TK's Sentiment Outlook  - Uno sguardo al 2004 - Pagina 01

TK’s Sentiment Outlook Speciale 2005 

Parte A)   Uno sguardo RETROSPETTIVO al 2004 

A/1)            Principali fasi dei mercati azionari nel 2004

A/2)            Rivisitazione delle previsioni formulate nel TK’s Sentiment Outlook speciale 2004

A/3)            Andamento dei mercati monetari nel 2004

A/4)            Andamento dei mercati valutari nel 2004

A/5)            Andamento del mercato del petrolio nel 2004

A/6)            Conclusioni


Premessa

Questa prima parte del TK’s Sentiment Outlook speciale 2005 viene proposto sia con l'intendimento di fare un rapido survey sui fatti accaduti sui mercati nel corso del 2004 sia anche di rivedere i modo organico le considerazioni svolte un anno fa che possono contribuire alla formulazione della previsione per l'anno corrente.

Come vedremo nel presente lavoro, abbiamo il piacere di lavorare sulla prosecuzione di una ipotesi di evoluzione favorevole dei mercati finanziari, e specificatamente di quello italiano, che ha preso avvio con i minimi registrati sul finire del 2002 - inizio 2003.

Proprio in virtù di questa impostazione di fondo che riserviamo a questa prima parte, cerchiamo di privilegiare l’esposizione grafica dei principali avvenimenti occorsi piuttosto di ripetere molte considerazioni che sono state svolte nel corso della 2004 e che potrebbero appesantire la lettura. Ci riserviamo tuttavia di riprendere alcune riflessioni svolte un anno fa sul TK’s Sentiment Outlook speciale 2004 che riteniamo particolarmente utili proprio allo scopo di agevolare il processo di formulazione di una previsione che si basa sulla prosecuzione di un trend favorevole di lungo periodo tuttora in corso e che va confermandosi mese dopo mese.

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 A/1)      Principali fasi dei mercati azionari nel 2004 

Figura 1) Raffronto Indice MSCI Valuta Locale e Indice MIB 30 nel 2004 

Come già abbiamo avuto modo di dire in altre nostre riflessioni, il 2004 presenta variazioni positive del mercato azionario italiano di gran lunga superiore alle variazioni medie e degli altri mercati occidentali che prendiamo in esame e che mettiamo a confronto con il nostro mercato nazionale. In termini di larga massima possiamo dire che mentre il mercato azionario italiano ha registrato una crescita dell'ordine di un 17% circa, tale è stata crescita dell'indice Mib 30, le omologa crescite medie degli altri mercati occidentali, espresse nelle singole valute e quindi senza considerare alcun effetto cambio, è stata mediamente della metà. 

Ad eccezione del mercato azionario giapponese che anche nel 2004, come sua abitudine, ha seguito evoluzioni tutte sue, possiamo ritenere che la gran maggioranza degli altri mercati azionari occidentali si e uniformata nel suo comportamento segnando una crescita primaverile, una successiva fase di assestamento terminata sul finire dell'estate da dove è ripresa una fase molto positiva che dobbiamo considerare attualmente del tutto in essere. 

Il mercato azionari italiano ha assegnato questa grande performance proprio in questa ultima fase laddove sono state messe in atto anche alcune operazioni di carattere societario quali ad esempio operazioni su Telecom che certamente hanno contribuito alla crescita del nostro listino. Vediamo infatti in figura 1 come nella sostanza da Gennaio fino ad Agosto il comportamento del mercato azionario italiano è sostanzialmente corrente con l'insieme dei mercati azionari e internazionali qui rappresentata dall'indice MSCI in valute di origine. 

Figura 2) Raffronto Indice Comit con indice DJ Eurostoxx 50 

Assumendo come punto di riferimento il minimo registrato nel marzo del 2003 possiamo vedere in figura 2 come pur con la fortissima crescita registrata in questi ultimi mesi il mercato azionario italiano continua ancora a leggermente sottoperformare rispetto la media delle blue chip europee rappresentate dal suo Indice DJ Eurostoxx 50. 

In base quindi ha ciò che possiamo leggere dalle figure 1 e 2 possiamo quindi dire che nell'insieme il mercato azionario italiano per circa 18 mesi, dal Marzo del 2003 è ad Agosto del 2004 ha sottoperformato l'andamento medio dei mercati europei per poi mettere a segno un fortissimo colpo di coda in questi ultimi mesi che lo portato in una situazione di elevata fragilità sarà fatta di un leggero ipercomprato che ci ha indotti recentemente a prendere profitto sulle posizione poste al rialzo sul nostro mercato. 

