TK’s
Sentiment Outlook
Speciale 2003
Parte A) Uno sguardo RETROSPETTIVO al 2002
Premessa
1)
Metafora della Coppa America.
2) Momenti salienti
delle dinamiche nel 2002 e nostre indicazioni operative.
3)
Numero 23 del giorno 22 Giugno 2002
4)
Numero 27 del giorno 20 Luglio 2002
5) Numero 39 del giorno 12 Ottobre 2002
Premesso
che tutti i numeri del TK’s Sentiment Outlook pubblicati nel corso del 2002
sono consultabili sul nostro sito Internet alla pagina “ ….“ laddove sono
anche scaricabili in formato Word zippato, vogliamo qui di seguito richiamare
solo alcune nostre riflessione effettuate nei momenti maggiormente importanti
per la evoluzione del nostro mercato e commentate con le successive evoluzioni
del mercato realmente prodottesi. Un anno fa su queste pagine ci lasciavamo con
le seguenti previsioni di massima per l’anno 2002.
·
“Alla
luce di tutti le analisi di seguito presentate, vediamo come scenario
maggiormente probabile l'iscrizione del nostro mercato all'interno di una fase
di accumulazione che dovrebbe proiettare l'indice a fine anno a valori
mediamente superiori di un 8 - 12 % rispetto quelle attuali di inizio anno.
·
Da
oggi ad allora vediamo con buona probabilità una flessione dell’ordine di un
10% dai livelli attuali da completarsi entro il mese di Marzo. La presenza di
questa flessione con pronti segnali di recupero sarebbe da leggersi come una
importantissima indicazione di apertura di posizioni lunghe sia sul mercato
azionario italiano sia anche sui fondi di investimento azionari. Al presentarsi
di questa situazione si avrebbe infatti una ragionevole attesa di un successivo
rialzo in termini di un 20% che potrebbe realizzarsi nel periodo intercorrente
tra Aprile e Dicembre.
·
Una
dinamica diversa e più vivace di quella descritta, e soprattutto caratterizzata
da una crescita decisamente superiore rispetto quelle indicata, sarebbe da
leggersi in modo molto guardingo e senza eccessivi entusiasmi. Questa elevata
crescita potrebbe essere la rappresentazione non già di una salutare fase di
accumulazione a fronte di un movimento positivo di forte espansione che verrebbe
a collocarsi nel corso del 2003 e 2004 ma piuttosto come una Onda correttiva di
tipo B inserita l'interno di una fase flettente che si è avviata sin nella
primavera del 2000 e che sarebbe in tal caso ancora assai lontana dal giungere
al suo completamento.
·
Vedo
quindi un 2002 come Mercato prevalentemente di Trading all’interno del
corridoio indicato in figura che si presenta tuttavia “ragionevolmente
garantito per il 2002” da due diverse protezioni:
·
da
un lato vedo molto improbabile il raggiungimento di livelli inferiori a quelli
del 21 Settembre 2001.
·
dall’altro
vedo ora una possibilità di mantenere in essere eventuali operazioni ingessate
in perdita con prospettive di loro recupero sul finire del 2003 e più ancora ne
corso del 2004 laddove potremo vedere livelli di molto superiori a quelli della
primavera del 2000.
·
Insomma
il 2002 si presenta come una potenziale ottima palestra per allenarsi nel
trading ed è da vedere come propedeutico a cavalcare un momento nuovamente
positivo che potremo avere l’anno successivo. Credo che il ricorso a FIB ed
Opzioni sarà ancora il punto focale di attività per il 2002 così come lo è
stato per il 2001.”
____________________
Come
possiamo ben vedere dalla seconda figura di pagina seguente, che mette a
confronto il comportamento effettivo nel corso del 2002 con quello stimato a
fine 2001, per i primi 4 - 5 mesi il mercato azionario italiano ha rispettato
abbastanza bene le previsioni per poi flettere pesantemente nella seconda parte
dell’anno e chiudersi con una perdita che possiamo stimane dell’ordine di un
25% circa come media dei vari indici del nostro mercato.
