TK’s
Sentiment Outlook
Parte
f) proiezioni
per il 2002 della borsa italiana
Premessa:
questo
documento più che costituire un approfondimento di singoli temi monografici
come abbiamo fin qui visto sugli altri temi del TK’s Sentiment Outlook,
costituisce un riepilogo articolato delle indicazioni che provengono dai
principali metodi interpretativi fin qui esaminati. Come si evince dall'indice
gli approcci sono numerosi e cerchiamo di cogliere da ciascuno di loro le
indicazioni più affidabili e significative che possano contribuire alla
composizione di una visione ragionata e verosimile dello sviluppo del nostro
mercato per l'anno corrente.
Onde
evitare eventuale fraintendimenti sul lavoro qui presentato, vogliamo fare fin
da ora chiarezza su un punto: nel corso del lavoro si esamineranno eventi che
potrebbero manifestarsi negli anni 2004-2005. Questi esami servono per
inquadrare meglio la previsione dell’anno 2002 ma lo scopo del lavoro è e
vuole essere unicamente quello di fare previsioni sul corrente anno e quindi
ogni riferimento a possibili accadimenti che travalicano il 2002 non devono
essere considerati come previsioni di accadimenti di quelle epoche future.
______________________________
Il
primo aspetto che riteniamo opportuno considerare al fine di questo complesso
processo previsivo attiene al comportamento del nostro mercato nel rispetto dei
principi di Dow e in particolare vogliamo andare alla ricerca della sussistenza,
al momento attuale, delle fasi caratterizzanti i cicli pluriennali individuati
da Charles Dow.
Come
già abbiamo visto in tema di Analisi Ciclica, Charles Dow ravvisa in ogni ciclo
pluriennale di borsa il susseguirsi di una fase di Accumulazione , di una fase
di Espansione, di una di Flessione per terminare poi con la fase di
Frustrazione. Abbiamo altresì visto in quella sezione come negli anni dal 77 al
90 il nostro mercato abbia rispettato in una maniera sorprendentemente rigorosa
questi principi formando due cicli pluriennali della durata di circa cinque anni
cadauno assolutamente simili l'uno all'altro.

Figura
1) Sovrapposizione del Ciclo 96-2001
ai Cicli 78-83 e 83-88
Abbiamo
ampliamente commentato in quella sezione come la flessione registrata dal nostro
mercato dal Marzo del 2000 al minimo di Settembre del 2001 sia da considerare
come una fase di flessione assolutamente simile, sia per durata che per intensità,
alle fasi di flessione intervenute nei due cicli precedenti. Alla luce di questi
aspetti riteniamo interessante investigare ulteriormente sulla natura di questi
cicli con lo scopo di ipotizzare la possibile evoluzione di un nuovo ciclo
pluriennale che potrebbe ragionevolmente aver preso avvio proprio sul minimo del
21 di Settembre 2001 e che in questo momento potrebbe sviluppare la fase di
Accumulazione all’interno della zona indicata dal rettangolo verde in alto.
Allo
scopo ripresentiamo nella tabella 1 i dati caratteristici principali dei cicli
che hanno caratterizzato il nostro mercato dal 1977 in avanti e riprodotti in
figura 2; per coloro che hanno interesse ad un supplemento di approfondimento
richiamiamo di seguito molto brevemente i contenuti della tabella:

Figura
2) Formazione di macrocicli pluriennali dal 1985 sulla Borsa Italiana
·
Durata fase
Accumulazione :
indica il numero di sedute di borsa delle fase di Accumulazione dei tre cicli
principali che portano ad un valore medio di 509 sedute che viene pertanto da
noi interpretato come valore previsionale della durata della fase attuale di
Accumulazione che assumiamo sia partita nel Settembre del 2001 e dovrebbe quindi
completarsi nel mese di Settembre del 2003.
·
Durata fase di
espansione: la
durata media di questa fase molto positiva è stata storicamente di 363 giorni
di borsa corrispondente a circa 16 mesi e conseguentemente in base a questi
assunti si può ritenere che l'espansione massima del nuovo ciclo potrebbe
collocarsi del mese di Febbraio 2005. In termini più generali possiamo dire che
l'epoca all'interno della quale potrebbe esauritasi la fase di espansione può
andare dalla fine del 2004 alla tarda primavera del 2005.
Altrettanto
importanti delle date delle singole fasi sono le stime delle loro variazioni
percentuali e sebbene che nella tabella presentiamo i valori ipotetici di
variazione di tutte le singole fasi, riteniamo tuttavia al momento unicamente
significativa la stima della percentuale di variazione della fase di
Accumulazione che abbiamo posto pari ad un 50%.

