| Parte "A" del Libro Modelli di Trading per i Mercati Finanziari |
Parte "A" - Le Dinamiche dei Mercati Azionari nel Lungo Periodo.
Premessa e sintesi della Parte "A".
In questa Prima Parte del testo si presentano alcune preliminari riflessioni sui comportamenti dei Mercati Finanziari, sui meccanismi di trasmissione degli impulsi da un Mercato Finanziario agli altri, come questi impulsi sono recepiti da parte degli Operatori attivi su questi Mercati e come ad essi reagiscono. La generalizzata e univoca risposta da parte di tutti gli Operatori a taluni segnali che giungono sui Mercati Finanziari è in qualche misura preventivabile e costituisce il fondamento sul quale si basa la disciplina che prende il nome di "Analisi Tecnica".
Come si osserverà diffusamente in tutto il testo, l'Analisi Tecnica presenta una elevatissima efficacia in virtù del fatto che la maggioranza degli Operatori attivi sui Mercati Finanziari, servendosi quotidianamente nel loro operare dei Metodi di Analisi Tecnica, tendono ad uniformare le loro decisioni proprio in base alle indicazioni rivenienti da questa disciplina.
Il comportamento collettivo degli Operatori in reazione alle indicazioni provenienti dalla Analisi Tecnica sortisce l'effetto di portare i Mercati Finanziari al presentarsi di segnali ben chiari che vengono recepiti da questi Metodi Interpretativi e Previsionali, che appunto costituiscono la Analisi Tecnica e che comportano decisioni collettive e uniformi da parte di tutti gli Operatori, esattamente dove sono attesi in base alle indicazioni fornite dalla stessa Analisi Tecnica. A suffragare queste affermazioni, questa prima parte del testo è tesa a documentare come si comportano i Mercati Finanziari e come essi rispondono con le loro evoluzioni nel tempo ai principi della Analisi Tecnica.
Dopo una dettagliata descrizione del comportamento interagente dei vari Mercati Finanziari dalla quale emerge il ruolo chiave esercitato dal Mercato dei Tassi di Interesse, particolare rilievo viene riservato al Mercato Azionario Italiano negli ultimi 20 anni circa e a quello Americano da inizio del secolo e alla sorprendente peculiarità di come essi abbiano risposto in una maniera che può apparire sorprendente ai basilari principi della Analisi Tecnica.
Al riguardo sono presentati in questa prima Parte una serie di Metodi diversi di Analisi Tecnica: quali quella propriamente Chartistica, quella Ciclica, quella Algoritmica ecc.. e la efficacia di ciascuna di queste famiglie di metodi viene verificata sul comportamento di questi Mercati Azionari nel lungo periodo. Occorre osservare che i Metodi di Analisi Tecnica sono prevalentemente indirizzati verso una Operativa di Trading di breve periodo, tuttavia i principi che si osservano rispettati nel lungo periodo di norma lo sono anche, e in misura superiore, nel più breve periodo di applicazione.
In chiusura di questa prima Parte si presentano metodi di ricerca e individuazione dei comportamenti ciclici che normalmente caratterizzano l'evoluzione dei Mercati Finanziari, al riguardo si fa ricorso ad alcune teorie mutuate da altre discipline scientifiche. La prima di esse prende il nome di "Teoria dei Cicli Limite", la seconda si riconduce alla portentosa serie numerica conosciuta con il nome di "Sequenza Numerica di Fibonacci" dal nome dello scopritore Leonardo Fibonacci già nel lontano XII secolo che tanto contributo dà in questo campo.
L'esposizione di alcuni di questi concetti può risultare abbastanza teorica, tuttavia i sorprendenti riscontri sulla validità di queste teorie che sono presentati in più occasioni nel testo dovrebbero indurre il Lettore ad uno sforzo di assimilazione di questi concetti che possono presentarsi di non immediata chiarezza ad una prima sommaria lettura.
Indice della Parte
"A"

Esempio dei contenuti: Raffronto dei due Cicli Primari 1977-83 e 1983-88 (della Borsa Italiana).
