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| TK's Sentiment Outlook - Individuazione del Sentiment |
Esempi Approccio di individuazione del sentiment
Tendenze
dei Mercati Finanziari Internazionali Individuate
con le Evolventi Paraboliche.
A
cura di Corrado M. Cantore.
Numero, 01 del 5 Gennaio 2001
1)
Lo scenario generale a riguardo dell’insieme dei Mercati Azionari
Internazioni non si presenta positivo, almeno per la parte iniziale dell’anno,
e vediamo anzi concrete possibilità di uno storno sensibile sui principali
Mercati Azionari occidentali; parimenti anche per il Mercato Italiano non
vediamo il profilarsi di situazioni incoraggianti fatta di forti fasi di
crescita indistinta su tutti i Settori, che abbiamo vissuto negli ultimi anni,
ma piuttosto di un assestamento ribassista con rischio di una più profonda
correzione.
2)
Come meglio emergerà dal seguito di questa riflessione, purtroppo non
riteniamo che l’anno entrante sarà ottimale per i cassettisti, sarà un anno
che vediamo orientato negativamente per molti Mercati Azionari nel quale
potranno uscire vincenti solo i veri Trader che sapranno operare con
professionalità, rigore e disciplina o coloro che sapranno seguire con
altrettanto rigore e disciplina indicazioni di trading fornite da consulenti
professionali seri e preparati.
3)
Il quadro macroeconomico vede una America in difficoltà sul lato della Domanda
Interna e una Europa in difficoltà sul fronte delle esportazioni e del tasso di
disoccupazione ancora doppio di quello americano; considerando almeno
momentaneamente chiuso il capitolo della New Economy a riguardo dei suoi
possibili effetti positivi sui Mercati Azionari, non si ravvisano quindi
elementi congiunturali che possano favorire un rapido risveglio dei Mercati
Azionari dei due Continenti.
4)
Quanto osservato a riguardo della capacità di tenuta nel lungo periodo,
inteso in termini di assenza di segnali anticipatori di forti flessioni, che su
questi orizzonti potrebbero essere superiori al 25%, non trova tuttavia conferma
su orizzonti temporali di più breve periodo laddove flessioni del 10-12% sono
non solo possibili ma anche piuttosto probabili.
5)
Anche
il Mercato Azionario Italiano osservato su un orizzonte temporale di lunghissimo
periodo si trova ancora in una situazione che possiamo considerare non
compromessa ma sarebbe sufficiente un movimento brusco di due tre settimane a
rimuovere questa situazione e far precipitare la situazione e in ogni caso il
picco della scorsa primavera prende sempre maggiore corpo come un possibile
massimo assoluto che difficilmente vedremo superare per lungo periodo.
6)
L’interpretazione del comportamento del Mercato Azionario Italiano con
il ricorso alla teoria di Elliott nel lungo periodo conferma la view che emerge
dalle analisi fin qui fatte che vede il massimo della primavera scorsa come
possibile massimo assoluto di lungo periodo della Borsa Italiana. Possiamo quindi concludere che anche sotto questo profilo di
Analisi, la fase attuale sia assimilabile come avvio della prima Onda correttiva
e che il massimo del Marzo scorso debba considerarsi un massimo assoluto che
difficilmente sarà superato nei prossimi anni.
7) L’insieme
dei Mercati Azionari, descritti dall’Indice MSCI sono in una fase molto
importante per il prossimo futuro. L’indice a breve si trova in una fase
negativa ben descritta dalla Evolvente Parabolica di resistenza con inclinazione
negativa che lo sta spingendo in zona 1150 punti circa laddove è chiamato ad
una reazione in quanto raggiungerebbe la Evolvente Parabolica di supporto di
lungo periodo. Vediamo i livello compreso tra 1120 e 1160 come ultimo baluardo
di difesa della sostenibilità dei Mercati Azionari, e sui quali dobbiamo fare
affidamento. Una decisa perdita di questo livello sarebbe da noi letto come
avvio di una pesante fase di avvitamento dei Mercati Azionari
Indice MIB 30
8) Un ragionevole obiettivo della flessione in corso lo possiamo
individuare in zona 38,000 punti dell’Indice MIB 30 o in zona 1650 per il
Comit distanti circa un 13% dalle quotazioni di fine 2000. L’obiettivo di
38.000 lo vediamo piuttosto ben definito in funzione sia della riproiezione
della ampia zona di congestione prodottasi da aprirle a fine anno sia in
funzione della presenza di picchi massimo di periodo creatisi nel 1998. Il tempo
impiegato per il raggiungimento di questo obiettivo può durare da qualche
settimana ad alcuni mesi ma riteniamo che esso sua assolutamente probabile. Alla
luce di quanto sopra e di quanto fin qui detto riteniamo opportuno consigliare
di uscire dalle residue posizioni lunghe sulla Borsa italiana e parcheggiare la
liquidità su Titoli di stato a tasso fisso confidando sulle future riduzioni
dei tassi di interesse.
Numero
7 del giorno 17 Febbraio 2001
La settimana scorsa giungevamo alle seguenti conclusioni: “Alla
luce di quanto sopra vediamo nell’immediato futuro il Mercato italiano ancora
improntato al ribasso con una prospettiva di primo obiettivo sui 1850 punti
dell’Indice Comit e di 42.000 per il MIB 30 e fino al raggiungimento di questi
livelli si possono mettere in atto operazioni ribassiste sul FIB onde
beneficiare della flessione attesa nell’ordine di un 1,5-2,5% sugli Indici
considerati.
I
livelli indicati non costituiscono obiettivi definitivi delle potenzialità di
ribasso ma piuttosto obiettivi che potrebbero essere raggiunti anche nei primi
due giorni della settimana entrante per poi assistere ad una possibile ripresa
in caso di rimbalzo del Nasdaq in zona 2300 Punti circa; il raggiungimento da
parte dell’indicatore RSI del MIB 30 della sua Evolvente Parabolica di
supporto aggiunge valore a questa attesa di rimbalzo sui livelli indicati
Nel
caso tuttavia di mancata reazione del Nasdaq entro metà della settimana
entrante allora dovremmo andare alla ricerca di obiettivi collocabili nella zona
di congestione compresa tra 1810 e 1770 dell’Indice Comit con una flessione
dai livelli attuali dell’ordine di 4% un sul livello medio della zona
obiettivo.”
Con la flessione del 2% circa in settimana non è mutato in
alcun modo il quadro generale descritto la settimana scorsa ed ora il MIB 30 è
da ritenersi in pieno Pull Back ribassista formatosi con il raggiungimento della
Evolvente Parabolica sui massimi di fine gennaio in zona 45.000 Punti e che vede
un obiettivo intermedio sulla Evolvente Parabolica di supporto in zona 40.000
punti ma più verosimilmente solo in zona .35.000-38.000 potremo considerare
quale valido livello di arresto della fase flettente in atto.

