Parte D)
Prospettive del Mercato Valutario nel corso del 2004
Premessa
D/1)
Debolezza del Dollaro ed economia americana
D/2)
Timore di un “Effetto a Rolling Stones”
D/3)
Ordinata evoluzione dei cambi su strategie di Asset Allocation
D/4)
Approccio adottato nella previsione delle dinamiche valutarie -
criterio
di compatibilità reciproche.
D/5)
Comportamento ciclico del mercato valutario e Conclusioni
D/6)
Quadro d’insieme di alcuni Cross Rates
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Premessa
Le
conclusioni alle quali si giungeva nella precedente Parte C in merito alla
tematica valutaria non sono certo molto incoraggianti per coloro che si
propongono di fare una ragionato Asset Allocation su base internazionale. La
assoluta assenza di ogni correlazione significativa tra mercati azionari e
mercati valutari, ma più ancora tra mercati valutari e ogni altro aggregato
macroeconomico non rende di fatto certamente agevole questo tipo di operativa.
Riprendendo
una riflessione ampiamente svolta nella precedente sezione si vuole comunque
sottolineare il fatto che l'aspetto che rende difficile questo aspetto
gestionale non è tanto la scarsa congruenza anno dopo anno del procedere in
parallelo, o anche su trend opposti, di talune grandezze prese in
considerazione; ciò che rende difficile questo lavoro è assistere ad una
subitanea e assoluta inversione del trend relativo tra due grandezze rispetto
quello che si era visto in passato.
Da
andamenti coerenti di due diversi fenomeni presi in esame si passa con facilità
di punto in bianco ad andamenti divergenti e da andamenti divergenti si passa
con la stessa facilità ad andamenti nuovamente convergenti con evidente
impossibilità di individuare leggi comportamentali costanti nel tempo che
possano essere prese a base nella formulazione di previsioni di medio periodo.

Figura
1) Discontinuità tra valore assoluto del Dollaro e Indice SP 500
A
titolo di esempio vediamo in figura 1 come l'andamento dell’indice assoluto
del Dollaro e borsa americana rappresentata dall’indice SP 500 sia stato
coerente dal 1994 al 2002, sia nelle fasi di crescita sia nelle fasi di
flessione, per poi invertire completamente questa relazione negli ultimi due
anni.
Sulla
base di un queste constatazioni, e più ancora delle insussistenti relazioni tra
indice assoluto del Dollaro e volumi di import ed export della bilancia
commerciale americana, diventa quindi non solo difficile ma assai pericoloso
cercare di farsi delle opinioni su andamenti di medio periodo delle grandezze
valutarie in funzione delle quali mettere in atto adeguate strutture di Asset
Allocation.
Dal
nostro punto di vista è certamente preferibile cercare di individuare
l'insorgere di trend di breve periodo sia sui mercati azionari sia su mercati
valutari e nel caso in cui i due trend siano tra entrambi positivi favorevoli,
accettare il rischio di investire su questi mercati stranieri.
Vogliamo
cioè dire che ancora una volta il ricorso al monitoraggio stretto
dell'andamento dei mercati valutari, in parallelo all'analogo monitoraggio
stretto degli mercati azionari, può permettere una operativa piuttosto
profittevole in quanto lo stretto controllo sulle dinamiche dei mercati sui
quali abbiamo posizioni aperte di ETF permette di uscire dagli stessi al
presentarsi dei primi segnali di nuovi trend sfavorevoli.
Ritorniamo
in sostanza a parlare dei tre concetti che via via vanno acquisendo sempre
maggiore spessore nel nostro approccio dalla corretta operativa sui mercati
finanziari e tale da dare ritorni mediamente positivi nel tempo; lo abbiamo già
fatto e continueremo a farlo ma repetita juvant.
Il
nostro approccio si basa su una ragionata allocazione dei fondi destinati al
mercato azionario su una serie di ETF collegati a diversi indici di mercati
azionari internazionali e questa allocazione deve essere definita sulla base di
una attenta individuazione di trend favorevoli sia per il mercato azionario sia
per il mercato valutario della divisa del mercato verso l’Euro.
