TK’s
Sentiment Outlook
Parte A) Uno sguardo al 2001
1)
Previsioni formulate nel TK’s Sentiment Outlook Speciale 2001.
La
dinamica dei Mercati Finanziari registrata nel corso dei 12 mesi del 2001 ci
induce a fare alcune riflessioni sulle indicazioni che via via abbiamo fornito
in questo periodo su queste pagine. Analogamente vogliamo riflettere
sull’orientamento che abbiamo ritenuto opportuno dare ad una previsione di
dettaglio del FIB per guidare i sottoscrittori a poter operare comunque sui
Mercati Finanziari in presenza di un trend negativo come quello che ci lasciamo
alle spalle ricorrendo a semplici derivati quali il FIB e le Opzioni MIBO.
Ad
inizio anno nel numero speciale del TK’s Sentiment Outlook 2001,
contrariamente ad una opinione piuttosto diffusa sui media che vedeva buone
prospettive di ripresa del nostro Mercato Azionario nel corso dell’anno appena
conclusosi, a seguito delle nostre analisi abbiamo preso il coraggio di andare
controcorrente e di pubblicare le seguenti indicazioni operative che certamente
in quel momento non incontrarono i desideri dei sottoscrittori desiderosi di
rifarsi di un già infelice anno 2000. Qualcosa muta fortunatamente ora in
positivo per il 2002 rispetto alla pessima annata che ci lasciamo alle spalle.
Vediamo intanto cosa abbiamo via via detto.
Previsioni
sul Mercato Italiano


Fig.
1) Indice MIB 30 inizio 2001
Fig. 2) Indice MIB 30 oggi.
Servendoci,
tra l’altro del supporto grafico della figura 1 alla data di pubblicazione del
TK’s Sentiment Outlook Speciale 2001 (5 Gennaio 2001) affermavamo infatti a
pagina 19: “Un
ragionevole obiettivo della flessione in corso lo possiamo individuare in zona
38,000 punti dell’Indice MIB 30 o in zona 1650 per il Comit distanti circa un
13% dalle quotazioni di fine 2000. L’obiettivo di 38.000 lo vediamo piuttosto
ben definito in funzione sia della riproiezione della ampia zona di congestione
prodottasi da Aprirle a fine anno 2000 sia in funzione della presenza di picchi
massimi di periodo creatisi nel 1998. Il tempo impiegato per il raggiungimento
di questo obiettivo può durare da qualche settimana ad alcuni mesi ma riteniamo
che esso sua assolutamente probabile.
Alla
luce di quanto sopra e di quanto fin qui detto riteniamo opportuno consigliare
di uscire dalle residue posizioni lunghe sulla Borsa Italiana e parcheggiare la
liquidità su Titoli di Stato a tasso fisso confidando sulle future riduzioni
dei tassi di interesse.
Come
conferma il grafico di figura 2 prodotto oggi, una anno fa avevamo purtroppo
previsto correttamente la dinamica del nostro Mercato e la flessione che ne è
seguita non si è arrestata gli obiettivi prudenti che indicavamo (38.000 punti
del MIB 30) ma si è spinta su livelli inferiori prima di precipitare in
conseguenza degli attacchi terroristici americani che tuttavia si iscrivevano in
una situazione di forte debolezza dei mercati azionari definita correttamente da
Charles Dow di “Frustrazione”.
Come avremo modo di osservare ripetutamente nel corso del lavoro, ad oggi i
mercati hanno sostanzialmente recuperato le quotazioni precedenti i fatti
dell’11 Settembre ma non la precedente fase flettente caratterizzante la
citata “fase
di frustrazione".
Previsioni
sul Mercato Inglese
Sempre
in quella data (5 Gennaio
2001), commentando l’Indice FT
100 che da sempre vediamo quale buon indicatore del comportamento del Mercato
Azionario Americano e più ancora della generalità dei Mercati Azionari
Occidentali, a pagina 17 prendevamo coraggio di andare oltre la formulazione di
indicazioni volte all’operativa sul fisso sui mercati azionari fornendo
indicazioni anche sui patrimoni gestiti sotto forma di Fondi di Investimento
Azionari formulando le seguenti indicazioni riferentisi al grafico della figura
3: “Omissis… Pur leggendo una leggera violazione della Evolvente
Parabolica di breve periodo, segnale che comunque non dobbiamo trascurare,
nell’esame di più lungo periodo osserviamo che esso si trova a contatto della
Evolvente Parabolica di lungo periodo ma ancora non l’ha violata al ribasso e
fino a che questo evento non si manifesterà dobbiamo porre fiducia sulla tenuta
non solo del Mercato Azionario Inglese ma di tutti i Mercati Azionari
Occidentali.
Per
contro una eventuale flessione dell’ordine (diciamo) di un 8-10%.del Mercato
Azionario inglese sarebbe da noi letta come avvio di una ampia azione correttiva
che potrebbe comportare una fase di forte destabilizzazione di tutti i Mercati
Azionari. Poniamo quindi attenzione al livello di 6.000 punti dello FT e fin che
l’Indice saprà mantenersi sopra questo livello non dobbiamo precipitare alcun
disinvestimento mentre invece una perdita di questo livello dovrebbe indurci a
considerare tutta l’operatività sui Mercati Azionari così come sui Fondi di
Investimento Azionari.