Con
questa flessione non solo la nostra previsione è rimasta fortemente disattesa
ma riteniamo di essere nel giusto nell’affermare, che la flessione ha colto di
sorpresa le previsioni della maggioranza dei forecaster (se non della totalità)
Una attesa di un rafforzamento dell’ordine di un 10% da realizzarsi nel corso
del 2002 era infatti quella che possiamo definire come “Previsione di
consensus” da parte della maggioranza dei forecaster tra i quali ci
collocavamo anche noi.

Proiezione
dello sviluppo dell’Indice Comit nel corso del 2002

Indice
Comit – consuntivo nel corso del 2002.
Come
possiamo bene vedere in figura lo scorso anno dopo una partenza in flessione e
successivo recupero, nel mese di Aprile il mercato ha risentito con molto rigore
della presenza di tre elementi segnaletici che decretavano correttamente giunta
a conclusione la fase positiva fino a quella data in essere. Essi sono
nell’ordine i seguenti:
·
Riconoscimento della
ciclicità di 24 mesi con formazione di un massimo sul cluster di fine marzo ben
sincronizzato con i massimi precedenti verificatisi sul massimo del 98 e sul
massimo del 2000
·
Raggiungimento del
ritracciamento del 38,2% dell’Onda di Riferimento che abbiamo posto a partire
dalla base del minimo del 98 e del settembre 2001 a 1080 punti del Comit e il
massimo assoluto della primavera del 2000 in zona 2180
·
Raggiungimento dal basso
della evolvente parabolica di resistenza rossa nella seconda figura e che
proponevamo un anno fa in colore azzurro.
Ad
inizio di Giugno, trainato dagli scandali societari americani, il nostro mercato
al pari degli altri mercati azionari si avviava in una pesante flessione che
annullava in toto la previsione fino a quel momento fatta. Insomma abbiamo avuto
6 mesi da di percorrenza del mercato nel canale che in quella occasione era da
ritenere assolutamente di accumulazione e in questa direzione fornivamo le
nostre indicazioni con particolare riguardo alla presa di posizioni su fondi
azionari mentre invece continuavamo ad essere prudenti nel suggerire
l’accumulazione di posizoni su singoli titoli azionari.
L’esame
della situazione generale del nostro mercato con riferimento agli ultimi tre
anni, viene da noi vista come espressione della fase terminale di “Distribuzione”
di un ciclo di lunghissimo termine che, nel rispetto della teoria di Charles
Dow, sempre attuale, ha visto l’avvio della fase di accumulazione nel 1986
subito dopo la seconda inebriatura del mercato negli ultimi 22 anni , la prima
è stata all’inizio degli anni 80, ed è durata ben 10 anni. In questa fase il
mercato si è preparato per poi compiere la fortissima fase di espansione che ha
portato l’indice Comit da circa 800 –900 punti a circa 2200 punti dal 1997
ad inizio 2000.

Indice
Comit Fasi di Dow
Che
ora si sia giunti o meno al termine della fase correttiva è difficile da dirsi,
come vedremo nel seguito del lavoro riteniamo del tutto possibile una ulteriore
correzione dell’ordine di un 20% dai livelli attuali a cui potrebbe seguire
una fase di recupero che si è negata nel corrente anno. Ci sia tuttavia
permesso di fare una considerazione sulla efficacia e sulla utilità di
previsioni per lungo periodo e sullo sforzo che profondiamo nel fare il nostro
lavoro. Questa riflessione mi è venuta osservando le gare di Coppa America.
Vediamo di che si tratta con una metafora che chiamiamo appunto “Metafora
della Coppa America.”
1)
Metafora della Coppa America.
Secondo
questa metafora, vediamo i mercati azionari come una sorta di Defender nei
confronti dei quali noi, sia come previsori sia come operatori, in qualità di
Challenger ci poniamo come sfidanti e dobbiamo fare meglio di cosa farà il
mercato per poterlo battere. A differenza della Coppa America abbiamo certamente
il vantaggio di poter rimanere anche fermi ma questa non è l'unica alterativa
che abbiamo.
Come
è a tutti ben evidente, abbiamo almeno tre opzioni per gestire i nostri
risparmi:
1.