Indice MIB 30
Una (remota) speranza che questo scenario non abbia a
profilarsi emergerebbe solo da un improbabile pronta reazione sui livelli
attuali. Come ben illustrato i figura, l’Indice MIB 30 si trova in una
situazione che presenta delle somiglianze con quanto avvenuto nell’autunno del
99 e come tale lo proponiamo al Lettore.
In entrambi i casi il MIB 30 alla violazione della Evolvente
Parabolica ha formato un Pull Back ribassista che ha superato seppure di poco il
minimo precedente il Pull Back stesso. Nel primo caso esso ha quindi attivato la
forte crescita del semestre d’oro delle comunicazioni, ma in quell’epoca
partiva la bolla speculativa sul Nasdaq mentre ora la situazione del Nasdaq è
ben lungi dal presentare una nuova bolla speculativa per cui confidare sul
ripetersi di questo scenario è da noi visto come una mera espressione
fideistica ma non certo come possibile scenario su cui impostare operazioni
rialziste.
Alla luce di quanto sopra vediamo nell’immediato futuro il
Mercato Italiano ancora improntato al ribasso con una prospettiva di primo
obiettivo sui 1810-1770 punti dell’Indice Comit e di 40.000 per il MIB 30 e
fino al raggiungimento di questi livelli si possono mettere in atto operazioni
ribassiste sul FIB onde beneficiare della flessione attesa nell’ordine di un
ulteriore 1,5-2,5% sugli Indici considerati.
I livelli indicati non costituiscono obiettivi definitivi delle potenzialità di ribasso ma piuttosto obiettivi che potrebbero essere raggiunti anche nella settimana entrante per poi assistere ad una possibile ripresa in caso di rimbalzo del Nasdaq in zona 2300 Punti circa; il raggiungimento da parte dell’indicatore RSI del MIB 30 della sua Evolvente Parabolica di supporto aggiunge valore a questa attesa di rimbalzo sui livelli indicati
Numero
11 del giorno 17 Marzo 2001
3) Scenari che si possono presentare
Nel tentativo di individuazione
degli scenari che si possono presentare riteniamo corretto sviluppare un
ragionamento parallelo prendendo in esame contemporaneamente l’Indice MSCI
quale indice rappresentativo dell’insieme dei mercati azionari internazionali
e l‘Indice Comit per il nostro mercato e anche il MIB 30 in alcuni casi. Come
indicato nelle seguenti due figure, nello scorso mese di Gennaio entrambi gli
Indici hanno violato importanti Evolventi Paraboliche di lungo periodo avviando
una flessione praticamente a “candela”


