TK's - Supplemento Asset Allocation Marzo-05  Pagina 01

Supplemento al TK’s Sentiment Outlook 

Tendenze dei Mercati Finanziari Internazionali

Individuate con le Evolventi Paraboliche .  

Performance di alcune alternative di Asset Allocation

 A cura di Corrado M. Cantore.

Supplemento al Numero 10 del giorno 26 Marzo 2005

 

Abbiamo terminato il TK’s Sentiment Outlook numero 10, del quale questo documento costituisce una estensione, con la seguente espressione: “Complessivamente registriamo tuttavia un miglioramento della performance sull'importo realmente investito di uno 0,26% con passaggio del rendimento dal 3,37% al 3,63% mentre il rendimento complessivo sull'importo nominale di riferimento e disponibile all'investimento azionario ha superato il 2% attestandosi al 2,07 (senza considerare il provento sulle giacenze liquide).” 

Con questo lavoro cerchiamo di dare una risposta, o quantomeno fare utili riflessioni, ad una domanda del genere: “Un livello di rendimento pari al 3,63% sull'importo investito e più ancora un rendimento del 2,07% su un importo ipotetico disponibile per un investimento azionario, in un periodo di 3 – 6 mesi come nel caso nostro, è da considerarsi buono, insufficiente o in linea con delle aspettative ragionevoli? “ 

Certamente le risposte a questa domanda possono variare da ciascun soggetto che se la pone ma riteniamo che il prendere atto delle reali performance che in passato hanno generato altre soluzioni all'investimento alternative agli ETF, da noi caldamente consigliati, possa aiutare a meglio focalizzare quale possa essere un ragionevole rendimento ottenibile, o quanto meno un ragionevole rendimento sul quale riporre aspettative, sui propri patrimoni destinati all’investimento azionario. 

A questo scopo cerchiamo nelle pagine che seguono di tracciare un percorso logico di valutazione del trade off tra rendimento e rischio, abbandonando in ogni caso formule complesse di elevato contenuto teorico, non andiamo oltre al concetto di deviazione standard, per privilegiare viceversa la semplici osservazioni di ciò che è accaduto nel recente passato e che può in qualche modo aiutarci nel fare previsioni ragionevoli per il futuro. 

Allo scopo prendiamo come base di osservazione due periodi; rispettivamente degli ultimi 15 mesi il primo e degli ultimi 6 mesi il secondo, periodi che sono stati caratterizzati da un andamento complessivamente buono dei mercati azionari e con i quali ci confrontiamo; altre riflessioni sono fatte su comportamento di lungo periodo di 20 anni ma ci concentriamo prevalentemente sui due periodo indicati di 15 e 6 mesi. 

Vale la pena di osservare che durante questi periodi non si sono mai registrati pesanti flessioni dei mercati azionari, ad eccezione di alcuni mesi sulla tarda primavera dello scorso anno e quindi le valutazioni che si potranno fare in futuro in presenza di forti fasi flettenti comparando ETF con altri investimenti potranno divergere notevolmente da quanto fin qui osservato. 

Si vuole cioè dire che in presenza di un sempre possibile movimento correttivo molto pronunciato (ragionevolmente) consiglieremo l'uscita dagli ETF sui quali siamo investiti, operazione fattibile con una semplice telefonata alla banca, senza quindi (ragionevolmente) incorrere in larga parte della flessione mentre invece sarà meno facile evitare questa perdita da parte di coloro che sono investiti in fondi azionari.

Le diverse performance che si verrebbero a creare in questa situazione caratterizzata da una sensibile flessione dei mercati non sono tanto dovute ad un atto di bravura o meno del gestore o di chi fa il nostro ingrato mestiere ma sono dovute a due filosofie di gestione che poggiano su presupposti diversi sui quali riteniamo opportuno portare il lettore a fare alcune riflessioni. 

