TK's Sentiment Outlook  - Numero 03 del 5 /02/ 2005 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero  03  del giorno 5 Febbraio  2005 


1)  Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari della settimana di consuntivo. 

La scorsa settimana nel TK’s Sentiment Outlook numero 2 giungevamo alle seguenti Conclusioni: “Allo stato delle cose diamo una interpretazione positiva al movimento correttivo che si è prodotto sul mercato americano nel mese di Gennaio e che viene visto da noi come una azione di profit taking a seguito di una importante crescita che il mercato americano, ma dovremmo dire tutti mercati, hanno messo a segno da Agosto a fine anno. Per il vero avremmo voluto assistere ad una flessione del genere anche sul mercato italiano ma operazioni societarie in corso hanno contribuito al mantenimento di quotazioni su livelli decisamente molto alti. 

L’azione correttiva che si è manifestata sul mercato americano trae origine anche da considerazioni di stretta analisi tecnica che ha visto i livelli di fine anno sia dell'indice MSCI in dollari che in quello di valuta di origine sul livelli tecnici molto importanti dovuti a livelli di ritracciamento e di impulsione su importanti Onde di Riferimento. 

La lettura del comportamento del mercato americano in settimana, ma più ancora per tutto il mese di Gennaio, fa ritenere giunta conclusione questa onda correttiva e quindi dobbiamo avere una attesa positiva sulla evoluzione dei mercati azionari nel corso della settimana entrante, e proprio una partenza positiva del mercato americano nella settimana prossima sarebbe da noi letta come un importante tassello che contribuisce al perseguimento del quadro particolarmente virtuoso che abbiamo tratteggiato sul TK’s Sentiment Outlook speciale 2005. 

Vogliamo cioè dire che una azione positiva sul mercato americano nella settimana entrante verrebbe letta, spero non sono da parte nostra, come effettuazione di un Pull Back molto positivo e capace di imprimere una forza di crescita ai mercati che possiamo stimare destinata a durare orientativamente fino alle scadenze tecniche di Marzo. 40 giorni di crescite sarebbero certamente un elemento molto utile nel favorire il quadro prospettico destinato a vedere un raddoppio delle quotazioni nello spazio di 24 mesi. 

Dobbiamo tuttavia osservare che nel corso della settimana entrante, in presenza di questo scenario particolarmente positivo a livello internazionale, ci attendiamo una crescita del mercato italiano inferiore a quelle di altri mercati e segnatamente di quello tedesco e francese. Lo diciamo in termini di orientamenti gestionali specie in previsione di una entrata con nuove posizioni liquide su ETF in caso di avvio di questo movimento ma in ogni caso anche per il mercato azionario italiano abbiamo una prospettiva di crescita dell'ordine anche superiore ad un 1% in linea con le attese medie dei mercati poste tra un 1% e un 1,5% per la settimana entrante.”

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Nel corso della settimana di consuntivo i mercati azionari hanno messo a segno reazioni decisamente più un elevate di quanto ci attendevamo ma in ogni caso è da leggere positivamente questo comportamento che forza a tutto l'impianto previsionale presentato nel TK Sentimenti Outlook speciale 2005. Sotto un certo punto di vista avremmo preferito una crescita più moderata, in quanto avverrebbe reso meno probabile una azione correttiva nel corso della settimana entrante, ma in ogni caso il comportamento vissuto in settimana è da leggersi come un forte segnale di volontà di crescita dei mercati e questo conferma la correttezza delle posizioni aperte su ETF e l'opportunità, come vedremo più avanti, di valutare l'apertura di nuove operazioni anche su mercati non di area Euro.

Tabella 1) Variazione Indici nella ultima settimana per mercati di area Euro 

Sul fronte dei mercati di area Euro dobbiamo leggere positivamente l'ottima crescita del mercato tedesco che, nella (sola) settimana qui in esame, conferma quell’attesa di una maggiore prestazione che abbiamo riposto su questo mercato rispetto altri mercati Europei. Osserviamo inoltre in tabella, la consueta migliore prestazione dei il titoli del comparto finanziario i quali, per via dell’effetto leva che li caratterizza, si comportano come con una sorta di titoli con parametro beta molto elevato sia nelle fasi negative ma anche in queste fasi positive.