Tabella
1) Parametri dei Cicli pluriennali e proiezione del nuovo Ciclo 2001-2006.
Dato
che in questa ipotesi di sviluppo l'avvio della fase di Accumulazione è
avvenuta con una quotazione di 1082 punti dell'indice Comit registrata in data
21 Settembre, si può ritenere che l'esaurimento di questa fase di
Accumulazione, che come abbiamo visto è prevista per il Settembre del 2003,
vedrebbe in quella data l'indice Comit su un valore di 1624 punti pari a circa
un 50% superiori a quelli del 21 settembre 2001 ma solo del 15% superiore del
livelli attuali.
Da
lì in davanti ogni valore riportato in tabella ha chiaramente una validità via
via inferiore. Nondimeno riteniamo che possa considerarsi ragionevole la stima
di un valore massimo dell'indice Comit nella fase di espansione in zona 5.000
punti; questo livello lo vediamo confermato anche da una interpretazione grafica
dello sviluppo del nostro mercato come proposto più avanti.
Sebbene
riteniamo che questa costruzione possa aver un (buon) fondamento di logica, in
quanto replicherebbe per la quarta volta un comportamento che per tre volte il
nostro mercato ha percorso negli anni scorsi, non dobbiamo tuttavia dimenticare
lo scopo del nostro lavoro che è volto a stimare con ragionevolezza il
possibile sviluppo del nostro mercato del corso del 2002.
Tra
una anno riprenderemo questa analisi e chiaramente laddove dovessimo con piacere
constatare nel 2002 si è comportato in modo abbastanza coerente con le nostre
previsioni che qui andiamo esponendo, non potremo che trarre forza nel
confermare queste previsioni. Ad oggi vediamo tuttavia unicamente che nel
corso dell'anno il nostro mercato potrebbe avviarsi su un sentiero leggermente
positivo stimabile nell'ordine di grandezza compresa tra 8% e un 12% dai livelli
di inizio anno.

Figura
3) Proiezione della fase di Accumulazione del nuovo ciclo 2001-2006
Una
crescita di questa intensità sarebbe da ritenersi del tutto coerente alle fasi
di Accumulazione che il nostro mercato ha assunto sia nel ciclo del 1977 - 83
che nel successivo 1983 - 88. Per contro, come meglio vedremo in seguito,
il presentarsi di una crescita di molto superiore a quella qui stimata e
indicata graficamente in figura 3, sarebbe da noi letta con sospetto e in modo
del tutto negativo.
In
questo caso la forte crescita potrebbe rappresentare non già una sana fase di
Accumulazione di un ciclo rispondente alle teorie di Dow ma piuttosto una
pericolosa Onda correttiva al rialzo della flessione iniziatasi nella primavera
del 2000 e destinata in tal caso, nel rispetto della teoria di Elliott, a
proseguire su livelli ben inferiori di quelli visti a Settembre 2001. Il valore
dell’Indice Comit di 500 .- 600, di cui abbiamo iniziato a parlarne due anni
fa nel TK’s Sentiment Outlook Speciale 2000 tornerebbe drammaticamente
d’attualità.
Allo stato delle cose siamo maggiormente propensi a considerare il movimento in atto come fase di Accumulazione di un ciclo positivo ma in ogni caso avremo modo di meglio percepire la natura del movimento in atto solo nella seconda parte del 2002 e quindi fino a che non avremo una totale consapevolezza di trovarci in una perniciosa Onda di tipo B non possiamo che riporre fiducia sul destino positivo del nostro mercato e procedere tranquilli alla messa in atto di operazioni al rialzo.
2)
Rispondenza a Cluster Temporali
La
durata temporale della fasi di Accumulazione che abbiamo calcolato in 509 sedute
di borsa e che vedrebbe il suo esaurimento nel Settembre del 2003, troverebbe
una conferma anche dalla interpretazione delle evoluzione del nostro mercato con
riferimento al cluster temporali basati sulla Sequenza Numerica di Fibonacci
applicati al minimo significativo di periodo del 1993 visibile in figura 4
(linee inferiori verdi).
Analogamente,
sempre ricorrendo a questa analisi e prendendo come riferimento il successivo
massimo del 1994, vediamo ragionevole collocare sul fine del 2004 o nella
primavera del 2005 l'esaurimento della fase di massima espansione del nostro
mercato laddove non dovremmo esitare a ribaltare in modo netto le posizioni
lunghe che nel frattempo avremo accumulato.
Saremmo
su livelli dell’ordine di 2,5 – 3 volte quelli attuali e quindi dovremo
essere capaci a frenare la nostra avidità e “lasciare guadagnare qualcun
altro”. Detta così una crescita dell’ordine di un 250-300% appare quasi
irragionevole ma almeno tre volte negli ultimi 20 anni il mercato azionario
italiano ci ha fatto un regalo di questa dimensione (e non parliamo del Nuovo
Mercato che volutamente continuiamo a non considerare nelle nostre analisi e
della cosa ci scusiamo con i sottoscrittori interessati).

