A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 49 del giorno 29 Dicembre 2004
1)
Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari della settimana
di consuntivo.
La
scorsa settimana nella formulazione delle previsioni del TK’s Sentiment
Outlook numero 48 giungevamo alle seguenti
conclusioni “Con la
sessione di scadenze tecniche di Venerdì 17 Dicembre si è sostanzialmente
chiuso l'anno borsistico su tutti i mercati mondiali e conseguentemente nelle
due settimane prossime, caratterizzate anche da un periodo festivo pur con le
borse aperte, non ci attendiamo l'avvio di movimenti particolarmente importanti
ma piuttosto un lento proseguire per inerzia dei trend in atto che sono comunque
positivi, ma quantomeno con una riduzione della velocità di crescita.
In
questa situazione di scarso interesse nel mettere in atto sul mercato nuove
posizioni, è oggettivamente difficile fare previsioni ma tuttavia, a meno di
effetti negativi da parte del mercato dei cambi, ci attendiamo una prosecuzione
del movimento positivo in atto tale da predisporre la strada 'ad una apertura
positiva dei mercati internazionali ad inizio del 2005.
In
altri termini possiamo quindi dire che i movimenti il mercato viene lasciato un
pochino a sé stante nelle prossime due settimane e quindi difficilmente oggetto
di avvio di iniziative rialziste mentre invece solo al presentarsi di fenomeni
particolarmente di disturbo potremo assistere a significative azioni correttive.
Pur
non escludendo la prosecuzione di movimenti positivi in direzione degli
obbiettivi sopra esposti, saremmo ben felici di assistere al mantenimento dei
livelli attuali per le prossime due settimane e questo evento, che peraltro è
da considerarsi quale cuore delle nostre previsioni per a settimana entrante,
sarebbe decisamente importante e capace di imprimere una avvio molto positivo
per il 2005.
Analogamente
riteniamo che assestamenti per un complessivo 2% nelle prossime due settimane
rientrino ancora all'interno di un quadro di assestamenti fisiologici e che
quindi non tali da modificare in alcun modo il quadro di fondo che è e rimane
positivo.”
_____________________

Tabella
1) Variazione Indici nella ultima settimana (Nero), ultime 4 settimane (Azzurro)
e da inizio anno (Verde)
Questo
numero del TK’s Sentiment Outlook si presenta più sintetico di quelli
abituali in quanto larga parte delle previsioni che di norma sono facenti parte
di questo lavoro previsionale settimanale saranno contenute nella edizione
speciale che ci accingiamo a predisporre e che contiamo di avere pronto nello
spazio di una quindicina di giorni.
Lo scopo del
presente documento è quindi di fornire una sorta di passaggio ragionato dal
2004 al 2005 onde permettere al lettore di mantenere un diretto contatto con la
realtà dei mercati finanziari ed eventualmente decidere su una modificazione
delle posizioni sulle quali è investito o sulle quali può avere interesse ad
investire.
In
questo quadro il presente documento non si informa alla consueta settimana di
consuntivo ma piuttosto è esteso su un periodo di circa dieci giorni e i dati
usati nella costruzione dei grafici si riferiscono a quelli di consuntivo della
giornata di Martedì 28 dicembre. Fatta
questa premessa osserviamo come in questo periodo i mercati azionari si sono
mossi in modo molto positivo che ha segnato rialzi medi che possiamo stimare
compresi tra un 1,6 e un 2% e certamente questa chiusura così tonica dell'anno
2004 avrà effetti positivi sulla apertura dei mercati azionari per il 2005.
Se
da un lato i mercati azionari sono bene impostati, al contempo dobbiamo tenere
conto di un fenomeno assai importante che, come abbiamo più volte detto,
riguarda le possibilità di un ulteriore forte deprezzamento del cambio del
Dollaro verso l'Euro che a sua volta può comportare ulteriori effetti di
indebolimento verso l'Euro da parte sia della Sterlina sia dello Yen.
Detto in
termini diversi dobbiamo iniziare a fare i conti dello svantaggio competitivo in
cui ci troviamo nell’operare con una valuta forte, quale attualmente è
l’Euro, nell’investire su mercati di altra denominazione valutaria e
conseguentemente questo stato di cose può creare delle oggettive difficoltà in
termini di Asset Allocation dalle quali non possiamo chiamarci fuori ma
piuttosto accettando di dover fare previsioni doppie: da un lato sul mercato
azionario di un Paese e dall’altro della sua divisa verso l’Euro.