Indice MSCI 1987-2001
Indice Comit 1985.20001
Le due Evolventi Paraboliche
tracciate sui due Indici registrano un minimo in coincidenza con un minimi
relativi dei due mercati che assumiamo come base di avvio dell’Onda di
Riferimento del rialzo di lungo periodo che consideriamo terminato esattamente
un anno fa. Da quella data la flessione dell’insieme dei mercati
internazionali espressi dall’Indice MSCI è stata superiore in termini
percentuali rispetto quella registrata sul mercato italiano rappresentato
dall’Indice Comit (che riteniamo quello maggiormente affine allo MSCI).
Mentre l’insieme dei mercati ha
avuto un ritracciamento dell’ordine di un 36% dell’Onda di Riferimento, il
mercato Italiano espresso dall’Indice Comit ha registrato un ritracciamento di
circa il 29%. Più allineato all’Indice MSCI è il comportamento dell’Indice
MIB 30 con un ritracciamento dell’ordine di un 36%

Livelli delle Onde di Riferimento e percentuali di
ritracciamento

Indice MIB 30
Alla luce delle argomentazioni
dianzi esposte sulla possibile reazione dei mercati all’intervento sui tassi
di interesse americani, abbiamo detto che nelle giornate di Lunedì e Martedì
ci attendiamo una flessione dell’ordine di un 2%. La manifestazione di una
flessione di questa entità comporterebbe che sia l’Indice MSCI che l’Indice
MIB 30 raggiungerebbero esattamente il primo obiettivo di ritracciamento
previsto in base alla sequenza numerica di Fibonacci e corrispondente ad un
ritracciamento pari al 38,2% della Onda di Riferimento.
Questo fatto ci deve far pensare
che i mercati potrebbero ricevere una spinta propulsiva già nella giornata di
Mercoledì che sancirebbe l’arresto della Onda Flettente A iniziata un anno
fa. E che potrebbe condurre i mercati a recuperare indicativamente ancora il
38,2% di quanto perso in questo anno con il raggiungimento di Obiettivi
rispettivamente posti a 1207 Punti dell’Indice MSCI e 42000 per il MIB30
mentre per il Comit questo conteggio si presenta meno verosimile per via del
minore ritracciamento fino a questo punto registrato.

Fib dall’estate del 1999
Un movimento in crescita fino a
42.000 punti per il MIB 30 lo vediamo coerente anche nell’esame del FIB
laddove si osserva una forte resistenza proprio in quella zona per il transito
della Evolvente Parabolica inferiore del canale che lo ha guidato dalla scorsa
primavera. Il movimento al rialzo che descriviamo si iscriverebbe all’interno
di un classico ciclo previsto dalla teoria di Elliott secondo la quale dopo una
fase di flessione (da Marzo 2000 a Marzo 2001) si presenta solitamente un
movimento di reazione al rialzo a cui segue la temuta fase C che porta il
mercato su livelli ben inferiori di quelli attuali.