Fig.
3) Indice FT 100 Inizio 2001
Fig. 4) Indice FT 100 oggi.

Fig.
5) Indice Fondi di Investimento Azionari Italiani
Pochi
giorni dopo le nostre indicazioni l’Indice FT 100 ha perso il livello di 6000
punti senza più riprenderlo e da quella data in avanti le performance dei Fondi
Azionari sono andate peggiorando per il resto dell’anno fino a trovare un
momento di ripresa successiva ai tragici fatti dell’11 Settembre ma
consuntivando comunque una flessione su base annua dell’ordine di un pesante
–19% comunque migliore della flessione assoluta del nostro mercato italiano
attestatosi a –25% -26% a seconda degli indici considerati, e di questo
dobbiamo dare atto ai gestori.
L’Indice
MSCI (Morgan Stanley)
Tre degli elementi più importanti che da
sempre ci guidano nella redazione delle nostre lettere previsionali sono:
·
seguire i mercati azionari in una Ottica Intermarket,
·
seguire i principi di Causa
- Effetto
che governano i mercati finanziari
·
seguire i mercati finanziari con la analisi Chartistica non lineare
condotta con le Evolventi
Paraboliche.
Il seguire questi tre principi nel corso del
2001 si è rivelato particolarmente utile come possiamo ben vedere da quanto
andavamo dicendo in data 5 Gennaio a pagina 16 a riguardo dell’Indice MSCI e
dal successivo effettivo comportamento dell’Indice.
“L’insieme
dei Mercati Azionari, descritti dall’Indice MSCI sono in una fase molto
importante per il prossimo futuro. L’indice a breve si trova in una fase
negativa ben descritta dalla Evolvente Parabolica di resistenza con inclinazione
negativa che lo sta spingendo in zona 1150 punti circa laddove è chiamato ad
una reazione in quanto raggiungerebbe la Evolvente Parabolica di supporto di
lungo periodo.
Vediamo
i livello compreso tra 1120 e 1160 come ultimo baluardo di difesa della
sostenibilità dei Mercati Azionari, e sui quali dobbiamo fare affidamento. Una
decisa perdita di questo livello sarebbe da noi letto come avvio di una pesante
fase di avvitamento dei Mercati Azionari ma fino a che questo fatto non si
presenta dobbiamo necessariamente riporre debita fiducia sulla sua capacità di
tenuta.”