Investire in Titoli di Stato a reddito fisso rinunciando ad elevati
rendimenti ma al contempo senza prendere rischi di nessun genere,
2.
Affidarci a gestori professionali ai quali far confluire il nostro
capitale seguendo sotto la preziosa guida di gestori e di Promotori finanziari
le scelte migliori da fare sia al momento di investimento sia nel corso di vita
dell’investimento con operazioni di adattamento delle posizoni al mutare del
quadro estero,
3.
Operare in proprio sui mercati azionari con l’obiettivo di preformare
meglio dei gestori di fondi.
Mentre
sulle prime due scelte non abbiamo oggettivamente molto da aggiungere, sul terzo
fronte possiamo e dobbiamo fare ulteriori considerazioni che ci permettono di
meglio comprendere e definire l’orientamento che vogliamo adottare per battere
sia il mercato sia le performance dei gestori professionali. Non sono certo
obiettivi di poco conto ma se non ci diamo questi due obiettivi per quale
ragione dobbiamo operare in proprio? Oggettivamente non ne vedo.
Proponendoci
quindi di battere il mercato ecco qui che ritorna la metafora della Coppa
America. Assumendo che un anno di gestione equivalga ad un regata, ma la stessa
cosa potrebbe essere valida per una sola settimana, al momento della partenza
certamente osserviamo la situazione meteo cercando di capire da che parte spira
il vento migliore e quindi pensiamo che in quella direzione dovremo spingerci ma
soprattutto pensiamo che in quella direzione si muoverà il mercato. Questa
indicazione del lato del campo di regata può essere alla nostra sinistra
assimilabile ad esempio ad un mercato al ribasso con la richiesta di apertura di
posizioni al ribasso oppure a destra con apertura di posizioni al rialzo.
In
base a questa valutazione che noi ci facciamo delle prospettive del mercato, ci
predisponiamo ad operare ma certamente dobbiamo osservare se anche il mercato,
la barca che ci precede e che sfidiamo, andrà realmente in quella direzione: In
caso opposto dobbiamo saper correggere le nostre posizioni. Se vogliamo.
Dico
“Se vogliamo”
in quanto non sempre siamo capaci di modificare la nostra direzione per via del
fatto che il vento ha cambiato direzione. Basti al riguardo pensare quante volte
siamo stati capaci o non siamo stati capaci di chiudere posizioni lunghe in
perdita ai dovuti segali di stop loss e abbiamo viceversa lasciato correre
perdite che si sono fatte via via più pesanti?
In
termini diversi possiamo dire che non appena siamo fuori della linea di
partenza, avvio dell’anno nuovo o di un trimestre nuovo ecc.. abbiamo di fatto
due possibilità;
1.
Siamo profondamente convinti che il vento fresco è a destra e quindi ci
indirizziamo a destra ( es: operazioni al rialzo) e nel decidere questa manovra
ci disinteressiamo quasi del tutto di dove andrà il mercato in quanto siamo
arciconvinti che alla fine avremo ragione noi e quindi possiamo anche non porre
stop loss perché alla fine il mercato so troverà sui livelli dei nostro
obiettivi di prezzo. Siamo cioè convinti che noi sappiamo leggere la situazione
del campo di regata assai meglio del Defender e quindi puntiamo a raggiungere la
zona dove ci attendiamo un vento fresco prescindendo totalmente da cosa farà
nel contempo il Defender ossia il mercato.
2.
Siamo viceversa molto meno convinti della parte del campo di regata che
presenta il vento migliore ma intanto, visto che il Defender (mercato) va a
sinistra (operazioni a ribasso), ma lo stesso è certamente valido nel caso di
avvio al rialzo da parte del mercato, avrà le sue buone ragioni e quindi
seguiamolo mentendo anche noi in atto operazioni al ribasso. Quando il mercato
avrà buone ragioni per invertire trend lo faremo anche noi e quindi non saremo
mai molto lontani dalle performance che realizzerà il mercato.