Nella tabella sottostante di pagina seguente possiamo leggere le variazioni dei vari mercati azionari internazionali nelle tre macro fasi che hanno caratterizzato l'evoluzione dei mercati nel corso del 2004 e questa tabella ci evidenzia come in linea di massima la crescita registrata nei primi tre o quattro mesi sia stata successivamente assorbita dalla flessione l'estiva. Di fatto le performance complessiva di tutto 2004 sono sostanzialmente quelle della fase di forte crescita avviatasi dal mese di agosto e fino alla fine anno. 

Dobbiamo tuttavia osservare come nel corso di questa ultima fase a fronte di una forte crescita dei mercati azionari si sia registrato una fortissimo indebolimento del Dollaro in misura tale da quasi del tutto vanificare la crescita registrata dai mercati azionari americani per investitori di area euro. 

Proprio per via della rilevanza che rivestono le oscillazioni che abbiamo conosciuto sul mercato valutario, che non riteniamo siano destinate a rientrare nel breve, dobbiamo attrezzarci ad interpretare in maniera organica i mercati finanziari nella loro duplice componente fatta di mercato valutario e mercato azionario.

Performance in valuta di origine e quindi senza effetto cambio delle principali borse internazionali 

In questo quadro riteniamo utile suddividere l’esposizione consueta della performance dei mercati azionari oggetto di nostra esame, in due blocchi a seconda si riferiscano a mercati di area Euro o a mercati con altra denominazione valutaria come presentato nelle due tabelle qui sotto presentate. La prima si riferisce ai mercati di area Euro con ampio spazio dedicato alla situazione del mercato azionario italiano suddiviso per singoli settori dell'indice Comit, al quale si aggiungono i mercati di Francia Germania e Spagna. 

Performance in valuta di origine e quindi senza effetto cambio di principali indici internazionali e di borse di area euro,i 

Performance in valuta di origine e in Euro di quattro mercati azionari è esposto a rischi di cambio. 

La seconda parte della tabella che useremo in maniera sistematica nel corso di tutto 2005 ha per oggetto i mercati americani, svizzeri inglesi e nipponici e prevede la presentazione delle variazioni degli indici in termini di variazione nella valuta di origine, la contemporanea variazione del rapporto di cambio tra valuta di origine e l'Euro e quindi la riproposizione in termini di variazione dell'indice espresso in euro.

Con questo metodo di rilevazione abbiamo sempre in maniera sistematica la variazione di un mercato azionario espresso in queste quattro divise in termini di effetto direttamente sui nostri conti in Euro o, più ancora sulle possibili posizioni aperte in E.T.F. su questi mercati che, riteniamo ed auspichiamo verranno a presentarsi nel corso del 2005.

Nel ricollocare i vari mercati finanziari oggetto di considerazione abbiamo dovuto sistemare un po’ qui un po’ là alcuni mercati, quali ad esempio il mercato del prezzo del petrolio che l'andamento dei fondi azionari italiani, e in questo quadro abbiamo abbandonato, non solo per ragioni di spazio ma anche per ragioni di scarsa rappresentatività, il mercato azionario olandese.

Fatta questa premessa possiamo intanto vedere in tabella come per un investitore europeo le performance del mercato azionario americano, piuttosto positive per un investitore americano e dell'ordine di un 8-9% per gli indici SP 500 e Nasdaq sono state completamente assorbite da un andamento sfavorevole del rapporto di cambio tra Dollaro ed Euro con una performance complessiva assolutamente pari a 0. Peggio è andato per andato per l'andamento dell'indice Dow Jones che, pur chiudendo con un parziale incremento di un 3,6 % se misurato in dollari per un investitori europeo si sarebbe trasformato in una perdita del 5,2%. 

Sia per la Sterlina sia per il Franco Svizzero le variazioni del cambio su base annua sono inferiore all'unità e conseguentemente le prestazioni dei rispettivi mercati azionari per un investitore europeo sono non molto differenti dalle performance nelle valute di origine.  

