TK’s
Sentiment Outlook
Speciale 2004
Parte A) Uno Sguardo Retrospettivo al 2003
1
Principali fasi dei mercati azionari nel 2003
2
Previsioni complessiva per tutto il 2003
3
Momenti salienti delle dinamiche nel 2003 e nostre indicazioni operative.
4
Segni di discontinuità con il passato emersi nel 2003
4/a
Assenza della Bussola dei tassi di Interesse
4/b
Divergenza tra trend Borsa e Rapporti di Cambio Mercato Americano
4/c
Divergenza tra trend Borsa e Rapporti di Cambio Mercato Italiano
4/d
Divergenza tra trend Borsa e Mercato Obbligazionario
5
Metafora della Coppa America
Premessa
Questa prima parte si
suddivide in 4 paragrafi la cui lettura è vivamente da noi raccomandata per
tutti i lettori in modo che siano più facilmente comprensibili singoli aspetti
trattati nelle successive parti del presente lavoro.
1.
Questa parte inizia con il presentare il comportamento registrato da
tutti i mercati azionari nel corso del 2003 e caratterizzato da una fase
flettente da Gennaio a metà Marzo a cui è seguita una fase di forte crescita
culminata verso metà Giugno per aprire le porte ad un secondo semestre di
intonazione positiva ma con crescita piuttosto moderata.
2.
Si ripercorrono quindi le previsioni formulate un anno fa su queste
pagine per la prevista evoluzione complessiva dei mercati per tutto il 2003 e si
confrontano i grafici allora posposti con gli stessi grafici ricostruiti oggi
dai quali si osserva, almeno a nostro giudizio, un soddisfacente rispetto da
parte dei mercati delle indicazioni da noi allora fornite.
3.
Si accenna quindi alle nostre previsioni che andavamo formulando sui
singoli TK’s Sentiment Outlook a mano a mano i mercati registravamo i momenti
di inversione sopra descritti. In questa sezione si fa riferimento a previsioni
piuttosto ardite che sono state presentate nel corso dell’anno e che sono
state successivamente rispettare dai mercati quali ad esempio un calo del 10%
del Dollaro e una crescita del 18% dell’Indice MSCI in dollari.
4.
Questa prima parte termina con un primo accenno ad un mutato quadro
intermarket che certamente rende più difficile di un anno fa fare delle
previsioni.Osserviamo infatti come nel corso del 2003 molti paradigmi
interpretativi del comportamento intermarket di specifici mercati finanziari non
necessariamente azionari siano venuti meno e quindi vengono a mancare a chi come
noi è chiamato a fare previsioni, elementi di riferimento che negli anni
passati hanno manifestato una elevata efficacia nel descrivere comportamenti
interagenti dei mercati finanziari.
5.
Il
testo termina con la replica del testo proposto lo scorso anno della Metafora
della Coppa America; riteniamo che sia utile la sua lettura per coloro che
ancora non l’hanno letto ma anche una sua rilettura a distanza di un anno può
essere una buona cosa.
____________________________
A/1)
Principali fasi dei mercati azionari nel 2003
Come possiamo vedere
con dovuto dettaglio nelle pagine che seguono, che richiamano molti passi della
previsione formulata su queste pagine lo scorso anno, per il 2003 ci attendevamo
una fase in flessione nel primo trimestre e poi dal mese di Marzo in avanti le
nostre attese andavano verso un significativo recupero di tutti i mercati; la
previsione in oggetto era da noi considerata valida per tutti i mercati azionari
occidentali e in particolare per i mercati del blocco “nord atlantico”
(USA , Canada e Gran Bretagna) e per i Mercati Comunitari.
Alla data di
formulazione della previsione si assisteva ai primi angoscianti ammassamenti di
truppe americane in Iraq ma le attese di una soluzione diplomatica della
situazione irachena erano ancora nell’animo di tutti noi. In data 20 Marzo
iniziò viceversa il conflitto che venne inizialmente accolto dai mercati
azionari con una elevata euforia a cui sono seguite fasi di assestamento e fasi
di nuove spinte rialziste fino all’avvio di un trend positivo che ha
accompagnato i mercati fino a fine anno.
