TK's Sentiment Outlook  - Numero 22 del 15/06/ 2002 - Pagina 01

 A cura di Corrado M. Cantore.

Numero 22  del giorno15 Giugno  2002


1)         Commento generale sulla situazione dei Mercati Finanziari.

  La settimana scorsa nella formulazione delle previsioni giungevamo alle seguenti conclusioni:

  In Conclusione: I mercati azionari internazioni hanno subito una forte correzione nel corso della settimana senza tuttavia raggiungere importanti livelli di supporto definiti da Trend Line di lunghissimo periodo al cui raggiungimento ci dobbiamo attendere una forte reazione positiva. Per quanto evidente una manifesta violazione al ribasso di queste Trend Line imporrebbe di rivedere criticamente a 360 gradi l’impostazione di fondo della situazione dei mercati ma questa evenienza è al momento da mettere nelle cose possibili ma ancora piuttosto remote.  

A tratto più generale vediamo quindi sui mercati azionari una tendenza ad una ulteriore flessione che possiamo stimare nell’ordine di un 5% circa e che potrebbe prodursi nello spazio di un paio di settimane la cui manifestazione, e successivo chiaro segnale di rimbalzo, sarebbe da assumersi come segnale di avvio di un ciclo positivo sul quale varrebbe certamente la pena di intervenire con l'apertura di posizioni cash lunghe sui singoli titoli.

  In questo contesto suggeriamo quindi di non ancora intervenire aprendo posizioni lunghe ma di essere pronti a farlo e di non spaventarsi della presenza di una possibile flessione anche dell’ordine di un 5-6% che dovrebbe essere vista come occasione di intervento e non di uscita.  

E per il mercato italiano: In Conclusione: alla luce del quadro generale che emerge dalla analisi intermarket fin qui compiuta non possiamo che continuare a vedere il momento attuale come ottimale per l’entrata su fondi di investimento azionari e di non procedere ad alienare titoli in perdita in quanto riteniamo che nello spazio di poche settimane il mercato offrirà occasioni migliori di quelle attuali per una sistemazione di portafoglio.

Forse è prematuro parlare di sistemazione di portafoglio ma con questa espressione vogliamo dire che in presenza di un trend positivo occorrerà avere la capacità ed anche il coraggio di uscire da titoli in perdita con scarse possibilità di recupero per mettersi sul carro di titoli che viceversa presentano maggiori chances di apprezzamento. Non sarà sufficiente vedere crescere gli indici generali per ritenere di poter recuperare le proprie perdite; occorrerà una gestione attiva di scelta dei settori migliori e all’interno di questo dei titoli più opportuni.  

Attendiamo che questo movimento si presenti e poi cercheremo anche noi dai dare un contributo in questa direzione. Per il momento apprestiamoci ad assistere ad una settimana forse anche caratterizzata fa forti oscillazioni ma senza patemi di animo. Dopo tanto penare forse vediamo la fine; se così non sarà ne prenderemo atto ma al momento questo atteggiamento positivo è il migliore da assumere.

 

Variazione Indici nelle ultime due settimane (Nero), ultime 4 settimane (Azzurro) e da inizio anno (Verde)

  In settimana abbiamo assistito aloe forti fluttuazioni piuttosto pronunciate che ci attendevamo e che, a titolo di esempio, tra lunedì e Martedì comportavano una crescita complessiva del FIB del 3.63% a cui seguiva una flessione del 5,7% nei successivi tre giorni. La settimana viene comunque ricordata particolarmente per via delle ampie perdite accusate da tutti i mercati azionari nella giornata di Venerdì 14 durante la quale ad esempio l’Indice DAX giungeva a perdere oltre il 4,5% evocando timori di ulteriori crolli significativi.

Da parte nostra abbiamo assistito agli accadimenti di tutta la settimana, e in particolare ai movimenti in flessione della seconda parte con un occhio molto vigile ma senza farci prender da situazioni panicali. Osserviamo infatti che, ad eccezione di leggere sforature marginali sui mercati di Francoforte e Londra, con perdite superiori al 5%, nell’insieme al momento i mercati azionari hanno rispettato quanto indicavamo la settimana scorsa nei seguenti termini: “A tratto più generale vediamo quindi sui mercati azionari una tendenza ad una ulteriore flessione che possiamo stimare nell’ordine di un 5% circa e che potrebbe prodursi nello spazio di un paio di settimane la cui manifestazione, e successivo chiaro segnale di rimbalzo, sarebbe da assumersi come segnale di avvio di un ciclo positivo sul quale varrebbe certamente la pena di intervenire con l'apertura di posizioni cash lunghe sui singoli titoli.”