Nel perseguimento dell'obiettivo di meglio conoscere le proprietà comportamentali della Borsa Italiana, sviluppiamo in questa sezione alcune riflessioni abbastanza analitiche sulla comunanza dei due Cicli Primari descritti dall'Indice Comit; da essa risulterà che le fasi della Borsa, al pari di altri Mercati Finanziari, tendono a ripetersi con estrema regolarità fino a quando non sopraggiungono elementi esterni di disturbo. Onde effettuare una prima verifica, di tipo visivo, delle comunanze tra i due Cicli Primari, sia in termini di durate delle singole fasi che della ampiezza di variazione dell'Indice, i grafici dei due Indici sono stati sovrapposti nella loro rappresentazione logaritmica come illustrato in grafico di Figura 4-20 ottenendo significative rispondenze alla loro similarità.
Nel grafico abbiamo assunto come punto di riferimento per la sovrapposizione dei due Cicli il loro punto iniziale della Fase di Espansione: il punto indicato con la sigla E nel grafico di Figura 4-10 per il primo Ciclo e il punto R per il secondo. Sul grafico di Figura 4-20 sono visivamente ben evidenti i seguenti aspetti che accomunano le caratteristiche evolutive dei due Cicli Primari:

Figura 4-20) Indice Comit della Borsa Italiana: sovrapposizione dei due Cicli Primari degli anni 1997-1983 e 1983-1988
1) Nella Fase di Accumulazione entrambi i Cicli si muovono con oscillazioni iscritte all'interno di un canale moderatamente ascendente delimitato in basso dalla linea di Supporto di lungo periodo e in alto da una altra linea quasi parallela alla prima.
2) All'interno di questo canale della Fase di Accumulazione, come illustrato in dettaglio sul grafico di Figura 4-21 entrambi i Cicli Primari compiono un doppio Ciclo secondario, che definiamo Cicli Intermedi di Accumulazione, caratterizzati da una partenza sulla linea bassa di Supporto per giungere sulla parallela linea di Resistenza per ripiegare poi sulla originaria linea di Supporto.
3)
Sul grafico si osserva molto bene come al termine della Fase di Accumulazione,
in entrambi i primi Cicli Primari l'Indice perforò verso l'alto la linea di
Resistenza formando un nuovo massimo (rispettivamente nei punti F e S),
raggiunto il quale subisce una leggera Flessione (Pull Back) fino a
posarsi sulla originaria linea di Resistenza (punti G e T) che,
costituisce ora una linea di Supporto sulla quale l'Indice rimbalza dando avvio
ad una fase di forte crescita quale è appunto la Fase di Espansione.
Nella Fase di Accumulazione del terzo Ciclo Primario, la formazione del primo Ciclo Intermedio è meno evidente, lo si può comunque considerare passante per i punti Y-AA-AB. Più in linea con i primi due Cicli Primari è viceversa la formazione del secondo Ciclo Intermedio che transita per i punti AB-AC-AD.
4) Ritornando al grafico di Figura 4-20 si osserva come per entrambi i Cicli Primari la Fase di Espansione sia caratterizzata da un movimento oscillante all'interno di un Canale formato da due linee parallele molto ravvicinate tra di loro e molto ripide, di fatto quasi senza incontrare flessioni o nuovi Cicli Intermedi sul loro percorso.
5) Raggiunta la sommità, il movimento si inverte avviando la Fase di Flessione con una caduta abbastanza precipitosa concentrata nello spazio di poche sedute di Borsa a cui segue una reazione correttiva altrettanto rapida ma di minore intensità proseguendo quindi la Flessione su livelli via via inferiori.
6) Segue quindi una lenta Flessione intervallata da un solo tentativo di ripresa che tuttavia si colloca al di sotto dei livelli sia del punto massimo del Ciclo sia del livello di rimbalzo post Flessione. In questa fase il secondo Ciclo Primario (83-88) si mantiene su livelli superiori e per un più lungo periodo rispetto a quanto avvenuto nel primo Ciclo; riteniamo che questo fenomeno sia dovuto alla maggiore maturità della Borsa italiana parzialmente stabilizzata, almeno in quel periodo, dalla presenza dei Fondi di Investimento.
7) Il Ciclo termina con una continuazione della fase di discesa che si conclude con la fase di "Panico" che, con una precipitosa caduta, allontanerà definitivamente i piccoli azionisti dal Mercato e dando spazio ai Gruppi di ritornare sul Mercato raccogliendo a prezzi molto bassi i Titoli svenduti dai piccoli azionisti, in attesa che un nuovo Ciclo pluriennale abbia a manifestarsi..
Figura 4-21) Indice Comit: formazione di Cicli Intermedi nelle fasi di Accumulazione dei due Cicli Primari.
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