Indice
MSCI

Indice Comit
Come illustrato nei due grafici
possiamo ipotizzare l’esaurimento di questa Onda C in zona 935 punti per
l’Indice MSCI che corrisponde ad un ritracciamento esattamente del 50% della
forte fase di crescita che ha caratterizzato i mercati azionari dal 1990 al 2000
e in zona 1400 per l’Indice Comit. Mentre possiamo facilmente ipotizzare il
raggiungimento del livello del MIB 30 in zona 32.000 che annullerebbe metà
della crescita dal 94 al 2000, per l’Indice Comit vediamo come punto di
potenziale arrivo di questa Onda in zona 1400 punti
Come ben si vede in figura, su quel
livello transita una Evolvente Parabolica di lunghissimo periodo che, nata del
1985 ha già saputo arrestare la flessione dell’estate del 1998 e quindi
possiamo attenderci che nuovamente saprà arrestare la flessione prossima
ventura che verrebbe a presentarsi secondo questa ipotesi.
Ricordiamo che questa è
l’ipotesi “virtuosa” nel senso che si basa sull’assunto che i mercati
finanziari accolgano positivamente la manovra sui tassi di interesse. Nel caso
opposto, lo scenario che possiamo oggi ipotizzare è semplicemente che gli
obiettivi che oggi assegniamo alla Onda C verrebbero raggiunti nell’attuale
Onda A che potrebbe terminare con la presenza di un Panic Selling.
E’ Ben evidente che anche in
questo caso si assisterebbe ancora ad una azione di reazione molto più ampia di
quella qui descritta, ottima per occasioni di trading, ma la successiva Onda C
che non verrà a mancare potrà raggiungere livelli che al momento riteniamo
inopportuno calcolare anche se già dal TK’s Outlook Speciale di Dicembre 99,
15 mesi fa indicavamo in zona 500 dell’Indice Comit.
In
Conclusione, non abbiamo altro da fare che attendere il responso del mercato
americano agli interventi della FED di martedì prossimo accettando intanto una
possibile flessione di un 2% tra lunedì e martedì, In caso di una accoglienza
positiva, seguiremo con estremo rigore il mercato sul TK’s Sentiment On Line
laddove segnaleremo le opportunità che vediamo sia su settori che su singoli
titoli. In caso opposto avremo ancora una settimana di tempo caratterizzata da u
forte panic selling per questo esercizio ma certamente le opportunità di
guadagno al rialzo per tutti coloro che hanno saputo rendersi liquidi saranno
decisamente migliori.
Insomma se Greenspan riducesse solo dello 0,25% i tassi per
i trader potrebbe davvero essere la cosa migliore.
Numero
16 del giorno 21 Aprile 2001
Il quadro del Mercato italiano presenta delle coerenze con
quanto fin qui osservato, gli indici Comit e MIB 30 hanno leggermente violato la
Evolvente Parabolica superiore di resistenza ma in misura inferiore a quanto
osservato sull’Indice Eurostoxx e quindi non ci sentiamo di attribuire una
eccessiva enfasi a questi leggeri supermanti che potrebbero costituire
interessanti massimi di periodo sui quali riposizionare successivamente le
Evolventi Paraboliche di resistenza per esplorare i movimenti futuri.
In ogni caso il segnale è comunque interessante da tenere a
mente e per questo motivo riportiamo anche i valori numerici delle Evolventi
Paraboliche in quanto un possibile e non molto improbabile rientro dei due
indici sotto le rispettive Evolventi Paraboliche annullerebbe definitivamente le
possibilità di proseguimento del movimento positivo in atto sul nostro Mercato
Azionario.

Indice
Comit Valori delle Evolventi Paraboliche dell'Indice Comit

Indice
MIB 30 Valori delle Evolventi Paraboliche dell'Indice MIB 30
In questa particolare fase del Mercato non riteniamo
necessario porre la consueta dettagliata attenzione dalle Evolventi Paraboliche
di resistenza descritte nelle due precedenti figure in quanto la situazione
generale del Mercato Italiano presenta altre resistenze che giudichiamo
particolarmente importanti e che sono descritte nelle seguenti due figure


Indice Mib 30
Future FIB
Le
resistenze in questione sono ben quattro:
a)
Il MIB 30 ha raggiunto la Trend Line A- A’ che, posta parallela alla
Trend Line tracciata sui massimi, transita con estremo rigore anche sui minimi
del 98 e del 99 e che costituisce una prima resistenza
b)
Il MIB 30 ha raggiunto una seconda Trend Line B- B’ che transita sui
massimi della fase flettente ed è parallela all'altra Trend Line inferiore e
che quindi costituisce una seconda resistenza
c)
Il Mib 30 ha raggiunto una Evolvente Parabolica di resistenza che
transita sempre allo stesso punto delle prime due resistenze e che quindi
costituisce una terza resistenza
d)
Infine l’Indicatore RSI tracciato sul FIB ha raggiunto la parte
superiore di un Canale Parabolico laddove ci attendiamo un suo arresto
interpretabile come quarta resistenza
Occorre precisare che il punto di incrocio
di queste resistenze si pone indicativamente tra 41 e 42,000 Punti del MIB e
quindi nulla esclude il formarsi di un residuo tentativo di recupero
dell’ordine di una frazione di punto percentuale che sarebbe comunque utile
unicamente alla presa di posizioni corte con massiccio acquisto di PUT.

