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Sentiment Outlook - Quadro Macroeconomico - Pagina
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TK’s
Sentiment Outlook
Speciale 2004
Parte B) Prospettive del Quadro Macroeconomico per il 2004
1
Commento alle conclusioni formulate sul TK’s Sentiment Outlook Speciale
2003
2
Ruolo ed efficacia dei tassi di interesse. - Segni di discontinuità
registrati nel 2003
3
Petrolio e Commodities
4
Tassi Interesse
5
Future su Titoli a Reddito Fisso
6
Rapporti di Cambio.
7
Natura dello squilibrio valutario: Euro forte o Dollaro debole
8
Quanto interessa alla economia americana il Dollaro debole
9
Possibili modalità di aggiustamento dello squilibrio valutario
10
Conclusioni Effetto del modificarsi del quadro valutario sul quadro
intermarket.
Premessa
In
questa parte ci proponiamo di costruire un quadro di riferimento sul fronte
macroeconomico internazionale che possa guidarci nella formulazione degli
andamenti dei mercati finanziari e di quelli azioni in particolare nel corso del
2004.
Onde
evitare che alcune attese sul fronte macroeconomico, come il titolo della
presente Parte C potrebbe fare intendere, possano essere disattese, vogliamo
precisare che non abbiamo interesse a sviluppare quegli aspetti prettamente
macroeconomici che rivestono un impatto solo marginale sull’andamento dei
mercati finanziari, ma vogliamo unicamente adempiere al nostro ruolo che ci deve
vedere quali attenti osservatori della realtà economica dalla quale cerchiamo
di evincere futuri eventi, che oltre ad essere possibili rivestano anche un
elevato livello di probabilità di loro accadimento, e come tali da poter
condizionare la evoluzione dei mercati finanziari.
In
questo esame riteniamo corretto partire da quello che possiamo definire come “scenario
di consensus”,
in quanto largamente condiviso da molto operatori dei mercati finanziari e che
di basa sui seguenti principali punti:
·
In
America è in corso una forte ripresa economica dovuta principalmente alla spesa
pubblica; perché essa possa proseguire nel 2004 con lo stesso tasso di crescita
visto nel secondo semestre del 2003, occorre che si accompagnino a questi
investimenti pubblici anche investimenti da parte delle imprese che sono al
momento ancora piuttosto modesti,
·
In
tutto il mondo i tassi di interesse sono bassi sia a breve che a medio termine e
rimangono bassi; essi non possono essere ulteriormente ridotti dalle Autorità
Monetarie (in maniera significativa) ma semmai solo essere aumentati, una
riduzione dei tassi ufficiali è possibile sull’Euro e infatti nella parte
conclusiva di questa parte facciamo riferimento ad una possibile misura di
questo genere.
Certamente
molti di questo assunti sono assolutamente condivisibili, altri meritano una
maggiore attenzione ma in ogni caso riteniamo cha alcuni altri aspetti meritino
di essere oggetto di attenzione e in particolare i seguenti:
Tutti
quanti questi aspetti, seppure in diversa misura partecipano a nostro avviso
alla formulazione di uno scenario macroeconomico di fondo sul quale possiamo
sviluppare successive previsioni dei mercati finanziari e di quelli azionari in
particolare ma in ogni caso dobbiamo sempre ricordare che i mercati azionari
possono sempre andare in direzione del tutto opposta a quanto il quadro
macroeconomico potrebbe far pensare.
Sappiamo
infatti assai bene come mentre i gestori professionali pongano attenzione ai
fondamentali dei singoli titoli quotati, la grande massa di trader non guarda
tanto ai fondamentali quanto piuttosto ai trend in essere e se il trend è
favorevole si acquista, se è negativo si vende (o si rimane ingessati) ma ad
eccezione di casi come il recente caso Parmalat, si pone scarsa attenzione al
lato fondamentale sottostante. Troppe volte abbiamo ricordato come “I
Trader conoscono i prezzi di tutti i titoli ma il valore di nessuno”. E’
una osservazione forse nota ed evidente ma sempre di attualità e capace di
giustificare le situazioni di ipercomprato e di ipervenduto che vengono a
prodursi sui mercati finanziari e azionari in particolare.