Anche
accettando quanto qui di seguito esposto su questo fronte più come un elemento
da considerare che non una conclusione di quanto ci dovrà necessariamente
guidare nella redazione del TK’s Sentiment Outlook speciale 2005, possiamo
comunque dire che ragionevolmente
la parte iniziale del 2005 potrà caratterizzarsi come un periodo molto
importante e assai utile per gli operatori americani che potranno trarre
profitto dall'operare con una valuta oggettivamente debole e destinata ad
ulteriormente indebolirsi e all’opposto con conseguenti difficoltà per gli
operatori di altre aree valutari e segnatamente delle Europee.
Questa
situazione potrebbe tuttavia esaurirsi nel corso della parte iniziale
dell’anno (secondo trimestre tanto per dare una epoca ragionevole), al
raggiungimento di particolari livelli di ulteriore flessione del Dollaro, che
possiamo iniziare ad indicare in zona 1,50 Dollari per Euro senza che un
possibile e prevedibile movimento di recupero del Dollaro da quel livello possa
comportare vantaggi per gli operatori Europei simili a quelli di cui possono
beneficiare quegli americani nella parte iniziale dell'anno.
Più
ragionevolmente possiamo pensare ad un trimestre – semestre interessante per
gli operatori americani i quali possono contribuire ad una crescita dei mercati
Europei per via di un posizionamento dei loro investimenti sul nostro mercato,
al quale potremo accodarci anche noi con nuovi investimento su ETF in DJ
Eurostoxx 50, a cui potrebbe seguire un periodo di incertezza in presenza di
livelli del cambio Dollaro - Euro che potranno essere considerati come livelli
difficilmente violabili al ribasso. In questa seconda fase potremmo trovarci i
mercati azionari americani ancora in crescita in presenza di stazionarietà se
non di flessione di quelli Europei per via di un deflusso di investimenti
americani dai nostri mercati.
Ripetiamo
che queste sono riflessioni epidermiche che abbiamo in questo momento e di cui
dovremo tenere conto nello sviluppare il lavoro previsionale annuale e che
cammin facendo potremo anche modificare e forse anche radicalmente ma intanto è
importante al momento osservare come il finale del 2004 per i mercati azionari
è da noi visto molto positivamente in termini di favorire un proseguimento
dell'azione di crescita dei mercati azionari per i primi mesi del 2005.
Come
riflesso di questa possibile “situazione
valutaria - azionaria” emerge l’esigenza di dare ampio spazio
previsionale nel corso dell’anno entrante alla componente valutaria in quanto
non abbiamo per nulla la certezza che alla fine della fase che consideriamo
attualmente di flessione il Dollaro riprenderà a rafforzarsi e rimetterà a
posto eventuali perdite per effetto cambio. Possiamo anzi dire che
verosimilmente per il 2005 la componente valutaria per noi Europei avrà un
effetto anche maggiore della sola componente di stretto mercato azionario in
termini di variazioni percentuali per cui il ricorso a strumenti efficienti e
pratici per seguire queste dinamiche come gli ormai collaudati ETF saranno da
preferire a situazioni diverse e ritenute erroneamente maggiormente tranquille
come possono essere fondi azionari seppure ben suddivisi nelle diverse aree
valutarie.
Non credo che questo sia un messaggio tranquillizzante ma è certamente la descrizione di un quadro prospettico molto credibile che ci possiamo trovare di fronte nei mesi entranti e che può richiedere una azione di monitoraggio assai serrata. Vedremo cosa potrà emergere dai ragionamenti che si valuteranno nel lavoro previsionale annuale ma intanto ritorniamo a considerare la situazione contingente così come l'abbiamo vissuta nella settimana di consuntivo.
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Tra
gli aspetti particolarmente interessanti che abbiamo evidenziato la scorsa
settimana e che continueranno a guidarci nella redazione della presente lettera
previsionale vale la pena di richiamare i seguenti:
1.