Tabella 2) Variazione Indici nella ultima settimana per mercati esterni alla area Euro con effetto cambio. 

Comportamenti interessanti li leggiamo anche sui mercati americani caratterizzati in settimana da una crescita dell'ordine di un 2,7% per gli indici maggiori e questa crescita è una sorta di attestazione di buona accoglienza da parte dei mercati azionari del sesto rialzo dei tassi di interesse sui Fed Funds operato da parte di Greenspan. Segnali interessanti li leggiamo anche sulla crescita del mercato inglese e di quello svizzero mentre invece il mercato azionario giapponese continua a non fornire alcun segno di interesse. 

Figura A) Figura Indice MSCI in Dollari                   Figura B) Indice Dow Jones settimanale 

Figura C) Indice MIB 30 

Con la crescita registrata in settimana vediamo uninteressante ed attesa conferma dell’andamento positivo dell'insieme dei mercati azionari internazionali il cui indice MSCI espresso in dollari continua a crescere in termini di effetto riveniente dalla conformazione a bandiera disegnata in figura A e come tale destinato al raggiungimento di obiettivi rialzisti molto ambiziosi che andremo via via ad esplorare al superamento del livello superiore di ritracciamento indicato in figura. Un contributo certamente importante a questa visione positiva dell'insieme dei mercati proviene dall'comportamento dell'indice Dow Jones di figura B il quale ha manifestato quella reazione sulla Evolvente Parabolica di supporto che rientrava tra le forti aspettative che avevamo per la settimana di consuntivo. 

Il buon comportamento del mercato americano ha esercitato un effetto di traino su tutti gli altri mercati azionari ivi compreso quello italiano portando il nostro indice Mib 30 a superare i livelli di resistenza formatisi nel mese di gennaio in zona 31.350 (del Future) ed ora il nostro indice ha spazio libero per puntare ad uno obiettivo ambizioso, ma non per questo non nuovo, che non da ora collochiamo in zona 33.000 punti e quindi un qualcosa in più di un 3% dai livelli attuali.

Figura D) Indice NYSE 3000                                 Figura E) Indice NYSE 3000 

L'obiettivo che individuiamo sul mercato italiano, così come quelli che possiamo cercare di individuare su altri mercati europei, è tuttavia fortemente dipendente dal comportamento del mercato azionario americano il quale si presenta orientato ad un movimento in crescita dello stesso ordine di grandezza percentuale di quello italiano. Vediamo infatti in figura D e E come l'indice NYSE 3000, indicante appunto i più importanti 3000 titoli del mercato azionario americano tenda a riproiettare al rialzo l'onda di assestamento prodottasi nel corso della 2004 con un obiettivo posto a circa un 3% sopra i livelli attuali. 

Figura F) Indice FT 100                                      Figura G) Indice FT 100 

Movimenti positivi, sebbene altrettanto importanti, li attendiamo anche sul fronte del mercato azionario inglese il cui indice Footsie, come si può ben vedere in figura F già ha riproiettato al rialzo l’ampiezza della fase correttiva prodottasi nel corso del 2004 ed ora può puntare al raggiungimento del livello di resistenza individuabile in zona 5000 punti decisamente importante per via del ritracciamento del 50% dell’onda 2000 –2002 e della formazione di una forte resistenza statica visibile in figura G. 

In questo caso uno spazio atteso di rialzo è limitato poco più di un 1 – 1,5% ma certamente anche questa situazione del mercato inglese, per via dell’importante ruolo da esso ricoperto nella formazione del mercato nord atlantico, contribuisce a favorire una attesa positiva sulla evoluzione dei mercati azionari nel corso della settimana entrante e, per meglio dire, delle settimane entranti. 