Concludiamo
questa premessa proprio ricordando come gli operatori dei mercati finanziari
seguano le dinamiche economiche sottostanti ma al contempo seguano, e forse in
misura superiore, comportamenti loro propri che si basano sui cicli emotivi dei
quali gli operatori singolarmente e anche collettivamente sono pervasi.
In
certe epoche questi cicli emotivi, anche in base alla situazione generale
oggettiva del mercato, sono negativi e quindi collettivamente tutti
vedono negativamente le prospettive di evoluzione dei mercati azionari e collettivamente
rinviano ogni acquisto e cedono i titoli in portafoglio noncuranti delle perdite
in cui vanno incontro ma soprattutto non facendo alcuna verifica tra il prezzo
del titolo ceduto e il suo valore oggettivo con l’effetto di produrre le forti
flessioni come abbiamo conosciuto dal 2000 ad inizio 2003.
A
queste fasi si alternano fasi nelle quali collettivamente tutti i trader,
o per meglio dire la nuova “generazione” di trader che si affacciano
al mercato azionari ogni 4 –5 anni vedono positivamente con l’effetto di
imprimere andamenti positivi ai mercati azionari a prescindere dallo stato
economico sottostante.
E’
proprio sulla base di questa considerazione che sviluppiamo questo articolato
TK’s Sentiment Outlook Speciale annuale: cerchiamo di percepire le prospettive
di sviluppo del quadro macroeconomico di fondo ma unicamente come un importate
tassello utile per la formulazione di previsioni di fondo: altri elementi forse
più importanti o forse meno importanti, ma certamente da noi ritenuti
maggiormente importanti si basano sui comportamenti ciclici e attese di guadagno
che si manifestano nei singoli soggetti operanti sui mercati azionari e che si
calano sui vari metodi di Analisi Tecnica che troveranno spazio nelle parti che
seguono.
Come
fatto per altre parti e come uso del nostro metodo di lavoro, andiamo intanto a
verificare cosa dicevamo un anno fa e come sono andate realmente le cose. Come
adottato per altre sezioni in “nero
corsivo”
sono riportati i testi dei vari TK’s Sentiment Outlook richiamati e in Verde Acqua i passi ritenuti maggiormente importanti mentre in Blu
scuro i commenti fatti oggi 4 Gennaio 2004 sull’effettivo andamento dei mercati finanziari.
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1)
Commento alle conclusioni formulate sul TK’s Sentiment Outlook Speciale
2003
Un
anno fa sul TK’s Sentiment Outlook Speciale 2003 in merito alle possibile
evoluzione del quadro macroeconomico internazionale giungevamo alle seguenti conclusioni
“Da
questo rapido flash sul quadro macroeconomico emerge una possibilità di
crescita economica nel secondo semestre dell’anno semmai, scusate il cinismo,
favorita anche da un conflitto che avrebbe l’effetto di stimolare una domanda
interna americana non solo per armamenti. Anche in assenza della guerra, che non
dovrebbe avere effetti particolarmente negativi sul quadro congiunturale in
quanto anche un innalzamento del prezzo del petrolio per via del conflitto
dovrebbe essere momentaneo (siamo più preoccupati dalle vicende Venezuelane che
Irachene sotto questo punto di vista), permangono
forti attese su una ripresa economica del secondo semestre e questa ripresa
potrebbe essere scontata dai mercati azionari a partire dalla fine del primo
trimestre.
In
termini diversi possiamo dire che mentre i primo trimestre vede il pericolo
della guerra con effetti negativi sul fronte dei mercati azionari, nella seconda
parte dell’anno sul fronte macroeconomico le cose dovrebbero migliorare sia
che si sia disputata o meno la guerra in Iraq e della cosa dovrebbero
approfittarne i mercati azionari con un possibilità di crescita a partire da
Aprile e che potrebbe essere anche abbastanza duratura fin verso fine anno o
anche verso inizi del 2004.