In
questo modo si può entrare con facilità su diversi mercati per via della
praticità di uso e della economicità degli ETF e al contempo uscire agli
stessi non appena il monitoraggio dei mercati azionari e valutari condotto con i
comuni metodi di analisi tecnica segnala che il trend del mercato azionario o
quello del mercato valutario in atto sono da ritenersi interrotti.
Semplice, tutto qui, andiamo avanti.

Figure
2) Rapporto di cambio Dollaro/Euro.
Il
comportamento del rapporto di cambio Dollaro / Euro nella settimana a cavallo di
fine anno, illustrato in figura 2 ci permette di meglio comprendere questo
atteggiamento che intendiamo seguire e di chiarire a coloro che ci leggono come
comportarci nella allocazione di fondi su base internazionale; altro
non abbiamo da fare che seguire uno dei principi cardine della analisi tecnica
secondo il quale un trend è da considerarsi in essere sino a che non
sopraggiungono elementi nuovi tali da invalidarlo
e questo principio è valido e deve essere rispettato sia per il mercato
azionario sia per il mercato valutario dell’ETF oggetto di investimento.
Nel
caso del rapporto di cambio tra Dollaro ed Euro illustrato in figura 2 il fatto
nuovo
intervenuto è stata la netta violazione della Evolvente Parabolica di supporto
indicata in figura e certamente in quella circostanza sì è reso necessario
prendere atto di questo fatto
nuovo
che ha iniziato ad interessare il mercato valutario in generale e non solo il
cambio Dollaro - Euro.
Con
questa riflessione introduttiva vogliamo cioè ribadire il nostro orientamento
in base al quale l'operare su mercati esteri è da noi visto come una opportunità
e non come un percorso rischioso per via del rischio di cambio ed oggi la
disponibilità di ETF su molti mercati quali ad esempio anche sui mercati
asiatici favorisce questo tipo di operativa, a condizione che si assuma un
atteggiamento operativo volto a dare al mercato valutario lo stesso rilievo che
viene riservato al mercato azionario.
Dobbiamo
cioè profondere gli stessi sforzi che abitualmente dedichiamo nella previsione
di un possibile andamento dei mercati azionari nel prevedere la ragionevole
evoluzione del mercato valutario e intervenire in acquisto o in vendita in
presenza di risposte coerenti e positive che riceviamo da entrambi questi due
mercati. Nulla di particolarmente nuovo per carità ma forse non è tempo perso
quello speso nel cercare di dare una precisa codifica metodologica a questo modo
di operare e il criterio
di verifica di compatibilità di
seguito introdotto meglio chiarirà questo aspetto.
E’
un dato di fatto che la formulazione di una previsione di lungo termine del
mercato valutario, a prescindere dalla capacità dell’analista o del team di
analisti che la fanno, è spesso oggetto di solenni errori per via del fatto che
chi fa una previsione di carattere valutario non è a conoscenza né può essere
a conoscenza di tutti gli elementi che nel corso del tempo potranno modificare
le grandezze che attengono al mercato valutario stesso. Vogliamo cioè dire che
il previsore non può certo stimare con sufficiente livello di accuratezza il
comportamento che può ad esempio adottare un Governo in termini di adeguamento
dei tassi di interesse per correggere disavanzi commerciali.
In
questo quadro al contempo si deve osservare come il mercato valutario si presti
ad alla applicazione della analisi tecnica esattamente come un mercato azionario
e talvolta anche con risultati più precisi. La ragione di una migliore
applicazione della analisi tecnica al mercato valutario rispetto a un mercato
azionario regionale e quindi popolato da un numero elevato ma pur sempre
circoscritto di operatori, quale può essere il mercato azionario italiano, è
dovuto unicamente fatto che sul mercato valutario il numero di operatori è
pressoché infinito e nessuno di essi ha capacità e forza per poter imprimere
trend sui principali Cross Rates.
