A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero 49 del giorno 21 Dicembre 2002
1)
Commento
generale sulla situazione dei Mercati Finanziari.
La
settimana scorsa nella formulazione delle previsioni ci esprimevamo nel seguente
modo: “In conclusione, Il quadro generale vede una serie di elementi
che ci portano a ritenere definitivamente alle spalle l’atteso rally
natalizio, più in particolare proprio nelle settimane durante le quali i
mercati dovevano predisporsi per questo movimento positivo, ossia le ultime due
settimane, si sono viceversa mossi al ribasso correggendo parte del buon
guadagno realizzato da Ottobre a fine Novembre.
Questa
correzione viene da noi interpretata come segnale di una debolezza di fondo,
peraltro da noi vista per gennaio 2003 e che porta molti operatori a monetizzare
parte del profitto del rally positivo di Ottobre Novembre prima che questi
guadagni si dissolvano e questo atteggiamento sarebbe una conferma di una attesa
di debolezza per l’inizio dell’anno entrante.
Ci
attendiamo un assestamento dell’ordine medio di un 2% e il prodursi di questo
assestamento sarebbe da leggersi come un segnale di preoccupazione generalizzata
da parte di tutti i mercati sulle prospettive di apertura del nuovo anno.
E
per il mercati italiano: “In
Conclusione Il quadro prospettico maggiormente affidabile vede la
prosecuzione per la settimana entrante del nostro mercato nella flessione
avviatasi nelle ultime due settimane e con una estensione che potrebbe essere
dell’ordine di un 2,5% per l’Indice Comit che potrebbe ritornare a
verificare l’importante supporto posto in zona 1080 punti.
In
questo movimento di assestamento la flessione del MIB 30 potrebbe essere anche
più accentuata con visitazione del livello di 23.000 punti (che comporterebbe
una flessione del 4 % abbondante). Queste previsioni sono quelle che in base al
quadro intermarket fin qui visto e anche in base alla situazione di molti
indicatori macroeconomici non particolarmente ben messi si presenta maggiormente
probabile ma dobbiamo tenere conto che siamo nella settimane delle scadenze
tecniche di Dicembre durante la quale i mercati possono avere delle oscillazioni
anche molto pronunciate proprio per via della esigenze di sistemazione di molte
posizoni in vista del fine anno.
Certamente
ci potranno essere ricoperture con effetto positivo sul mercato ma dubitiamo che
esse possano far crescere il nostro mercato nella settimana entrante. Se così
fosse sconsiglierei comunque di entrare con nuove posizioni lunghe in quanto
solo ad inizio di Gennaio potremo capire se il possibile rialzo della settimana
entrate sia da ascrivere a ricoperture (molto probabile) o a reali acquisiti di
investimento che, in base al quadro fin qui fatto giudicavo molto meno
probabile. Per interventi decisivi su posizionamenti di Fondi di Investimento
consiglierei di attendere cosa emergerà dal TK’s Sentiment Outlook Speciale
2003 previsto indicativamente verso la festività della Epifania prossima.
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Variazione
Indici nelle ultime due settimane (Nero), ultime 4 settimane (Azzurro) e da
inizio anno (Verde)
In settimana i mercati azionari internazionali hanno registrato comportamenti piuttosto disomogenei gli uni dagli altri; a fronte di flessioni dell’ordine del 2% previsto per la generalità dei mercati solo Francoforte ha performato così male mentre altri mercati hanno chiuso la settimana o invariati (Londra e Parigi, così come anche l’Indice Eurostoxx) o in modo leggermente positivo come quello americano.
Da
noi le cose sono andate in maniera difficile da definire, abbiamo avuto infatti
una crescita dello 0,8% del MIB 30 contro una flessione dello 0,9% del Comit;
insomma alcuni titoli importanti appartenenti al MIB 30 hanno risentito di
ricoperture o di azioni di sostegno di fine anno ma l’insieme della Borsa
espresso dall’Indice Comit è andata nella direzione negativa da noi prevista
anche se la flessione è stata solo della metà di quella che era da noi attesa.
Ci
troviamo ora a fare una previsione che non può essere molto significativa sia
per il fatto che da ora all’anno nuovo abbiamo solo 3 sedute di borsa aperta
(il 23, il 27 e il 30) sia anche perché durante queste sessioni prevarranno
flussi dovuti ad esigenze tecniche di sistemazione rispetto a flussi dovuti al
normale contrapporsi della domanda e dell’offerta. In queste situazioni
è sconsigliabile prendere posizioni sul mercato sia entrando con nuovo acquisti
ma anche vendendo: è preferibile attendere l’inizio dell’anno nuovo
e vedere il quadro generale che si presenta semmai aiutandosi nello scopo con la
consultazione del TK’s Sentiment Outlook Speciale 2003 previsto
indicativamente verso la festività della Epifania prossima.
Ad ogni buon conto cerchiamo di farci una opinione della situazione generale dei mercati anche alla luce dei piccoli movimenti della settimana che non hanno avuto la forza di spostare il quadro di fondo che, come possiamo leggere dai grafici degli indici generali MSCI e DJ Stoxx, non sono mutati in settimana.

Indice
MSCI.