Queste riflessioni si fanno nuovamente interessanti a riguardo del mercato azionario giapponese laddove il rapporto di cambio dello yen verso l'Euro che ha perso il 5,5% su base annuale ha quasi del tutto annullando la prestazione su base annuale dell'indice Nikkei. Per questo particolare mercato è interessante osservare l'entità delle variazioni in cui sarebbe incorso un investitore europeo che nella prima fase di movimento positivo del mercato azionario avrebbe anche beneficiato di un apprezzamento dello yen verso l'Euro di un 3,09% per una prestazione complessiva di un 16,6% che si sarebbe successivamente trasformata in una perdita di quasi il 15% nel secondo periodo sia per via di un andamento negativo del mercato azionario sia anche per via di un andamento di indebolimento dello yen verso l'euro. 

Presentiamo questa considerazione di dettaglio a riguardo del mercato azionario giapponese in quanto ci viene utile per portare all’attenzione del lettore l'importanza che noi diamo alla opportunità di poter effettuare oggigiorno investimenti e allocazione di fondi su scala internazionale dove si vengono realmente presentate trend di questa ampiezza in un periodo in cui, come possiamo vedere dalla tabella precedente, le analoghe oscillazioni sul mercato azionario italiano erano ridotte rispettivamente a meno di un 6% sia nella fase positiva del primo trimestre sia nella fase negativa della parte centrale dell'anno.

Figura 3) Indice MSCI in Dollari per investitori americani (MSCI in $) e per investitori europei (Euro-MSCI in $) 

Le forti oscillazioni, di medio periodo potremmo dire in quanto fatte di mesi e non di giorni e quindi in qualche modo individuabili con i comuni metodi di Analisi Tecnica, del cambio del Dollaro verso l'Euro oltre ad avere un evidente effetto sui risultati gestionale delle poste posizioni aperte sul mercato azionario americano, esercita anche un effetto distorcente nella lettura per tutti noi, di area euro, dell'indice principale di tutti mercati azionari internazionali che appunto l'indice MSCI in dollari. 

Mentre agli analisti della banca americana Morgan Stanley che produce l’indice (MSCI = Morgan Stanley Capital Index) l'indice così costruito dispiega tutta la sua efficacia, non altrettanto possiamo dire noi europei o comunque analisti non di area euro. Tale indice deve che essere valutato per quello che: è un indice espresso in dollari e quindi risente di tutte le fluttuazioni dei vari mercati azionari rispetto al dollaro.  

Questo questa considerazione ci porta infatti a preferire o comunque a dare molta importanza all'esame dell'omologo indice espresso nelle valute di origine (MSCI valute Locali) e infatti vediamo in figura 3 come a fronte di un incremento in dollari dell'indice in questione di oltre il 12%, l'equivalente incremento per un analista europeo si limita a poco più di un 3% e della cosa ne deve certamente tenere conto. 

Abbiamo voluto portare l'attenzione del lettore su questo tema per stigmatizzare come in effetti occorra prestare la debita attenzione nel confrontare le performance del proprio patrimonio o della propria gestione se fatta in proprio con idonei indici presi a benckmark; gli indici del mercato azionario italiano possono infatti sembrare eccessivamente volatili così come un indice espresso in dollari appunti rivelarsi non adeguato alle nostre analisi. Dal nostro punto di vista riteniamo quindi utile confrontarci sia con l'indice MSCI in valute di origine nel sia anche con l'indice DJ Eurostoxx 50. 

Figura 4) Estensione dell’Indice SP 500 in base alle Onde Impulsive di FibonacciFigura 

6) Estensione dell’Indice MSCI in Valuta di Origine in base alle Onde Impulsive di Fibonacci 

Un comportamento meritevole di attenzione registrato dall'insieme dei mercati azionari europei nelle tre fasi con le quali anche archiviamo il trascorso 2004, si basa sulla estensione della fase di crescita avviatasi ad Agosto e proseguita fino a fine anno per molti mercati è esattamente corrispondente a 1,618 volte l'ampiezza della fase di flessione intercorsa tra i massimi primaverili che i minimi e estivi.

Vediamo ad esempio nelle figure 4 e 6 come sia l'indice americano SP 500 sia all'indice MSCI in valuta di origine per il quale larga parte delle sue oscillazioni sono dovute proprio alle oscillazioni dell'indice americano, rispondono a questo principio e quindi potrebbero indicare prossimo alla conclusione la fase positiva intercorsa da Agosto ad oggi.


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