Indice
MIB 30
Indice Comit
La situazione osservata sul MIB 30 appare
leggermente diversa se traslata sul Comit ma in ogni caso, come visibile nelle
due figure, non lascia spazio per interpretazioni differenti da quelle esposte,
lo strappo potrebbe proseguire in misura leggermente superiore ma in ogni caso
riteniamo che sempre di strappo finale della Onda B si tratti. Un sempre
possibile, e meno facilmente interpretabile, intervento sui tassi dell’Euro da
parte della Banca Centrale Europea potrebbe costituire a causa dì questo scatto
finale ma non riteniamo che di per sé possa essere ritenuto sufficiente a
mutare il quadro generale dei Mercati Azionari.
I Mercati Azionari ragionevolmente
interpreterebbero questa decisione come una sorta di ”atto dovuto e giunto in
ritardo” e non come fatto capace di mutare la view generale. In ogni caso in
presenza di un eventuale intervento in questa direzione, sarà nostra cura
riconsiderare la situazione che si verrà a presentare la quale potrebbe anche
stravolgere guanto fin qui decritto ma attendiamo il suo verificarsi prima di
esprimerci sugli effetti conseguenti.
Una indicazione sul possibile avvio di un
movimento flettente lo potremo osservare fin dall’inizio settimana in base al
comportamento del FIB e più ancora del suo Indicatore RSI. Una flessione del
Future comporterebbe una flessione del suo Indicatore RSI con l’effetto che
esso violerebbe al ribasso la Evolvente Parabolica di supporto di breve periodo
illustrata in figura che si presenta assolutamente simile ad una recedente
Evolvente formatasi durante i movimento correttivo di un paio di mesi fa in zona
43.000 –44.500 punti.

Future
FIB
I
due movimenti, quello registrato in passato e quello in corso presentano le
numerose corrispondenze grafiche: illustrate in figura di pagina precedente e
quindi il presentarsi di una violazione della Evolvente Parabolica
sull’Indicatore RSI potrebbe prefigurare l’arresto del movimento correttivo
come in precedenza. SI deve osservare che anche l’Indicatore MACD, qui non
rappresentato, presenta i primi segnali di possibile inversione del trend e che
quindi anche questa chiave di lettura dà una maggiore chanches si
manifestazione di una nuova fase riflessiva rispetto l’ipotesi di prosecuzione
della crescita in atto e fin da Lunedì prossimo potremo verificare sulla
correttezza o meno della indicazione di chiusura delle posizioni date Mercoledì
scorso alla notizia del taglio dei tassi americani.
In
conclusione i movimenti avvenuti in settimana anche a seguito degli interventi
sui tassi non hanno mutato lo scenario prospettico che da settimane andiamo
prospettando e ben descritto dal seguente grafico dell’Indice Comit.

Scenario di evoluzione dell’Indice Comit
In conclusione per il Mercato Azionario Italiano vediamo ancora possibile ma sempre
meno probabile una escursione dell’Indie MIB 30 in direzione dei 42.000 punti
laddove dovrebbe in ogni caso esaurirsi l’Onda correttiva di tipo B a cui
potrebbe seguire una successiva flessione in direzione di 32.000 punti con una
flessione quindi dell’ordine di un 20% dai livelli attuali.
Le dinamiche sul Mercato italiano
sono comunque fortemente dipendenti dalle dinamiche degli altri Mercati
internazionali e quindi questo possibile scenario acquisterebbe una maggiore
valenza al presentarsi dei segnali negativi descritti per l’insieme dei
Mercati internazionali.
Per contro il manifestarsi dei
segnali positivi sempre indicati per i Mercati internazionali potrebbe lasciare
correre il nostro Mercato al raggiungimento del livello di 42.000 punti laddove
si renderebbe necessario rivedere questo scenario ma, pur augurandoci di doverlo
fare, lo riteniamo allo stato delle cose assolutamente prematuro. Analogamente
un intervento sui tassi di interesse sull’Euro potrebbe migliorare la
situazione ma in misura che riteniamo solamente molto lieve. Fino a che non si
avranno convincenti sognali di reale miglioramento della situazione
macroeconomica americana permarrà questa visione che indicherebbe il perfetto
completamento del ciclo classico descritto da Elliott e avviatosi nel lontano
1993.
Come illustrato in figura, al
completamento di questo ciclo, il Comit potrebbe riprendere a crescere e la
violazione della Evolvente Parabolica di resistenza di lungo periodo sarebbe da
leggersi come formazione di una prima Onda primaria di un nuovo ciclo positivo
che questo metodo di analisi permetterebbe do cogliere con molta tempestività.
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