Si tratta ora di stabilire l'obiettivo di estensione delle prossime due - tre settimane che può oscillare tra un 1,5% e un 3%; memorizziamo questa riflessione e spostiamoci su un altro tema particolarmente importante. Questo tema verte sulla possibilità di un investimento su mercati diversi dall'indice delle blue chip Europee sulle quali siamo attualmente investiti per il 25% del patrimonio complessivo destinato ad investimenti azionari o di un più semplice suo incremento percentuale. 

Figura H) Controvalore in Euro di ETF in Dollari su SP 500 

Da quanto possiamo leggere in figura H indicante la valorizzazione in Euro di un investimento su ETF applicato all'indice SP 500, abbiamo un segnale molto positivo dovuto da un lato al perfetto riconoscimento della Evolvente Parabolica di supporto e dall'altro dall'avvenuta violazione al rialzo della trend line indicata. 

Certamente la lettura a stante di questo indice ci porterebbe ad aprire posizioni al rialzo sui ETF a valere sull'indice SP 500 ed anche l'attesa di evoluzione positiva del mercato azionario americano contribuisce a questa decisione. Si tratta ora di riflettere sulla situazione tecnica del rapporto di cambio tra Euro e Dollaro per verificare se anche su questo fronte sussistano elementi che facciano deporre in questo termine oppure no.  

Su questo tema ci troviamo in presenza di un orientamento negativo di lungo periodo del Dollaro verso l’Euro a fronte del quale si possono viceversa ravvisare elementi positivi di breve periodo in termini di potenziale ulteriore leggero rafforzamento del Dollaro in base al quale si può pensare ad una apertura di posizioni su ETF ancorati allo SP 500 e aperte al rischio di cambio. Cerchiamo qui di valutare a fondo la situazione che si presenta per poi essere pronti nel corso della settimana a dare il via libera all’investimento al presentarsi di adeguati segnali.

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Una riflessione dalla quale riteniamo utile partire proviene dalla lettura sul Corriere della Sera di Sabato 5 Febbraio di un Documento di tale Stephen S. Roach Capo economista alla Morgan Stanley il quale all'interno di un articolo dal titolo 2005, l'America processa Mago Greenspan fa delle affermazioni meritevoli di riflessione. Segnaliamo il link all’articolo in questione al seguente indirizzo: http://www.corriere.it/Primo_Piano/Documento/2005/02-Febbraio/05/index.shtml 

Dal nostro punto di vista all'articolo non è particolarmente positivo nei confronti del presidente Greenspan e anche il tono di fondo non è stato da noi particolarmente gradito. (mi sembra che la autore abbia voluto fare un qualcosa di simile, seppure di opposto della famosa Orazione Funebre di Antonio nel Giulio Cesare di Shakespeare (http://libri.freenfo.net/3/3055180.html a circa metà pagina: SCENA SECONDA - Roma. Il Foro) con la differenza che mentre Giulio Cesare era originariamente visto come un tiranno per poi essere percepito dalla folla dopo l’orazione di Antonio come un nobilissimo, Greenspan sia trattato nell’articolo in un modo grossolanamente opposto).  

Sono dapprima celebrate le virtù dell’operato di Greenspan per poi giungere alla conclusione del tipo, vabbè, ha fatto questo e quell’altro però dobbiamo dire che etc etc…….Insomma un modo piuttosto stucchevole di presentare l’operato di 17 anni di Greenspan alla guida della FED ma queste sono impressioni personali. 