Indice
DJ Stoxx 50
Indice DJ Eurostoxx 50
Come
abbiamo osservato la settimana scorsa tutti e tre gli indici generali che
abitualmente consideriamo sono fuoriusciti dai rispettivi canali lineari
moderatamente positivi ed ora tendono a raggiungere una nuova trend line che
possiamo collocare parallela alle altre due e posizionata ad una distanza pari
alla ampiezza del canale stesso. Il movimento in direzione di questo obiettivo
può anche non essere molto veloce, nel senso che potrebbe giungere a
conclusione nella prima decade di Gennaio laddove, tutti gli operatori tornati
al loro posto di lavoro dopo le vacanze natalizie potranno farsi una opinione
del possibile sviluppo dei mercati nel corso del 2003 e conseguentemente mettere
in atto le operazioni ritenute più idonee.
Se
sul fronte internazionale chiudiamo un esercizio con flessioni da inizio anno
comprese tra un 21% per l’Indice MSCI e un 35% per l’Indice Eurostoxx, il
nostro mercato domestico tende a chiudere con flessioni da inizio anno
dell’ordine di un 25% che, pur molto elevato e in linea con Londra, si
confronta con una flessione del 33% di Parigi e di oltre il 40% per Francoforte.
Siamo
arrivati alla fine della flessione iniziata nel 2000 o non ancora? Cercheremo
di dare una risposta circostanziata su questo fronte nell’esame del quadro
generale dei mercati sul TK’s Sentiment Outlook Speciale 2003 laddove andremo
nuovamente a verificare, come peraltro fatto nello scorso mese di Luglio se i
minimi di Ottobre possono ritenersi minimi significativi o non piuttosto minimi
di periodo che richiedono una ulteriore fase di assestamento definitivo che,
come abbiamo più volte detto potrebbe vedere il nostro mercato giungere in zona
850 punti del Comit e di 17.500 –18.000 per il MIB 30.
Vedremo ad inizio di Gennaio intanto esaminiamo ora con quali caratteristiche tecniche il nostro mercato lascia il 2002. I due grafici del Comit e del MIB 30 ci aiutano nella formulazione di una risposta in proposito. Ci limitiamo qui a descrivere la situazione presente, rinviando le ipotesi di sviluppo al TK’s Sentiment Outlook Speciale 2003,

Indice Comit da metà 2001

Indice
MIB 30 ultimi 12 mesi
Il
nostro mercato è caratterizzato da un avvicinamento del Comit all’importante
livello di 1078 - 1080 che è da ritenersi molto importante in quanto è il
livello di arresto della flessione del Settembre 2001 e anche dello scorso
Luglio oltre che di quella del 1998. Crediamo che almeno nell’immediato, da
qui ai primi giorni del 2003, il nostro mercato saprà reggere su questo
supporto anche per via di un’altra indicazione che ci fornisce il MIB 30.
Come
vediamo in figura il MIB 30 ha ritracciato esattamente il 50% dell’Onda di
crescita messa in atto dal minimo d Ottobre al massimo di Novembre e quindi su
questo livello il mercato ha dimostrato una buona capacità di reazione.
Il
lasciare i mercati italiani su questi livelli per il fine anno è un buon
elemento che ci può far trascorrere le festività Natalizie con minori
apprensioni ma ancora incombono gli elementi di contorno dei mercati
azionari che abbiamo descritto la scorsa settimana e che nel corso di questa
settimana non sono migliorati in modo significativo.
Senza
volerci dilungare su cose dette sette giorni fa, ci limitiamo a presentare i
grafici con brevi commenti che aiutano nella formulazione di una visone
complessiva della situazione generale.

Rapporto
di Cambio Dollaro Euro
Un primo elemento si basa sui rapporti di cambio tra il Dollaro e altre divise e principalmente nei confronti dell’Euro. In base sia alla conformazione grafica del Dollaro che ha visto l’Euro superate il massimo recente in zona 1,02 e in base anche alle dichiarazioni del nuovo Ministro del Tesoro americano che non si dichiara contrario ad un progressivo indebolimento del Dollaro per favorire le esportazioni dobbiamo attenderci per i mesi entranti un progressivo deterioramento del rapporto di cambio in questione con ben evidenti effetti negativi che l’indebolimento del dollaro trasferisce sul mercato azionario americano.

· T Bond

Future
Bund
Il secondo elemento che
pur deponendo in modo meno negativo rispetto alla settimana scorsa a riguardo
del mercato americano nondimeno ancora non fornisce elementi positivi è il
comportamento del T Bond il quale sta oscillando all'interno di una
conformazione a triangolo che denota una situazione di forte incertezza.
Dobbiamo attendere la fuoriuscita da questo triangolo per farci una opinione di
direzionalità di questo mercato in funzione del quale fare congetture sul
possibile andamento del mercato azionario.
In attesa di una presa di
direzione da parte del T Bond alla fuoriuscita dal triangolo in questione, il
Bund ha raggiunto il massimo assoluto degli ultimi 18 mesi e li si è fermato.
Un possibile superamento di questo livello ad opera del Bund sarebbe da leggersi
come elemento fortemente negativo sulla già molto debole borsa tedesca con
conseguenti effetti di trascinamento sulla nostra facilmente prevedibili.

Petrolio Brent –Dollari al barile
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