La sessione di venerdì, sessione di scadenze tecniche e quindi poco
indicativa, ha comportato delle diffuse prese
di beneficio che tuttavia non mutano in alcun modo il quadro positivo di fondo
ma semplicemente ha permesso alleggerimenti volti a monetizzare liquidità utile
per poter essere investita su nuovi settori e nuovi titoli con l’avvio
dall'anno nuovo. (Commento: In effetti nella
settimana di consuntivo (estesa a 10 giorni) la crescita media è stata
dell’ordine di un 2% confermando appunto il tono positivo di fondo)
2.
Come abbiamo osservato
ampiamente la scorsa settimana, il permanere del rapporto di cambio tra Dollaro
ed Euro all'interno della fascia compresa tra 1,32 e 1,35 Dollari per
Euro è da noi vista non
come una condizione di equilibrio più o meno strutturale del mercato valutario
ma piuttosto come una condizione di momentanea attesa prima di un movimento
molto forte. Siamo come in presenza di una molla che si carica per poi imprimere
un movimento significativo e misurabili in un ordine di grandezza compreso tra
un 10% e un 12% la cui direzione non è al momento prevedibile ma sarà data
dalla chiara e convincente fuoriuscita da questo range da parte del cambio in
questione. (Commento: La dinamica valutaria
continua ad essere l’elemento pivot del quadro intermarket e al riguardo
dedichiamo ampio spazio nelle pagine che seguono)
3.
Una prospettiva di un
indebolimento del Dollaro di 15 figure contro Euro
da 1,35 a 1,50 non può che essere un elemento di forte riferimento nella nostra
analisi intermarket in
quanto la sua eventuale manifestazione ci potrà indurre ad una uscita
sistematica non solo dalle posizioni investite su ETF ma forse anche da
eventuali ulteriori a posizioni detenute su fondi azionari. “(Commento:
Nello spazio di pochi giorni ci siamo trovati nella condizione di aprire
dapprima e chiudere successivamente posizoni in Dollari in quanto la prospettiva
di sensibile flessione del mercato valutario continua a condizionare ogni
strategia di Asset Allocation)
4.
Vediamo infatti in figura 16
come il Bund prosegua nella sua crescita perfettamente iscritto all'interno del
canale parabolico che va acquisendo una conformazione sempre più di canale
parabolico acuto che può essere anticipatorio di una flessione
anche piuttosto sensibile non appena il corso del Bund dovesse violare al
ribasso la evolvente parabolica inferiore costituente il canale in esame. Allo stato delle cose non riceviamo
ancora segnali di allerta su questo fronte ma quanto meno vogliamo essere
prudenti nel pensare che la crescita dei titoli a reddito fisso che ha
caratterizzato gli ultimi mesi possa proseguire con lo stesso slancio anche ad
inizio del 2005 (Commento: In una settimana
il future del Bund è sceso da 119.84 a 118,47 perdendo circa lo
1.15%.percentuale davvero non trascurabile per questo mercato ed è da leggersi
proprio in relazione alla violazione della evolvente parabolica inferiore del
canale parabolico).
5.
Quanto alle prospettive di evoluzione del prezzo del petrolio riteniamo
che il livello attualmente raggiunto sia da considerarsi come un livello di presa di profitto
per questi operatori dopo questo forte rimbalzo e questo convincimento
scaturisce dal posizionamento dell’indicatore RSI del prezzo del petrolio in
relazione alla sua evolvente parabolica di resistenza che nelle ultime settimane
ha già una volta arrestato la crescita del prezzo del petrolio in zona 46
Dollari per barile. (Commento: Al livello della
scorsa settima si è arrestata la crescita del prezzo del petrolio confermando,
ancora una volta, l’elevato rispetto delle leggi di Analisi Tecnica da parte
del prezzo del petrolio)
6.
In base nostri metodi di esame
della situazione dei mercati azionari riteniamo che il
mercato azionario americano stia godendo di una ottima salute
e questo fatto è certamente un prerequisito necessario per poter confidare su
un possibile movimento positivo indotto su tutti gli altri mercati azionari. Spostando
l'analisi dal comportamento dell'indice SP 500 sia all'indice Dow Jones sia
l'indice Nasdaq abbiamo una conferma di questa positività di fondo del mercato
azionario americano. (Commento: Crescite comprese
tra lo 1,6% e lo 1,9% confermano la correttezza di questa affermazione)
7.
