TK’s
Sentiment Outlook
Speciale 2004
Parte
f) proiezioni
per il 2004 della borsa italiana
1
Anno 2003: Minimo ciclico importante.
2
Una visione d’insieme di lungo termine del Mercato Azionario Italiano
3
Comportamento primo trimestre
4
Flessione primaverile e successiva crescita
5
Elementi segnalatori della flessione primaverile
6
Conclusione
Premessa
In
questa ultima parte proponiamo il quadro evolutivo atteso del nostro mercato per
il 2004 che si presenta coerente con le analisi fin qui fatte. Come andrà il
mercato nel corso di tutto l’anno lo sapremo a fine anno ma ci siamo impegnati
di fornire una previsione e, con tutti i rischi che comporta la fornitura di
qualsiasi previsione, nondimeno la presentiamo in questa Parte.
Quanto
all’andamento effettivo del mercato nel corso del 2004 lo commenteremo nella
redazione del prossimo TK’s Sentiment Outlook speciale 2005 che pensiamo di
continuare a fare anche per il prossimo anno. Cercheremo di renderlo più
agevole nella lettura, (proposito questo che viene sistematicamente reiterato
anno dopo anno), ma senza con questo abbandonare il taglio didattico -
applicativo che abbiamo voluto dare allo stesso e che è stato da molti
lettori apprezzato.
Per
ora su questa ultima parte vogliamo presentare con il dovuto livello di
dettaglio e di spiegazioni, i pochi parametri che ancora ci mancano per
descrivere in modo ragionato il zigò lag che ci attendiamo verrà sviluppato
dal nostro mercato all’interno della area verde secondo quanto rappresentato
nella seguente figura.

Figura
1) Indice Comit – Previsione
di evoluzione per il 2004
Come
ormai ben sappiamo, o almeno sanno coloro che hanno avuto la pazienza di leggere
il nostro lavoro (anche solo nei commenti di chiusura di ciascun paragrafo e di
ciascuna parte) la dinamica che ci attendiamo per il 2004 vede i seguenti
movimenti:
·
Una leggera flessione a Gennaio a cui dovrebbe seguire nel mese di
Febbraio inizio Marzo una nuova crescita e tale da portare il nostro mercato a
Marzo su valori leggermene superiori a quelli attuali,
·
Una successiva flessione nei mesi di Marzo – Aprile con possibile
estensione anche ad inizio Maggio e formazione di un minimo molto interessante da dove dovrebbe partire un movimento in
crescita capace di portare il nostro mercato a fine anno su valori superiori di
un 20 % circa rispetto i valori di inizio anno.
Ora
che abbiamo trovato il morto (+20% di crescita nel 2005 e di un 35% dai minimi
della tarda primavera), cerchiamo di scoprire come è stato ammazzato . Con lo
scopo di indurre tutti i lettori alla effettiva consultazione di quanto andiamo
ad esporre, nelle pagine che seguono cerchiamo di presentare un congruo numero
di immagini e al contempo di essere il più sintetici possibili nei commenti e
suddividiamo la esposizione in funzione delle singole onde attese da parte del
nostro mercato.
____________________________
1)
Anno 2003: Minimo ciclico importante.

Figura
2) Indice Comit dal 1972 su
scala logaritmica e violazione della trend line di supporto di lunghissimo
periodo.
Sebbene
nell’autunno del 2002 il nostro mercato rappresentato dall’Indice Comit
avesse violato al ribasso la trend line di supporto di lunghissimo periodo
indicata in figura, conferendo di conseguenza una visone negativa alle
prospettive di sua evoluzione, abbiamo motivo di ritenere che il minimo
registrato dal mercato azionario italiano nel Marzo del 2003 debba considerarsi
un minimo ciclico importante da dove può svilupparsi un trend molto
interessanti e per i prossimi tre anni 2004 - 2006.

