settimana per mercati di area Euro
A
tratto generale vediamo tuttavia come nel corso della settimana a fronte di un
rialzo medio dell'ordine dello 1,2 - 1,5% del mercato azionario italiano tutti
gli altri mercati azionari da noi presi in esame hanno messo a segno rialzi
dell'ordine prossimo al 3% ad eccezione del mercato azionario americano che ha
comunque segnato progressi in linea con quelli del mercato azionario italiano.

Tabella
2) Variazione Indici nella ultima settimana per mercati esterni alla area Euro
con effetto cambio.
Le
dinamiche dei rapporti di cambio sono state piuttosto poco influenti, e non
tali comunque da mutare in modo radicale per noi di area Euro l'andamento
medio complessivo delle performance dei vari mercati azionari esteri soggetti
al rischio di cambio della valuta di origine rispetto all’Euro.
Si
tratta ora di per verificare se quanto espresso nella seguente affermazione
trova ancora validità o non piuttosto sia da considerarsi superato dai fatti
registrati nella settimana: “Proprio
per via di un una flessione così rilevante registrata dal mercato azionario
americano non possiamo non nutrire i primi dubbi sulla sostenibilità generale
degli altri mercati azionari e infatti, fin dalla settimana scorsa avevamo
anticipato l'ipotesi di una flessione del 4-5%
da compiersi possibilmente in uno-due mesi e
in ragione di questa attesa non abbiamo esitato a liquidare ogni posizione sui
mercati azionari.”
Rivediamo
ora la situazione generale dei mercati azionari ricorrendo ancora ai tre
elementi di valutazione principali già visti la settimana scorsa e che
partono dalle esame della situazione del mercato azionario americano.
A) Mercato
Americano

Figura
A) Indice SP 400 ultime 5 sessioni
Il
mercato azionario americano nel corso della settimana di consuntivo è stato
interessato sostanzialmente da 4 fatti particolarmente importanti:
1)
Nel giorno di Martedì 3 Maggio la FED ha innalzato il costo del denaro
di uni 0,25% ed ha annunciato il mantenimento di una politica monetaria
accomodante volta ad ulteriori possibili e moderati rialzi dei tassi di
interesse in futuro. Come possiamo trovare un riscontro grafico dalla figura
“A”, questo comportamento della FED, evidentemente molto previsto, non ha
esercitato alcun effetto negativo sul mercato azionario americano.
2) Nel giorno di Mercoledì 4 Maggio si assiste ad una poderosa crescita di ben il 18% del titolo General Motors per via di notizie riguardanti uno possibile acquisto del 5% del capitale da parte di un finanziere americano. In settimana abbiamo commentato con un certo distacco questa notizia affermando come di essa, tutto sommato di poco conto, si poteva fare un uso strumentale da parte di gestori di Hedge Funds per portare il mercato americano a superare particolari livelli critici primo tra i quali il livello di 1170 punti dell'indice SP 500.
3)
Il giorno successivo importanti agenzie di rating internazionale hanno
declassato il merito di credito di importanti case automobilistiche quali
General Motors con l'effetto che il titolo General Motors cede sul mercato
oltre il 6% e i mercati azionari americani chiudono con leggere perdite.
4)
Nella sessione di Venerdì infine sono diffusi i livelli occupazionali
americani di aprile che, è notoriamente un dato molto importante che esercita
un effetto significativo sull'andamento dei mercati azionari, ma la conferma
della situazione occupazionale invariata ha lasciato del tutto invariate le
chiusure dei mercati azionari americani rispetto al giorno precedente.
L’effetto
complessivo di questi principali macroeventi registrati nel corso della
settimana sul mercato azionario americano ha comportato crescite comprese tra
l'1,2 e l'1,5% degli indici maggiori del mercato americano e qualcosa in più
da parte dell'indice Nasdaq ma soprattutto ha esercitato un effetto di forte
trascinamento al rialzo sui mercati azionari Europei.
In
termini diversi l'elemento più importante che questo insieme di concause ha
trasferito sui mercati azionari è l'avvenuto superamento del livello critico
dell'indice SP 500 posto a 1170 punti e proprio su questo fronte dobbiamo
estendere le nostre riflessioni in quanto abbiamo sempre detto che “..un eventuali proseguimento di questo
movimento positivo in misura tale da portare l'indice
SP 500 a superare il livello di guardia di 1170 punti potrebbe modificare il
quadro che andiamo esaminando e
che prendiamo a guida nelle nostre valutazioni.”