In
termini tecnici questa seconda strategia consiste nell’inseguire il Benchmark;
forse può sembrare una tecnica non particolarmente soddisfacente, se non
addirittura considerata rinunciataria da parte di taluni ma in ogni caso è
certamente quello che permette di cogliere buoni risultati. Sapendo infatti ad
esempio chiudere le posizioni lunghe in presenza di flessioni del mercato e
aprile nelle fasi positive si ottengono certamente dei risultati non
disprezzabili.
Non
è un caso che di recente siano stati emessi nuovi strumenti finanziari quali
gli EFT con i quali si possono replicare alla lira i comportamento di importanti
Indici quali il Dow Jones, Gli Indici DJ Stoxx 50 e Eurostoxx 50 ecc
semplicemente operando su questi strumenti le cui quotazioni sono visibili sulla
ultima pagina del Sole 24 Ore.
Sapendo
invece cogliere con il ricorso ai derivati anche le opportunità di profitto che
il mercato offre nelle fasi di flessioni allora si ha modo di beneficiare delle
onde che il mercato genera in continuazione.
Mi
rendo ben conto che questa riflessione possa apparire forse non totalmente
rispondente alle attese che molti hanno di un sistema di previsione ma mi sembra
onesto fare questa previsione alla luce del pessimo andamento che i mercati
hanno registrato nello scorso anno cogliendo in contropiede la quasi totalità
delle previsioni formulate ad inizio anno.
E’
vero che sul motivo scatenante delle flessioni è da ascrivere agli scandali
americani che certamente non si potevano prevedere ad inizio anno (almeno da
parte nostra di cittadini europei) ma in ogni caso l’aver aperto posizioni
lunghe e poi averle lasciate a sé stanti in attesa che i mercati registrassero
quella crescita media attesa del 10% per il 2002 avrebbe certamente portato solo
a pesanti perdite.
Credo
invece che il seguire giorno dopo giorno le vicende dei mercati cercando di
capire quando il Defender intende cambiare rotta rispetto a quanto cerca di fare
solo un movimento di disturbo per la tattica di regata a danno della barca che
segue, possa comportare una serie di stancanti manovre ma in assenza di queste
è molto improbabile riuscire a cogliere forti guadagni dalla attività in
proprio sui mercati azionari e vieppiù su quelli dei loro derivati.
La
Metafora della Coppa America vuole semplicemente essere una esemplificazione
visiva congrua su quanto sappiamo e vogliamo fare come operatori dei mercati
finanziari. Per prima cosa dobbiamo essere consci che in fasi normali, nelle
quale cioè i mercati non registrano le performance del semestre Settembre 1999
– Marzo 2000 durante i quali tutti sono diventati “trader”
(salvo poi diventare “cassettista”
da Aprile di quell’ormai lontano anno ad oggi) guadagnare in borsa richiede
molto lavoro e soprattutto un
metodo di lavoro fatto di rigore e di disciplina.
Se
nelle fasi molto toro il rigore la disciplina possono apparire rare virtù,
nelle situazioni normali di mercato queste sono caratteristiche minime di
entrata che il trader deve possedere per poter pensare di battere il mercato e
di battere le performance dei gestori professionali. Certamente pur applicando
il massimo rigore e la massima disciplina si può incorrere in pesanti
insuccessi ma questi rischiamo di essere di gran lunga inferiori ai disastri i
cui si può incorrere senza l’applicazione sistematica di questi attitudini di
trading.
____________________
Alla
luce anche dell’andamento registrato dai mercati azionari nello scorso anno,
che nel secondo semestre è stato decisamente in controtendenza rispetto alle
migliori previsioni che tutti noi a vario titoli avevamo formulato ad inizio
anno, abbiamo ritenuto opportuno modulare il nostro lavoro previsionale
ripartendolo in tre sezioni distinte che in qualche modo sono riconducibili
ancora alla Metafora della Coppa America.
Con
il TK’s Sentiment Outlook che viene redatto su
base settimanale cerchiamo di porci sulla linea di partenza per effettuare una
regata ogni settimana e con questo lavoro tendiamo a ricercare il vento migliore
in direzione del quale ci immaginiamo che andrà il mercato o più correttamente
l’insieme dei mercati come descritti e sintetizzati nel Sentiment generale che
appunti emerge da questo lavoro. Senza farci una idea su dove potrà andare il
mercato non è certo possibile operare su singoli titoli in modo profittevole.