Figura
3) Indice Comit scala logaritmica dal 1972 e proiezione di un nuovo ciclo
pluriennale in base ad una comportamento ciclico di 81 mesi.
Sulla
base di questo minimo di fine 2002 – inizio 2003 possiamo ipotizzare la
formazione di un nuovo ciclo pluriennale della durata di 5 anni circa di cui tre
anno – tre anni e mezzo in crescita e 1 anno e mezzo -due in flessione. Quanto
alla data di avvio di questo ciclo, siamo portati a non tanto considerare il
minimo di Marzo 2003 registrato dal nostro mercato quanto piuttosto il Settembre
e di 6 mesi prima laddove la grande maggioranza dei mercati azionari ha
effettuato i su suoi minimi assoluti di periodo.
Quindi
il ciclo a 5 anni è, dal nostro punto di vista, da considerarsi avviato a
Settembre 2002 e da parte del mercato italiano con un lag di 6 mesi che sono del
tutto ininfluenti in termini di previsioni di lungo periodo del tipo di quelle
che qui stiamo presentando.

Figura
4) Indice Comit scala logaritmica dal 1993 e proiezione di un nuovo ciclo
pluriennale in base ad una comportamento ciclico di 81 mesi.

Figura
5) Indice Comit scala Metrica dal 1993 e proiezione di un nuovo ciclo
pluriennale in base ad una comportamento ciclico di 81 mesi.
In
figura 4, che costituisce un dettaglio della figura 3, e più ancora in figura 5
che costituisce la rappresentazione su scala metrica delle figure 3 e 4,
possiamo leggere con un maggiore dettaglio la struttura attesa da parte del
nostro mercato che vede i seguenti elementi caratterizzanti il movimento atteso:
Nelle
pagine che seguono specificheremo con maggiore dettaglio il metodo seguito per
giungere a questi indicazioni di massima; soffermiamoci ancora un momento a
considerare il fatto che il livello del Marzo 2003 sia da considerarsi come
minimo significativo di lungo periodo.
Questa
constatazione non è di poco conto, se si rivela corretta come evidentemente
crediamo, allora può essere da considerare il periodo attuale come un periodo
ottimale per investire sia su pozioni di lungo periodo sia anche per i investire
su fondi azionari. La correzione che
ci attendiamo a Marzo ci sarà utile per rivedere i nostro portafoglio azionario
e per uscire da posizoni ingessate, ma in ogni caso il quadro di fondo si
presenta interessante per operare massicciamente al rialzo.
Alla
domanda che emerge spontanea del tipo: ma
perché devo uscire dai fondi azionari o dalle posizoni ingessate a Marzo se
prevediamo di avere altre tre anni di forte crescita? La riposta
è molto semplice e si compone di due parti:
1)
Nessuno garantisce che il mercato andrà effettivamente nella direzione
attesa e che a fine annoi avremo i livelli indicati. Oggettivamente mi sento di
attribuire un 70% di probabilità di vedere una sensibile correzione a Marzo e
solo un 50% di probabilità di vedere nell’anno la crescita indicata e
prenderei le dovute distanze da coloro che si sentono di fare previsioni con
percentuali più elevate,
2)
Nell’ipotesi che il mercato vada nella direzione attesa e presentata su
queste pagine, nessuno dice che tutti i settori avranno la stessa crescita nei
prossimi tre anni e men che meno nessuno ci garantisce che i titoli che sono
stai di fatto del tutto dimenticati nel corso della buona ripresa del 2003
faranno faville nel 2004.
Allora
un uscire momentaneamente dal mercato per poi rivedere con maggiore serenità se
reinvestire e se si su quei settori non può che essere una atteggiamento
responsabile e raccomandabile. Tutto qui ma su queste cose avremo certamente
modo di parlarne diffusamente ai Sottoscrittori al presentarsi del momento
ottimale di uscita e così come al momento ottimale di rientrata sul mercato e
allora andremo alla ricerca dei settori più promettenti. Al momento non siamo
in questa situazione e la possibile flessione di Gennaio non deve essere
interretata come occasione di uscita dal mercato mentre invece al presentarsi di
segnali di cedimento da Fine Marzo in acanti dovranno essere letti con molta
attenzione.
Un
interessante elemento di valutazione che ci porta ad essere piuttosto positivi
sul nostro mercato, in termini delle sue prospettive di evoluzione per i
prossimi due – tre anni, emerge dalla semplice confronto del nostro mercato
con il comportamento del Dow Jones nel lunghissimo periodo. Vediamo.