Figura
B) Indice SP 500
Figura C) Indice SP 500

Figura
D) Indice FT 100
Figura
E) Indice Russell 2000
Se da un lato la lettura della struttura grafica dell'indice SP 500 è
certamente molto significativa, in quanto vede l'indice fuoriuscito da livelli
di resistenza molto importanti riconosciuti in passato, per poter ora dare una
connotazione più completa al movimento della settimana dobbiamo abbandonare
l'esame del solo indice SP 500 ed allargare l’analisi a tutto il mercato “nord
atlantico” che vede congiuntamente con il mercato azionario americano anche il
mercato azionario inglese.
A questo riguardo vediamo infatti in figura
“D” come l’indice FT 100 nel corso della settimana abbia riconosciuto
con estremo rigore il livello di ritracciamento di Fibonacci corrispondente al
38,2% in tutta l'ampia onda di crescita registrata nel secondo semestre
dell'anno scorso e certamente questo dato di fatto è una componente molto
importante che ci permette di meglio comprendere la dinamica complessiva del
mercato nord atlantico.
Quanto all'indice
SP 500 nel dettaglio, la lettura congiunta della figura “A”
e della figura “B” fa meglio comprendere la dinamica della settimana
in relazione anche alle motivazioni che abbiamo sopra descritto. Vediamo
infatti come al superamento del livello di 1170 punti si sia registrata quella
forte crescita a metà settimana a cui sono seguiti due giorni di sostanziale
movimento laterale con una sottile tendenza all'indebolimento.
Con questo vogliamo quindi
dire che il segnale dato dall'indice SP 500 al superamento del livello di 1165
–1170 punti era molto atteso da parte dei mercati e proprio a seguito del
quale si è registrato un forte strappo di mercoledì ma poi nel resto della
settimana i convincimenti sulla possibilità di proseguimento di una forte
crescita del mercato azionario americano sono leggermente rientrati.
Una prima ragione sul rientro di questa attesa
di forte crescita dei mercati emerge intanto dal posizionamento dell'indice
Russell 2000 che ancora non ha superato al rialzo la Evolvente Parabolica
superiore che ponevamo come secondo elemento da superare per poter ritenere
avviato un movimento importante sul mercato azionario americano.
Dicevamo infatti la scorsa settimana: “Dalla lettura congiunta
dell'indice Russell 2000 e dell'indice SP 500 abbiamo una
doppia segnalazione che ci porta
ritenere a confidare sul proseguimento della azione correttiva sul mercato
azionario americano fino a che non si assisterà congiuntamente al superamento
del livello di 1170 punti da parte dell'indice SP 500 e al contestuale
superamento delle Evolvente Parabolica di resistenza da parte dell'indice
Russell 2000.”
Segnali che vanno
nella stessa direzione, di interpretazione con cautela dei movimenti della
settimana, sono anche visibili nelle figure seguenti in relazione alla
possibile formazione di un Pull Back sulle trend line di supporto avviatisi
dal 2003 ad oggi da parte dell'indice NYSE di figura “F” e su livelli
solamente leggermente superiori a quelli attuali anche da parte dell'indice
Russell 2000.

Figura F) Indice NYSE
Figura
G) Indice Russell 2000

Figura
H) Indice Dow Jones
Figura I) Indice NYSE
Altri
segnali che ci devono indurre alla prudenza nel ritenere avviato un movimento
positivo scaturisce dall'esame dell'indice Dow Jones di figura “H” e
dall'indice NYSE di figura “I” i quali sono alle prese entrambi con chiari
segnali di resistenza ben indicati in figura.
Dobbiamo
anzi dire che qualora avessimo impostato il punto focale della nostra analisi
del mercato americano dall'indice SP 500 all'indice Dow Jones o all'indice
NYSE 3000 ci troveremmo a dover fare i conti con dei livelli di importante
resistenza attuale e non piuttosto ad aver già superato, come si leggerebbe
sull'indice SP 500, altrettanto importanti livelli di resistenza e tali da
liberare energie per possibili forti crescite.

Figura
L) Indice MIB 30
In
questo contesto il mercato azionario italiano rappresentato dall'indice Mib 30
si trova ancora a verificare la resistenza indicata in figura e quindi in una
situazione di indecisione tra gli effetti derivanti dalla presenza di questa
resistenza e la tendenza di riempire il Gap lasciato libero nella flessione di
15 giorni fa.
Prendiamone atto ma non siamo in condizioni di poter attribuire a questi segnali una particolare valenza in quanto il mercato azionario italiano altro non può fare che, come al solito, seguire il trend generalizzato degli altri mercati azionari internazionali.
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