Fig.
6) Indice MSCI Inizio 2001
Fig. 7) Indice MSCI oggi.
Dopo
pochi giorni l’Indice ha raggiunto la Evolvente Parabolica di Resistenza di
figura 7 e ne è stato respinto al ribasso con una forte flessione (efficacia
delle Evolventi Paraboliche)
. Nel periodo di Aprile ha attivato la significativa crescita di tutti i mercati
azionari internazionali senza tuttavia riuscire a portarsi oltre il livello di
1150 punti con successiva forte flessione solo successivamente acuitasi con i
fatti dell’11 Settembre (efficacia
del principio Causa - Effetto)
Da ultimo il comportamento dell’Indice MSCI è ben e rappresentativo
dell’insieme della totalità dei mercati azionari mondiali e, cosa che vedremo
in dettaglio successivamente, l’Indice FT 100 ne è un ottimo leading
indicator. (Ottica
Intermarket)
Questi
tre principi sono da noi considerati il fondamento del nostro metodo
previsionale e sul quale continueremo ad operare anche in futuro invitando tutti
coloro che ci vogliono seguire a servirsi di questo approccio e di questi
strumenti, al pari di quanto noi fatto, ance per una operativa di trading
intraday.
Un
nuovo elemento molto importante e aggiuntivo a quelli qui indicati ampliamente
usato nelle nostre analisi si basa sulle Percentuali
di Ritracciamento e di Impulsione commisurate sulla Sequenza Numerica di
Fibonacci.
Come andiamo di seguito ad esporre, una loro applicazione nel mese di Marzo ci
ha permesso di cogliere l’inversione che in quel momento il mercato stava per
mettere in piedi.
Ci
sia tuttavia permesso di portare ora l’attenzione su un altro aspetto solo
marginale rispetto alla Analisi Tecnica di cui ci siamo occupati sul TK’s
Sentiment Outlook speciale del 5 Gennaio a pagina 14 avente per oggetto il
livello assoluto raggiunto dai mercati azionari che vedevamo eccessivamente
elevato. E’ più un fatto di sensibilità che non di stretta Analisi Tecnica o
Fondamentale ma comunque sempre molto utile per ben operare sui mercati
azionari.
2)
Livello
assoluto dei Mercati Azionari


Fig.
8) Indice Comit dal 1985 a fine 2001
Fig. 9) Indice Comit dal 1985 oggi.
In
quella occasione dicevamo infatti: “Pur con le
correzioni intervenute nel corso dell’anno (2000), oggigiorno i Mercati
Azionari sono ancora cari ma pochi operatori non professionali se ne sono
accorti e, senza entrare più di tanto nei meccanismi di determinazione dei
prezzi che si possano considerare di ragionevole equilibrio, ricordiamo quanto
detto in precedenza che oggi il Mercato Americano sconta un Price/Earning medio
pari a 23 mentre per un decennio esso si è mediamente attestato attorno a 18 e
un riallineamento di questo parametro può avvenire solo per due vie: o aumento
dei profitti aziendali (Earnings) o riduzione delle quotazioni dei titoli.”
Con
le prospettive macroeconomiche che si vanno a configurare è molto improbabile
assistere ad un incremento dei profitti ma piuttosto ad una loro contrazione.
Anche assumendo l’invarianza dei profitti, una riduzione del Price/Earning a
quello medio del precedente decennio comporta una riduzione delle quotazioni di
un 20% circa e questo criterio di valorizzazione viene seguito da alcuni
autorevoli commentatori e analisti quando tentano di dare un valore oggettivo ai
titoli Azionari.
Una
rappresentazione grafica che può aiutare a meglio comprendere questo concetto
trasposto sulla realtà italiana è esposta in figura 8 nella quale si può,
seppure grossolanamente, ritenere che per il nostro Indice Comit, un livello di
ragionevole equilibrio era posto in un intervallo compreso tra 400 e 800 punti e
questo ragionevole equilibrio è durato la bellezza di 12 anni dal 1986 al 1997.
In
epoca successiva, grazie a molte componenti, tra le quali certamente anche
l’inflazione ma in modo che valutiamo solo marginale, ma diremo soprattutto
all’abnorme apprezzamento dei titoli telefonici, e dell’avvicinamento alla
Borsa di un numero mai visto in precedenza di nuovi operatori che hanno vissuto
l’erosione dei tassi sui Titoli di Stato, l’Indice si è triplicato in
quattro anni passando da 600 a 2000 punti con un tasso di incremento annuo del
35% a capitalizzazione composta. E’ giusto, non è giusto?, non si sa e non si
può dire con assoluta certezza; si può solo dire che il Mercato oggi esprime
questi valori, Ma domani come sarà?. Cerchiamo di fare qualche ragionamento e
qualche confronto.
I
livelli attuali dei prezzi sono stati spinti a questi livelli da parte di
operatori che, mediamente, hanno visto triplicare le loro quotazioni negli
ultimi 4 anni guadagnando mediamente un 35% all’anno composto sul Mercato
italiano. Per confidare su una ipotesi di prosecuzione di questo trend bullish
pluriennale occorrerebbe che gli stessi operatori possano confidare su ulteriori
incrementi del 35% all’anno per gli anni entranti.
E’
ragionevole questa previsione. Francamente riteniamo di no, E allora?, Allora
forse i Mercati Azionari internazionali hanno raggiunto il momento in cui il
trend Bullish pluriennale deve prendere fiato per poi semmai riprende a correre
in futuro dopo alcuni anni di flessine durante nei quali si assiste ad una
rotazione dei players. Gli investitori poco accorti che non sanno uscire in
tempo e mantengono posizione ingessate lasceranno il campo di gioco ad altri
nuovi arrivati e la storia si ripete. Sono cento anni che queste cose accadono e
continueranno ad accadere, potranno essere messe in atto misure che attenuano
gli effetti delle flessioni dei Mercati Azionari ma i sensi di cupidigia e di
emotività delle persone non è destinato a cambiare. ”
Alla
luce delle prevedibili evoluzioni successive, ci sia permesso di dire, non
appare una riflessione per nulla fuori luogo ma non del tutto ascoltata.
3)
Indebolimento dei mercati azionari nel primo semestre.
Sul
finire del mese di Marzo abbiamo percepito che il movimento flettente molto
forte in atto era prossimo alla sua conclusione e in infatti nel TK’ Sentiment
Outlook numero 12 del 24 Marzo, ancora in presenza di un movimento fortemente
flettente come ben visibile nelle due figure seguenti, formulavamo a pagina 8 la
seguente prospettiva: “Per
il Mercato italiano vediamo ulteriori elementi che ci inducono a ritenere
maggiormente probabile questa view mediamente positiva (per le prossime
settimane), essi riguardano il fatto che l’Indice Comit ha raggiunto una
importante zona di consolidamento durata buona parte del 98 e del 99, e
l’Indice MIB 30 ha raggiunto (e riconosciuto) il livello di Ritracciamento di
Fibonacci pari al 38,2% della forte Onda rialzista avviatasi sui minimi del 94 e
del 95.
Per
poi aggiungere: “Omissis.. Alla
luce di quanto fin qui detto, non abbiamo elementi nuovi da aggiungere a corredo
del commento delle prospettive di evoluzione della Borsa Italiana, per la quale
rimane valido il quadro tracciato la settimana scorsa. Ci
attendiamo un possibile movimento di recupero dal livello attuale di 1610 fino
al livello di 1850 punti laddove vediamo forti resistenze con un apprezzamento
del 15%.”


