TK's Sentiment Outlook  - Numero 36 del 25/09/ 2004 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero  36 del giorno 25 Settembre 2004


1)  Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari della settimana di consuntivo. 

La scorsa settimana nella formulazione delle previsioni del TK’s Sentiment Outlook numero 36 giungevamo alle seguenti conclusioni “Ci accingiamo ad aprire una settimana che è decisamente molto importante in quanto potremmo assistere al manifestarsi della salutare azione correttiva generalizzata, che continuiamo ad invocare a voce alta, oppure al dover prendere mal volentieri una decisione di investimento su E.T.F.  

Mentre infatti il presentarsi della attesa azione correttiva potrebbe comportare il presentarsi di situazione di generale interesse da parte di tutti gli operatori dei mercati azionari internazionali che creerebbe una forte domanda di titoli, l'assenza della stessa azione obbligherebbe molti degli stessi a comunque aprire posizioni lunghe in maniera molto meno convinta e noi ci dovremmo necessariamente inserire in questa categoria.  

Premesso che indicazione più operative le daremo nel corso della settimana, ad oggi possiamo attenderci un movimento di attesa per i primi due giorni durante i quali specie il mercato azionario americano farà i conti delle trend line di resistenza e poi un andamento più direzionale a seconda di come mercati azionari internazionali accoglieranno le decisioni che la FED assumerà nell'incontro di martedì prossimo.  

Nel caso infatti di un accoglimento poco positivo da parte dei mercati di quanto andrà a deliberare la FED potremo assistere ad una salutare azione di storno dai livelli attuali, nel caso opposto dovremo prendere il coraggio di comunque aprire posizioni lunghe sui mercati sugli E.T.F. che abbiamo suggerito su queste pagine pur convinti che verosimilmente nello spazio di 2 - 3 settimane potremo assistere alla formazione di un Pull back tale da vedere livelli di successivo possibile ingresso migliori rispetto a quelli di entrata sul mercato

E’ certamente la storia azionaria che si ripete ma non possiamo nemmeno escludere che il decisivo superamento delle trend line di resistenza da parte del mercato azionario americano possa essere letto dalla maggioranza degli operatori internazionale come il via libera ad un movimento molto forte e molto strutturato dal quale non possiamo non farne parte. Vedremo martedì sera cosa dire su questo fronte ma intanto impieghiamo bene questi due giorni per essere pronti ad intervenire in acquisto.”

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Tabella 1) Variazione Indici nella ultima settimana (Nero), ultime 4 settimane (Azzurro) e da inizio anno (Verde) 

Nel corso della settimana di consuntivo, dopo un paio di giorni di tendenza moderatamente crescente in attesa della decisione da parte della FED di un nuovo intervento al rialzo sui tassi di interesse, puntualmente manifestatosi nella misura di un incremento dello 0,25%, i mercati azionari internazionali hanno iniziato la tanto attesa azione correttiva. 

Questa azione correttiva sì è manifestata su tutti i principali mercati e in particolar modo sul mercato azionario americano che ha visto perdere tra un 1,6 e un 2,3%. Flessioni di questo ordine di grandezza si sono anche prodotto sul mercato giapponese così come sulle blue chip europee rappresentate dall'indice Eurostoxx. 

Di questa dinamica il mercato azionario italiano ancora una volta è rimasto apparentemente immune attestando addirittura un leggero incremento di uno 0,10% e proprio questa minore reattività del mercato azionario italiano ai movimenti che prendono corpo sull'insieme dei mercati azionari ci porta a sottopesare lo stesso in termini di allocazione di risorse in prospettive di investimento su E.T.F. 

Figura 1) Indice SP 500 ultime 5 sessioni 

La dinamica della settimana è molto ben rappresentata dall’indice SP 500 di figura 1 nella quale si vede la situazione di attesa nella giornata di lunedì a cui è seguita la consueta “messa cantata” che mercati azionari americani mettono in atto sottoforma di rialzo del tutto effimero ogni qualvolta la FED si pronuncia verso il mercato, a qualunque titolo ivi compreso con un rialzo dei tassi di interesse, da dove poi è partita una azione correttiva piuttosto feroce. 

Figura 2) Indice MSCI Valuta di Origine        Figura 3) Indice MSCI in Dollari 

Figura 4) Indice MSCI Valuta di Origine                                     Figura 5) Indice MSCI in Dollari 

La dinamica a cui abbiamo assistito in settimana allo stato delle cose è assolutamente rispondente a ciò che ci attendevamo ormai due settimane fa allorché proporremo su queste pagine l’ipotesi virtuosa di evoluzione dell'insieme dei mercati azionari rappresentati dagli indici MSCI sia in valuta di origine sia in dollari che riportiamo per comodità di consultazione sulle figure 2 e 3. 

Sulle figure 4 e 5 si riproducono gli stessi indici aggiornati ad oggi e possiamo notare come “allo stato delle cose” il circuito virtuoso allora individuato come di evoluzione ottimale tale da favorire alcuna interessante rialzo nei mesi entranti, sia da considerare assolutamente in fieri. Per meglio dire vorremmo vedere ancora il proseguire della azione correttiva fin verso i supporti posti orientativamente in zona 1030 punti per l'indice è MSCI in valuta (da 1042 attuale) e successiva inversione del trend su quel livello.