Quando
prendiamo atto che il Defender si avvia su un “bordo” particolarmente
lungo, trend di mercato ben definito, cerchiamo di accodarci al trend seguito
dal mercato servendoci del TK’s Trade
destinato a formulare previsioni su singoli Titoli Azionari che presentano
caratteristiche di poter competere con il trend del mercato e più ancora anche
di overperformarlo. Con questo strumento cerchiamo di avere sempre situazione
costantemente aggiornata del mercato onde sapere su quali settori e su quali
titoli intervenire al presentarsi delle occasioni migliori per la apertura di
posizoni lunghe.
Una
volta suggerita l’apertura di posizioni lunghe successivamente cercheremo di
dare un apporto al Sottoscrittore in termini di quello che abbiamo definito
rigore e disciplina in modo da costringerlo effettivamente alla chiusura delle
perdite in caso di trend sfavorevole rispetto alle posizioni aperte e a lasciare
correre i profitti seguendo inoltre le più comuni regole di trading che tutti
conoscono ma che non sempre sono applicate con scrupolo.
Da
ultimo, sia per coloro che puntano ad una attività di taglio più professionale
con interventi sui derivati FIB e DAX, ma diremo anche per tutti coloro che sono
in grado di seguire con una certa sistematicità il mercato quando questo non è
avviato si nessun trend definito ma piuttosto in una situazione che in termini
marinari si definisce di Circling o di piccoli movimenti che non tali da
giustificare l’assunzione di posizioni su singoli titoli, allora il ricorso al
TK’s Update può essere la risposta migliore.
Con
questa lettera previsionale quotidiana si viene fatto u aggiornamento della
situazione generale del nostro mercato e viene fornita una indicazione operativa
per intervenire al momento sul FIB e in qualche misura sul DAX e che in futuro
potrebbe anche stendersi ad interventi sui citati EFT onde poter cogliere
movimenti interessati che magari gli indici Eurostoxx presentano con maggiore
chiarezza rispetto al nostro mercato.
In
conclusione riteniamo che sia del tutto inopportuno pensare di operare seguendo
il proprio vento e andare sul campo di regata per proprio conto noncuranti della
direzione che prende il Defender. In questi caso la sola cosa certa è che il
saldo della operazione dopo un certo periodo. Diciamo 3 - 6 mesi, sarà
decisamente diversa da quella registrata seguendo d’appresso il mercato, Unico
inconveniente è che non si può sapere in anticipo se questo saldo della
operazione sarà positivo o negativo.
Scherzi
a parte, siamo profondamente convinti che un buon operare sui mercati richieda
un elevato sforzo fatto appunto di applicazione e contornato da rigore di
comportamento e disciplina nel rispetto di poche ma chiare regole da seguire con
molto attenzione. Noi da parte nostra cerchiamo di fornire sia uno sforzo
interpretativo della evoluzione del mercato con la erogazione, dei Servizi
Previsionali (TK’s Sentiment Outlook,
TK’s Trade e TK’s
Update).
Credo
oggettivamente che questa impostazione possa considerarsi una buona base per
operare ma che certamente potrà subire miglioramenti a mano a mano me li
vorrete segnalare e in base anche alle esperienze che andremo maturando assieme
nel corso dell'anno appena incominciato.
MI
sia concesso di chiudere questa introduzione parafrasando quanto dice Gabriel
Garcia Marques nel suo bellissimo capolavoro “Cent’anni di solitudine”,
quando si esprime nel seguente modo: “Il
segreto di una buona vecchiaia è fare un patto onesto con la propria
solitudine” possiamo
più immodestamente dire che “Il segreto di una buona operativa di
trading è fare un patto onesto con i propri limiti previsionali."
Porre un maggiore affidamento sui metodi di controllo del rischio, partendo dalla semplice fissazione sistematica di Stop Loss può sopperire molto efficacemente il riporre eccessivi affidamenti su previsioni del mercato. E lo dice uno che fa previsioni o, quanto meno s impegna non poco a fare previsioni affidabili.
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