Tra le varie argomentazioni più o meno condivisibili proposte nel testo, (e poco condivisibile è la seguente conclusione: “La presidenza di Greenspan non sarà facilmente eguagliata da chi lo sostituirà. , e fin qui siamo d’accordo. Tuttavia il suo successo è stato anche una coincidenza storica, non solo il riflesso dell’influenza di una persona e qui siamo meno d’accordo.”) non possiamo non riflettere su quanto detto riguardo della situazione valutaria nei termini che seguono: 

·         Greenspan sostiene il Dollaro forte. (Cesare è un tiranno) Non per forza. Fino a poco tempo fa il Dollaro è stato quasi sempre stabile durante i 17 anni di incarico di Greenspan, un risultato degno di nota per qualsiasi banchiere centrale. Ma il passato del Dollaro non è una garanzia per il suo futuro. Gli squilibri mondiali possono essere corretti con un Dollaro meno costoso. Un Dollaro più debole significa anche tassi d’interesse più alti che a loro volta freneranno la spesa dei consumatori permettendo la ricostruzione di investimenti basati sul risparmio nazionale. Al contrario, altre monete si rafforzeranno, costringendo le economie asiatiche ed Europee, basate sull’esportazione, ad adottare delle riforme necessarie da tempo, compresi l’abbassamento delle tariffe e un mercato del lavoro più flessibile. Oggigiorno, anche Greenspan ammette che il mondo ha bisogno di un Dollaro più debole (Cesare è nobilissimo). Questo è il verdetto per gli Stati Uniti dettato dal deficit già esagerato, e comunque in aumento.  

·         La speranza è che per il Dollaro ci sia una caduta con atterraggio morbido, un calo al rallentatore nell’arco di anni. Ma alla luce del terribile deficit delle partite correnti, il rischio di una caduta clamorosa e dolorosa è molto reale. Più il deficit delle partite correnti cresce, più diventa probabile un aggiustamento improvviso. La caduta del Dollaro potrebbe essere un incidente che capita prima o poi, ma un rapido declino comporterebbe danni collaterali alle quotazioni di borsa, ai titoli di stato e alla stabilità dei prezzi. Greenspan lascerà l’economia statunitense in buone condizioni per il futuro. 

Cesare e Shakespeare a parte, mi pare di leggere da queste parole che lo scenario da noi definito come “Scenario a Rolling Stones sia assolutamente sempre possibile e condiviso e della cosa dobbiamo certamente tenerne conto nella formulazione di una strategia di Asset Allocation specie con riferimento a possibili investimenti sul Dollaro. 

Figura I) Cambio Dollaro - Euro 

Riservandoci di rivedere più avanti la situazione e soprattutto assistere alla sua evoluzione nel corso della settimane entrante, in figura I abbiamo tuttavia una precisa e sintetica indicazione della situazione attuale del Dollaro che vede l'avvenuto raggiungimento di un importante livello di supporto in zona 1.28 - 1.29 Dollari per Euro corrispondente ai massimi formatisi nella primavera del 2004 laddove era, ed è, ragionevole attendersi un arresto della fase di rafforzamento del Dollaro. 

Tenendo quindi conto di una situazione di possibile arresto del rafforzamento del Dollaro su questo livelli e di uno scenario, per quanto evidente da noi condiviso, ampiamente ben illustrato sia da Greenspan sia dal capo economista della Morgan Stanley, l'investire su Asset denominati in dollari onde confidare su un ulteriore rafforzamento di questa divisa è certamente cosa di difficile proposizione.  

Nondimeno se le attese di crescita dei mercati azionari internazionali dovessero confermarsi così potenti per i prossimi mesi, è altrettanto difficile rimanere del tutto non investiti sul mercato azionario americano.

Se è difficile dare indicazioni operative in termini di investimenti su ETF che possono sempre essere considerati investimenti di breve periodo, in questa situazione è certamente molto più difficile dare indicazioni in termini di mantenimento o no di investimenti su fondi azionari denominati in dollari per i quali vi è una considerevole probabilità che i livelli attuali siano da considerarsi come livelli ottimali di uscita a favore di un loro riposizionamento su mercati Europei che presentano analoghe probabilità di crescita in assenza da rischi di cambio. 

Avendo quindi ben individuato questo carattere di fondo della situazione generale dei mercati azionari che vede da un lato una tendenza positiva per i mercati e dall'altro un possibile nuovo e indebolimento del Dollaro, procediamo nella consueta analisi presentando le consuete figure dedicando loro le unicamente considerazioni minimali che si rendono necessari.

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