  La flessione è stata fatta nella misura prevista, si tratta ora di vedere se su questi livelli i mercati sapranno reagire oppure se hanno di fronte ancora un margine di ulteriore flessione. In questo secondo caso dovremo successivamente verificare se l’eventuale successiva flessione potrà compromettere o non compromettere il quadro generale che vede la fase attuale come fase di accumulazione di lungo periodo che, vale la pena di ripetere, allo stato delle cose così come si presentano oggi Sabato 15 Giugno 2002, non è da ritenersi ancora compromessa, forse indebolita ma non compromessa.

 

Sovrapposizione della fase di accumulazione

  Vediamo infatti bene in figura indicante le sovrapposizione della fase di accumulazione del ciclo attuale con le fasi di accumulazione di precedenti due cicli pluriennali come l’ampiezza della flessione avvenuta nelle ultime sedute possa, dal nostro punti di vista, considerarsi ancora del tutto coerente con le fluttuazioni avvenute nelle fasi di accumulazione dei cicli pluriennali 1977 – 1983 e 1983 – 1988 e indicate dalle due linee verdi. Certo è che ora abbiamo bisogno di una bon movimento di recupero ma non abbiamo elementi che possano farci ritenere del tutto impossibile questa sua manifestazione. (Più precisamente, la fase di buon recupero dovrebbe avere inizio la settimana successiva iniziante il 24 Giugno.)  

Come meglio vedremo nel seguito del lavoro, abbiamo di fronte a noi una settimana decisamente importante, nella quale dovremo porre l’attenzione sui seguenti tre principali fattori ognuno dei quali può influenzare in qualche modo l’evoluzione complessiva dei mercati azionari:

  1)         Siamo di fronte ad una settimana di scadenze tecniche trimestrali su tutti i mercati azionari,

2)  Alcuni mercati hanno raggiunto le estensioni ribassiste derivanti da particolari conformazioni chartistiche (Londra), altri non ancora (Wall Street),

3)  Siamo mediamente ancora distanti di un 6% da livelli di supporto trentennali su alcuni mercati,

4)         Gli ultimi dati sulla situazione economica America sono poco incoraggianti

  Quanto al primo punto, relativo alle scadenze tecniche in settimana, non possediamo elementi particolari che ci possano permettere di derivare da essi previsioni per il futuro, certamente assisteremo ad una intensificazione dei volumi e ad una maggiore volatilità rispetto il passato ma l’elemento maggiormente interessante è che il cluster temporale che osserviamo da lungo tempo, e fissato per il 21 Giugno, verosimilmente eserciterà un importante ruolo nel guidare il futuro dei mercati azionari.

  Quanto poi al fatto se il ruolo in questione previsto per il 21 Giugno sarà un ruolo di inversione del trend o non piuttosto di sua accelerazione è al momento difficile da dirsi; la teoria ciclica non è infatti di norma in condizione di individuare quale dei due movimenti si produrrà ma unicamente di segnalare che in quella occasione più che in altre ragionevolmente si assisterà ad uno dei due fenomeni. Allo stato delle cose siamo portati a ritenere maggiormente probabile una inversione del trend da flettente a rialzista piuttosto di una accelerazione del trend flettente in atto: Vediamo come giungiamo a questa conclusione.

  1)         Effetti conseguenti a Configurazioni Chartistiche Caratteristiche.

 

Indice Dow Jones                                              Indice FT 100

  Da due o tre settimane poniamo un elevato livello di attenzione alla conformazione a Testa e Spalla ribassista che si legge sul grafico dell’Indice Dow Jones e proprio in virtù di questa conformazione siamo portati ritenere che il mercato americano ha di fronte a sé una probabile prosecuzione della flessione fino al raggiungimento di un obiettivo collocabile tra 9000. e 9200 punti. In termini indicativi possiamo quindi parlare di una possibile ulteriore estensione al ribasso del Dow Jones dell’ordine di un 3-4% prima di che esso raggiunga questi obiettivi.