Figura
6) Andamento nel lunghissimo periodo tra mercato italiano e Indice Dow Jones.
In
figura 6 abbiamo sovrapposto i due indici su scala logaritmica nel lontano 1946
e possiamo ben vedere che il nostro mercato (curva blu) ha effettuato
oscillazioni assai maggiori di quelle del mercato americano (curva rossa),
amareggiando certamente in misura maggiore coloro che sono rimasti ingessati
nelle ampie fasi flettente sulla borsa italiana rispetti quella americana ma
anche premiando con elevate opportunità di trading coloro che hanno saputo
individuare in tempo le interessanti fasi di forte crescita.
Questo
per dire che non siamo stati in passato un mercato che non ha concesso
opportunità di profitto, al contrario abbiamo avuto elevatissime occasioni
trading che verosimilmente saranno attenuate negli anni entranti per via della
sempre maggiore integrazione dei mercati ma in constatare che dopo tanto anni
siamo al livello del Dow Jones deve essere letta come indicazione lusinghiera e
che ci deve indirizzare a confidare sulla fase positiva che riteniamo di avere
alle porte.

Figura
7) Indice Sole 24 Logaritmico e Indicatore RSI.
Un
nuovo elemento che ci porta ad essere ottimisti sul momento che attraversiamo,
sempre in relazione a dove ci potremo trovare tra due tre anni e non tra due o
tre mesi, emerge dalla Analisi Chartistica Algoritmica applicata all’Indice
Sole 24 Ore dal 1938 ad oggi. Da questa analisi emerge in modo
incontrovertibile che il nostro mercato si trova su un minimo molto interessante
e il riconoscimento della Evolvente Parabolica di supporto da parte
dell’Indicatore RSI conferma appieno questa situazione. Possiamo
certamente sempre sbagliare ma, in un’ottica di lungo per termine riteniamo
proprio che entrare sul mercato azionario italiano in questi mesi, magari con
adeguati piani di accumuli mensili possa essere davvero raccomandabile.
Questo
insieme di elementi ci porta a rivedere leggermente la situazione di supporto e
di resistenze delle trend line della figura 2 e in particolare siamo portati ad
interpretare i tre minimi formatisi negli anni 78 – 93 e 2003 come tre punti
sui quali posizionare una Evolvente Parabolica di supporto di lunghissimo
periodo assimilabile ad una linea retta. In termini concreti questa nuova
interpretazione ci permette di considerare meno importante la trend line di
origine.
La
consideriamo meno importante ma non la possiamo abbandonare per la più semplice
della ragione: dopo tanto tempo che viene letta da molti analisti, da quanto, ci
sia permesso di dire l’abbiamo pubblicata noi per primi nel 1995, essa
subordina ancora il comportamento di molti operatori e il suo riconoscimento sul
grafico 5 ne è una valida testimonianza.
Per
il vero dobbiamo precisare che non è esattamente la stessa trend line ma
qualcosa di assai simile in quanto “the original one” è su scala
logaritmica mentre quella di figura 5 è sul grafico a scala metrica ma intanto
l’indicazione fornita è sostanzialmente molto simile.

Figura
8) Indice Comit scala logaritmica dal 1972 93 e supporto formato da una
Evolvente Parabolica di lungo periodo.
Fatte queste osservazioni
rivediamo con maggiore attenzione la situazione del mercato Italiano
congiuntamente con la situazione che viene a presentarsi su alcuni Indici
Internazionali.
____________________________
Copyright © 1998-2002 TK Trading Knowledge. S.r.l. Posta elettronica: tkstaff@tk-it.com Sito Internet: www.tk-it.com Tutti i diritti riservati. Le informazioni contenute nel presente documento sono soggette a modifiche senza preavviso.Il logo della TK Trading Knowledge e i nomi: BesTrade®, ParVol® OR-ParVol®e PoiFig® sono marchi registrati della TK Trading Knowledge. Tutti i marchi registrati e i nomi dei prodotti menzionati appartengono ai rispettivi proprietari.