Così come la prima
parte dell’anno si è caratterizzata dal conflitto in Iraq, possiamo dire che
la seconda parte dell’anno si è caratterizzata dal forte indebolimento del
Dollaro verso tutte le divise e verso l’Euro in particolare creando elementi
di forte preoccupazione non ancora rientrati ma che anzi potranno ulteriormente
guidare la evoluzione dei mercati nel corso del corrente 2004. In parallelo
all’indebolimento del Dollaro osserviamo infatti il profilarsi di segnali di
squilibrio sul fronte macroeconomico: a fronte di una ripresa economica pressoché
nulla in Europa, vediamo primi segnali di ripresa in Giappone e soprattutto
segnali di forte crescita in USA per via sia della politica monetaria molto
accomodante che vede i tassi sui Fed Funds all’1% sia anche per via della
politica economica di forte spending anche sul fronte di spese militari.
Dobbiamo tuttavia osservare che questa politica
economica americana, nei confronti della quale è difficile sottrarsi alla
tentazione di pensare che non sia messa in atto senza un pensiero alle elezioni
presidenziali che avranno luogo nel mese di Novembre e in questa direzione
indirizzata, per altro verso inizia a creare seri squilibri sia sul fronte del
saldo delle partite correnti della bilancia dei pagamenti americana sia del
saldo di fabbisogno federale. Come dire: “Gli americani spendono molto e il disavanzo tra incassi e spese viene
finanziato con nuovo debito estero.”
Siamo
ben lontani dal pensare ad una possibile crisi di fiducia da parte degli
investitori esteri verso i titoli federali americani ma certamente l’aumentare
del debito estero in parallelo con il progressivo ulteriore indebolimento del
Dollaro potrebbero far nascere politiche gestionali tese a privilegiare
l’acquisto di titoli governativi non americani o quantomeno non emessi in
dollari.
Vedremo meglio questo aspetto nella parte C dedicata alle prospettive di
evoluzione del quadro macroeconomico internazionale e intanto ritorniamo a porre
l’esame sull’andamento dei mercati azionari nel corso del 2003 commentandoli
in relazione alle previsioni che facevamo un anno fa.
Possiamo iniziare la
rapida rivisitazione delle principali fasi caratterizzanti i mercati azionari
nel corso del 2003 ponendo l’attenzione sulle uniformità di comportamento dei
vari mercati, compreso quello italiano, al comportamento dell’Indice generale
dei mercati azionari MSCI (Morgan Stanley Common Index) che rappresenta tutti i
mercati azionari e viene costruito sulla base degli indici espressi nelle
singole divise locali, e quindi non tiene conto del cambio Divisa Locale -
Dollaro, fatto questo viceversa recepito nel più conosciuto Indice MSCI
espresso in dollari.

Figura
1) Indice MSCI Valuta Locale
Come vediamo in figura
1, come peraltro anche in figura 2 a riguardo del nostro mercato rappresentato
dal MIB 30. nel corso del 2003 questo indice ha percorso le seguenti tre fasi
1.
Fase di flessione da inizio anno fino al minimo di 12 Marzo (la guerra
iniziò il 20 Marzo)
2.
Fase di forte crescita da metà Marzo a Metà Giugno
3.
Fase di assestamento con leggera predisposizione alla crescita da Giugno
a fine anno.

Figura
2) Indice MIB 30
Il
comportamento nel corso del 2003 del nostro mercato è stato sostanzialmente
molto allineato ai comportamenti medi di tutti i mercati azionari come
rappresentato dall’Indice MSCI e nelle pagine che seguono osserveremo i
principali contenuti previsionali che abbiamo via via erogato nel corso
dell’anno. Al fine di permettere al lettore di farsi una migliore conoscenza
del nostro metodo previsionale, che si basa sulla Analisi Tecnica Discrezionale
Non Lineare Intermarket, e anche di valutarne i suoi limiti, nella successiva
Parte B ripercorriamo con debito dettaglio i momenti
salienti delle dinamiche nel 2003 ed esponiamo le nostre indicazioni operative
via via formulate che peraltro sono in sintesi già richiamate nella successivo
paragrafo A/2.