Fig.
10) Indice Comit
Fig. 11) Indice Mib30
Nel
mese di Aprile in mercato ha effettivamente messo a segno questo temporaneo
recupero. Nel TK’s Sentiment Outlook numero 16 del 21 Aprile vedevamo ormai
giunto a conclusione il movimento di recupero che ha formato la Onda B e quindi
a pagina 16 commentando la figura 10 che riporta un possibile scenario di
sviluppo del nostro mercato ci esprimevamo nei seguenti termini: “In
conclusione
per il Mercato Azionario Italiano vediamo ancora possibile ma sempre meno
probabile una escursione dell’Indice MIB 30 in direzione dei 42.000 punti
laddove dovrebbe in ogni caso esaurirsi l’Onda correttiva di tipo B a cui
potrebbe seguire una successiva flessione in direzione di 32.000 punti con una
flessione quindi dell’ordine di un 20% dai livelli attuali.”

Fig.
12) Scenario di evoluzione dell’Indice Comit
Troppo
note sono le successive evoluzioni del nostro mercato, di cui possiamo tuttavia
prendere una veloce conoscenza osservano la figura 13, ma abbiamo il piacere di
constatare il rigore con il quale esso abbia compiuto sia l’Onda correttiva
A-B che la successiva Onda di esaurimento della flessione B-C. In assenza dei
fatti di terrorismo molto probabilmente avremmo potuto ritenere giunta a
conclusione l’onda correttiva al livello di 1400 punti dell’Indice Comit e
di 32,000 del MIB 30. Livelli questi attuali dai quali potremo partire nel corso
dell’anno 2002 dimenticando la ferita che i fatti dell’11 Settembre hanno
lasciato anche sui grafici dei mercati azionari.
Come
si vedrà alle pagine seguenti, nella tarda estate il mercato presentava
comunque segni di forte stanchezza definibile come fase di frustrazione e quindi
era particolarmente vulnerabile a recepire negativamente effetti esterni quali
appunto i fatti dell’11 Settembre . Cinicamente osserveremo anche come
comunque questi fatti hanno da un lato fornito l’ultima spinta flettente e
successivamente sono stati i propulsori della ripresa dei mercati azionari
avviatasi l 25 Settembre .

Figura 13) Evoluzione dell’Indice Comit
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