L’elevato
prezzo raggiunto dall’Oro può interpretarsi come una attesa di un conflitto
con l’effetto di trascinare al rialzo anche l’Indice CRB delle Commodities,
l’esame di alcune commodities, (Cacao Caffè Rame e Argento) non manifestano
tensioni assimilabili ad una distorsione della formazione della domanda e
offerta per timori di un conflitto. E’ importante osservare che il petrolio
non ha ancora raggiunto livelli particolarmente rilevanti in termini di effetti
economici espressi come pericolose spinte inflazionistiche. Vedremmo questi
pericoli in caso di un sistematico livellamento del Brent sopra i 30 Dollari al
barile.
Sul
fronte dei tassi di interesse siamo in presenza di una generalizzata ben nota
flessione che comporta anche una discesa dei rendimenti delle obbligazioni a
reddito fisso e quindi sotto il profilo dei tassi di interesse riceviamo una
componente positiva per i mercati azionari.
Una
altra componente positiva giunge dalla situazione dei titoli a reddito fisso i
quali sono su livelli molto elevati e dimostrano una difficoltà ad una loro
ulteriore crescita nonostante le discese dei tassi di interesse degli ultimi
mesi sia sul Dollaro che sull’Euro. Sotto questo aspetto ci attendiamo quindi
un deflusso di fondi dal mercato obbligazionario verso quello azionario non
appena si avvertiranno i primi segnali di risveglio di quest’ultimo.
Da
ultimo per quanto riguarda il mercato forex noi
Europei non possiamo ricevere utili indicazioni su particolari aree valutarie
sulle quali indirizzare investimenti per poter trarre una utilità dalle
dinamiche valutarie. Vediamo infatti uno Yen tuttora in fase di indebolimento
verso Dollaro e Euro; un Franco Svizzero stabile contro Euro così come anche la
Sterlina.
Dobbiamo
piuttosto considerare come l’indebolimento in essere e atteso per
l’immediato futuro del Dollaro verso l’Euro ha
purtroppo un effetto di deprimere la Borsa americana con conseguenti effetti di
trascinamento che questo processo ha sui mercati azionari extra americani,
Insomma nulla di particolarmente positivo emerge dal quadro valutario.”
Commento
del 4 Gennaio 2004: Rileggendo
ora a distanza di un anno le previsioni formulate sul fronte macroeconomico per
il 2003. osserviamo una unica sensibile nota negativa a riguardo
dell’andamento della Borsa Americana in relazione all’indebolimento del
Dollaro. In luogo della attesa flessione della borsa americana a fronte della
flessione del Dollaro, viceversa il mercato azionario americano ha messo a segno
la forte crescita che ben conosciamo.
Questa
nostra previsione esposta un anno fa si basava sull’osservazione storica delle
correlazioni tra andamento delle divise e delle borse secondo la quale in
presenza di un Dollaro forte mediamente la borsa americana si apprezzava di un
180% e quelle Europee del 80% mentre all’opposto in presenza di un
rafforzamento delle divise Europee le rispettive borse Europee si apprezzavano
di un 170% mentre quella americana del 90%.
Come
già abbiamo osservato nella prima parte, nel 2003 siamo entrati in una fase di
forte discontinuità e che ha reso ininfluente la forte componente dovuta al
livello dei tassi di interesse ma anche ha sovvertito alcuni canoni
interpretativi delle dinamiche dei mercati finanziari.
Ad
eccezione tuttavia di questa dissonanza tra nostre previsioni e consuntivo,
possiamo ritenere che gli altri elementi prospettici del quadro macroeconomico
di riferimento proposti lo scorso anno siano stati colti con soddisfacente
rigore e in particolare la forte crescita della economia americana nella seconda
parte dell’anno.
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