Variazioni
percentuali dei principali indici internazionali nelle tre fasi caratterizzanti
il 2003
Al
fine di poter meglio commentare i singoli momenti vissuti dalle varie borse
internazionali attraverso le tre principali fasi descritte e caratterizzanti il
2003, in tabella abbiamo esposto le varie percentuali prodottesi in ciascuna
fase ed abbiamo voluto porre debito rilievo alla fase complessiva di crescita
prodottasi dal minimo d Marzo a fine anno.

Variazione
Indici nella ultima settimana (Nero), ultime 4 settimane (Azzurro) e da inizio
anno (Verde)
Analogamente
riportiamo la comune tabella delle variazioni settimanali, delle ultime 4
settimane e da inizio anno che sistematicamente proponiamo sui TK’s sentiment
Outlook settimanali e sulla quale formuliamo via via le nostre previsioni
operative.
A
beneficio di coloro che hanno una minore conoscenza dei nostri metodi
previsionali, possiamo dire che ad esempio del corso dell’intero 2003 il
nostro mercato azionario italiano descritto dall’Indice Comit ha segnato un
apprezzamento da inizio anno del 15,09% (seconda tabella), che nelle ultime 4
settimane è rimasto sostanzialmente invariato (flessione dello 0,33%) anche per
via della flessione dell'ultima settimane dello 1,28%.
Nel
corso dell’anno ha subito una flessione dello 12,13% da inizio anno al minimo
del 12 Marzo (prima tabella) per crescere di un vigoroso 24,66% da Marzo a
Giugno e di un ulteriore 5,08% da Giugno a Dicembre periodo questo durante il
quale le Blue Chips rappresentate del MIB 30 sono cresciute di un più modesto
1,61%.
____________________________
A/2)
Previsioni complessiva per tutto il 2003
In questa sezione si
ripercorrono alcune previsioni formulate un anno fa su queste pagine del TK’s
Sentiment Outlook Speciale 2003 per la prevista evoluzione complessiva dei
mercati per tutto il 2003 e si confrontano i grafici allora posposti con i
grafici ricostruiti oggi dai quali si osserva un soddisfacente rispetto da parte
dei mercati delle indicazioni da noi allora fornite. In “nero
corsivo”
sono riportati i testi del TK’s Sentiment Outlook Speciale 2003 mentre in Blu
scuro i commenti fatti oggi sull’effettivo andamento dei mercati
azionari.
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Il
primo aspetto delle nostre previsioni che vogliamo porre alla attenzione del
lettore attiene ad un comportamento ciclico dei mercati sul quale abbiamo,
correttamente, fatto affidamento e che vedeva il profilarsi di una fase positiva
da Marzo 2003 a Marzo 2004 e nello specifico, servendoci della figura 3 di
pagina seguente ci esprimevamo nel seguente modo:
Punto
1): Sulla Parte F a Pagina 2 dicevamo:
“Su
questo secondo grafico, per via anche del fatto che vi è un minore addensamento
di strumenti di analisi grafica rispetto quello della prima figura, possiamo
meglio percepire il buon rispetto della ciclicità a 24 mesi osservata
dall’insieme dei mercati azionari e proprio su questa ciclicità possiamo fare
affidamento che se da oggi a Marzo assisteremo ad una flessione, al contempo
possiamo ben confidare che da Marzo 2003 a Marzo 2004 i mercati Azionari
internazionali si muoveranno in crescita in quanto con molta probabilità il
livello che sarà raggiunto a Marzo 2004 sarà superiore di quello segnato a
Marzo 2003.
Credo
anzi che questo sia un elemento sul quale possiamo fare un forte affidamento e
in base a questo impostare strategie non solo di trading ma di vero e proprio
positioning di lungo periodo (12 mesi).