A fronte di una situazione così positiva espressa dal mercato azionario
americano, (che verosimilmente si trasferisce sulle performance dei fondi
azionari americani anche se non siamo del tutto convinti) si affianca una
situazione meno euforica ma pur sempre positiva da parte degli indici delle blue
chip Europee e internazionali. Facciamo questa osservazione per dire che
qualora qualcuno non abbia colto l'indicazione data di entrare con ETF su questo
importanti indice internazionale, in presenza di un probabile avvio positivo dei
mercati azionari Europei nel corso della settimana entrante, potrebbe certamente
ancora fare questa operazione avvantaggiandosi peraltro di un livello di prezzo
dell’ETF migliore di quello registrato a metà della settimana scorsa allorché
consigliammo questa operazione. (Commento:
L’entrata su una nuova operazione di ETF su Indice DJ Eurostoxx 50 di fatto ha
pareggiato la perdita incorsa nella analoga operazione sulla quota parte in ETF
in Dollari)
8.
L'esame congiunto dell'andamento
dell'indice CAC 40 e dell'indice DAX rafforza questo convincimento in quanto il
secondo continua in una sua crescita assai regolare sorretto dal raggio del
ventaglio indicato in figura 28. In termini diversi non possiamo quindi che
leggere un segnale
molto positivo dalla situazione congiunta di questi due importanti indici
Europei e dell'indice Eurostoxx 50 che rappresenta le blue chips di tutto il
comparto Europeo. (Commento: Sia i due Indici
Europei che l’indice DJ Eurostoxx 50 hanno segnato crescite dell’ordine di
un 2% e confermando il buon grado di descrizione del mercato Europeo da parte
dell’indice CAC 40)
9. In merito al mercato azionario italiano, che ha certamente messo a segno crescite superiori alla media internazionale, è ragionevole attendersi l'azione di assestamento più rilevante rispetto a quelle medie che possiamo avere a livello internazionale. (Commento: dopo un avvio di settimana positivo il nostro mercato ha arrestato la crescita e ritenendo noi conclusa la crescita con esigenza di un assestamento abbiamo dato il segnale di uscita dalle posizoni lunghe su questo mercato)
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2)
Rivisitazione del quadro intermarket di natura fondamentale.


Figura
1) Indice MSCI in Valuta di origine
Figura 2) Indice MSCI in Dollari
Anche
se abbiamo ancora un paio di sessioni di negoziazioni, nelle quali
verosimilmente non abbiamo da attenderci grossi movimenti sui mercati, possiamo
riprendere alcune riflessioni già introdotte nelle pagine precedenti e che ci
guideranno nella formulazione del TK’s Sentiment Outlook speciale 2005 e
soprattutto ci dovranno guidare nella messa in atto delle migliori operazioni di
positioning e di trading sui
vari mercati azionari.
Ci
apprestiamo a chiudere un anno mediamente buono sotto il profilo di performance
dei mercati azionari, particolarmente positivo per quello italiano, e molto
travagliato sotto il profilo del mercato valutario. Una rappresentazione chiara
della dinamica dei mercati azionari nel corso del 2004 è visibile in figura 1
laddove nella seconda parte dell'anno i mercati nel loro insieme, qui
rappresentati dall’Indice MSCI nelle valute di origine, hanno messo a segno
una fortissima crescita corrispondente a 1,618 volte la flessione che li ha
interessati dal mese di marzo al mese di agosto.
Questa
estensione della crescita dei mercati azionari, qui rappresentata nelle valute
di origine e quindi senza tenere conto dell'effetto cambio, si traduce in una
crescita ben superiore dell'indice MSCI espresso in Dollari che ha segnato una
crescita non distante da un 200% della stessa flessione come possiamo infatti
vedere in figura 2. Larga parte di questa maggiore flessione è dipendente dalla
svalutazione del Dollaro per cui riteniamo maggiormente utile riferirci, anche
come benckmark all’indice in Valuta di origine.