Oggi
forse George Soros potrebbe in qualche modo condizionare ad esempio l'evoluzione
del mercato valutario del fiorino ungherese, Paese che peraltro gli ha i natali,
ma unicamente per via della contenuta dimensione che caratterizza questo mercato
valutario, dubitiamo invece che il nostro possa in qualche modo condizionare ad
esempio la evoluzione del rapporto di cambio tra Dollaro e Yen o tra Dollaro e
Franco Svizzero.

Figure
3) Rapporto di cambio Dollaro/Euro
Una
prima semplice rappresentazione del buon rispetto di alcuni principi di analisi
tecnica da parte del mercato valutario è visibile in figura 3 che riporta
l'andamento di cambio tra Dollaro ed Euro dal 1996 ad oggi e sul grafico si
osserva la soddisfacente applicazione di due principi molto importanti in tema
di analisi tecnica; altri possono sempre applicarsi.
1)
Il primo principio è la tendenza del mercato valutario a rispettare una
ciclicità sua propria qui individuata, per
via grafico – esperimentale,
in 298 sessioni lavorative, che, sulla base di una media di 21 - 22 sessioni
lavorative al mese può essere indicativamente considerata pari di 14 mesi ed è
interessante osservare come i massimi che via via l’Euro ha segnato sul
Dollaro a partire dal 2000 in avanti si sono prodotti rispettando con
soddisfacente rigore questa ciclicità.
2)
La seconda indicazione altrettanto importante che leggiamo su questo
cross rate è la sua evoluzione ordinata ben iscrivibile all'interno di un
Canale Parabolico tracciato con il ricorso alle 2 e Evolvente Parabolica
indicate in figura.
Unicamente in
base a quanto possiamo leggere da questa grafico sulla base di questi due
semplici principi di analisi tecnica possiamo dire che il movimento di
indebolimento del Dollaro non è al momento da considerarsi terminato e questa
considerazione rimarrà valida sino a che non assisteremo ad una significativa
violazione da parte del cambio della Evolvente Parabolica inferiore.
Per coerenza
con i nostri metodi di analisi dovremo considerare la fase di recupero del
Dollaro avviatasi ad inizio anno 2005 come un mero rimbalzo all'interno di un
movimento di indebolimento del Dollaro destinato a proseguire (ragionevolmente
fino a 1,50 Dollari pere Euro).
Proseguendo
in questa corrente di analisi volta ad individuare comportamenti ciclici dei
mercati valutari e debitamente integrati con altri strumenti di analisi tecnica,
in figura 4 proponiamo l’interpretazione che si può dare con questi strumenti
al rapporto di cambio tra Dollaro e Yen il quale presenta alcune particolarità
interessanti che qui ci limitiamo ad elencare e che saranno riprese più avanti
a mano a mano andremo ad esaminare nel dettaglio specifici cross rate:

Figura
4) Quadro d’insieme del Rapporto di cambio Dollaro/Yen.
Anche
per il rapporto di cambio tra Dollaro e Yen abbiamo trovato piuttosto
interessante la ciclicità fatta di 298 sessione; questo equivale a dire che
questo numero di sessioni è da considerare un numero base dal quale si possono
derivare cicli superiori, applicando un moltiplicatore allo stesso numero, o
inferiore applicando un divisore sempre allo stesso numero. Chiaramente se in
luogo di applicare un ciclo di 298 sessioni applicassimo un ciclo pari alla metà
di questa ampiezza ossia fatto di 149 sessioni, otterremmo una ciclicità ancora
passante esattamente sugli stessi punti che vediamo in figura 4 ai quali si
aggiungono altri che individuano altri minimi e massimi relativi.