La dinamica che ci possiamo attendere sull'insieme dei mercati azionari, che in misura rilevante può condizionare certamente l'evoluzione dei mercati europei, è ancora una volta fortemente dipendente dalla evoluzione del mercato americano il quale, dobbiamo osservare, sta rispondendo con sempre maggiore accuratezza a taluni principi di base di analisi tecnica. Proprio questa soddisfacente risposta che il mercato americano sta dando a questi principi di analisi tecnica ci porta a continuare a confidare su una evoluzione positiva dei mercati azionari di medio termine. 

Figura 6) Indice Dow Jones 

Figura 7) Indice SP 500 

Uno degli elementi di base che ci porta a confidare su questa evoluzione positiva dei mercati azionari è il manifestato perfetto riconoscimento della trend line superiore della conformazione a bandiera che stiamo seguendo da alcune settimane e che dopo essere stata dapprima vista sull'indice Dow Jones è stata successivamente individuata anche sull'indice SP 500. 

Come possiamo ben vedere in figura 7 questo indice ha reagito con estremo rigore al transito di questa trend line di resistenza ed interessante è osservare come prima di avviare la flessione a cui abbiamo assistito in settimana il mercato americano rappresentato da questo indice abbia messo in atto piccole oscillazioni proprio a ridosso di questa trend line dando un chiaro segnale di suo perfetto riconoscimento. 

Proprio in virtù di queste osservazioni riteniamo interessante nuovamente ritornare ad esporre alcune considerazioni di più ampio spettro sul comportamento dell'indice SP 500 che ci permettono di meglio capire il perché, allo stato delle cose, consideriamo virtuoso l'azione correttiva in atto e continuiamo a confidare su una evoluzione positiva di medio termine del mercato azionario americano e di conseguenza degli altri mercati azionari.

Figura 8) Indice SP 500 

Figura 9) Indice SP 500 

Lo scenario di medio periodo che continuiamo vedere maggiormente probabile è quello descritto in figura 8 laddove è rappresentata una evoluzione indicativa del mercato nel rispetto delle nostre attese come conseguenza della formazione a bandiera da parte dell'insieme dei mercati americani, Nasdaq a parte, e ben riconoscibili sugli indici Dow Jones e indice SP 500. Vogliamo osservare come uno degli elementi che ci porta a confidare su questa verosimile evoluzione del mercato americano si basa sul riconoscimento di ritracciamento dell'indice SP posti in relazione alla ampia onda flettente manifestatasi tra il 2000 e il 2002. 

Come ben ricordano i lettori che ci hanno seguito lo scorso anno, per diversi mesi abbiamo posto come obiettivo rialzista della fase positiva che ha caratterizzato il 2003 il livello di 1170 punti dell'indice SP 500 che corrispondeva esattamente al 50% di ritracciamento della onda in flessione del tre anni precedenti. Raggiunto questo livello l’indice ha iniziato questa conformazione a bandiera arrestandosi con un certo rigore nuovamente su un ritracciamento del 38,2% della stessa onda pluriennale 

Ora l'indice è ben interpretabile con i canali lineari di figura 9 molto regolari e in base proprio a questa configurazione ma non solo, possiamo infatti ritenere che ragionevolmente nella prosecuzione della sua flessione avviatasi in settimana, nel corso della settimane entrante o nel corso delle due settimane prossime l'indice SP 500 possa riconoscere il transito di questa trend line inferiore dove arrestare il suo movimento flettente e da lì avviare un movimento rialzista molto interessante da cavalcare con apertura di posizioni sui E.T.F. primi fra tutti proprio quelli rappresentativi di questo indice.

Figura 10) Indice Nasdaq 

Figura 11) Russel 2000 

Con riferimento ancora al mercato americano osserviamo che l'indice Nasdaq ha riconosciuto la resistenza statica che abbiamo individuato nelle settimane scorse in zona 1900 punti mentre invece l'indice a Russel 2000 da parte sua ha pure esso ha riconosciuto una omologa trend line di resistenza simile a quella degli indici maggiori ed ora si presenta diretto verso una più pronunciata flessione. I livelli obiettivi di questa azione correttive (in termini percentuali) sono diversi da indice ad indice tuttavia riteniamo tra questi molto importante livello di 1100 punti da parte dell'indice SP 500 che vuol dire una flessione aggiuntiva dai livelli attuali dell'ordine di uno 1% o poco più. 

Quanto alla situazione degli altri mercati azionari osserviamo come l'indice Nikkei non sia riuscito ad affrancarsi dalle resistenze costituite sia dalla evolvente parabolica di resistenza sia dalla trend line indicate in figura 12 e quindi ora è legittimo attendersi il raggiungimento del livello di 10750 - 10800 punti laddove transita una importante trend Line di supporto che dovrebbe essere capace di arrestare la flessione di questo indice. Anche qui stiamo parlando di una flessione possibile dell’ordine di un 1% circa. 

Certamente un raggiungimento di questo livello e suo riconoscimento sarà da noi letto come indicazione aggiuntiva di formazione di un bottom interessante dei mercati azionari da dove potrebbe realmente partire un movimento virtuoso di ampie proporzioni. Al contrario è ben evidente che l’eventuale perdita di questo supporto esercitato da questa trend line sarebbe da leggersi come indicazione di debolezza generalizzata dei mercati azionari e tale da rendere meno probabile una successiva escursione di ampie proporzioni. 

Figura 12) Indice Nikkei 

Figura 13) Indice DJ EuroStoxx 50 

Figura 14) Indice DJ Stoxx 50


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