In questo contesto di
attesa di un generale indebolimento dei mercati da qui Marzo possiamo vedere
flessioni anche più accentuare dei mercati europei i quali presentano una
tendenza ad una volatilità maggiore di quella media dell’insieme dei mercati
e come risulta dal comportamento dell’indice MSCI che li rappresenta,
parimenti da Marzo 2003 a Marzo 2004 verosimilmente questi mercati potranno
dimostrare una capacità di reazione superiore con conseguenti opportunità di
crescita ben migliori di quelle offerte dalla media dei mercati mondiali.”

Figura
3) Indice MSCI con ciclo a 24 mesi scala logaritmica

Figura
4) Indice MSCI con ciclo a 24 mesi scala logaritmica – Nuovo cluster: 27
Febbraio
Come
già abbiamo osservato, al 12 Marzo 2003 tutti i mercati azionari internazioni,
ad eccezione forse di Tokyo, hanno registrato il minimo del 2003 e da li in
avanti hanno registrato forti crescite come possiamo vedere sulla tabella di
pagina 4; effettivamente i mercati comunitari, con Francoforte in testa, hanno
registrato crescite ben superiori a quelle del mercato americano. Allo stato
delle cose non abbiamo elementi che possano farci pensare che il movimento
positivo in essere non possa effettivamente raggiungere un massimo verso Fine
Febbraio, metà di Marzo prossimo.
Vediamo
infatti in figura che il prossimo cluster temporale riguardante l’Indice MSCI
sulla base della ciclicità da noi individuata e ritenuta congrua cade proprio
verso fine Febbraio e il rigore con il quale il mercato ha rispettato la
ciclicità a 48 Mesi ci porta a ritenere molto significativo questa scadenza e
infatti nel corso del lavoro daremo una elevata attenzione a questo aspetto
previsionale.
____________________________
Dopo i tre anni delle feroci
flessioni che abbiamo conosciuto negli anni 2000 - 2002, un anno fa fare una
previsione di arresto della fase flettente con il profilarsi di una guerra in
Iraq alle porte non era facile. Nondimeno l’esame grafico del quadro
intermarket che si andava profilando ci portò a formulare una previsione nei
seguenti termini:
Punto
2) Sulla Parte F a Pagina 7 dicevamo:
“Il
mercato azionario inglese, che funge da mercato guida di molto altri mercati
azionari, si trova in una situazione che può far ritenere visto l’esaurimento
della Onda correttiva avviatasi nel 2000 proprio con il minimo raggiunto ad
Ottobre. Nelle settimane e nei mesi entranti potrebbe nuovamente vedere questo
minimo o leggermente perforarlo ma esso potrebbe costituire un serio Bottom per
il mercato inglese con tutti gli effetti positivi di trascinamento che questo
comporterebbe sugli altri mercati
Possiamo quindi
porre un obiettivo ribassista in zona 3500 punti distante un 10% dai livelli
attuali e un 6% dai minimi di Ottobre. Un avvio di movimento positivo con
superamento della Evolvente Parabolica convessa di resistenza potrebbe mutare in
positivo il quadro ma riteniamo che questa violazione possa manifestarsi solo
dopo una visitazione del minimo posto a 3.500.“
Il Footsie non si è arrestato
al livello obiettivo che ponevamo in zona 3500 ma ha proseguito la flessione fin
verso il livello di 3300 punti consuntivando una flessione in quei primi tre
mesi di un 15,7%. Possiamo tuttavia vedere ancora nella tabella di pagina 4 come
molti altri indici abbiano viceversa contenuto la loro flessione da inizio anno
esattamente al 10% di cui parlavamo nelle nostre previsioni a tratto generale e
specificatamente per il mercato inglese.
Registriamo infatti una
flessione del 10% per l’Indice MSCI e anche per il Mercato Azionario Americano
mentre invece quello comunitario ha acuito la flessione del periodo raggiungendo
un 22% circa. Come già detto dovevamo tenere conto di tre anni di forti
flessioni e di una guerra alle porte e in base a queste condizioni di contorno,
possiamo ritenere che l’estensione della flessione è stata piuttosto ben
rispettata dai principali Indici Internazionali e in qualche misura anche dal
nostro Comit con una flessione del periodo di un 12%.
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