Mentre infatti per un investimento azionario sotto forma partecipazione ad un fondo di investimento azionario il gestore del fondo guarda i fondamentali dei titoli sui quali investe e quindi traguarda i ritorni su un orizzonte di lungo periodo, dando nella sostanza assai scarsa importanza alle oscillazioni dei mercati azionari, nell’operare con ETF vi un maggior orientamento alla operativa di trading, teso cioè a cavalcare i trend positivi con conseguente tendenza quindi ad uscire dai mercati al percepire di chiari segnali di esaurimento del trend di fondo. 

(Nell’operare con ETF ricordiamoci la metafora della produzione della grappa; abbandoniamo la testa e la coda del trend e cerchiamo di portare a casa solo il corpo centrale e nobile del distillato e lasciamo ad altri le parti iniziali e terminali del trend) 

Accenniamo a questi aspetti, che vedono la possibile e temporanea uscita da investimenti in presenza di segni di correzione del mercati, con l'impegno di riprenderli su queste nostre pagine qualora nel futuro si dovesse assistere effettivamente ad un fenomeno di questo genere di prolungata flessione. 

In quella situazione conseguentemente l’operativa su ETF con orientamento al trading potrebbe comportare delle (ragionevoli) migliori performance rispetto al mantenimento di posizioni investite di lungo periodo sia su semplici titoli azionari sia su fondi direttamente collegati ai mercati azionari. Operando infatti con ETF semplicemente non si dovrebbero misurare le ragguardevoli minusvalenze che viceversa potrebbero pesare sui fondi azionari, in quanto non maturerebbero per il solo fatto che (ragionevolmente) in quelle situazioni ci si troverebbe su posizoni flat, se saranno giunte tempestive indicazioni di uscita dalle posizioni detenute su ETF da parte del Forecaster di turno e se saranno state seguite disciplinarmente. Nella parte conclusiva del lavoro si fa un commento di maggiore dettaglio a questa ipotetica situazione. 

Sulla base di questa premessa sviluppiamo ora un semplice metodo di valutazione e di individuazione di ragionevoli obiettivi che possiamo porci nelle nostre decisioni di Asset Allocation nella quale cerchiamo di ben percepire quelle che sono state le performance di alcuni strumenti di investimento, intesi come categorie di fondi di investimento o come investimento su taluni mercati azionari, riferendoci sia alla volatilità del mercato azionario sia anche alla volatilità del rapporto di cambio sottostante che riveste un ruolo fondamentale in tema di Asset Allocation su spazio internazionale. 

Sviluppiamo quindi questa semplice analisi portando l'attenzione del lettore sui seguenti punti:

  1. Il mercato azionario come benchmark atipico e improprio
  2. Il risparmio gestito sul mercato azionario italiano
  3. Dal mercato azionario italiano al mercato internazionale
  4. Indici generali MSCI
  5. Indice Stoxx 50 e Eurostoxx 50
  6. Indice SP 500 e Euro SP 500
  7. Indice FT 100 e Euro FT 100
  8. Indice Nikkei e Euro Nikkei
  9. Indice SMI e Euro SMI
  10. Conclusioni

Come nostra consuetudine cerchiamo di privilegiare l'esposizione visiva con l’impiego di semplici grafici e tavole numeriche e brevi commenti che aiutano a maturare il convincimento sul quale può essere effettivamente un livello giovevole di ritorno, in termini di performance percentuale stabile nel tempo, che ci si può attendere da parte di ogni sottoscrittore in relazione al rischio che intende correre nell’operare sui mercati finanziari. 

Poi ci sono scalper, operatori solo su derivati, venditori di opzioni, operatori su titolini ecc. ma queste categorie di operatori non costituiscono il riferimento del nostro lavoro, …. semplicemente perché non saremmo capaci di essere a loro di aiuto … 

So che alla fine del lavoro mi sarò fatto qualche amico in più ma anche qualche amico in meno (non voglio dire nemico in più, specie se operante nel Risparmio Gestito) ma credo che ogni sforzo volto a riportare le persone con i piedi in terra ed evitare di far perdere loro dei soldi sia sempre commendevole. Andiamo avanti e buona lettura.

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