1)
Sul grafico del
cambio tra Dollaro e Yen osserviamo anche una buona informazione fornita dalla
apposizione di una Evolvente Parabolica sull'indicatore RSI la quale per così
dire ha raccolto
in maniera ordinata e armonica
tutti i 6 minimi che via via di indicatore RSI ha formato dal '96 ad oggi. Questo ci porta dire che anche sul fronte del
cambio tra Dollaro e Yen la reazione che ha preso atto ad inizio anno 2005 è
allo stato delle cose da leggersi ancora come una conseguenza di questa
situazione di leggero ipervenduto e che si era venuta a creare con la
visitazione da parte dell'indicatore RSI delle sue Evolventi Parabolica di
supporto. Indicazioni ben diverse le leggeremmo in caso di netta violazione
della citata Evolvente Parabolica da parte dell’Indicatore RSI
2)
Esattamente al momento in cui l’indicatore RSI del cambio Dollaro Yen
ha raggiunto la sua Evolvente Parabolica di supporto, il cambio raggiungeva e
riconosceva un minimo precedente prodottosi a settembre del 99 sul quale
rimbalzava. Attualmente il cambio Dollaro Yen si trova inserito all'interno di
una struttura definita da due trend line molto chiare e riportate sul grafico e,
proprio per via della loro estrema chiarezza, potremmo attendersi delle
escursioni piuttosto significative non appena il cambio violerà o l’una o
l’altra di queste due trend line. Diamo molta importanza a quella orizzontale
di supporto che indica una buona barriera contro un ulteriore rafforzamento
dello Yen oltre i 102 Yen per Dollaro o, per essere più corretti, di difesa
dell’indebolimento del Dollaro sotto 102 Yen per Dollaro.
3)
Altri indicatori ancora li possiamo leggere sul quadro generale del
rapporto di cambio Dollaro Yen tipo a esempio le linee rosse orizzontali che
indicano i comuni livelli di ritracciamento di Fibonacci che potranno essere
oggetto di esame in presenza di avvio di un movimento di forte recupero del
Dollaro sullo Yen con un avvicinamento a questi livelli che allora potranno
costituire una resistenza.
Abbiamo voluto
fare questa ampia panoramica sulla applicabilità dei metodi di analisi tecnica
al mercato valutario in quanto siamo profondamente convinti che il miglior modo
che è oggi si ha per potere essere vincenti su un tema di complesso Asset
Allocation su base internazionale, è certamente quello di tentare di
individuare, con metodi di analisi tecnica l'insorgere di trend positivi sia sui
mercati azionari che su mercati valutari e in presenza di trend favorevoli su
entrambi i mercati cercare di inseguirli con la messa in atto di posizioni della
propria liquidità per il tramite E.T.F. Le opportunità che si possono ottenere
in questa arena sono ben diverse da quelle che si possono ottenere operando sul
solo mercato azionario italiano.
E’
ben evidente che viceversa il presenza di una attesa di un trend favorevole sul
fronte del mercato azionario ma di una contestuale attesa sfavorevole sul fronte
del mercato valutario, questo tipo di analisi permette di evitare di entrare su
posizioni che potrebbero non dare i frutti che ci si può attendere soltanto in
base alle aspettative di evoluzione del mercato azionario.
L'esperienza
che abbiamo vissuto da Settembre a Dicembre 2004 proprio sul fronte del mercato
americano, fatto di una crescita di quasi un 8 % del mercato azionario e di una
flessione analoga del mercato valutario, ci deve insegnare che soltanto
l'applicazione di molto rigore e molta discipline su entrambi i mercati può
essere la soluzione vincente in questa nostra operativa.
Vogliamo
dire che sotto un certo profilo il poter operare in questo modo costituisce una
situazione di fatto favorevole rispetto a gestori di fondi azionari i quali sono
viceversa chiamati ad allocare risorse su mercati esteri e lasciarli per un
lungo tempo senza poterli ricomporre più di tanto in base alle dinamiche del
mercato azionario stesso e più ancora delle dinamiche valutarie. E’ una
operativa diversa dalla nostra, richiede professionalità diverse dalle nostre,
ma non per questo garantisce risultati migliori e la stessa cosa la si potrebbe
dire ad esempio alla attività di scalping o di stretto trading su derivati del
nostro mercato.
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