Figura
3) Indice MSCI espresso in Dollari
L'elemento
che ci induce a vedere positivamente l'avvio del 2005 è tuttavia ben
rappresentato dalla regolare evoluzione dell’indicatore RSI dell'indice MSCI
espresso in Dollari che possiamo vedere in figura 3 e, coerentemente con il
nostro metodo di analisi, fino a che non assisteremo ad una significativa
violazione al ribasso della evolvente parabolica inferiore componente il canale
parabolico, dobbiamo assumere che l’indice al quale è applicato saprà
muoversi positivamente (in modo tale da comportare che il suo Indice permanga
all'interno dello stesso canale).


Figura
4) Indice MSCI espresso nelle valute di origine
Figura 5) Indice FT 100
Non
siamo in questo momento in condizioni di individuare nuovi obiettivi di crescita
dei mercati nel corso del 2005, ci proveremo nei prossimi 15 giorni, ma
certamente un obiettivo minimale che allo stato delle cose riteniamo ragionevole
sia quello di vedere l'indice MSCI in valute di origine raggiungere il livello
indicato dal rettangolo orizzontale così come anche l'indice FT 100 raggiungere
il livello di 5000 punti laddove potrebbe arrestarsi movimento positivo in
essere e questi livelli sono del tutto coerenti con un obiettivo in zona 1250
per l’Indice SP 500.
Nel
corso del TK’s Sentiment Outlook speciale 2005 che ci accingiamo a fare
valuteremo con maggiore rigore e la affidabilità di questi obiettivi rialzisti
che, voglio ribadire sono da considerarsi minimali nella visione che ho questa
sera e non definitivi del 2005, ma intanto allo stato delle cose è importante
osservare che non vi sono elementi che possano interrompere il proseguimento di
questo movimento positivo dei mercati azionari.


Figura
6)
Rapporto di cambio Dollaro – Euro
Figura 7)
Rapporto di cambio Dollaro – Yen
Se
da un lato i mercati azionari hanno spazio per proseguire al rialzo riteniamo
che i primi mesi del 2005 saranno caratterizzati da forti disturbi sul mercato
valutario con possibili oscillazioni anche molto forti del Dollaro e che queste
oscillazioni non potranno non essere debitamente considerate in sede di
formulazione di una strategia di allocazione dei fondi.
A
tratto generale pensiamo tuttavia che la situazione di Dollaro debole e di
mercato azionario americano forte è una possibile realtà che saprà esercitare
un effetto di traino e sui mercati azionari Europei- spero di confermare questa
visione nei prossimi 15 giorni.
Ca
va sans dir
che al momento in cui gli operatori americani dovessero collettivamente ritenere
giunta a conclusione la fase di indebolimento del Dollaro, potrebbero non
indugiare nel monetizzare in maniera molto decisa i guadagni realizzati sulle
piazze straniere e quelle Europee in particolare con effetti non certo
irrilevanti.
Nel
corso dell'anno entrante riteniamo quindi assolutamente importante uno stretto
monitoraggio sia dei mercati azionari sia dei mercati valutari per percepire
l'eventuale avvio di questo movimento di rimpatrio e dei fondi investiti, e
ragionevolmente anche dei profitti maturati sulla operazione, che può anche
comportare o quantomeno essere contestuale ad effettivi molto sensibili sul
mercato valutario ma soprattutto sui mercati azionari Europei.
Detto in termini più precisi, potremo incontrare nel corso della prima
parte della 2005 un movimento fatto di una crescita congiunta sia dei mercati
azionari americani che di quelli Europei a cui potrebbe seguire una seconda fase
di stabilizzazione o anche di flessione dei mercati azionari Europei, in
presenza di un proseguimento della crescita di quelli americani, proprio per via
di una esigenza di uscita dei mercati azionari Europei e da parte dei gestori
americani.
In
questo caso si assisterebbe un maggior posizionamento di fondi sul mercato
azionario americano con l’effetto di un suo accrescimento e forse molti
operatori potrebbero avere difficoltà a giustificare una crescita del mercato
americano e di flessione di quello Europeo con conseguente rischio di non uscire
in tempo utile da quest’ultimo.
Qualora mai dovesse presentarsi una situazione di questo genere sarà per noi europei un momento assai utile per poter entrare sul mercato azionario americano anche per beneficiare del fattore cambio che in quella situazione tornerebbe ad essere per noi favorevole.
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