  Rispetto però a quanto affermavamo a questo riguardo due settimane fa, è ora intervenuto un fatto nuovo che, almeno riteniamo, possa rendere meno probabile questo obiettivo ribassista. L’elemento nuovo è la forte flessione accusata dalla Borsa Inglese la quale nello spazio di due settimane ha perso il 9% raggiungendo una situazione di forte ipervenduto ma anche livelli molto interessanti che verosimilmente potranno condizionare, positivamente, l’andamento del mercato “nord atlantico.”

 

Indice FT 100                                                        Indice FT 100

Osserviamo sui grafici del mercato inglese i seguenti elementi che nel loro insieme possono far ritenere giunta a conclusione la flessione in corso su questo importante mercato con auspicati effetti positivi di trascinamento su altri mercati azionari.

  1)       Il livello della flessione è corrispondente all’obiettivo che si poteva individuare come estensione della conformazione a Triangolo ribassista

2)       Il livello della flessione massima poggia esattamente sulla Trend Line di lungo periodo e proprio questo elemento è in questo particolare momento da noi giudicato della massima importanza.

  In funzione infatti della capacità di reazione del mercato inglese fin da Lunedì mattina potremo percepire se nell’insieme i mercati azionari internazioni tendono a riconoscere o meno la presenza di questo implorante supporto di lungo periodo.

 

Indice MSCI

  L’attesa del rimbalzo del mercato inglese è decisamente molto importante in quanto la sua manifestazione ci permetterebbe di confidare sulla capacità di tenuta sui livelli attuali dell’Insieme dei Mercati azionari internazionali che, come espressi da loro indice MSCI. si trovano ora mediamente ad aver compito un rintracciamento corrispondente al 61.8% dell’onda positiva dello scorso autunno. Un buon recupero dai livelli attuali è quindi assolutamente possibile e anche molto necessario al fine di evitare l’incorrere nel rischio di dovere una nuova pesante onda flettente capace di condurre tutti i mercati nel loro insieme a verificare i minimi dello scorso settembre.

 

Indice DJ Stoxx 50                                               Indice Eurostoxx 50

  Se la situazione a livello generale, come espressa dall'Indice MSCI, si trova ancora sorretta dal supporto del rintracciamento del 61.8%, la situazione delle Blue Chips Internazionali ed europee rispettivamente descritte dall’Indice DJ Stoxx 50 ed EuroStoxx 50 si trova in una situazione che possiamo oggettivamente ritenere decisamente più compromessa. Vediamo infatti nelle figura come i due Indici abbiano già violato al ribasso il supporto del rintracciamento del 61,8% ed ora si stiano pericolosamente avvicinando a verificare i minimi di Fine settembre 2001.  

Indice Dax                                                          Indice CAC 40

  In questo contesto vediamo purtroppo ben rispondente a questa situazione degli indici delle Blue Chips la situazione del mercato azionario Francese che riveste un importante ruolo in termini di anticipatore del comportamento dei mercati comunitari. Vediamo infatti bene in figura come nelle ultime due settimane durante le quali il Footsie ha perso il 9% anche il CAC 40 ha accusato una perdita della stessa entità mentre invece il Mibtel nello stesso periodo ha limitato i danni ad un solo 6%.

  Il mercato italiano è strutturalmente migliore di quello Francese e di quello Inglese o è semplicemente più marginalizzato dai circuiti finanziari internazionali e quindi ha accusato una flessione inferiore?. Non illudiamoci, mI pare abbastanza evidente la risposta.

 

Indice MIB 30 su scala logaritmica                           Indice MIB 30

  Pur con queste riflessioni, sotto questo profilo di analisi vediamo il comportamento del mercato italiano meglio rispondete all’insieme dei mercati internazionali descritti dall’Indice MSCI rispetto quanto fatto dagli Indici DJ Stoxx, vediamo infatti in figura come il MIB 30 si trovi pure esso in prossimità del rintracciamento del 61,8% dell’onda rialzista prodottasi da Settembre a Novembre e pur avvertendo il nostro mercato una certa tendenza a replicare in basso l’ampiezza della onda di consolidamento indicata nella figura di sinistra, nondimeno non possiamo pensare che esso sappia muoversi in modo disallineato dall’insieme dei mercati azionari internazionali i quali si trovano a verificare nella settimana entrante importanti supporti di lunghissimo periodo e per questo molto importanti.

  Già li abbiamo conosciuti brevemente la settimana scorsa, andiamo ora a rivederli con maggiore attenzione.

 

   


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