Figura
4) Proiezione della durata temporale delle fasi del nuovo ciclo 2001-2006
Per quanto evidente la coincidenza di due indicazioni fornite da approcci così diversi come la Analisi Ciclica secondo la teoria di Dow e la individuazione dei cluster temporali sulla base della Sequenza Numerica di Fibonacci ci porta a ritenere di essere sulla strada giusta, vediamo ora se anche la comune analisi chartistica lineare può confermare questo ipotetico scenario del nostro mercato.
3)
Rispondenza a Livelli di Supporto e Resistenza
Come
andiamo ora ad osservare, l'interpretazione di questa ipotetica evoluzione di un
nuovo ciclo pluriennale risulterebbe coerente anche con la consueta analisi
chartistica lineare di cui abbiamo fatto ampio uso in questo in questa
ricognizione del comportamento strutturale del nostro mercato. L’espressione
maggiormente sintetica e al contempo significativa del suo comportamento in
relazione all'analisi chartistica lineare è ben visibile in figura 5 laddove si
osserva la formazione del classico Ventaglio storico tracciato con il vertice
sul minimo storico del 1977 e più volte proposto nelle nostre analisi.

Figura
5) Proiezione dei livelli di massima espansione del nuovo ciclo 2001-2006
L'evoluzione
prospettica che abbiamo ipotizzato presenta due interessanti aspetti che
interessano questa interpretazione chartistica lineare di lungo tempo su scala
logaritmica:
1)
La previsione di un movimento mediamente in crescita in questa fase di
Accumulazione (stimabile dell'ordine di un 8 -12% del corso del 2002 e di un
15-20% da oggi a Settembre del 2003), vuol dire ovviamente assumere che nel
periodo si possano avere delle significative escursioni al rialzo e al ribasso
che possiamo anche stimare dell’ordine di un + o – 10/12% dal livello medio
teorico di sviluppo del mercato proposto in figura 3. Pur accettando questa
dimensione della tolleranza del corso del mercato, riteniamo tuttavia che
l’escursione al ribasso non dovrebbero in nessun caso superare al ribasso nè
la Trend Line inferiore di questo Ventaglio illustrato in figura 3 né, men che
meno, il livello minimo registrato il 21 Settembre 2001
Come
abbiamo osservato su queste pagine nel corso del 2001, commentando i fatti
dell'11 Settembre abbiamo preso atto, con un felice sorpresa, del prefetto
riconoscimento da parte del nostro mercato di questa Trend Line di così lungo
periodo così come di analoghi riconoscimenti di simili Trend Line si sono
manifestati da parte di altri Indici di importanti mercati azionari quali quello
tedesco e quello americano.
Per
effetto di questo perfetto riconoscimento della Trend Line di così lungo
periodo, in presenza di una situazione così drammatica come quella che vivevamo
a Settembre 2001, siamo ora portati a ritenere che in presenza di nuovi fatti
potenzialmente molto negativi per le borse a prescindere dalla loro natura, sia
essa di carattere terroristico che di altra natura più squisitamente economica
- finanziaria, (vedasi Argentina), difficilmente potrebbero portare questi
tre mercati, Italia, Germania, America a violare al ribasso queste Trend Line di
supporto di così lungo periodo e così ben rispettate in passato e
illustrate nella sezione dedicata alla Analisi Tecnica.
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